conte trump

GOD BLESS AMERICA – NON È CHE DIETRO AI GIUDIZI POSITIVI DI “WALL STREET JOURNAL” E “BLOOMBERG” (E A S&P CHE NON DECLASSA I TITOLI DI STATO) C’È LA MANINA DI TRUMP? – AGLI AMERICANI INTERESSA SOLO CHE L’ITALIA PORTI A TERMINE IL TAP, CHE PER GLI USA È MOLTO PIÙ STRATEGICO DEL DEBITO PUBBLICO ITALIANO. ECCO SPIEGATO IL CORTEGGIAMENTO DEL PRESIDENTE AMERICANO A CONTE…

Augusto Minzolini per “il Giornale”

 

giuseppe conte donald trump 9

Da settimane Paolo Cirino Pomicino, democristiano non pentito di rito andreottiano, che ha mantenuto relazioni nelle stanze dei bottoni, azzardava una previsione nei contatti che ha mantenuto con i Palazzi romani: «Alla fine Donald Trump darà una mano al governo perché gli americani hanno in testa solo il Tap, il gasdotto Trans-Adriatico».

 

Sembrava la boutade di uno dei potenti del passato, ma se si rivede la cronaca delle 24 ore che hanno preceduto la decisione di Standard & Poor' s di mantenere il rating attuale dell' Italia aggiungendo un outlook negativo, ritorna in mente il vecchio adagio del Divo Giulio, «a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca». La decisione dell' ultima grande agenzia di rating che doveva  pronunciarsi sull' Italia, infatti, è stata preceduta da una serie di fatti inusuali.

 

BLOOMBERG: LA MANOVRA ITALIANA NON E' COSI' FOLLE COME SEMBRA

Il giorno prima, lo stesso Trump in un tweet ha informato il mondo di aver avuto una telefonata con il premier Giuseppe Conte, a cui ha assicurato il suo più completo appoggio anche per le scelte economiche. Un vero endorsement. Dodici ore dopo due «voci» autorevoli della finanza americana, le anime più vicine all' establishment conservatore, cioè il Wall Street Journal e l' agenzia Bloomberg, hanno espresso un giudizio favorevole sulla manovra economica del governo di Roma.

 

tap

Passata qualche ora Conte, spalleggiato da Di Maio, ha dato il via libera definitivo con un comunicato ufficiale alla realizzazione del Tap. Una decisione che ha corredato con un argomento per sedare la ribellione della base grillina: «Interrompere la realizzazione dell' opera comporterebbe costi insostenibili, pari a decine di miliardi». Infine, due ore dopo, è arrivato il verdetto di S&P: non un abbassamento del rating (alcuni giornali ci scommettevano), ma una previsione negativa per il futuro (outlook negativo).

 

DI MAIO TAP

Insomma, un supplemento di istruttoria condito qui c' è il paradosso con giudizi talmente duri che sarebbero più in linea con un abbassamento del rating. Tant' è che il premier italiano venerdì sera ha tirato un sospiro di sollievo per lo scampato pericolo: «Meglio di quanto si temesse».

 

Ora, uno può anche dire che si tratti solo di fantapolitica, di un eccesso di dietrologia, ma questa cronistoria non può non far venire il sospetto di uno scambio o di un aiuto interessato da parte dell' amministrazione americana, magari frutto di una trattativa segreta per mandar finalmente in porto il Tap.

 

renato brunetta

Un sospetto che sarebbe coerente con l' approccio estremamente pragmatico alla politica di Trump. «Io non ho dubbi», confida Renato Brunetta, che in queste settimane analizza l' impatto della manovra gialloverde sui mercati: «Per giorni S&P mi è sembrata in una posizione d' attesa. Poi ha mantenuto il rating ma dando dei numeri che fanno a pugni con la realtà, anche se condito con l' outlook negativo: dare un indice di crescita all' 1,1% della nostra economia non sta né in cielo né in terra con questa manovra.

 

La verità è che Trump in questi mesi ha fatto un corteggiamento asfissiante a Conte perché per loro il Tap è strategico. Hanno dato al governo un supplemento di tempo e, magari, fra qualche mese gli presenteranno il conto. Senza contare che la maggior parte del debito estero italiano è in mano, soprattutto, a francesi e tedeschi, gli americani sono solo terzi».

 

CONTE TRUMP CURRICULUM

Già, il Tap per la Casa Bianca è ben più importante del debito pubblico italiano: il primo è fondamentale negli equilibri geopolitici; il secondo impensierisce più Bruxelles o Francoforte che non una Casa Bianca abitata da Donald Trump. Valentino Valentini, uomo ombra di Silvio Berlusconi, che il dossier Tap lo conosce a menadito, è sempre diffidente verso la dietrologia («S&P dice - non si presterebbe a fare il gioco di nessuno»), ma sull' importanza del Tap per gli americani nel risiko mondiale non ha dubbi: «Toglie a Putin l' esclusiva del rubinetto del gas verso l' Europa. Per ora collegherà i grandi giacimenti dell' Azerbaigian al Vecchio Continente, ma poi anche quelli delle altre Repubbliche del Caspio. Con la realizzazione del Tap il progetto South Stream di Putin, ad esempio, perde ogni interesse».

 

valentino valentini

In sintesi: con il Tap gli Usa tolgono alla Russia la possibilità di poter fare pressioni sul piano energetico (e potenzialmente politico) sull' Europa e, nella mente di Trump, entrano nel business del gas in un mercato importante come quello della Ue.

 

Inoltre il gas arriverebbe in Europa dalla porta italiana e non da quella tedesca e tutti sanno che l' attuale inquilino della Casa Bianca nutre una certa antipatia verso Berlino. Non è poco. Rispetto a questo progetto, che va avanti da diversi anni, l' avvento dei grillini al governo, con la loro idiosincrasia verso il Tap, per Washington era diventato un ostacolo.

 

giuseppe conte donald trump 8

Il rapporto privilegiato con Roma, le carezze di Trump verso Conte di questi mesi, sono stati i modi classici per superarlo. E la manovra economica, con i suoi problemi, ha dato a Washington una carta in più verso il governo gialloverde, quantomai bisognoso d' aiuto. Così, alla fine, l' esigenza di avere l' appoggio dell' amministrazione Usa ha spinto Conte a rompere gli indugi al costo di mettersi in urto con la base del movimento in Puglia: ieri i comitati anti-Tap hanno chiesto le dimissioni di Di Maio e della ministra Lezzi, mentre tre parlamentari grillini hanno messo in dubbio l' esistenza di penali di 20 miliardi (cifra fatta da Di Maio) nel caso il progetto non vada in porto. In sintesi: sono volati gli stracci.

giuseppe conte donald trump 17

Matteo Renzi, che come ex premier conosce bene la questione, non crede molto alla trattativa fra Trump e Conte. «Un' operazione troppo raffinata per un governo in cui c' è quel genio di Di Maio, che si permette di mandare a quel paese Draghi», sostiene.

 

Detto questo, però, qualche dubbio ce l' ha. Soprattutto, a lui non risulta l' esistenza di penali miliardarie. «Ma siete sicuri chiede, lui che conosce le carte che ci siano queste penali? Da quanto ne so io, non sono certo di quel livello».

 

CONTE DI MAIO SALVINI

Una polpetta avvelenata. Un modo per rimarcare cosa si deve inventare il governo gialloverde per far ingoiare ai grillini una decisione giusta e filo Washington come il Tap. E, comunque, anche lui è sicuro che il verdetto di ieri di S&P sia solo una tregua: «Tra sei mesi li faranno neri».

 

Anche perché ogni giorno porta a Palazzo Chigi la sua pena: i dati non sono ancora arrivati sulla scrivania di Di Maio, ma a quanto pare l' avvento del decreto dignità ha fatto diminuire i contratti a termine del 20% negli ultimi mesi, senza aumentare quelli a tempo indeterminato.

giuseppe conte donald trump 3di maio conte salvini 2di maio conte salvini 1giuseppe conte donald trump 4giuseppe conte donald trump 5DI MAIO CONTE SALVINIEUROPE THE FINAL COUNTDOWNgiuseppe conte donald trump 6

Ultimi Dagoreport

funerali crans montana

DAGOREPORT - ANCHE NOI, COME TUTTI, CI STRINGIAMO AL DOLORE PER I RAGAZZI ITALIANI MORTI A CRANS-MONTANA. LO STATO SI È IMMEDESIMATO NEL RUOLO DI MADRE E DI PADRE, CON SINCERA VICINANZA, MA O SI IMMEDESIMA PER TUTTI E SEMPRE (OGNI TRE GIORNI CI SONO DUE MORTI SUL LAVORO) O È MEGLIO CHE RESTI IL GARANTE DELLE REGOLE. NON ERANO SOLDATI DI VENT’ANNI CADUTI NELLA DIFESA DELLA PATRIA PER I QUALI È OBBLIGO MORALE CHINARSI SULLA BARA E I FUNERALI DI STATO…SONO STATI DEI RAGAZZINI DANNATAMENTE SFORTUNATI, COSÌ COME QUELLI SVIZZERI E FRANCESI, LE CUI SALME SONO RIMASTE O RIENTRATE IN SILENZIO - IN QUESTA TRAGEDIA LA COMPASSIONE PER IMMEDESIMAZIONE È RISULTATA PLASTICA NELLE NOSTRE DUE POLITICHE PIÙ NOTE: MELONI, CHE SI È PRESENTATA SULLA SCENA POLITICA AL GRIDO DI “SONO UNA MADRE” SI È COMPORTATA DA MADRE, MA È PRIMO MINISTRO. ELLY SCHLEIN, NON MADRE E DI PASSAPORTO SVIZZERO, SI È COMPORTATA DA SVIZZERA, IN SILENZIO SULLE REGOLE DI QUESTO SUO ALTRO PAESE. TROPPO MAMMA E TROPPI PASSAPORTI PER TROPPO DOLORE?

khamenei damad iran proteste

DAGOREPORT – È FINALMENTE SCOCCATA L’ORA DI UNA NUOVA RIVOLUZIONE IN IRAN? GLI OTTIMISTI LO SPERANO, IL REGIME TEOCRATICO LO TEME: AL DODICESIMO GIORNO DI PROTESTA, LE VIOLENZE SI MOLTIPLICANO E IL POTERE DI KHAMENEI È SEMPRE PIÙ FRAGILE – LA PRESA DELLA DITTATURA REPRESSIVA SI STA INDEBOLENDO AL PUNTO CHE SI INIZIA A PARLARE DI TRANSIZIONE, E CRESCONO LE QUOTAZIONI DELL’AYATOLLAH MOSTAFA MOHAGHEGH DAMAD, CHE IN UN DISCORSO RECENTE HA ATTACCATO NIENTEPOPODIMENO CHE LA GUIDA SUPREMA – IL FALLIMENTO DEL REGIME È TOTALE: DALL’ECONOMIA ALLA POLITICA ESTERA. ESSERSI LEGATO MANI E PIEDI A RUSSIA E CINA HA ELIMINATO POSSIBILI ACCORDI ECONOMICI CON L’OCCIDENTE, E I TERRORISTI FORAGGIATI PER ANNI (HAMAS, HEZBOLLAH, HOUTHI) SONO STATI SPAZZATI VIA FACILMENTE DA ISRAELE…

matteo salvini giorgia meloni donald trump

IN QUESTI TEMPI SPIETATI, C’È SEMPRE UNA CERTEZZA: MELONI DA UNA PARTE, SALVINI DALL’ALTRA. L'UNO CONTRO L'ALTRO ARMATI, PRONTI A GIRARE NELLE SALE DI PALAZZO CHIGI, "LA SORA CECIONI CONTRO MACISTE" - PER AVERE UN’IDEA DI QUANTO STIANO GIRANDO I MELONI AL SEGRETARIO DELLA LEGA, BASTA DARE UNA SBIRCIATINA AL VIDEO POSTATO DURANTE LE SUE VACANZE A NEW YORK. MANCO MEZZA PAROLA SULLO SCONCIO BLITZ DI TRUMP A CARACAS. ALTRIMENTI, SAREBBE STATA UNA PAROLACCIA: DURANTE IL SOGGIORNO NEWYORKESE, IL POVERINO LE AVREBBE PROVATE TUTTE PUR DI AVERE INCONTRI CON QUALCHE TIRAPIEDI DELL’ENTOURAGE DELLA CASA BIANCA, INUTILMENTE - AL DI LÀ DELLA GEOPOLITICA, IL PIÙ BOMBASTICO CAMPO DI BATTAGLIA SARÀ LA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE. E QUI LO SFRENATISSIMO SALVINI POTREBBE FINIRE DI NUOVO SOTTO L'INFLUSSO DEL "PIANETA PAPEETE" SFANCULANDO L'ARMATA BRANCA-MELONI (PER INFORMAZIONI, CHIEDERE A GIUSEPPE CONTE)

trump putin macron starmer

DAGOREPORT – I BOMBARDAMENTI FRANCO-BRITANNICI IN SIRIA, PIÙ CHE A COLPIRE L’ISIS, SERVIVANO A MANDARE UN MESSAGGIO A TRUMP E PUTIN: GUARDATECI, CI SIAMO ANCHE NOI. LONDRA E PARIGI, UNICHE POTENZE NUCLEARI EUROPEE E MEMBRI DEL CONSIGLIO DI SICUREZZA DELL’ONU, MA SONO STATI BEN ATTENTI A NON CONDANNARE IL BLITZ AMERICANO IN VENEZUELA. IL MOTIVO? ABBIAMO TROPPO BISOGNO DI TRUMP SULL’UCRAINA PER SFANCULARLO. IL TOYBOY DELL'ELISEO CI HA RIPENSATO SOLO QUANDO QUELLO L'HA PRESO PER IL CULO IMITANDOLO MENTRE LO PREGA DI NON FARGLI TROPPO MALE CON I DAZI – LA SIRIA A UN PASSO DALLA NORMALIZZAZIONE CON ISRAELE: MA AL JOLANI PREPARA LA RESA DEI CONTI CON I CURDI…

marco rubio donald trump jd vance

DAGOREPORT – DONALD TRUMP STA “IMPEACHATO” PER LE MIDTERM: RISCHIA UNA BATOSTA CLAMOROSA ALLE ELEZIONI DI METÀ MANDATO E PER FOMENTARE LA BASE PROVA A INCITARE I DEPUTATI USANDO LO SPAURACCHIO DELL’IMPEACHMENT. DELLA SERIE: SE MI METTONO SOTTO ACCUSA, FINITE SENZA POLTRONA ANCHE VOI – L’ISOLAMENTO DI VANCE È UN CONTENTINO ALLA BASE DEL “VECCHIO” PARTITO REPUBBLICANO, CHE PUNTA TUTTO SU QUEL VOLPONE DI MARCO RUBIO. MA ANCHE IL SEGRETARIO DI STATO HA UNA GROSSA MACCHIA SUL CURRICULUM: DA FIGLIO DI ESULI CUBANI, PER FARE CARRIERA SI ERA INVENTATO CHE IL PADRE ERA FUGGITO DALL’ISOLA PERCHÉ ANTI-CASTRISTA (ERA UNA BALLA) – LA LOTTA PER LA CANDIDATURA NEL 2028 E I PRECEDENTI: SOLO DUE VOLTE NEGLI ULTIMI TRENT’ANNI IL PARTITO DEL PRESIDENTE HA GUADAGNATO SEGGI ALLE MIDTERM…

meloni trump

DAGOREPORT - CHISSÀ, MAGARI LO SCONCIO GOLPE TRUMPIANO IN VENEZUELA, CON LA CATTURA DI MADURO E DECINE DI MORTI, HA SPEDITO GIORGIA MELONI IN UNO STADIO DI TALE PIACERE DA PERDERE IL CONTROLLO DEI NEURONI, INCIAMPANDO IN DUE MADORNALI GAFFE, CHE NESSUN MEDIA HA SOTTOLINEATO - PRESO IL MOSCHETTO, CALZATO L’ELMETTO, LA “CHICA CALIENTE” (COPY SANTIAGO ABASCAL) HA PROCLAMATO LA TESI DI ‘’UN INTERVENTO LEGITTIMO DI NATURA DIFENSIVA CONTRO IL NARCOTRAFFICO’’ - BENE, SIETE CURIOSI DI SAPERE CHI L’HA SMENTITA? LO STESSO TRUMP! “D’ORA IN AVANTI SAREMO FORTEMENTE COINVOLTI NELLA GESTIONE DEL PETROLIO DEL VENEZUELA” - MA NON È FINITA: LA STAGIONATA RAGAZZA PON-PON DEL TRUMPISMO SENZA LIMITISMO HA SPROLOQUIATO PURE DI UNA “AZIONE MILITARE ESTERNA”. A SMENTIRLA È ARRIVATO QUESTA VOLTA IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO: "NON SIAMO IN GUERRA…" - VIDEO