luca casarini

“MI SENTO UN SEGUACE DI GESU’ CRISTO, A SINISTRA CI SIAMO DIMENTICATI DELLA FRATERNITA’” – L’EX LEADER DEI DISOBBEDIENTI LUCA CASARINI, FOLGORATO SULLA VIA DELLE ONG E DI PAPA BERGOGLIO, SI RACCONTA NEL LIBRO “COSA TI MUOVE?” - L'AUTONOMIA OPERAIA, GLI SCONTRI AL G8 DI GENOVA COME LEADER DELLE TUTE BIANCHE, LE MISSIONI IN MARE PER SALVARE I MIGRANTI, LA CONVERSIONE E L’INCONTRO CON PAPA FRANCESCO: “DOPO DECENNI DI MILITANZA POLITICA, CAPISCO CHE NON POSSO PIÙ RACCONTARMI FROTTOLE. LA STRAGRANDE MAGGIORANZA DEI VECCHI COMPAGNI DI LOTTA NON MI CAPISCE MA IN FONDO COMUNISMO, COMUNIONE, COMMUNIO, HANNO TUTTE LA STESSA RADICE LESSICALE – "COSA DIREI AL GIOVANE LUCA CHE MANIFESTAVA A GENOVA? LO ABBRACCEREI SENZA DIRGLI NIENTE"

Francesco Bei per “la Repubblica” - Estratti

 

Dall'autonomia operaia fino agli scontri del G8 di Genova come leader delle tute bianche, Luca Casarini ha passato tutta la vita a combattere "il sistema". Ma l'esperienza dei salvataggi dei migranti in mare lo mette davanti a una verità alternativa e, infine, lo porta alla conversione. Che ora ha deciso di raccontare, per la prima volta, nel libro "Cosa ti muove" da oggi in libreria. 

 

Come si passa dall'essere cresciuti in una famiglia cattolica all'autonomia operaia? 

«Credo che la mia, in realtà, sia la storia di tanti. Il Veneto è stato sicuramente un punto molto importante dei movimenti degli anni ‘70, caldo, generativo. Pensate solo a Scienze Politiche a Padova. (...)

luca casarini

 

Quando rompe con la Chiesa? 

«Prestissimo, a 12 anni, quando mandano via dalla mia parrocchia a Mestre questo parroco che per me era come un padre, un prete molto concentrato sul fare, sui poveri, sulle marginalità di questa città industriale che stava crescendo tumultuosamente. 

Senza di lui, rimaneva solo la Chiesa-istituzione che non aveva niente da dirmi». 

 

Arrivano i primi centri sociali occupati, a spingerla era l'ideologia? 

«Tutte le esperienze che ho fatto, rimettendo insieme oggi i frammenti della mia vita, hanno questo in comune. Non l'ideologia ma la pratica e la vita comunitaria nei centri sociali occupati, che per me inizia nel 1987 e si protrae praticamente fino al 2012. Ma in fondo comunismo, comunione, communio, hanno tutte la stessa radice lessicale no?». 

LUCA CASARINI LIBRO

 

Al di là dell'ideologia comunista, ad accendere la sua rabbia e trasformarla in un giovane ribelle, è stato anche il fatto di venire da due genitori entrambi non udenti? 

«Allora venivano definiti con questa parola orribile: sordomuti. Quando mi chiedevano "ma i tuoi genitori?", io dovevo dire fin da piccolo che i miei genitori erano sordomuti e lì c'era sempre qualche istante di gelo». 

 

Un'ingiustizia talmente grande su un bambino ti fa ribellare? 

«Da piccolo nelle foto sono sempre imbronciato, dentro di me c'era questo dolore, questa sofferenza per la condizione di figlio di genitori non uguali agli altri. Ma se altri, nella mia condizione, spesso sono portati a chiudersi ancora di più in un guscio, io sono andato dalla parte opposta». 

 

Per molti comunisti la religione era l'oppio dei popoli. Lo pensava anche lei? 

«Sì, era una delle cose che mi ero costruito per dire no al cristianesimo. Lo vedevo come una religione che ti impone la sofferenza per guadagnarti il paradiso. Come una pratica con cui il sistema si guadagnava la quiete sociale: non rompere le balle qua in terra che tanto il tuo premio ce l'avrai dopo che sarai morto. Poi ho scoperto che erano tutte bufale pazzesche.

 

Oggi invece abbiamo espunto la sofferenza dal nostro orizzonte, vogliamo continuamente anestetizzarci per non vedere e non sentire la sofferenza. In Veneto i nostri nonni dicevano: ea te fa e spae larghe. Se alla sfiga non soccombi, ti fa crescere, ti fa le spalle larghe». 

 

don Mattia Ferrari e luca casarini

 

(...)

E i suoi vecchi compagni di lotta? 

«La mia grande fortuna è avere tantissimi compagni e compagne che mi vogliono bene. Ovviamente la stragrande maggioranza non mi capisce, il libro l'ho scritto anche per loro. Lo sentivo anche come dovere, il dovere di dire la verità». 

 

Qual è la verità di Luca Casarini? 

«Che l'uomo è pieno di trascendenza, che il grande errore dell'illuminismo e della sinistra è l'aver pensato che l'uomo coincidesse con i suoi bisogni economici. Ma non è così. Noi a sinistra abbiamo approfondito molto il tema dell'eguaglianza e quello della libertà, ma ci siamo dimenticati della fraternità, che non può essere solo la cittadinanza. Allora cos'è questo sentire l'altro come fratello? È ovvio che ti serve la trascendenza per poterlo capire». 

 

La sua conversione quando avviene? 

«Dopo la mia prima missione in mare. Inizia con Mediterranea, con il mio trasferimento dal profondo Nord-Est a Palermo. Dopo decenni di militanza politica, capisco che non posso più raccontarmi frottole». 

 

luca casarini

C'è stato un momento San Paolo, chiamiamolo così, oppure è stato un processo? 

«È successo che la prima volta sono rimasto in mare tre mesi di seguito a cercare di salvare vite. Il primo soccorso è stato come una scossa elettrica. Io non c'ero mai stato, sono un veneto di terra, e questa esperienza mi segna profondamente perché mi dà un tempo rallentato e dilatato per pensare. Il mare è vuoto, è silenzio, come il deserto». 

 

Anche Gesù inizia con il deserto. 

«Ci ho pensato. Gesù inizia la sua predicazione pubblica e decide di farla a 30 anni, dopo aver trascorso 40 giorni nel deserto a meditare. È lì che si interroga fino in fondo sul senso di ciò che dovrebbe fare». 

 

Nel suo libro racconta un episodio preciso, la prima confessione con l'arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice. E arriva quella domanda che diventa anche il titolo del libro: cosa ti muove? 

«È una domanda che mi fulmina. Ho provato a rispondere quel giorno, forse non risponderò mai del tutto. Ma finalmente non mi sono avvalso della facoltà di non rispondere, come facevo prima con la polizia e con me stesso». 

 

Papa Francesco sapeva della sua conversione? 

BEPPE CACCIA LUCA CASARINI

«L'aveva vista arrivare». 

 

Ricorda il primo incontro con il Papa? 

«Certo, voleva conoscere questi matti di Mediterranea, l'unica nave di ong con a bordo un prete, don Mattia Ferrari. Arriviamo a Santa Marta in tredici, ci sediamo ma evitando il suo divanetto. E lui rompe il ghiaccio così: "Si vede che non siete cattolici, perché altrimenti sgomitavate per sedervi qua vicino a me". Papa Francesco è stato l'altro grande motore per trovare la forza di dire la verità a me stesso». 

 

Lei oggi si definisce cristiano o cattolico? 

«Cristiano. Nella Chiesa, come in tutte le istituzioni umane, ci sono ovviamente un sacco di problemi. Tra i cattolici, per dire, ci sono quelli che sono d'accordo nel far morire la gente in mare e quelli che proteggono le vite. Io mi sento più un seguace di Gesù Cristo. Sa cosa diceva il cardinal Ravasi, una delle mie guide spirituali?». 

 

Cosa? 

Luca Casarini e Pietro Marrone

«Che se oggi Gesù pronunciasse il discorso delle beatitudini in una piazza, arriverebbe la polizia, la Digos, gli darebbero istigazione a delinquere. Ecco, io credo che il cristianesimo non è una dimensione che si può addolcire più di tanto. In fondo è la più grande rivoluzione della storia dell'umanità». 

 

Se potesse parlare con quel giovane che manifestava al G8 di Genova, che cosa gli direbbe? 

«Lo abbraccerei senza dirgli niente. Noi vecchi diciamo anche tante cazzate ai giovani, ci ergiamo a maestri e guardate che mondo gli stiamo lasciando.  Invece di dare lezioni, forse dovremmo prima ascoltare». 

 

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