andrea martella simone venturini

LA MELONI NON STA “SERENISSIMA” – A VENEZIA SI VOTA PER IL SINDACO IL 24 MAGGIO, LA DESTRA, AZZOPPATA DAI CASI VENEZI E BIENNALE, ARRANCA - È IL PRIMO TEST POST REFERENDUM: IL DEM ANDREA MARTELLA È IN VANTAGGIO DI 5 PUNTI SULL’ASSESSORE USCENTE, VENTURINI – UNA VITTORIA DEL CENTROSINISTRA AVREBBE COME PRIMA CONSEGUENZA LA SOSTITUZIONE DEL SOVRINTENDENTE DELLA FENICE NICOLA COLABIANCHI, GRANDE SPONSOR DI VENEZI - SECONDO NERVO SCOPERTO È LA BIENNALE, DOVE LO SCONTRO È TUTTO A DESTRA FRA IL PRESIDENTE BUTTAFUOCO (DIFESO DA BRUGNARO E DAL GOVERNATORE STEFANI) E IL GOVERNO SULLA RIAPERTURA DEL PADIGLIONE RUSSO…

Francesco Moscatelli per “la Stampa”  - Estratti

 

(…) Le elezioni comunali del 24 e 25 maggio, dopo dieci anni di amministrazione di centrodestra dell'imprenditore Luigi Brugnaro (inciampato in un'indagine giudiziaria tuttora in corso), complici gli sbandamenti della maggioranza di governo sui casi Venezi e Biennale, sono il primo vero test dopo la vittoria del No al referendum sulla giustizia. 

 

andrea martella

La sfida fra il senatore e segretario regionale del Pd Andrea Martella, 57 anni, e l'assessore uscente al Turismo Simone Venturini, un "civico" di 38, non riguarda solo il futuro di questo ecosistema unico fatto di terra e acqua dove vivono 250 mila persone (di queste, circa 47 mila nel centro storico in costante spopolamento).

 

Per capirlo basta trascorrere un sabato mattina con i due candidati, impegnati in una campagna quartiere per quartiere nonostante i sondaggi clandestini al momento diano in vantaggio di 5 punti lo schieramento composto da Pd, Riformisti, M5S, Avs, Rifondazione comunista e da due civiche rispetto al progetto "Venturini sindaco" appoggiato da FdI, Lega, Forza Italia, Udc e Partito dei Veneti. 

 

Non è un dettaglio da poco che un big come il senatore FdI Raffaele Speranzon (molto vicino alla premier) abbia fatto un passo indietro nonostante l'accordo raggiunto a suo tempo con la Lega sulle regionali. Per non parlare dell'ipotesi Luca Zaia, che chissà se ha mai davvero accarezzato l'idea di trasformare la parola Doge in qualcosa in più di un soprannome. 

 

Simone Venturini

«Anche qui con il referendum si è avvertita una grande voglia di cambiamento, Brugnaro ha governato in modo accentratore e paternalista – dice Martella, mentre scatta foto con i sostenitori al mercato di Marghera, frequentatissimo anche dalla comunità bengalese sorta intorno a Fincantieri e sempre più significativa in termini elettorali –. Vogliamo per Venezia uno statuto speciale, avere potestà legislativa su materie come abitazioni, turismo e trasporti, e salvarla quando intorno al 2050 il Mose non basterà più». 

 

(...)

Dietro i reciproci attacchi, le questioni che intrecciano locale e nazionale sono almeno quattro. Primo, la Fenice, terremotata dall'indicazione di Venezi come prossima direttrice musicale. Gli orchestrali sono sul piede di guerra, considerano la nomina dettata da amichettismo di destra più che da un curriculum adeguato al ruolo. «Il giorno dopo l'elezione incontrerei le parti coinvolte, il bene del teatro supera ogni cosa. Ci sono stati eccessi su tutti i fronti, ma all'inizio forse ci sono state delle forzature» ammette Venturini. 

 

Andrea Martella

Una vittoria del centrosinistra, invece, avrebbe come prima conseguenza la sostituzione del sovrintendente Nicola Colabianchi, grande sponsor di Venezi. «Resetteremo tutto» conferma Martella.

 

Secondo nervo scoperto è la Biennale, dove lo scontro è tutto a destra fra il presidente Pierangelo Buttafuoco (difeso da Brugnaro e dal governatore Stefani) e il governo sulla riapertura dopo quattro anni del padiglione russo. L'inaugurazione del 9 maggio si avvicina e giovedì il cda dell'ente si riunirà per decidere come rispondere all'Unione europea che ha minacciato di tagliare due milioni di euro se la Biennale non bloccherà la performance curata, fra gli altri, dalla figlia del ministro degli Esteri del Cremlino.

 

Il sit-in alla Fenice contro il sovrintendente Colabianchi

A Palazzo Chigi si starebbero valutando misure drastiche, dal commissariamento a un decreto ad hoc, pur di evitare il cortocircuito diplomatico. «Brugnaro ha accentrato su di sè le deleghe alla Cultura, e questo è parte del problema» sostiene Martella, evidenziando le contraddizioni degli avversari. «Noi vigileremo perché la presenza russa non si trasformi in un'occasione di propaganda russofila» replica Venturini, consapevole che nelle prossime settimane la vicenda deflagrerà. 

 

Terzo, la sicurezza, qui come in tutte le aree metropolitane italiane. Sarà un caso, ma Martella sta organizzando un dibattito con la sindaca di Genova Silvia Salis e altri amministratori d'area impegnati a cambiare lo sguardo della sinistra sul tema, mentre il 5 maggio incontrerà l'ex capo della polizia Franco Gabrielli. Il quarto, infine, l'overtourism, piaga che Venezia ha sperimentato prima di altri. 

colabianchi venezi la fenice

 

Venturini difende il ticket d'ingresso in città da 5-10 euro «unico strumento concreto dopo cinquant'anni di chiacchiere» e immagina di ampliare i periodi in cui si paga. Martella, all'opposto, pensa di cancellarlo e pianificare i flussi turistici con l'intelligenza artificiale. 

È su queste basi che il mese più lungo della politica veneziana sta per iniziare. A Favaro Veneto Simone Venturini saluta i suoi sostenitori con un «Speremo che dura. Io ce la metto tutta». A Marghera i supporter di Andrea Martella lo caricano con un «Duri i banchi». Espressioni veneziane che spiegano bene ciò che accade anche a livello nazionale: il centrodestra cerca di resistere, il centrosinistra dopo anni vede la possibilità di tornare al governo. 

brugnaro colabianchi

 

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