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LA MAGGIORANZA È ANDATA IN TILT SULLA LEGGE ELETTORALE (E A MELONI NON DISPIACE) – È PARTITO L’ITER PARLAMENTARE DELLO “STABILICUM”, MA TRA LEGA E FORZA ITALIA CRESCONO I DUBBI CHE LA RIFORMA SI RIVELI UN BOOMERANG - LA “VARIABILE” VANNACCI HA FATTO SALTARE L’EQUAZIONE DELLA MELONI, CHE ORA COLTIVA GROSSI DUBBI SULL'OPPORTUNITÀ DI CAMBIARE IL SISTEMA DI VOTO: SENZA I VOTI DEL GENERALE (DATO SOPRA IL 5%, APPAIATO AL CARROCCIO) IL CENTRODESTRA RISCHIA DI NON OTTENERE IL PREMIO DI MAGGIORANZA – RESTA IL NODO DELLE PREFERENZE. E ANCHE FDI ORA PRENDE TEMPO: PER L’EVENTUALE APPROVAZIONE SE NE PARLERÀ DOPO L’ESTATE – SORGI: “NELLA CONFUSIONE IN CUI È SPUNTATO L'INCUBO VANNACCI S'AFFACCIA LA NOSTALGIA DEL PROPORZIONALE. PURO, NON CORRETTO DAL PREMIO DI MAGGIORANZA COME VORREBBE MELONI. IL SISTEMA DELLA PRIMA REPUBBLICA, DEL ‘LIBERI TUTTI’, IN CUI OGNUNO CORRE PER SÉ E LE ALLEANZE SI FANNO IN PARLAMENTO, DOPO IL VOTO…”

1. SE TORNA IL FANTASMA PROPORZIONALE

Estratto dell’articolo di Marcello Sorgi per “La Stampa”

 

roberto vannacci assemblea costituente di futuro nazionale foto lapresse 12

Nella confusione della lunga vigilia elettorale in cui è spuntato l'incubo Vannacci s'affaccia la nostalgia del proporzionale. Puro, non corretto dal premio di maggioranza come vorrebbe Melo

 

 Il sistema della Prima Repubblica, del "liberi tutti", in cui ognuno corre per sé e le alleanze si fanno in Parlamento, dopo il voto. Difficile prevedere cosa accadrebbe in un contesto senza "fattore K", la legge non scritta che impediva a comunisti e fascisti, quanto a dire un terzo del Parlamento, di andare al governo. Con un gioco aperto "a 360 gradi", come ama dire la premier, tutte le alleanze sarebbero possibili, e l'instabilità che portava a otto mesi la durata media degli esecutivi diventerebbe la regola.

 

GIORGIA MELONI GIOVANNI DONZELLI

[…]  tanto fa la crescita del partito del generale che nel sondaggio settimanale del Tg della 7 ha già equiparato la Lega al 5,3 per cento e nel giro di un paio di settimane potrebbe agganciare Forza Italia, spingendosi a occupare la seconda posizione nel centrodestra, guadagnando il diritto, per Vannacci, di rivendicare il ruolo di vicepremier e capovolgendo la direzione del percorso fatto finora anche da Meloni verso posizioni più moderate, sia sul terreno interno che internazionale.

 

giorgia meloni g7 evian, francia foto lapresse

[…]  La prima conseguenza infatti è rendere più probabili, sia il pareggio, sia la vittoria del centrosinistra, stando ai sondaggi. E la prima vittima di ciò che sta accadendo sarà la nuova legge elettorale progettata a Palazzo Chigi proprio per evitare il pareggio, ma che essendo maggioritaria, ancorché proporzionale, perché agganciata al premio di maggioranza che dovrebbe garantire la governabilità, renderebbe obbligatoria per Meloni l'alleanza con il generale, a discapito di quella con gli alleati attuali.

 

Non a caso è Forza Italia il partito che sta dando i più forti segnali di inquietudine e chiede di essere liberata dai vincoli di coalizione.

Se si torna al proporzionale puro infatti, chi potrebbe impedire un domani a Marina e Pier Silvio Berlusconi di sganciarsi da un centrodestra ridotto alla schiavitù dell'alleanza con il generale? L'Italia, a sorpresa, rischia di assomigliare a Francia e Germania.

 

I DUBBI DELLA LEGA SULLA RIFORMA ELETTORALE PD E M5S: FERMATEVI

Estratto dell’articolo di Alessandro Di Matteo per “La Stampa”

 

matteo salvini giorgia meloni antonio tajani foto lapresse

I dubbi aumentano, ma per ora in Parlamento la maggioranza procede spedita sulla legge elettorale. La variabile Vannacci rischia di far saltare l'equazione che Giorgia Meloni aveva elaborato, una nuova legge pensata per «dare stabilità», ma soprattutto per azzerare il leggero vantaggio che il "campo largo" unito potrebbe avere con il sistema attuale e per scongiurare il rischio di un pareggio […]

 

In commissione si va avanti di corsa, la maggioranza mette anche da parte gli emendamenti di Fdi sulle preferenze, facendo infuriare l'opposizione che teme uno "sprint" per andare rapidamente in aula e approvare tutto in fretta.

 

roberto vannacci e i suoi camerati foto lapresse

Il centrosinistra fa ostruzionismo, il centrodestra per ora non molla ma nei corridoi di Montecitorio le perplessità crescono, come dimostrano le parole del leghista Stefano Candiani: «È più facile restare con questa legge elettorale - con tutti i rischi di instabilità che può produrre - piuttosto che passare a una legge elettorale che ha come obiettivo la stabilità, chiunque vinca».

 

Anche perché, aggiunge, dalle nuove norme «certamente c'è chi aspetta di trarre vantaggio, dando però la responsabilità e il prezzo da pagare alla maggioranza di governo».

 

MARINA BERLUSCONI DIVENTA CAVALIERA DEL LAVORO

[…]  il timore di Lega e Fi è che nello scenario attuale la nuova legge elettorale possa finire per rivelarsi un suicidio, un modo per consegnare la vittoria al centrosinistra, che quindi beneficerebbe della riforma accusando pure il centrodestra di avere voluto una forzatura istituzionale.

 

[…]

 

Resta il fatto che le cose sono in evoluzione e il sondaggista Antonio Noto avverte: «Si discute tanto di legge elettorale, ma parallelamente mi pare si stiano disgregando le coalizioni. Siamo sicuri che si arriverà all'anno prossimo con lo scenario attuale?». E' un dato di fatto che la riforma sia stata scritta mesi fa, con un panorama politico molto diverso da quello di oggi e lo scenario di una legge che trasforma in un boomerang diventa sempre più realistico.

 

arianna meloni giovanni donzelli (2)

Anche dentro Fi i dubbi sono tanti, un parlamentare "azzurro" già settimane fa spiegava: «La approveremo alla Camera, poi vedremo dopo l'estate - sondaggi alla mano - cosa fare al Senato».

 

 

Meloni poi aveva chiesto di serrare le file e chiudere tutto entro agosto, in modo da poter andare magari al voto anche a inziio 2027, prima delle amministrative. Giovanni Donzelli, però, lunedì, spiegava di non essere certo dei tempi: «Entro l'estate?

Questo lo decide il Parlamento, ma non c'è la volontà di tornare in dietro da parte della maggioranza. Poi i tempi non li decidiamo noi, li deciderà il Parlamento».

 

 

MELONELLUM, VIA ALLE VOTAZIONI IL BLUFF DELLE PREFERENZE A DESTRA

Estratto dell’articolo di Serena Riformato per “la Repubblica”

 

GIORGIA MELONI STRETTA TRA SALVINI E TAJANI SU POLITICO

La commissione Affari costituzionali della Camera comincia a votare gli emendamenti sul Melonellum. E la maggioranza nicchia sulla questione più spinosa al proprio interno: le preferenze. All'inizio della seduta, ieri sera, i relatori di FdI, Lega, FI e Noi Moderati hanno accantonato tutte le proposte di modifica sul tema, tutte delle opposizioni (Azione, Futuro nazionale e Luigi Marattin).

 

Nel lessico parlamentare, significa che finiranno in fondo alla lista dei testi da esaminare. E che hanno anzi buone probabilità di non essere ripescati mai, se la maggioranza dovesse decidere di troncare l'iter in commissione per forzare l'approdo in aula al 26 o 29 giugno, come stabilito dal calendario […]

 

matteo salvini antonio tajani - foto lapresse

Al di là dei tecnicismi, il dato politico: i Fratelli e Noi Moderati, in questi mesi, si sono sempre espressi a favore delle preferenze. Ma l'accordo del centrodestra sulla legge elettorale non le prevede: mezza FI non le vuole e la Lega, nelle riunioni a porte chiuse, ha minacciato più di una volta di far saltare il banco, se dovessero passare anche solo per sbaglio.

 

Per questo il responsabile Organizzazione di FdI Giovanni Donzelli, regista dei lavori sulla riforma, ha già annunciato che le preferenze il suo partito le proporrà, sì, ma in aula. Dove però, a differenza della commissione, si può chiedere il voto segreto.

 

RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE

Che permetterà ai franchi tiratori bipartisan di bocciare la modifica senza metterci la faccia. Il terreno è talmente franoso che ieri l'unico emendamento di maggioranza sul tema, di Lorenzo Cesa dell'Udc, è stato ritirato. Su sollecitazione – riservata – degli alleati di coalizione. […]

ANTONIO TAJANI - MATTEO SALVINI

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