giorgia meloni elly schlein elezioni regionali

“IL PANORAMA DI MACERIE POST-REFERENDUM E’ DESTINATO A INTACCARE QUALUNQUE INTESA PARLAMENTARE” – MASSIMO FRANCO: “È DIFFICILE PENSARE CHE AVRÀ UN PERCORSO, LA RIFORMA DEL SISTEMA ELETTORALE ABBOZZATA DALLA COALIZIONE DI DESTRA. È COME SE GLI AVVERSARI DELLA MAGGIORANZA NE AVVERTISSERO LA DIFFICOLTÀ; E FACESSERO DI TUTTO PER PROVOCARE PALAZZO CHIGI: MAGARI FINO AL PUNTO DI ACCAREZZARE LA TENTAZIONE DI ELEZIONI ANTICIPATE, AFFIORATA E SUBITO ARCHIVIATA NELLE SCORSE SETTIMANE - L’ILLUSIONE DI GIORGIA MELONI DI COSTRUIRE UN RAPPORTO DI LEALTÀ CON LA CASA BIANCA TRUMPIANA, SI STA RIVELANDO UN BOOMERANG"

1 - I CONTRACCOLPI DEL REFERENDUM SULLA CAMPAGNA ELETTORALE

Estratto dell’articolo Massimo Franco per il “Corriere della Sera”

 

giorgia meloni cameriera di trump e putin - video vitosfrankai

È cominciato non solo il gioco duro, ma un po’ sporco. E il timore è che possa diventare la colonna sonora della campagna elettorale per le Politiche del 2027. Le insinuazioni contro la premier Giorgia Meloni su una presunta infiltrazione della criminalità dentro il suo partito suonano come una sorta di «secondo tempo» dopo la sconfitta referendaria di fine marzo. E lasciano capire che per le opposizioni sarà uno dei temi della propaganda, insieme con il rapporto del governo con l’amministrazione di Donald Trump.

 

L’aria sconsolata con la quale il ministro della Difesa, Guido Crosetto, è uscito ieri dall’aula della Camera dopo avere riferito al Parlamento, è emblematica. Doveva parlare delle basi americane in Italia, ma è stato investito da accuse sui rapporti tra il governo e Donald Trump. E il suo appello all’unità del Paese è stato accolto da sarcasmi: una sorta di manifesto al rifiuto di qualsiasi dialogo.

 

schlein meloni

[…] è lo sfondo che ha preso corpo a preoccupare. È come se gli avversari della maggioranza ne avvertissero la difficoltà; e facessero di tutto per provocare Palazzo Chigi: magari fino al punto di accarezzare la tentazione di elezioni anticipate, affiorata e subito archiviata nelle scorse settimane.

 

Il panorama di macerie che il conflitto anche istituzionale sulla giustizia si è lasciato dietro sembra destinato a intaccare qualunque intesa parlamentare, di qui al voto. È difficile pensare che avrà un percorso facile, o anche solo un percorso, la riforma del sistema elettorale abbozzata dalla coalizione di destra.

 

GIORGIA MELONI E DONALD TRUMP

Per quanto il Pd di Elly Schlein possa sotto sotto non essere così contrario alla soluzione ipotizzata dalla premier, è improbabile che voglia votarla entrando in rotta di collisione col resto delle opposizioni. L’aspetto più inquietante di quanto si è visto ieri, tuttavia, è di nuovo la politica estera. Non solo l’Italia parlamentare è divisa sull’Ucraina e su Trump. Le fratture che attraversano maggioranza e opposizioni anche al loro interno vengono usate strumentalmente.

 

E l’illusione di Giorgia Meloni di costruire un rapporto di lealtà con la Casa Bianca trumpiana, al punto da pensare di poter mediare tra Usa e Ue, si sta rivelando un boomerang. La colpisce in quello che in tre anni e mezzo era stato il suo maggiore successo: la dimensione internazionale. Il problema è che non si vede uno scenario alternativo. […]

 

2 - UNA CAMPAGNA RADICALE E I SUOI ULTIMI FUOCHI

Estratto dell’articolo Stefano Folli per “la Repubblica”

 

ELLY SCHLEIN ALLA CAMERA TRA I CARTELLI DEL PD CONTRO GIORGIA MELONI

[…] L'emergenza è già in atto, per quanto le misure in via di adozione non siano finora tali da aumentare il senso di paura nell'opinione pubblica. Il che senza dubbio è un bene. Ma per quanto tempo la realtà potrà essere edulcorata? Dipende ancora una volta dal famoso Stretto: da quanto rimarrà chiuso in assenza di alternative.

 

È vero peraltro che sta prendendo forma uno scenario senza precedenti. Non è il covid, ma è un conflitto sui rifornimenti energetici a minacciare il livello di vita dei paesi europei. In teoria la risposta della politica, a Roma come altrove, dovrebbe essere nel segno dell'unità nazionale. Non per invocare un irrealistico governo di solidarietà aperto alle forze di maggioranza e di opposizione.

 

GIORGIA MELONI SCRIVE UNA LETTERA A ELLY SCHLEIN

O tanto meno per augurarsi un esecutivo "tecnico" formato da un gruppo di ottimati di cui non si vede traccia. Quanto per respirare un sentimento di unità nelle scelte parlamentari di fondo. Nessuno dovrebbe immaginare di ricavare un profitto elettorale dalla crisi; nessuno dovrebbe rifugiarsi nei consueti sotterfugi della polemica quotidiana di fronte a un momento eccezionale. […]

Ultimi Dagoreport

adriano galliani helga costa

DAGOREPORT - SI ALLUNGANO I SOSPETTI DI CONFLITTO DI INTERESSE SU ADRIANO GALLIANI, CANDIDATO ALLA PRESIDENZA DELLA FIGC CONTRO MALAGO’: NON C’E’ SOLO LA GRANA DEL FIGLIO GIANLUCA, AZIONISTA DI UNA TECH COMPANY CHE FA CONCORRENZA ALLA LEGA SERIE A SUL FANTACALCIO. C’E’ ANCHE IL NODO DEL FIGLIO DELLA MOGLIE HELGA COSTA, ALAN RODRIGUEZ, CHE FA IL PROCURATORE SPORTIVO NELLA SCUDERIA DI BEPPE RISO (CHE HA CONCLUSO IN QUESTI ANNI DIVERSI AFFARI CON GALLIANI) - COME SI METTE L’EX BRACCIO DESTRO DI BERLUSCONI RISPETTO ALL’ARTICOLO 29 DELLO STATUTO FIGC CHE PARLA DI INCOMPATIBILITA’ IN CASO DI CONFLITTO DI INTERESSI? LA GIUSTIZIA SPORTIVA NON HA NULLA DA RILEVARE?

leonardo maria del vecchio fedez selvaggia lucarelli fedez

DAGOREPORT – DIETRO ALL’OPA (FALLITA) DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO SUL “FATTO QUOTIDIANO”, C’È FORSE LO ZAMPONE DI FEDEZ? – L’EX MARITO DI CHIARA FERRAGNI VEDE NEL QUOTIDIANO DI TRAVAGLIO, E NELLA FIRMA DI SELVAGGIA LUCARELLI, UN NEMICO DA ABBATTERE: SOGNA DI DIVENTARE UN MAGNATE DELL’EDITORIA (VUOLE TRASFORMARE IL SUO "PULP PODCAST" IN UNA TESTATA GIORNALISTICA) E CONTROLLARE LA “NARRAZIONE” SULLE SUE GESTA (DAGLI AFFARI ALLE RISSE IN DISCOTECA) – IL RAPPORTO CON "LENNY" DEL VECCHIO È CONSOLIDATO. E LA SOCIETÀ DI FEDEZ, “DOOM”, SAREBBE ANCHE DIETRO LO SBARCO DI LMDV SU “X” 

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?

elezioni israele isaac herzog netanyahu eisenkot

DAGOREPORT – IN ISRAELE, DOPO LE ELEZIONI, CI SONO SOLO TRE SCENARI PLAUSIBILI: UN GOVERNO DI UNITÀ NAZIONALE, UN ACCORDO DELL’OPPOSIZIONE CON GLI ARABI O NUOVE ELEZIONI – UNA GRANDE COALIZIONE È IL SOGNO DEL PRESIDENTE HERZOG E DEGLI STATI UNITI: PERMETTEREBBE DI RIMUOVERE QUEI MEZZI CRIMINALI ESTREMISTI DI BEN GVIR E SMOTRICH, CHE OSTACOLANO IL PIANO DI TRUMP PER GAZA E ROMPONO IL CAZZO IN CISGIORDANIA. MA EISENKOT ESIGE CHE “BIBI” NON SIA PREMIER, E PER ACCONTENTARLO, HERZOG DOVREBBE CONCEDERE LA GRAZIA AL PREMIER – L’ACCORDO CON LE LISTE ARABE È COMPLICATO: NESSUNO SI VUOLE ACCOLLARE IL RISCHIO DI GOVERNARE CON I MUSULMANI – UN RITORNO ALLE URNE SAREBBE UN REGALO PER “BIBI” – LA POSSIBILE NUOVA ESCALATION IN IRAN E LA PAURA DI EISENKOT DI FINIRE TRITURATO DA QUEL VECCHIO VOLPONE DI NETANYAHU, CHE HA GOVERNATO 19 DEGLI ULTIMI 30 ANNI...

marina pier silvio berlusconi soldi profitti denaro

FLASH – MARINA O “MARETTA”? SEMBRA CHE STIA MONTANDO UN PO' DI TENSIONE TRA I FRATELLI BERLUSCONI - MARINA, CHE IN QUANTO PRESIDENTE DI FININVEST È LA CAPA DI “PIER DUDI”, È PREOCCUPATA DAL FUTURO ECONOMICO DI MEDIASET. E NON SOLO PER L'IMPERO ITALIANO: TEME CHE L’ACQUISIZIONE DI PIER SILVIO DELLA TV TEDESCA PROSIEBENSAT SIA STATA UNA MOSSA  AZZARDATA E CHE POSSA METTERE A RISCHIO LA TENUTA DEI CONTI DEL BISCIONE - (A COLOGNO ANCORA SCOTTA IL RICORDO DEI 900 MILIONI DI EURO BUTTATI NEI DIRITTI TV E IL FLOP DI MEDIASET PREMIUM, CHE STAVANO PER FAR SCHIOPPARE L’AZIENDA...)