GRAN BRETAGNA, GRAN RAZZISTA - A LONDRA UN NERO GUADAGNA IL 20% IN MENO DI UN COLLEGA BIANCO E HA IL QUADRUPLO DI POSSIBILITÀ DI MORIRE AMMAZZATO E IL QUINTUPLO DI ESSERE FERMATO DALLA POLIZIA - ALL’ALTA CORTE DI GIUSTIZIA I GIUDICI NERI SONO SOLO DUE (1,6% DEL TOTALE) - LE MINORANZE ETNICHE IN PARLAMENTO RAPPRESENTANO IL 4% DEGLI ELETTI (28 CONTRO 622) - E IN PREMIER LEAGUE ANCORA SI ASCOLTANO GLI INSULTI RAZZISTI DEI TIFOSI - “IL MULTICULTURALISMO È FALLITO”, CAMERON DIXIT…

Andrea Malaguti per "la Stampa"

Eltham, Sud di Londra. È qui che diciotto anni fa hanno ammazzato Stephen Lawrence, dove adesso c'è una distesa di fiori freschi che, da quando hanno condannato due dei suoi assassini tre giorni fa, la gente del quartiere continua a portare senza sosta. Una banda di cinque minorenni bianchi incontrò il ragazzo alla fermata dell'autobus e gli aprì il polmone destro con un coltello. Senza motivo.

«Fottiti, sporco negro». Stephen aveva 19 anni e studiava architettura. Quelle furono le ultime parole che gli rimbalzarono in testa. Fece di corsa Well Hall Road, poi si accasciò come un pupazzo. Senza sangue, senza vita. Adesso, in questo pomeriggio con il cielo che sembra un tappeto sporco, la sua mamma, Doreen, è piegata sulla lapide nera che ricorda l'ultimo istante di vita di suo figlio. «In memoria di Stephen Lawrence, 13 settembre 1974-22 novembre 1993».

Attorno a lei un gruppo di persone le fa da cordone per permetterle di pregare. Gente di questo sobborgo diventato il simbolo dell'Inghilterra sbagliata. Una donna con un cappello azzurro, i capelli molto chiari, si avvicina a Doreen e l'abbraccia. Le dice: «Qui a Eltham siamo in tanti a essere fieri della sua battaglia». Lei abbozza quel che resta di un sorriso che un tempo deve avere avuto. «Aspetto ancora le altre condanne. Magari il Paese è cambiato. Ecco, forse la morte di Stephen è servita a fare aprire gli occhi alla gente». Altre mani, altri abbracci. Quasi tutte donne. Dall'altra parte della strada un van della polizia controlla la scena.

È una ruota che gira con una lentezza esasperante, quella che dovrebbe portare verso l'uguaglianza, ma da quel 22 novembre 1993 in effetti qualcosa è cambiato. Anche se nella Gran Bretagna del terzo millennio, in cui le minoranze etniche rappresentano il 9% della popolazione contro il 5% di allora, il colore della pelle continua a fare la differenza. «Il multiculturalismo è fallito», spiegò pochi mesi fa David Cameron.

Aveva torto? Secondo i dati del Rapporto nazionale sul Sistema Giudiziario e le Statistiche sulla Razza, un ragazzo nero guadagna, a parità di lavoro, il 20% in meno di un collega bianco e ha il quadruplo di possibilità di morire ammazzato e il quintuplo di essere fermato dalla polizia. Identiche le percentuali all'interno dei tribunali dove, all'alta Corte di Giustizia, i giudici neri sono solo due, 1,6% del totale. Comunque due di più rispetto al 1993.

Anche la lunghezza delle pene varia a seconda dei colori. Un nero accusato di violenza sessuale sconta mediamente cinque anni di prigione. Un bianco quattro. L'attivista per i diritti umani Gubrux Singh sostiene che «è vero che la ruota gira, ma la recessione potrebbe riportarla indietro. Le rivolte di agosto a Tottenham lo dimostrano. Le differenze di razza saranno sostituite da quelle di classe. E di casta».

Anche la politica fa passi avanti. Nel 1993 le minoranze etniche in Parlamento rappresentavano l'1% degli eletti (6 contro 645), oggi sono il 4% (28 contro 622). La prima donna di colore a essere eletta a Westminster fu la parlamentare laburista, tuttora in carica, Diane Abbott, che giusto 48 ore fa è stata costretta a scusarsi con il Paese per un tweet imbarazzante. Diceva: «I bianchi dividono e governano, non adeguiamoci al loro gioco». I bianchi. Ed Miliband, il leader del suo partito, le ha chiesto di ritrattare. Lei si è adeguata, ma è ovvio che il problema rimane. Ed è trasversale, come dimostra anche la Premier League, dove solo due allenatori sono neri e dove venerdì scorso Tom Adeyemi, terzino dell'Oldham, ha lasciato il campo del Liverpool in lacrime dopo essere stato inondato dagli insulti razzisti del pubblico.

Prima di abbandonare Well Hall Road, Doreen Lawrence si ferma con Elaine Cob e Gordon Newton. Sono due negozianti del Kent. Vendono lapidi. E sono loro che si prendono cura di quella che ricorda Stephen. Pochi giorni dopo che era stata fissata sul marciapiede qualcuno passò con un martello e la distrusse. Elaine e Gordon videro la scena in tv e telefonarono a Doreen: «D'ora in poi almeno questo non sarà più un tuo problema. Ci pensiamo noi». La lapide è stata bruciata, verniciata, graffiata. Loro sono sempre intervenuti. Finché la polizia ha deciso di montare delle telecamere per sorvegliarla 24 ore su 24. Il simbolo fisico di una sconfitta.

 

STEPHEN LAWRENCELA FAMIGLIA DI STEPHEN LAWRENCE ASCOLTA LA LETTURA DELLA CONDANNA A 15 ANNI DI DUE DEI CINQUE RAGAZZI CHE AGGREDIRONO STEPHENLA LAPIDE IN MEMORIA DI STEPHEN LAWRENCEDavid Cameron ed miliband

Ultimi Dagoreport

antonio angelucci tommaso cerno alessandro sallusti

FLASH – UCCI UCCI, QUANTI SCAZZI NEL “GIORNALE” DEGLI ANGELUCCI! NON SI PLACA L’IRA DELLA REDAZIONE CONTRO L’EDITORE E I POCHI COLLEGHI CHE VENERDÌ SI SONO ZERBINATI ALL'AZIENDA, LAVORANDO NONOSTANTE LO SCIOPERO CONTRO IL MANCATO RINNOVO DEL CONTRATTO NAZIONALE E PER CHIEDERE ADEGUAMENTI DEGLI STIPENDI (ANCHE I LORO). DOPO LO SCAMBIO DI MAIL INFUOCATE TRA CDR E PROPRIETÀ, C’È UN CLIMA DA GUERRA CIVILE. L’ULTIMO CADEAU DI ALESSANDRO SALLUSTI, IN USCITA COATTA (OGGI È IL SUO ULTIMO GIORNO A CAPO DEL QUOTIDIANO). AL NUOVO DIRETTORE, TOMMASO CERNO, CONVIENE PRESENTARSI CON L'ELMETTO DOMANI MATTINA...

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)