karol nawrocki donald tusk

LASCIATE PERDERE LA PROPAGANDA TRUMPUTINIANA: L’UNICO TENTATIVO DI GOLPE IN POLONIA RISALE AL 2015 – IL PARTITO LEGGE E GIUSTIZIA “PIS”, CHE OGGI ACCUSA IL GOVERNO LIBERALE DI “COLPO DI STATO”, PRESE IL CONTROLLO DEL TRIBUNALE COSTITUZIONALE CON MANOVRE ILLEGALI, CONDANNATE ANCHE DALL’UE – IL PREMIER EUROPEISTA TUSK ADESSO STA TENTANDO DI RIPRISTINARE LO STATO DI DIRITTO, MA È BLOCCATO DAI VETI DEL PRESIDENTE, KAROL NAWROCKI: IL CAPO DI STATO STA IMPEDENDO IL GIURAMENTO DI OTTO GIUDICI COSTITUZIONALE ELETTI DAL PARLAMENTO. È STATA UNA GIUDICE A SOSPENDERE IL PRESIDENTE DELLA CORTE COSTITUZIONALE, NOMINATO DAL PIS, DANDO IL VIA ALLA CRISI ISTITUZIONALE, FOMENTATA DA ESPONENTI MAGA E OSSERVATA CON GROSSO GODIMENTO DA PUTIN..

 

1 - IN POLONIA IL GOLPE È CONTRO LO STATO DI DIRITTO E RISALE AL 2015

Estratto dell’articolo di David Carretta per “il Foglio”

 

donald tusk sopralluogo dopo il sabotaggio alla ferrovia varsavia lublino

Se c’è stato un “colpo di stato” in Polonia è quello che il partito nazionalista Legge e Giustizia (PiS), oggi all’opposizione, ha realizzato quando è salito al potere nel 2015 usando la sua maggioranza e tattiche coercitive per prendere possesso e occupare le istituzioni.

 

Quel golpe contro lo stato di diritto – che alcuni giuristi avevano definito “costituzionale” – prosegue anche oggi per mano del presidente Karol Nawrocki, che abusa dei suoi poteri per impedire la restaurazione delle fondamenta di una democrazia funzionante condotta dal primo ministro, Donald Tusk.

 

proteste davanti alla corte costituzionale in polonia 6

Ogni altra interpretazione della crisi politica di ciò che è accaduto nel fine settimana a Varsavia – come quelle diffuse dagli influencer Maga, dagli accoliti di Vladimir Putin e dai loro alleati europei – persegue un obiettivo che non ha nulla a che fare con lo stato di diritto. Ma tende piuttosto a polarizzare, seminare divisioni, destabilizzare e alla fine distruggere la democrazia liberale in Europa

 

La crisi in Polonia non è costituzionale, nemmeno istituzionale, ma puramente politica. Non è stata innescata dal tentativo da parte di alcuni giudici di sospendere il presidente del Tribunale costituzionale, Bogdan Swieczkowski, e il suo vice.

 

Bogdan Swieczkowski

Le origini del conflitto vanno ricercata delle manovre illegali con cui il PiS aveva preso il controllo del Tribunale costituzionale nel 2015 e 2016. Diverse sentenze della Corte europea dei diritti umani e della Corte di giustizia dell’Ue, nonché i pareri della commissione di Venezia del Consiglio d’Europa, hanno stabilito che il Tribunale costituzionale polacco non può essere considerato un’istituzione giudiziaria legale perché le nomine del suo presidente e dei suoi membri sotto il PiS l’hanno privata dei requisiti di indipendenza e imparzialità.

 

Nel 2022 anche una sentenza della Corte suprema amministrativa della Polonia ha stabilito che il Tribunale costituzionale, a causa delle nomine illegali del PiS, ha perso la sua capacità di giudicare secondo la legge.

 

proteste davanti alla corte costituzionale in polonia 11

[…]  I crimini proseguono ancora oggi, con il tentativo del presidente Nawrocki – eletto come indipendente, ma in realtà esecutore delle volontà del PiS – di non permettere il giuramento di otto giudici costituzionali legittimamente eletti dalla Sejm, la Camera bassa, per sostituire alcuni giudici sul punto di andare in pensione.

 

Il presidente non ha alcun potere di rifiutare il giuramento. Ma, impendendo ai nuovi giudici di prendere funzione, Nawrocki ha impedito al Tribunale costituzionale di tornare a essere un organo giudiziario che opera secondo i fondamenti dello stato di diritto.

 

Karol Nawrocki E Donald Tusk

La Commissione di Ursula von der Leyen ieri ha difeso l’operato di Tusk. “Spetta alle autorità polacche garantire che il Tribunale costituzionale possa funzionare in conformità con la Costituzione polacca e nel rispetto della pertinente giurisprudenza della Corte di giustizia dell’Ue”, ha detto un suo portavoce.

 

“La nomina di otto nuovi membri del Tribunale costituzionale rientra nel potere costituzionale del Sejm, come confermato dalla Commissione di Venezia nel suo parere del 13 ottobre 2026. Inoltre, il 5 maggio 2026, la Corte europea dei diritti dell’uomo ha adottato misure provvisorie che impongono alle autorità polacche competenti di astenersi dall’ostacolare l’assunzione e l’esercizio delle funzioni giudiziarie da parte dei giudici nominati dal Sejm nel marzo 2026”, ha aggiunto la Commissione.

 

proteste davanti alla corte costituzionale in polonia 10

[…] Secondo Stefano Ceccanti, professore di Diritto pubblico comparato all’Università sapienza di Roma, “il tema che ci pone il caso polacco è come si smantella una democrazia illiberale, una volta che le forze illiberali abbiano perso le elezioni e quando però esse abbiano ancora un forte insediamento nella società e nelle istituzioni”. In Ungheria era “più semplice”, perché Peter Magyar ha la maggioranza dei due terzi in Parlamento per modificare la costituzione. Nel 2025, l’elezione di Nawrocki alla presidenza ha compromesso i piani di Tusk per restaurare lo stato di diritto.

 

“E’ vero che le forze liberali non devono comportarsi come i predecessori e devono individuare rimedi strutturali”, ma “occorre anche essere decisi senza esitazione contro chi cerca di tenere in piedi i residui illiberali come il presidente della Repubblica polacco”, spiega Ceccanti.

 

KAROL NAWROCKI - DONALD TRUMP - FOTO LAPRESSE

[…] La leader del Rassemblement National Marine Le Pen ha accusato Tusk di una “presa di controllo forzata di un’istituzione costituzionale” e denunciato “la moltiplicazione dei colpi di forza in seno all’Ue”. “La situazione in Polonia è molto grave. Arresti e un’irruzione nella Corte costituzionale – tutto per difendere l’Ue antidemocratica”, ha scritto su X Nigel Farage. “Tusk è globalista-Ue, di sinistra, Nawrocki è trumpista, di destra. Sono totalmente incompatibili (...) ma il primo è pro Ucraina, il secondo è nazionalista polacco ostile a Kyiv”, ha scritto Alexander Dugin, uno degli ideologhi del Cremlino.

 

“Da anni esistono in Polonia organizzazioni e politici che vogliono distruggere la democrazia e lo stato di diritto, ha detto sabato Tusk in un discorso televisivo alla nazione. “E’ avidità, stupidità o tradimento? Alla fine, l’effetto è lo stesso e non a caso trovano nel mondo appoggio tra le forze filorusse, e oggi in questo conflitto usufruiscono del sostegno di un’armata di bot russi su internet. Anzi, hanno ricevuto persino pubblici complimenti dal principale ideologo del Cremlino”. […]

proteste davanti alla corte costituzionale in polonia 7

 

2 - L'UE SI SCHIERA CON TUSK, MA ORA LA POLONIA RISCHIA LA PARALISI

Michele Esposito per l’ANSA

 

La pausa domenicale non ha illuso nessuno: lo scontro istituzionale apertosi in Polonia sulla nomina dei giudici della Corte Costituzionale è destinato a durare a lungo, con conseguenze al momento non prevedibili.

 

Dopo il blitz del presidente della Repubblica Karol Nawrocki, le manifestazioni, gli attacchi delle destre e la replica del premier Donald Tusk in diretta televisiva, per una manciata d'ore a Varsavia è sceso il silenzio. Non si tratta, però di una tregua. Nessuno dei contendenti - il centrista Tusk da un lato, il sovranista Nawrocki dall'altro - ha intenzione di mollare la presa. "Non scenderò a compromessi", ha avvertito il primo ministro.

   

Tusk può contare su un alleato di non poco conto, l'Europa. Dopo un lungo silenzio la Commissione Ue nella serata di sabato ha parlato, schierandosi abbastanza nettamente al fianco del premier polacco.

proteste davanti alla corte costituzionale in polonia 4

 

"Spetta alle autorità polacche garantire che il Tribunale costituzionale possa funzionare conformemente alla Costituzione e nel rispetto della giurisprudenza pertinente della Corte di Giustizia dell'Ue.

 

La nomina di otto nuovi membri del Tribunale costituzionale rientra nella competenza costituzionale del Sejm (la Camera bassa, ndr)", ha sottolineato un portavoce dell'esecutivo Ue. Tradotto: Nawrocki non ha alcun diritto di interferire.

 

Del resto, è proprio per rispettare la sentenza della Corte di Giustizia Ue - secondo cui la Corte costituzionale composta dai giudici nominati dal governo del PiS non è né imparziale né indipendente - che Tusk ha voluto nominare otto nuovi togati.

 

proteste davanti alla corte costituzionale in polonia 3

Lo ha fatto nella primavera scorsa ma Nawrocki e l'attuale presidente della Corte Bogdan Swieczkowski hanno sempre ostacolato l'attuazione delle nomine. Fino alla prova di forza della sospensione di Swieczkowski. Tusk non ha alcuna intenzione di tornare indietro e la giudice Anna Korwin-Piotrowska, di fatto presidente in pectore, ha diramato le prime direttive per le attività da svolgere fuori dalla sede della Corte, ancora presidiata dalla polizia.

 

Nel frattempo in Polonia non è solo la politica a schierarsi. I vescovi hanno lanciato un appello alla calma a tutte le parti, innescando la piccata risposta del ministro degli Esteri Radolaw Sikorski che ha ricordato alla Chiesa polacca il suo silenzio sulle nomine dei togati nell'era di Mateusz Morawiecki.

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Il capo della polizia ha invece sottolineato come, nella notte di venerdì, le forze dell'ordine abbiano agito "secondo standard etici e legali". Ma il caso polacco, ormai, è un caso europeo. E, probabilmente, non è che un assaggio dello scontro politico che segnerà il continente nell'anno elettorale del 2027.

 

Dopo Fdi e Lega, dopo Viktor Orban e il leader sloveno Janez Jansa, anche Marine Le Pen è intervenuta a gamba tesa contro Tusk. "I fatti preoccupanti in Polonia sembrano configurare una presa di potere con la forza di un organo costituzionale", ha sottolineato la candidata di estrema destra all'Eliseo, accusando l'Ue di "restare indifferente".

 

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"Non interferisca nella nostra politica", le ha prontamente replicato Sikorski. E a Le Pen hanno risposto anche il ministro francese degli Affari Ue Benjamin Haddad e il candidato socialdemocratico alla presidenza, Raphael Glucksmann. Con un messaggio simile: "Le Pen usa gli stessi modi del PiS, con il Rassemblement National al potere regnerà il caos".

   

KAROL NAWROCKI DONALD TRUMP

Cosa accadrà nei prossimi giorni resta avvolto nella nebbia. Lo scontro ha però compattato il frammentato universo delle destre polacche, pronte a chiedere la sfiducia di Tusk. Per la mozione di sfiducia costruttiva servono 231 all'interno del Sejm. Il Pis e le destre dovrebbero trovare una ventina di deputati per riuscire nel blitz, non un'impresa impossibile. Ma anche i partiti europeisti sembrano più compatti attorno a Tusk, sebbene da un punto di vista elettorale abbiano molto meno forza delle destre. E non può essere escluso che il primo ministro ricorra al voto anticipato. Le elezioni sono previste il prossimo autunno, ma con il braccio di ferro tra Tusk e Nawrocki la Polonia rischia la paralisi istituzionale.

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