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MIDTERM, UNA RESA DEI CONTI – TRUMP HA INTOSSICATO IL CLIMA A TAL PUNTO CHE QUESTA TORNATA DI VOTO È AD ALTISSIMA TENSIONE: ALLE AZIONI DI DISTURBO AI SEGGI, MAGARI SCHIERANDO AGENTI DELL’ICE, IL PRESIDENTE, IN CASO DI SCONFITTA, ANDRÀ OLTRE ALLA SOLITA DENUNCIA DEI BROGLI CONTESTANDO I SINGOLI COLLEGI E FACENDO PRESSIONI SUI LEADER DI CAMERA E SENATO PERCHÉ NON RATIFICHINO ALCUNI DEI RISULTATI TRASMESSI DAGLI STATI – SE NON DOVESSE OTTENERE IL RISULTATO SPERATO, TRUMP SI TRASFORMERÀ IN “MR. VETO” SULLE LEGGI DEL CONGRESSO. E COSÌ SI RISCHIA DI PROLUNGARE LA PARALISI ISTITUZIONALE CHE...

1. DONALD «MR. VETO» PREPARA GIÀ LE SUE BARRICATE: MA COSÌ IL PAESE RISCHIA LA PARALISI ISTITUZIONALE

Estratto dell’articolo di Federico Rampini per il “Corriere della Sera”

 

donald trump halloween

Uno degli scenari possibili dopo il voto lo ha anticipato Trump, annunciando che in caso di disfatta repubblicana lui diventerà «Mr. Veto». In fondo è una svolta scontata, e meno nefasta di altre opzioni. La storia americana abbonda di precedenti. I presidenti dimezzati dagli elettori nella seconda metà del loro secondo mandato (quasi tutti) si sono rifugiati nelle loro prerogative costituzionali, tra cui politica estera, difesa e potere di veto sulle leggi del Congresso.

 

Quest’ultimo può scavalcare il veto solo con maggioranze qualificate (molto rare). [...] Il lato positivo: «Mr. Veto» preannuncia una lotta dentro i limiti della Costituzione, non per sovvertirla. Il lato negativo: prolunga una paralisi istituzionale che è — da molti decenni — uno dei mali oscuri della democrazia americana. Il nuovo Congresso comunque s’insedia a gennaio, il che lascia a Trump due mesi per tentare d’imprimere il suo segno in assenza di freni parlamentari.

ELEZIONI DI MIDTERM - VIGNETTA BY NATANGELO

 

Magari con nuove azioni militari in Iran, oppure con nuove aperture alla Russia per metter fine alla guerra in Ucraina. [...] Una batosta per i repubblicani, l’eventuale perdita del Senato oltre alla Camera, potrebbe risvegliare un’opposizione interna al trumpismo e al mondo Maga. Il dopo-Trump diventerebbe l’oggetto di uno scontro aperto nei ranghi della destra parlamentare, che finora questo presidente aveva soggiogato.

 

Lo stesso vale sull’altro fronte. Il Partito democratico è sempre attraversato da rivalità, discordie, spinte centrifughe. Non gli basterà incassare una vittoria, subito dopo comincerà a discutere su «quale» vittoria e aprirà i giochi per le candidature presidenziali in vista del 2028. Sarà utile capire se il voto premia soprattutto candidati della sinistra radicale — in particolare i Democratic Socialists of America — oppure se tiene il centro moderato.

crollo di consenso per trump nei principali settori

 

Oltre alle singole candidature, i segnali verranno anche da un referendum- simbolo come quello sulla tassa patrimoniale in California.

 

La storia passata non è univoca: la vittoria di un partito alle legislative di metà mandato può essere il suo trampolino di lancio per la riconquista della Casa Bianca, oppure può venire «sprecata» [...]

agente ice

 

Fra i tanti scenari per il futuro non bisogna sottovalutare le convergenze — paradossali ma vere — tra gli opposti populismi di destra e di sinistra, altrettanto inclini alla spesa facile e al deficit.

 

2. I BLOCCHI OPPOSTI A VIGILARE I SEGGI LO SPETTRO DELL’ICE O DI POSSIBILI RICORSI. SARÀ UNA TORNATA AD ALTISSIMA TENSIONE

Estratto dell’articolo di Massimo Gaggi per il “Corriere della Sera”

 

Tentativi di impugnare il risultato di alcuni scrutini davanti ai giudici o di spingere i funzionari elettorali locali a sospendere lo spoglio delle schede avanzando sospetti di brogli. Azioni di disturbo ai seggi, magari schierando agenti dell’Ice davanti alle sezioni elettorali o nelle immediate vicinanze (la legge vieta la presenza di militari armati ai seggi).

 

DONALD E IVANKA TRUMP

E, ancora, pressioni sui leader di Camera e Senato perché il 3 gennaio, inizio della nuova legislatura, non ratifichino alcuni dei risultati trasmessi dagli Stati. Fino all’opzione “nucleare”: Donald Trump che blocca tutto. Non può: la Costituzione affida solo agli Stati la gestione delle elezioni. Ma lui ha valutato anche la possibilità di dichiarare uno stato d’emergenza sostenendo che interferenze straniere sul voto creano rischi per la sicurezza nazionale tali da richiedere un intervento della Casa Bianca sul processo elettorale.

 

donald e melania trump vignetta natangelo

Il voto di oggi negli Stati Uniti avviene in un clima tesissimo coi funzionari addetti agli scrutini tra due eserciti contrapposti: da un lato gli avvocati dei repubblicani a caccia di immigrati che cercano di votare o di elettori che non hanno le carte in regola. Team che sono già all’opera da tempo, visto che fin dall’anno scorso la Casa Bianca ha cercato di interferire sul voto con le iniziative del ministero della Giustizia che ha chiesto a tutti gli Stati di consegnare le loro liste degli elettori (richiesta respinta da 25 giudici federali, alcuni dei quali nominati dallo stesso Trump).

 

Donald Trump - comizio a Chillicothe in Ohio

Poi il presidente ha ordinato al Post Office, ora guidato da trumpiani, di non consegnare ai cittadini schede elettorali non certificate, sulla base di inesistenti liste. Stavolta è stata la Corte suprema a bloccare queste restrizioni al voto postale. Poi la richiesta del governo federale alla California di cancellare dalle liste elettorali 20 mila cittadini sospettati di non avere il diritto di voto. Anche qui la magistratura ha giudicato illegittima la richiesta di Washington. Restano, oggi, le azioni di disturbo e monitoraggio ai seggi coi repubblicani pronti a presentare ricorsi al minimo sospetto.

Donald Trump - comizio a Chillicothe in Ohio

 

Ma, sull’altro fronte, i democratici hanno messo in piedi un’organizzazione imponente: centinaia di avvocati pronti a ricorrere ai tribunali se in qualche seggio i funzionari elettorali non certificheranno l’esito del voto. E poi eserciti di osservatori nei seggi: nei singoli Stati il partito democratico ha addestrato 10 mila volontari per scoprire e denunciare ogni irregolarità.

 

DONALD TRUMP

A essi vanno aggiunti i 16 mila volontari di un’altra organizzazione progressista, Common Cause, quelli della Lega per i Diritti civili e di 300 altre associazioni della sinistra. A livello nazionale, poi, il Dnc, l’organizzazione dei democratici, ha creato una task force di esperti di cybersecurity e di ex agenti di Fbi e Cia per controllare la disinformazione fatta con l’intelligenza artificiale.

 

[...] in caso di blue wave , cioè di vittoria a valanga dei democratici, sarebbe difficile, per Trump, mettere in discussione il risultato. [...]

DONALD TRUMP

Me se, invece dell’onda blu, ci sarà una sconfitta di misura della destra, lo scenario più probabile, oltre alla solita denuncia trumpiana di brogli, è quella di contestazioni di singoli collegi [...]

proteste contro l'ice a new york 3DONALD TRUMP

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