IL NAPOLITANO-BIS APRE LA GUERRA CON LE TOGHE ROSSE ANTI-BANANA

Anna Maria Greco per "Il Giornale"

C'è chi parla di preoccupazione, chi di delusione, chi addirittura di sgomento. Il Napolitano bis non è certo una buona notizia per le toghe di sinistra. Troppi, soprattutto negli ultimi mesi, i motivi di attrito con il presidente della Repubblica e capo del Csm.

Il governo di larghe intese che si profila a questo punto avrebbe come base programmatica il documento dei «saggi», le cui proposte sulla giustizia sono state definite «insoddisfacenti e conservatrici» dall'Anm e ritenute l'emblema dell'inciucio Pd-Pdl.

A partire dalla proposta dell'alta Corte di giustizia per i processi disciplinari e dalla disciplina delle intercettazioni. Spaventa, poi, l'idea che possa diventare Guardasigilli Luciano Violante, visto come avversario dalle frange più ideologizzate delle toghe.
Molto, molto meglio sarebbe stato il candidato di Grillo, Stefano Rodotà.

Il giurista di sinistra, difensore dei diritti dei consumatori, ostile alle privatizzazioni ha conquistato diversi punti aderendo all'appello sull'ineleggibilità di Silvio Berlusconi. E, a dimostrazione che lo scollamento dal Pd delle correnti di Area (Magistratura democratica e Movimento per la giustizia) è quasi irreversibile, diverse toghe rosse si sono esposte in pubblico con appelli pro-Rodotà.

Invece, al Quirinale rimarrà il garantista Napolitano, quello che tante volte ha attaccato il protagonismo delle toghe e la spettacolarizzazione delle inchieste, anche a fini politici. Su di lui, per i magistrati militanti, pesa come un macigno l'incontro del 12 marzo con il segretario del Pdl Angelino Alfano, dopo la protesta al tribunale meneghino contro l'accanimento giudiziario nei confronti del Cavaliere.

Quel colloquio al Quirinale, legato all'incontro con i vertici del Csm, a Palazzo de' Marescialli è stato riferito come tutto sbilanciato a favore delle lamentele berlusconiane, al di là dei toni prudenti del comunicato ufficiale.

«Sono deluso da Napolitano», commentò in un'intervista il togato Csm del Movimento per la giustizia Paolo Carfì, presidente a Milano nel processo Imi Sir-Lodo Mondadori. Dopo l'incontro, poi, i fatti raccontano di un atteggiamento meno duro da parte dei tribunali milanesi verso l'imputato Berlusconi, di rinvii concessi senza eccessive rigidità, né visite mediche fiscali.

Questo, per quanto riguarda Milano. Per Palermo, poi, è ancora aperta la ferita tra Procura e Colle sulle intercettazioni di Napolitano. Lo scontro, finito davanti alla Consulta, ha visto l'ultimo atto quattro giorni fa, quando la Cassazione ha respinto il ricorso di Massimo Ciancimino e dato il via libera finale alla distruzione dei colloqui tra il presidente e Nicola Mancino.

Da questa vicenda sono nate ben tre azioni disciplinari: per il titolare dell'inchiesta sulla trattativa Stato-mafia Antonio Ingroia, per il capo della procura Francesco Messineo e per l'altro pm Nino De Matteo. Tre procedimenti che sarebbero andati comunque avanti, ma con ben altra attenzione ora che Napolitano è di nuovo al Quirinale e ancora presidente del Csm.

 

GIORGIO NAPOLITANO GIORGIO NAPOLITANO Luciano Violante ANTONINO INGROIA E FRANCESCO MESSINEO I PM INGROIA E DI MATTEO jpegDI MATTEO E INGROIA ALLA FESTA DEL FATTO jpegStefano Rodota

Ultimi Dagoreport

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)

beatrice venezi

DAGOREPORT! UNA NOTTE CON "BEATROCE" VENEZI: LA "FU BACCHETTA NERA" RICICCIA NEL RUOLO DI PRESENTATRICE DEL PROGRAMMA DI ''SKY ARTE", “RINASCIMENTI SEGRETI” - NON STIAMO SCHERZANDO, MEGLIO DI UNA DILETTA LEOTTA, LA VENEZI, CHIODO DI PELLE NERA E PANTA ADERENTI, RIPRESA PIÙ DA DIETRO CHE DA DAVANTI, HA VOCE SUADENTE, LEGGE IL GOBBO CON CAPACITÀ E GUARDA IL TELESPETTATORE CON UNA CERTA INNATA MALIZIA - ALLA VENEZI ANDREBBE AFFIDATO UN PROGRAMMA PER LA DIVULGAZIONE DELLA MUSICA CLASSICA, NON LA FENICE! SAREBBE DI AIUTO PER LA SOLITA TIRITERA DI “AVVICINARE I GIOVANI ALLA MUSICA CLASSICA”. L’AMICHETTISMO FA SCHIFO, MA SE INOLTRE GLI AMICI LI METTI FUORI POSTO, DALLA BACCHETTA AL PENNELLO… - VIDEO