MANTOVANO, ORA FACCIAMO I CONTI – I GIUDICI DELLA CORTE DEI CONTI SONO IN AGITAZIONE PER LE INGERENZE DEL SOTTOSEGRETARIO ALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, “MENTE” DELLA RIFORMA CHE LIMITA I POTERI DEI MAGISTRATI CONTABILI E NE SEPARA LE CARRIERE - MANTOVANO FINORA È STATO IRREMOVIBILE E NON CONCEDE APERTURE, MENTRE PROVA A ORIENTARE ANCHE IL CONSIGLIO DI STATO (DIETRO ALLA LOTTA DI POTERE E ALLA MANCATA NOMINA DI LUIGI CARBONE COME PRESIDENTE AGGIUNTO C'E' LA MANONA DI MANTOVANO?)
Estratto dell’articolo di Giulia Merlo per “Domani”
Quando si tratta di misurare la temperatura interna alle magistrature speciali – Corte dei Conti e Consiglio di Stato – le fonti interne citano sempre e solo un nome: quello del potente sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano.
Ex toga lui stesso e fieramente conservatore, ha come pallino del suo mandato quello di smuovere («squassare» secondo fonti interne che non lo amano) gli equilibri dentro i palazzi dell’alta giustizia.
alfredo mantovano voto al senato sulla riforma della corte dei conti foto lapresse 1
La magistratura con cui i rapporti sono più infuocati è quella contabile, che è anche quella colpita più duramente dalla sua scure riformatrice. La riforma ordinaria della Corte dei Conti, infatti, prevede di trasformare le toghe che vigilano sulla spesa del denaro pubblico quasi in un organo consulenziale delle pubbliche amministrazioni, privilegiando la funzione consultiva rispetto a quella ispettiva.
Non solo, fallito il referendum costituzionale per separare le carriere della magistratura ordinaria, la regia di Mantovano ha introdotto con legge ordinaria una separazione delle carriere dei magistrati contabili. Il tutto, con noncuranza degli allarmi lanciati dalle toghe anche alla luce dei necessari controlli in vista della conclusione del Pnrr.
Tanto che, la settimana scorsa, l’Associazione magistrati Corte dei Conti ha proclamato lo stato di agitazione: non ancora (e forse mai) uno sciopero, ma comunque un passo non banale per una magistratura abituata a rigide posture istituzionali. Quanto trapela da fonti interne è che il tavolo a cui le toghe siedono con Mantovano per stendere i decreti attuativi della riforma prosegua senza utili aperture da parte del sottosegretario.
Si procede a tappe forzate: è stato prodotto un testo su circa un terzo delle materie delegate e su un punto Mantovano è stato irremovibile: la verticalizzazione con concentrazione del potere nelle mani del procuratore generale, osteggiata dalle toghe perché ciò rischia di minarne l’indipendenza.
sergio mattarella inaugurazione anno giudiziario corte dei conti
Anche sul Consiglio di Stato si è posato l’occhio del sottosegretario, anche se più sottotraccia. Come raccontato da Domani, è in corso una lotta intestina per la nomina del procuratore aggiunto che poi diventerà il prossimo presidente. La mossa per mettere in discussione il criterio dell’anzianità e dunque far saltare la nomina di Luigi Carbone avrebbe avuto la regia proprio di Mantovano, attraverso i consiglieri laici del Consiglio di Presidenza della giustizia amministrativa. Mossa sin qui riuscita, ma ancora non del tutto.
[…] Il sottosegretario vorrebbe procedere a tappe forzate, con il decreto sulla Corte dei Conti già a metà luglio e ignorando le critiche delle toghe. Ma attenzione: «Servirà poi il sì della conferenza Stato-regioni, un passaggio in tutte e sei le commissioni parlamentari e anche il concerto del Ministero dell’Economia», viene fatto notare da chi conosce il dossier.
Come a dire: ne mancano ancora, di carte bollate, il tempo è il miglior alleato contro il solerte sottosegretario. Lo stesso vale per il Consiglio di Stato. La nomina del procuratore aggiunto tornerà al plenum il 25 giugno, dopo che sarà definito il ricorso al Tar promosso da Carbone alla luce della bocciatura della sua candidatura. Con l’effetto che il blitz orchestrato dai laici e ispirato da Mantovano potrebbe finire nel nulla.
alfredo mantovano francesco paolo sisto voto al senato sulla riforma della corte dei conti foto lapresse 5
ALFREDO MANTOVANO
CORTE DEI CONTI
PAPA LEONE XIV ALFREDO MANTOVANO
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