laura granato

NO GREEN PASS DE’ PALAZZO! L’EX GRILLINA LAURA GRANATO, OGGI SENATRICE DI “ALTERNATIVA C’E”, NON MOSTRA IL GREEN PASS MA ENTRA A PALAZZO MADAMA. IL CONSIGLIO DI PRESIDENZA: "MAI PIU’. NON SI ENTRA SENZA CERTIFICATO" - IL GIORNO PRIMA GRANATO AVEVA ANNUNCIATO: NON HO INTENZIONE DI ESIBIRE LA TESSERA DELL'OBBEDIENZA.

Da repubblica.it

 

laura granato 17

Non ha voluto esibire il Green Pass entrando in ufficio e neanche a palazzo Madama, come aveva annunciato. È stata quindi segnalata dagli assistenti parlamentari ai questori, ma la senatrice di Alternativa C'è Bianca Laura Granato è riuscita a entrare a palazzo Madama per prendere parte ai lavori della commissione Affari costituzionali dove è obbligatorio esibire il 'passaporto verde'. Che sono stati poi sospesi dal presidente della Affari costituzionali, Dario Parrini, dopo essere stato informato della questione dagli uffici dei questori. 

 

"Non si può lavorare - ha notato Parrini - con la presenza di un trasgressore delle regole fondamentali". Il consiglio di presidenza di palazzo Madama, che si è riunito appositamente per discutere il caso, ha emesso il suo verdetto: i senatori che rifiuteranno di esibire il green pass, non potranno più entrare a Palazzo Madama e nei palazzi adiacenti che fanno capo al Senato.

 

laura granato 17

Granato lo aveva annunciato ieri: "Siamo cittadini e non sudditi. Rivendichiamo il diritto alla tutela della salute del cittadino secondo quelle che sono le proprie convinzioni: anche per questo non entrerò con il Green Pass in Senato, non ho intenzione di esibire la tessera dell'obbedienza", aveva detto l'ex grillina ora passata ad Alternativa c'è.

 

 

"Non ho intenzione di esibire il green pass" ha detto Granato alla commessa che glielo chiedeva all'ingresso laterale, quello di San Luigi dei francesi. "Lei può entrare - le ha risposto la commessa -, ma noi dobbiamo fare una segnalazione ai questori". Granato ha quindi passato il varco spiegandoì che in mattinata una scena analoga si era svolta quando si era recata nel suo ufficio, nel palazzo ex Isma, esterno a Palazzo Madama, situato in piazza Capranica:

 

laura granato 17

"Anche in quel caso il commesso mi ha fatto passare annunciandomi che avrebbe fatto una segnalazione ai questori". Granato si è quindi recata nell'aula della Commissione Affari costituzionali dove è iniziato l'esame del decreto sul green pass, al quale la senatrice di Ac ha presentato diversi emendamenti: "Vediamo che succede quando dovrò entrare in Aula" ha detto. Le sanzioni previste dall'Ufficio di presidenza in caso di mancata esibizione del Green Pass, possono raggiungere la sospensione fino a 10 sedute, con la decurtazione della diaria".

 

"Quando sono fuori dal Senato - ha annunciato Granato - per rispettare tutte le regole cui sono sottoposti anche gli altri cittadini lo esibisco, ma nel luogo deputato alla rappresentanza dei cittadini mi rifiuto di piegarmi a una distorsione del regolamento del Senato, oltretutto derivante da un decreto legge, un atto unilaterale del governo che ancora non è stato convertito in legge e che adesso il Parlamento sta discutendo". "Se non mi fosse data la possibilità di entrare in Senato, di difendere gli emendamenti che ho presentato e questi decadessero, sarebbe un atto gravissimo. Infatti se sono assenti i proponenti gli emendamenti decadono in automatico".

la presidente del senato maria elisabetta alberti casellati foto di bacco

 

(…)

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?