giorgia meloni roberto vannacci

MELONI E LA RESA DEI CONTI IN FONDO A DESTRA - IL TRIONFO DELL’AFD IN SASSONIA-ANHALT SPINGE LA DUCETTA A MARCARE LE DISTANZE CON VANNACCI (ALLEATO DELLE SVASTICHELLE) E A NON ABBANDONARE LO SCHIERAMENTO EUROPEISTA A SOSTEGNO DELL’UCRAINA - SORGI: “MELONI RITIENE CHE NON CI SIA NESSUN COMPROMESSO POSSIBILE. PROPRIO PERCHÉ NON CONSIDERA VANNACCI UN FENOMENO FOLKLORISTICO LOCALE, MA IL CONFINE ITALIANO DEL CEDIMENTO A PUTIN” - MASSIMO FRANCO: “QUASI LA METÀ DEGLI ELETTORI DI FDI VORREBBE ALLEARSI CON FUTURO NAZIONALE. FA CAPIRE QUANTO IL TIMORE DI PERDERE NEL 2027, E DI VEDERE COMPROMESSA ANCHE LA POSSIBILITÀ DI DESIGNARE DUE ANNI DOPO UN CAPO DELLO STATO DI DESTRA, PORTI AMPI SETTORI DI FDI A SUPERARE LE DIFFIDENZE VERSO VANNACCI”

1. MELONI E LO SCUDO EUROPEISTA 

Estratto dall’articolo di Marcello Sorgi per “La Stampa” 

 

giorgia meloni foto lapresse 8

L'abbandono del ballottaggio e la conseguente decisione di andare alle elezioni con la legge elettorale a un solo turno e con l'attuale maggioranza di centrodestra, senza commistioni al secondo turno con Vannacci, è un'altra delle conseguenze del voto in Sassonia e della vittoria dell'Afd. 

 

Meloni ritiene che il centrodestra che ha governato fin qui, grazie anche alla nuova legge elettorale, possa farcela a recuperare sui sondaggi che lo danno leggermente dietro al centrosinistra, e che il valore della stabilità, sottolineato nel recente discorso di Bari per celebrare l'anniversario del governo più longevo della Repubblica, possa far premio di fronte agli elettori sulla coalizione avversaria ancora priva di programma e in evidente difficoltà a trovare un accordo al suo interno. 

 

Roberto Vannacci

In sostanza, Meloni sceglie di non abbandonare lo schieramento europeista che ha pagato finora (con qualche libera uscita per Salvini, la cui leadership è in seria difficoltà) il costo politico della difesa dell'Ucraina dall'aggressione russa, per non dover pagare domani il prezzo del cedimento agli estremismi che in Germania sono in vantaggio e stanno mettendo in seria difficoltà il Cancelliere Merz. 

 

E lo fa nella convinzione, come ha detto Vannacci, che in campo ci siano «due destre»; tra le quali, a differenza dell'ex generale, Meloni ritiene che non ci sia nessun compromesso possibile. Proprio perché non considera Vannacci un fenomeno folkloristico locale, ma il confine italiano del cedimento a Putin. [...]

 

Meloni, in altre parole, farà di tutto per far approvare anche alla Camera, dopo il voto al Senato che si presenta più facile, la legge elettorale che serve a evitare il «pareggio» tra le due coalizioni. [...]

giorgia meloni al comizio di bari per il record di durata del governo

 

2. VANNACCI E IL GOVERNO. UN'OFFERTA DI DIALOGO CHE HA IL SAPORE DEL RICATTO 

Estratto dall’articolo di Massimo Franco per il “Corriere della Sera” 

 

[...] L’attacco viene da un’estrema destra che in apparenza punta a trattare l’alleanza con Giorgia Meloni. Di fatto, cerca di stravolgerne l’agenda, contando sui risultati virtuali dei sondaggi e soprattutto sui dati della formazione tedesca AfD che sta destabilizzando la Germania.

 

Di questo estremismo, il leader di FnV Roberto Vannacci si sente e in parte è l’incarnazione italiana. E ritiene che gli permetta di dettare le condizioni agli ex alleati. Il cambio di passo è vistoso.

 

ROBERTO VANNACCI AL FORUM AMBROSETTI DI CERNOBBIO

E soprattutto colpisce la sicumera con la quale il generale si rivolge alla coalizione di destra. «Adesso hanno preso la calcolatrice. Il risultato è scritto nero su bianco» dice. [...]

 

Corollario: o trattate con noi, sapendo che FnV «non negozia i suoi principi», o perderete. Più che una mano tesa, è una minaccia. Mira ad aumentare il nervosismo e la preoccupazione in un governo che cerca di capire quale profilo darsi di qui al voto del 2027. 

 

Finora ha usato uno schema inadeguato per arginare un personaggio creato inopinatamente da Matteo Salvini (errore simile a quello degli avversari di AfD); emancipatosi su posizioni di estrema destra anti Ue e filorusse; e deciso a erodere consensi al Carroccio e a FdI. Il piglio è di chi sente di avere un indubbio potere di ricatto.  

Giorgia Meloni Antonio Tajani Matteo Salvini 2

 

Ma è anche quello di chi sa come nelle pieghe della destra alcune parole d’ordine possano ancora fare parzialmente breccia: sull’immigrazione, sulla cultura no vax, sulla freddezza verso l’Ue, e forse perfino sull’ammirazione per Vladimir Putin, seppure in sacche minoritarie. [...]

 

Credibili o meno, i sondaggi dicono che quasi la metà degli elettori di FdI vorrebbe allearsi con FnV. Il dato non sorprende. Fa capire quanto il timore di perdere nel 2027, e di vedere compromessa anche la possibilità di designare due anni dopo un capo dello Stato di destra, porti ampi settori di FdI a superare le diffidenze verso Vannacci. [...]

giorgia meloni manifestazione per il record di longevita del governo foto lapresse 4roberto vannacci alla versiliana 3Giorgia Meloni Antonio Tajani Matteo Salvini 3giorgia meloni foto lapresse 5

Ultimi Dagoreport

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…

fagnani mentana corsini cairo

DAGOREPORT - DUE PERSONAGGI IN CERCA DI EDITORE. POTREBBERO ANCHE ESSERE SEI, PER CITARE PIRANDELLO, VISTO L'EGO TARANTOLATO DI CHICCO MENTANA, IL 71ENNE PENSIONATO MA CON NESSUNISSIMA VOGLIA DI RESTARE ‘’PRIGIONIERO DEI COMUNISTI DE LA7'', E DELLA 48ENNE “BELVA” FRANCESCA FAGNANI, IN ROTTA CON LA RAI – SE IL PROGETTO DEL MAGNATE GRECO KYRIAKOU A CUI LAVORAVA IL CHICCO MACINATO PER LA NASCITA DELLA "CNN ITALIANA" NON SI SA BENE DOVE SIA FINITO, HA PERSO QUOTA L'IPOTESI DI UN RITORNO A MEDIASET AL POSTO DEL CAPO SUPREMO DELL’INFORMAZIONE, MAURO CRIPPA. L’ULTIMA INDISCREZIONE È SKY ITALIA – SE MENTANA VUOL CHIUDERE CON CAIRO, LA FAGNANI VUOLE CHIUDERE "BELVE" PER MANCANZA DI “BELVE”: GLI OSPITI DI RICHIAMO SONO FINITI O PRETENDONO UNA MONTAGNA DI SOLDI - SI SONO ACCAVALLATE VOCI DI UNO SBARCO DELLA FAGNANI A MEDIASET, TIRANDO IN BALLO IL SUO BUON RAPPORTO CON MARIA DE FILIPPI. MA FINCHÉ LA DISCOLA DEL GOSSIP HA UN CONTRATTO CHE LA LEGA ALLA RAI FINO AL 2027, BUSSA ALLA PORTA LA MESSA IN ONDA DELLA NUOVA STAGIONE DI “BELVE”, IL 20 OTTOBRE - QUELLO CHE È CERTO È CHE SIA IL CHICCO CHE LA CHICCA SONO IN UN LIMBO, CON UN MERCATO SULLA CARTA ESISTENTE MA CON MILLE INCOGNITE REALI...

guerra russia ucraina vladimir putin volodymyr zelensky donald trump

DAGOREPORT – NON FATE LEGGERE A TRUMP L’ANALISI DELL’EX DIRETTORE DEI SERVIZI BRITANNICI, JOHN SAWERS, CHE SUL “FINANCIAL TIMES” SENTENZIA: “NON CI SARÀ NESSUNA TREGUA TRA MOSCA E KIEV FINO AL 2027”. IL TYCOON HA LE ORE CONTATE: DEVE TROVARE UN ACCORDO PURCHÉSSIA ENTRO NOVEMBRE, QUANDO I CITTADINI AMERICANI SARANNO CHIAMATI A VOTARE PER LE ELEZIONI DI METÀ MANDATO - UNA SCONFITTA DEL “DERAGLIATO MENTALE” DELLA CASA BIANCA È PRATICAMENTE CERTA. A MENO CHE NON RIESCA A CHIUDERE LA GUERRA IN EUROPA E FAR DIMENTICARE IL DISASTRO MILITARE AMERICANO IN IRAN – PUTIN NON CEDE AD ALCUN COMPROMESSO, E ZELENSKY LA VEDE “NERA” PER IL FUTURO…

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO