meloni berlusconi

“MELONI E SALVINI STANNO GIOCANDO CON LA CANDIDATURA DI BERLUSCONI. E GIORGIA MOLTO PIÙ DI MATTEO” – MENTRE IL CAV CONTINUA A COLTIVARE L’UTOPIA QUIRINALE, ANCHE IN FORZA ITALIA C’E’ CHI AMMETTE CHE L’IMPRESA E’ ASSAI DIFFICILE – MA SILVIO, ANDATO SU TUTTE LE FURIE PER IL PRANZO DELLA MELONI CON LA MORATTI, RILANCIA: "LA SINISTRA MI PUÒ VOTARE, SONO QUELLO DEL FAMOSO DISCORSO DI ONNA" - IL "NO" DI LETTA E CONTE (CHE PERO’ NON CONTROLLANO I GRUPPI)

MARIO AJELLO per il Messaggero

 

BERLUSCONI MELONI 3

Ci crede Berlusconi, ci crede eccome all'Operazione Colle. E arrivando a Roma, per il summit di domani all'ora di pranzo con Meloni, Salvini, Lupi e Cesa a Villa Grande, già ribattezzata il Quirinaletto, manda ai suoi questo messaggio: «Il 2 gennaio, quando cominceranno i giochi veri, vi voglio tutti nella Capitale e nessuno in vacanza. Dobbiamo stare concentrati e non sbagliare niente.

 

Chi deve farsi un piccolo intervento, anche togliersi una verruca, lo faccia prima». Prepara l'esercito e lo vuole compatto il Cavaliere per la sua partita della vita. Vuole arrivare alla quarta votazione con in mano i 505 voti necessari per vincere e a quel punto se la giocherà. Impresa che pare difficile a quasi tutti, ma non a lui. Il quale - assicura la Meloni che ci ha parlato al telefono ieri - «non si è affatto infastidito per il mio pranzo con la Moratti» e la Moratti: «Unico candidato del centrodestra è Berlusconi».

meme del presepe con matteo salvini giorgia meloni silvio berlusconi

 

DISCORSI Nella Lega e in FdI la convinzione è che finalmente si può mandare al Colle una figura del centrodestra ma soprattutto la Meloni aggiunge continuamente a proposito della carta Berlusconi: «I numeri però sono complicati». Perché ne servirebbe qualcuno anche proveniente dalla sinistra e perfino Renzi non è affatto disposto a puntare su Silvio. Ma Berlusconi ormai non si sente più un uomo di parte. E così, convocando i suoi a Villa Grande, ieri sera il Cavaliere rivolge loro questo ragionamento: «Io sono votabile anche a sinistra. Sono quello del famoso discorso di Onna».

 

Ma certo, quando si presentò tra le macerie del sisma abruzzese e parlò da padre della patria con al collo il fazzoletto partigiano della Brigata Maiella e anche a sinistra dovettero ammettere: «Gran bel discorso». Il secondo messaggio è in stile Elogio della follia erasmiano (uno dei suoi libri prediletti): «Ho sempre dimostrato che nessuna impresa è impossibile». Stavolta però l'impresa è davvero assai difficile. Perfino in Forza Italia c'è chi ammette: «Meloni e Salvini stanno giocando con la candidatura di Berlusconi. E Giorgia molto più di Salvini». Il quale in fondo ci crede. Ma mai quanto Silvio.

 

BERLUSCONI MELONI

Il Cavaliere, oltre al discorso di Onna, sta raccogliendo - in vista di un libro - gli altri discorsi da cui non risulta un uomo di parte ma una figura trasversale e apprezzabile di qua e di là e sia dentro sia fuori dai confini italiani. E questa raccolta dovrebbe comprendere tra gli altri il testo del 2 agosto del 95 in cui ridisegnò il sistema istituzionale italiano, il discorso al Congresso americano dove venne interrotto da 18 applausi anche da parte democrat («Grazie America per averci salvato dal fascismo e dal nazismo», così disse), quello della pace Usa-Russia a Pratica di mare con Bush e Putin, quello all'Onu nel 2009, quello alla Knesset nel 2010. Silvio vuole giocare a tutto campo, insomma.

 

Ma proprio ieri si sono visti per la prima volta per parlare di Quirinale (e pure di Covid e manovra) Letta, Conte e Speranza e nella vaghezza delle loro decisioni - del resto è ancora presto anche se nel conversari tra Camera e Senato avanza l'idea della candidata donna e Anna Finocchiaro sarebbe la prescelta perché votabile da qualcuno anche a destra - un punto è stato stabilito: «Berlusconi non avrà mai il nostro appoggio». E si è deciso di vedersi di continuo, di consultarsi via via con i rispettivi gruppi parlamentari (il Pd il 13 gennaio riunisce insieme direzione e gruppi riguardo al Colle) e di trovare un nome condiviso fra Pd, M5S e Leu e votabile però anche a destra.

salvini meloni berlusconi

 

CONDIVISIONE E ancora, nell'ufficio di Speranza alla Camera dove i tre si sono visti: «Dobbiamo capire che cosa fa Draghi». Se Draghi darà segnali il centrosinistra è pronto ad appoggiarlo per il Colle. Ma specie Letta è preoccupato: «La destra ha più numeri di noi». E spera nella Meloni, con cui ieri ha presentato l'ennesimo libro, per arrivare a una scelta condivisa secondo il metodo Ciampi e non Leone. «Le mini-maggioranze per il Colle non vanno bene», ha detto il segretario dem agli altri due. I quali: «No a un presidente divisivo». Il timore è che i 451 voti che il centrodestra già ha possano crescere alla quarta votazione fino a 505 per Berlusconi o per qualcun altro.

matteo salvini e giorgia meloni incontrano silvio berlusconi nella sua villa a roma 9matteo salvini e giorgia meloni incontrano silvio berlusconi nella sua villa a roma 5matteo salvini e giorgia meloni incontrano silvio berlusconi nella sua villa a roma 7matteo salvini e giorgia meloni incontrano silvio berlusconi nella sua villa a roma 8

Ultimi Dagoreport

donald trump xi jinping re carlo iii paolo zampolli mohammed bin zayed al nahyan

DAGOREPORT – OCCHI E ORECCHIE PUNTATE SU WASHINGTON: LA VISITA DI RE CARLO SARÀ UTILE A TRUMP, SEMPRE PIU’ ISOLATO, CHE HA BISOGNO DI RINSALDARE LA STORICA ALLEANZA CON LA GRAN BRETAGNA – IL PETROLIO COSTA, GLI ELETTORI SONO INCAZZATI: WASHINGTON VUOLE ACCELERARE SULLA PACE CON L’IRAN. MA GLI AYATOLLAH MOLLERANNO SOLO QUANDO LO ORDINERÀ LORO IL “PADRONCINO” XI JINPING (L’INCONTRO A PECHINO DEL 14-15 MAGGIO SARÀ UNA NUOVA YALTA?) – EMIRATI INGOLFATI: ABU DHABI CHIEDE UNA “SWAP LINE” D’EMERGENZA A WASHINGTON, E IL TYCOON NON PUÒ DIRE DI NO – LA TESTA PLATINATA DI DONALD ZAMPILLA DI…ZAMPOLLI: IL PASTICCIACCIO DEL SUO INVIATO SPECIALE E LE POSSIBILI RIVELAZIONI DELLA SUA EX, AMANDA UNGARO, NON SONO UNA MINCHIATA…

meloni buttafuoco fenice venezi colabianchi giuli brugnaro

FLASH! – DIETRO LA CACCIATA DI BEATRICE VENEZI C'E' UNA RAGIONE PIÙ “POLITICA” CHE MUSICALE: A FINE MAGGIO SI VOTA A VENEZIA PER IL NUOVO SINDACO CHE PRENDERA' IL POSTO DI BRUGNARO, GRAN SPONSOR DELLA “BACCHETTA NERA” (COME ANCHE IL MAL-DESTRO ZAIA) - QUANDO MELONI HA SBIRCIATO I SONDAGGI RISERVATI CHE VEDE IL CENTROSINISTRA AVANTI, SOSPINTO DALLO SCANDALOSO CASO-VENEZI (CHE STRAPPA ALLA DESTRA 4-5%), GLI OTOLITI SONO ANDATI IN TILT - E ALLA PRIMA OCCASIONE, CON LE IMPROVVIDE DICHIARAZIONI DI “BEATROCE” CONTRO L’ORCHESTRA, È STATA LICENZIATA - LO STESSO ''SENTIMENT'' VALE PER BUTTAFUOCO, MA IL PRESIDENTE DELLA BIENNALE, PIU' FURBO, NON OFFRE PER ORA IL FIANCO PER LIQUIDARLO - E SE VENISSE CACCIATO, A DIFFERENZA DI VENEZI, HA L'“INTELLIGHENZIA” DEI SINISTRATI CHE LODA L'INTELLETTUALITA' DEL FASCIO-MUSULMANO CHE APRE IL PADIGLIONE AI RUSSI....

giovanni malago giorgia meloni giancarlo giorgetti andrea abodi gianluca rocchi

DAGOREPORT - IL CASO ROCCHI E' ARRIVATO COME IL CACIO SUI MACCHERONI PER ABODI E GIORGETTI, PRETESTO PERFETTO PER COMMISSARIARE LA FIGC, SCONGIURANDO IL RISCHIO CHE COSI' POSSA CADERE NELLE MANI DELL'INAFFIDABILE MALAGO’ - LANCIATO DA DE LAURENTIIS, "MEGALO' SAREBBE IN LIEVE VANTAGGIO SUL FILO-GOVERNATIVO ABETE - A PARTE GIANNI LETTA, TUTTO IL GOVERNO, IN PRIMIS IL DUO ABODI-GIORGETTI, DETESTA L'IDEA DI MALAGO' E PUNTEREBBE A NOMINARE COMMISSARIO FIGC IL PRESIDENTE DI SPORT E SALUTE, MARCO MEZZAROMA, CARO ALLA FIAMMA MELONIANA…

donald trump benzinaio benzina petrolio greggio

DAGOREPORT – LE UNICHE POMPE CHE NON PIACCIONO A TRUMP SONO QUELLE DI BENZINA! È VERO CHE LE ESPORTAZIONI DI GREGGIO AMERICANE CRESCONO A RITMI RECORD, MA IL PREZZO AL GALLONE NEI DISTRIBUTORI AMERICANI RESTA AI MASSIMI: IL CAOS IN MEDIORIENTE È STATO UN BOOMERANG VISTO CHE LO SCOTTO PEGGIORE LO STANNO PAGANDO I CITTADINI (SI VENDICHERANNO ALLE MIDTERM?), CHE HANNO LA BENZINA ALLE STELLE MENTRE I PRODUTTORI FANNO PROFITTI RECORD – IL MINISTRO DEGLI ESTERI IRANIANO, ARAGHCHI, VOLA A MOSCA E TRATTA CON QATAR E SAUDITI (MA NON CON EMIRATI E BAHREIN, CHE HANNO FIRMATO GLI ACCORDI DI ABRAMO CON ISRAELE)

kyriakou repubblica radio capital tv8

DAGOREPORT - “LA REPUBBLICA” DI ATENE – THEODORE KYRIAKOU VUOLE CAPIRE CHE DIREZIONE DARE AL GRUPPO GEDI E SE C’È UNO SPAZIO POLITICO (E COMMERCIALE) PER DARE A “REPUBBLICA” UN ORIENTAMENTO PIÙ MARCATAMENTE DI SINISTRA. LA SVOLTA DEL QUOTIDIANO SI DOVREBBE ACCOMPAGNARE, NELLE INTENZIONI DELL’EDITORE GRECO, A UN INVESTIMENTO TELEVISIVO. LA SUA IDEA È QUELLA DI TRASFORMARE IN CANALE DIGITALE “RADIO CAPITAL TV”, GIÀ DI PROPRIETÀ DEL GRUPPO, MA NON È ESCLUSO (E DIPENDERÀ DAL PREZZO) L’ASSALTO A TV8 DEL GRUPPO SKY...

giorgia meloni giancarlo giorgetti daria perrotta

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI QUESTA VOLTA FA BENE A INCAZZARSI CON GIANCARLO GIORGETTI: IL PASTROCCHIO SUL DEFICIT AL 3,1% (L’ITALIA RESTERÀ SOTTO PROCEDURA D’INFRAZIONE PER LA MISERIA DI 600 MILIONI DI EURO) È TUTTA FARINA DEL SACCO DEL MEF, E DELLA RAGIONIERA DELLO STATO DARIA PERROTTA (CHE NON HA AVUTO IL CARISMA PER ENTRARE IN SINTONIA CON L'APPARATO CORPORATIVO DEL MINISTERO) – SE CI FOSSE STATO UN VECCHIO VOLPONE COME BIAGIO MAZZOTTA O UN ALTRO GRAND COMMIS DI QUELLI TANTO INVISI ALLA “FIAMMA MAGICA”, UNA SOLUZIONE SI SAREBBE TROVATA, E QUELLO 0,1% SAREBBE STATO ARROTONDATO - COLPA DELLA INFAUSTA GUERRA AL DEEP STATE INIZIATA DAL GOVERNO MELONI...