mario adinolfi mamdani

“MAMDANI FARÀ PIÙ DANNI A NEW YORK DEGLI ATTENTATORI DELL’11 SETTEMBRE” - MARIO ADINOLFI, GIA’ FONDATORE DEL PD, E ORA PRESIDENTE DEL POPOLO DELLA FAMIGLIA, SPARA SUL NEO-SINDACO DI NEW YORK: “LUI FILO GAY? NO, È SOLO IL CAVALLO DI TROIA DEI MUSULMANI. L’ALLEANZA WOKE-ISLAM RICORDA IL VECCHIO PATTO TRA COMUNISTI E NAZISTI. IL PD? E' CONDANNATO ALL’OPPOSIZIONE PERENNE. SCHLEIN E' INADEGUATA" - "TRUMP? È IL 'DEFENSOR FIDEI' ED È PARADOSSALE CHE SIA PROPRIO LUI, CON QUELL’AURA DA PUTTANIERE" – "MELONI? I CATTOLICI MERITANO PIÙ ATTENZIONE DAL GOVERNO. IL CENTRODESTRA SOFFRA ANCORA DI UN PESANTE COMPLESSO DI INFERIORITÀ…”

mario adinolfi

 

Federico Novella per “la Verità” - Estratto

 

«Non ho problemi a dire che Zohran Mamdani farà più danni a New York degli attentatori dell’11 settembre». 

 

Mario Adinolfi, giornalista, presidente del movimento cattolico del Popolo della Famiglia, nonché fondatore del Partito democratico, ai tempi di Veltroni. Sta davvero parlando del neosindaco di New York, socialista e musulmano? 

«Proprio lui. Chiamarlo socialista mi pare esagerato, parliamo pur sempre della sinistra dei dem americani. È semplicemente un ragazzo nato stra-bene, non certo un campione dell’ultraproletariato. Il vero dato identitario, però, è l’islamismo». 

 

Perché? 

«Un musulmano sciita, sposato con una siriana musulmana, che durante la campagna elettorale si è fatto fotografare deliberatamente mentre prega in moschea inginocchiato con altri uomini? Non comprendiamo la potenza propagandistica di questa immagine?». 

 

Cosa significherebbe? 

«Il dato religioso di quella fotografia è che le donne in quei luoghi non possono entrare, perché sottomesse all’uomo. Per me quell’immagine spiega perfettamente chi è davvero Mamdani». 

 

Guardi che è la stessa persona che ha promesso di rendere New York un «santuario Lgbt». 

mario adinolfi wokismo e islamismo cover

«Quello è un cavallo di Troia. La considero un’espressione della tipica menzogna islamica: nel Corano è legittimata la menzogna se finalizzata alla conquista e alla sottomissione al volere di Allah». 

 

Dunque? 

«Dunque a mio parere Mamdani è un islamista che recita la parte del politicamente corretto, per far penetrare più facilmente il suo credo nella città più ferita dagli attacchi islamici, cioè New York». 

 

E la sua ricetta economica, dove punta anche sulla patrimoniale? 

«Quel programma, che provocherà una fuga di capitali, serve fondamentalmente a danneggiare la città. In tutti i suoi aspetti, a cominciare dalla sua tradizione di ricchezza e potenza economica». 

 

Ma è stato eletto, ed è certamente un segnale interessante. 

«È stato votato in una condizione di delirio, una sindrome di Stoccolma: molto spesso ci si innamora del proprio carnefice. Ma non è l’unico esempio. Il ministro dell’Interno britannico è una donna che ha preteso di giurare sul Corano e non sulla Bibbia. Ha spiegato questa scelta dicendo che l’islam è “il motore della sua vita”, e parliamo del ministro !'1 dell’Interno. Ci rendiamo conto di dove stiamo andando?». 

 

mario adinolfi

Nel suo libro Wokismo e Islamismo ha elaborato una teoria originale. Una sorta di alleanza perversa che minaccerebbe l’Occidente. 

«La più grande minaccia dei nostri tempi arriva proprio dal punto di incontro tra “wokismo” e “islamismo”, uniti contro un nemico comune: la tradizione giudaico-cristiana occidentale. È già accaduto in passato, la storia non si ripete ma risuona alla stessa maniera». 

 

Cioè, cos’è accaduto in passato di simile? 

«L’alleanza tra wokismo e islamismo ricalca l’ascesa, nel Novecento, di comunismo e nazismo. Due ideologie sostanzialmente antitetiche, che tuttavia per un certo periodo hanno trovato un punto di incontro per interesse di potere. Il patto Molotov-Ribbentrop, con la spartizione della Polonia, aprì la stagione più tragica della storia dell’umanità. Oggi, come negli anni Venti del Novecento, quando si affermarono fascismi e bolscevismi, abbiamo ancora due ideologie dominanti che si tengono per mano». 

 

Sta paragonando la teoria “woke” al comunismo? Sembra un salto piuttosto ardito... 

«Guardiamo meglio, e troveremo dei punti di contatto. L’uomo comunista puntava al paradiso passando per la dittatura del proletariato, mentre l’egualitarismo wokista propugna l’ideologia dell’autodeterminazione: siamo tutti uguali nei diritti, e dunque ognuno fa un po’ come gli pare». 

mario adinolfi loredana cannata

 

(…)

 

Anche l’altra gamba della sua metafora sembra azzardata: che c’entra il nazismo con l’islam? 

«Mi rifaccio a papa Benedetto XVI, che nel celebre discorso di Ratisbona nel 2006, espose un argomento fortissimo: da Maometto null’altro è venuto fuorché violenza e spada. A seguito di questa considerazione, a quel Papa, uno dei più grandi intellettuali del ventunesimo secolo, fu impedito di parlare nell’Università La Sapienza di Roma, cioè nella capitale della cristianità. Un obbrobrio che in tanti hanno dimenticato». 

 

Sì, ma fare dell’islam un blocco unico non le pare eccessivo? 

«È ovvio che non tutti i musulmani sono terroristi o fondamentalisti, ma le esultanze dopo l’11 settembre e dopo il 7 ottobre 2023 mi portano a dire che ,nell’intimo, l’islam ha una radice violenta. Che spinge parte di quel mondo a definire azioni orrende come atti di resistenza eroica». 

 

MARIO ADINOLFI

Questa saldatura tra wokismo e islamismo nasce in seno alla sinistra, dice lei, che ha contribuito alla nascita del Partito democratico, quasi 20 anni fa. 

«E soffro moltissimo nel vedere la sinistra, e il partito che ho fondato, ridotto così. Condannato all’opposizione perenne. Temo addirittura che il Pd desideri quella condizione». 

 

Vale a dire? 

«Esattamente come i comunisti italiani stavano comodi all’opposizione, oggi gli “wokisti” del Pd si accontentano di gridare al fascismo, senza mai assumersi la responsabilità di governo. Anche perché Schlein continua ad apparire francamente inadeguata». 

 

(…)

Sta dicendo che nel Dna del Pd c’era un’anima cattolica che oggi è scomparsa? 

«Faccia lei. Nel poster che campeggia davanti all’ufficio di Elly Schlein al Nazareno, c’è la mia faccia, insieme a Veltroni, Prodi, Enrico Letta e Rosy Bindi. Quattro cattolici su cinque». 

 

E adesso? 

mario adinolfi

«Nel Pd i cattolici non li vedo più.  D’altra parte, come fa un cattolico a militare in un partito che teorizza l’abortismo, l’eutanasia, e che vota per 800 miliardi di riarmo europeo? I veri cattolici hanno lasciato il partito da tempo: quelli che restano, sono abbarbicati alla poltrona per ragioni di potere». 

 

Questo spiega, negli anni, il calo dei consensi? 

«Certo, il tracollo elettorale del Pd, che in 10 anni ha perso la metà dei voti, si spiega proprio con l’abbandono dell’elettorato cattolico. Doveva essere il nuovo partito della Democrazia cristiana, o perlomeno il partito della nazione. Oggi invece il partito della nazione è Fratelli d’Italia». 

 

MAMDANI SULL AUTOBUS - 1

Sono spariti solo i partiti cattolici, o anche gli elettori? 

«Sono ancora lì i cattolici, sebbene sparpagliati. E meritano un po’ più di attenzione dal governo. Se dopo tre anni di ministro Roccella abbiamo toccato il record negativo di natalità, forse riscoprire il reddito di paternità sarebbe opportuno. 

 

Se oggi i moduli burocratici recano ancora l’asterisco quando si tratta di scegliere tra maschio o femmina, forse serve un po’ più di coraggio. Il governo prenda esempio da Trump, che come primo atto della presidenza ha varato un ordine esecutivo per ricordare a tutti che i generi sono solo due». 

 

È diventato trumpiano? 

mario adinolfi

«Per me oggi Trump è il defensor fidei: ed è paradossale che sia proprio lui, con quell’aura da puttaniere lontano dai precetti religiosi. Però, di fatto, è l’unico leader mondiale che parla chiaramente dello sterminio dei cristiani in Nigeria. E l’unico che ha scelto un vice quarantenne, cattolico e antiabortista militante. Non sto cercando un sant’Ignazio di Loyola, ma politici all’altezza, e se la sfida è quella di Mamdani, ben venga Trump». 

 

E Meloni? 

«Si ricordi di essere donna, madre e cristiana. Donna, quindi obiettivo da colpire dell’ideologia transgender. Madre, e quindi consapevole che le iniezioni per preparare i bambini al cambio di sesso in età prepuberale sono una follia, e mi aspetto che il governo vieti certe pratiche, visto che lo fanno già all’ospedale Careggi di Firenze. E poi cristiana, e quindi con un’attenzione diversa sul tema dell’aborto, perché mi pare incredibile che un’Italia con nascite sottozero continui ad avere 70.000 aborti ogni anno». 

 

MAMDANI SULL AUTOBUS

Ha picchiato sulla sinistra, ma anche questo centrodestra non la fa felice? 

«A me sembra che il centrodestra soffra ancora di un pesante complesso di inferiorità. È come se avesse paura del sospiro di Michele Serra su Repubblica. Se stanno ancora al punto zero, a patire la cosiddetta subalternità culturale, nominino ministro direttamente Nanni Moretti». 

 

Quello che a D’Alema gridava: «Dì qualcosa di sinistra»? 

«Ecco, mi verrebbe da dire: “Meloni, fai qualcosa di destra!”». 

 

MARIO ADINOLFI - ISOLA DEI FAMOSI ZOHRAN MAMDANI E MIRA NAIRZOHRAN MAMDANI E MIRA NAIRC'E' ANCORA MAMDANI - MEME BY 50 SFUMATURE DI CATTIVERIA mario adinolfi

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