Sintesi dell’articolo di David Pierson and Berry Wang per il “New York Times” - Estratti
ESERCITAZIONI MILITARI CINESI INTORNO A TAIWAN
La guerra in Iran avrebbe ridotto in modo significativo le scorte di armamenti statunitensi, alimentando in Cina dubbi sulla capacità di Washington di difendere Taiwan in caso di conflitto.
Secondo stime interne del Dipartimento della Difesa americano e fonti del Congresso, gli Stati Uniti avrebbero già consumato circa metà dei missili da crociera stealth a lungo raggio e lanciato un numero di Tomahawk pari a circa dieci volte gli acquisti annuali previsti.
Diversi analisti cinesi sostengono che il conflitto abbia messo in evidenza un limite strutturale della strategia militare americana: l’incapacità di ricostituire rapidamente gli arsenali in una guerra prolungata. Yue Gang, colonnello in pensione dell’Esercito popolare di liberazione, ha affermato che il conflitto avrebbe ridotto la capacità degli Stati Uniti di proiettare la propria forza militare, mostrando “le carenze dell’egemonia militare globale americana”.
XI JINPING - TAIWAN E CINA
Come scrivono David Pierson e Berry Wang sul “New York Times”, questa lettura rafforza tra i commentatori nazionalisti cinesi l’idea che gli Stati Uniti avrebbero difficoltà ancora maggiori in un eventuale confronto diretto con la Cina per Taiwan.
Secondo Yue, Donald Trump avrebbe voluto presentarsi al prossimo vertice con Xi Jinping come il leader di una rapida vittoria militare, ma il protrarsi della guerra lo avrebbe indebolito politicamente e diplomaticamente.
donald trump xi jinping
Trump dovrebbe cercare accordi commerciali con Xi per ridurre il deficit americano, chiedendo anche chiarimenti sugli acquisti cinesi di petrolio iraniano. Pechino, dal canto suo, punta a stabilizzare i rapporti con Washington e a prolungare la tregua commerciale per concentrarsi sul rilancio economico e sullo sviluppo tecnologico interno.
La questione di Taiwan resta però centrale. Xi avrebbe già avvertito Trump che la Cina “non permetterà mai” una separazione dell’isola, chiedendo prudenza nelle vendite di armi americane a Taipei.
Secondo il giornale, l’amministrazione Trump avrebbe infatti rinviato l’annuncio di un nuovo pacchetto di forniture militari per non irritare Pechino. Pur mantenendo toni ufficialmente cauti sul conflitto iraniano, in Cina alcuni media vicini al Partito comunista hanno lasciato intendere che la guerra stia logorando le risorse strategiche statunitensi.
ESERCITAZIONI MILITARI CINESI INTORNO A TAIWAN
Un editoriale del “Global Times” ha sostenuto che un esercito americano incapace di distribuire armi nel mondo rischierebbe di diventare “un gigante con una gamba zoppa”.
[…] Washington respinge però queste interpretazioni. Il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha ribadito che il contenimento della Cina resta una priorità strategica e il comandante dell’Indo-Pacific Command, l’ammiraglio Samuel Paparo Jr., ha escluso che le operazioni in Medio Oriente abbiano compromesso la deterrenza americana nel Pacifico.
XI JINPING - TAIWAN E CINA
L’articolo sottolinea inoltre che anche la Cina presenta vulnerabilità militari: l’Esercito popolare non combatte una guerra su larga scala da quasi cinquant’anni ed è stato scosso da purghe interne e campagne anticorruzione. […] Secondo diversi osservatori, però, la situazione potrebbe comunque spingere Pechino a intensificare le cosiddette “gray-zone tactics”, azioni aggressive sotto la soglia della guerra aperta. Negli ultimi mesi, per esempio, la Cina ha proseguito la costruzione di un’isola artificiale in acque contese vicino al Vietnam.
donald trump xi jinping vertice apec corea del sud foto lapresse 1
Brian Hart, del Center for Strategic and International Studies, ritiene comunque improbabile che Pechino acceleri concretamente i piani per un’invasione di Taiwan, che dipenderebbero soprattutto da fattori politici, come un’eventuale dichiarazione formale d’indipendenza dell’isola.