matteo salvini giorgia meloni antonio tajani

LA MANOVRA SPERICOLATA DI SALVINI – RINGALLUZZITO DOPO LA VITTORIA DELLA LEGA IN VENETO (TRAINATA DA ZAIA) E I PESSIMI RISULTATI DI FDI, IL LEADER DEL CARROCCIO TORNA ALLA CARICA SULLA LEGGE DI BILANCIO: VUOLE L’ESTENSIONE DELLA PLATEA PER LA ROTTAMAZIONE DELLE CARTELLE ESATTORIALI E L’AUMENTO DELLE TASSE SULLE BANCHE PER AUMENTARE I FONDI SULLA SICUREZZA. E RIPROPONE LA RIDUZIONE DEL CANONE RAI DA 90 A 70 EURO, MISURA SGRADITISSIMA A TAJANI, PERCHÉ PORTEREBBE LA TV PUBBLICA AD ALZARE IL TETTO PUBBLICITARIO A DANNO DI MEDIASET…

MANOVRA: SOPRAVVIVE EMENDAMENTO LEGA SU TAGLIO CANONE RAI A 70 EURO

MATTEO SALVINI ANTONIO TAJANI RAI CANONE

(LAPRESSE) - Sopravvive alla tagliola delle inammissibilità della presidenza della commissione Bilancio del Senato l'emendamento della Lega che ripropone il taglio del canone Rai a 70 euro per il 2026.

 

La proposta, a prima firma Bergesio, non compare nell'elenco dei 105 emendamenti dichiarati inammissibili per materia coperture. Entrerà quindi nel fascicolo da porre in esame.

 

EFFETTO VOTO SULLA MANOVRA. SALVINI PRESSA I MELONIANI SU ROTTAMAZIONE E RAI

Estratto dell’articolo di Stefano Iannaccone per “Domani”

 

MATTEO SALVINI - ALBERTO STEFANI

Il voto delle regionali si abbatte sul groviglio della manovra, già intricato, favorendo un ulteriore arroccamento di tutti i partiti della maggioranza sulle proprie bandiere. Insomma, i trionfi di Antonio Decaro, Roberto Fico e Alberto Stefani possono far slittare ancora di più la legge di Bilancio.

 

Certo, il governo ha appena incassato la promozione da parte della Commissione europea: il Documento programmatico di bilancio dell’Italia è stato approvato, mentre resta in sospeso la procedura per deficit eccessivo, in attesa di valutare nella prossima primavera i dati consuntivi sul deficit 2025.

 

[…]

 

matteo salvini giorgia meloni antonio tajani foto lapresse

Il buon risultato della Lega, la sostanziale tenuta di Forza Italia e gli affanni di Fratelli d’Italia rischiano di cambiare le carte in tavola. Ognuno deve portare a casa il proprio strapuntino da rivendere sul mercato della propaganda.

 

La ragione è semplice: occorre portare il massimo a casa dalla prossima legge di Bilancio per lanciare la grande volata verso le politiche del 2027, che potrebbe essere anticipata in primavera, come viene ammesso da più parti nella maggioranza.

 

In questo clima Matteo Salvini è già pronto a rilanciare le sue battaglie, forte della vittoria leghista in Veneto e dell’ottima performance in Puglia. Ufficialmente nessuno collega l’esito delle regionali alla legge di Bilancio. Ma il ministro delle Infrastrutture è uscito ringalluzzito, ritenendo di aver fatto breccia nell’elettorato. E vuole uscire dalla subalternità verso Giorgia Meloni.

 

CARTELLE ESATTORIALI

Quindi la parola d’ordine ai suoi è quella di non arretrare di fronte alle misure bandiera: l’estensione della platea per la rottamazione delle cartelle e l’aumento della tassazione sulle banche per aumentare i fondi sulla sicurezza.

 

Ma c’è anche un grande ritorno dello storytelling salviniano: la riduzione del canone Rai da 90 a 70 euro. L’emendamento firmato dal senatore Giorgio Maria Bergesio è spuntato nel faldone dei segnalati, quelli che saranno discussi e votati. Per tutta la prima fase di dibattito sulla manovra, la misura bandiera sul canone Rai (che costa 430 milioni di euro all’anno) era stata accantonata. Il rilancio non è un caso.

 

matteo salvini - festa della lega a Castelcovati - brescia

Il dossier è affidato al capogruppo della Lega al Senato, Massimiliano Romeo, politicamente ruvido: non ha avuto timore a sfidare il leader del suo partito in Lombardia, facendosi eleggere segretario contro il nome proposto da Salvini.

 

Romeo vuole conquistare il massimo per avere una Lega sempre più forte che non dovrà cedere il candidato alla presidenza nella sua regione. Sarà forzata la mano per massimizzare il bottino politico della manovra.

 

Antonio Tajani, con la sua Forza Italia, ha le stesse intenzioni, ma si trova sul fronte opposto: vuole dare più risorse alla sicurezza, ma senza toccare ulteriormente le banche, ed è ostile a qualsiasi ipotesi di riduzione del canone, operazione indigesta alla famiglia Berlusconi.

 

federico freni 1 foto di bacco

Al contrario, il vicepremier forzista chiede di potenziare la misura del taglio del secondo scaglione Irpef (arrivando ai redditi fino a 60mila euro), chiedendo di introdurre la tassazione agevolata sull’oro per elargire un po’ di risorse.

 

Il partito di Meloni non è da meno: dopo la batosta in Campania, l’ordine resta quello di portare avanti il condono edilizio, anche solo per far dispetto alla prossima amministrazione di Fico.

 

Il vero scalpo, però, è quello della Banca d’Italia a cui Fratelli d’Italia vuole sottrarre il controllo delle riserve auree. Iniziativa spericolata, ma fortemente identitaria. Il voto regionale ha insomma fatto irrigidire gli attori, complicando la soluzione sugli emendamenti presentati.

 

matteo salvini giorgia meloni antonio tajani giancarlo giorgetti foto lapresse

«Stiamo lavorando alle proposte dei vari partiti, ma siamo lontani da una soluzione», è l’ammissione che arriva da fonti governative. Tradotto: la trattativa è in alto mare.

 

[…]  È in programma, infatti, una riunione tecnica a palazzo Madama tra la Ragioneria dello stato, la parte politica del Mef e i presidenti dei gruppi. Le chiavi sono state affidate, come spesso accade in tempi di manovra, al sottosegretario all’Economia, il leghista Federico Freni.

 

 Il vertice tra leader, per giungere a un definitivo accordo, è in bilico anche per non sovraccaricare di attenzioni l’eventuale nuovo incontro dopo i precedenti, risultati decisamente improduttivi. Meglio affidarsi agli sherpa. […]

matteo salvini giancarlo giorgetti. voto di fiducia sulla manovra 2024 foto lapresse

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