roberto gualtieri giuseppe conte

NEANCHE IL TEMPO DI ANNUNCIARLO E GIÀ CONTE DEVE RIMANGIARSI IL TAGLIO DELL’IVA - A FRENARE E’ IL MINISTRO GUALTIERI CHE HA FATTO PRESENTE CHE UN INTERVENTO COSÌ COSTOSO DI TAGLIO FISCALE, MENTRE SI STA NEGOZIANDO IN EUROPA IL PIANO DI AIUTI DA 170 MILIARDI DEL RECOVERY FUND, È QUANTOMENO INOPPORTUNO - PD E COMMISSIONE EUROPEA CHIEDONO DI ALLEGGERIRE IL PESO FISCALE SUL LAVORO (IRPEF) E SULLE AZIENDE (IRAP)…

Alberto Gentili per “il Messaggero”

 

Gualtieri Conte

Dopo l'iniziale entusiasmo, Giuseppe Conte frena sul taglio dell'Iva. Perché, come gli ha ricordato il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri «questo intervento costa moltissimo». 4,5 miliardi all'anno per ogni punto dell'aliquota del 22% e 3,1 miliardi per quella del 10%. E perché, al contrario di Angela Merkel che ha deciso una sforbiciata di 6 mesi stanziando 20 miliardi, il premier tutti questi soldi non ne ha: «L'Italia non ha lo stesso spazio fiscale della Germania», ammette.

 

Così a palazzo Chigi parlano di «dossier in fase embrionale, ancora tutto da esplorare: il presidente del Consiglio ne ha parlato perché è una delle proposte uscite dagli Stati generali di Villa Pamphili, ma nessuna decisione è presa». E lo stesso Conte riduce la portata della proposta: «Abbiamo valutato l'eventualità che l'Iva possa essere abbassata per un breve periodo di tempo. Pensiamo ad un lieve intervento momentaneo, legato al piano cashless» per combattere l'evasione fiscale.

 

conte gualtieri

Dietro la frenata ci sono i consigli di Gualtieri. Il responsabile dell'Economia, prima di decidere qualsiasi mossa, vuole valutare la situazione di cassa con l'assestamento di bilancio di fine mese. E ha fatto presente al premier che un intervento così costoso di taglio fiscale, mentre si sta negoziando in Europa il piano di aiuti da 170 miliardi del recovery fund, è quantomeno inopportuno. «E in ogni caso andrebbe accompagnato da una riforma complessiva del sistema fiscale», ha argomentato Gualtieri. Esattamente ciò che raccomanda il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco.

 

BRUXELLES OSSERVA

A suggerire prudenza è anche il giudizio di Bruxelles. Il commissario agli Affari economici, Paolo Gentiloni, evita stroncature: «Valuteremo la proposta quando verrà formulata». Ma da sempre la Commissione europea chiede all'Italia di fare l'opposto di ciò che ora pianificano Conte e soprattutto i 5Stelle. Piuttosto che ridurre le tasse sui consumi, Bruxelles suggerisce di alleggerire il peso fiscale sul lavoro (Irpef) e sulle aziende (Irap).

roberto gualtieri giuseppe conte patuanelli

 

E dal governo europeo in queste ore, garbatamente, sarebbe stato ripetuto questo consiglio. Che poi è lo stesso di Pd e Italia Viva. «Invece che tagliare l'Iva», dice un ministro dem che segue il dossier, «è il caso di ridurre il cuneo fiscale. Questo perché ci sono centinaia di migliaia di lavoratori in cassa integrazione e c'è il rischio concreto che, una volta finiti il blocco dei licenziamenti e la Cig, le aziende mandino a casa una grande quantità di persone. Dunque per ridurre questo pericolo bisogna diminuire il costo del lavoro, non tagliare l'Iva». Posizione condivisa dall'economista renziano Luigi Marattin, da Cgil, Cisl, Uil e da Leu che con i capigruppo Federico Fornaro e Loredana De Petris sollecitano «una riforma organica del fisco».

 

PAOLO GENTILONI

Ma i 5Stelle insistono, anche se pure loro allungano i tempi: «Per far ripartire i consumi, stiamo lavorando a una rimodulazione temporanea e selettiva dell'Iva da inserire in una più organica riforma per la riduzione delle tasse e dell'Irpef», dice la viceministra grillina Laura Castelli, che suggerisce di andare in soccorso «dei settori più colpiti» dalla pandemia: «Turismo, ristorazione, artigianato, abbigliamento e automobili».

 

In ogni caso l'intervento, con ogni probabilità, verrà rinviato alla legge di bilancio. In quella sede Gualtieri, d'accordo con Conte, cercherà di collegare il taglio dell'Iva al piano contro l'evasione fiscale. Traduzione: far pagare meno Iva a chi usa la carta di credito. Il famoso cashback che il premier chiama cashless, l'uso della moneta elettronica. Con un duplice vantaggio: dare una spinta ai consumi e allo stesso tempo garantire minore evasione dell'imposta e del fisco.

 

LA MANOVRINA DI LUGLIO

laura castelli con mascherina

Difficile, però, si diceva, che passi l'idea di «un lieve intervento momentaneo» prospettato da Conte. Perché per mettere a terrà il piano cashback «serve tempo», come dicono al Tesoro. E perché la manovrina di luglio, che sarà tra i 10 e i 15 miliardi, già prevede numerosi e costosi interventi: gli aiuti ai Comuni, il piano per le scuole in vista della riapertura «in sicurezza» di settembre, il rifinanziamento del fondo di garanzia per i prestiti alle imprese, gli aiuti ai settori più colpiti come il turismo. «E se ci sarà qualche soldo a disposizione», dice un altro ministro del Pd, «questo dovrà andare a ridurre il costo del lavoro, dunque a tagliare il cuneo fiscale, non ad abbassare l'Iva».

Ultimi Dagoreport

tajani meloni salvini

DAGOREPORT – CHE SUCCEDERA' ALLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE QUANDO VERRA' RIPRESENTATA ALLA CAMERA, CON IL TERRIBILE VOTO SEGRETO, ALL'INIZIO DI SETTEMBRE? - SE LA LEGA E' SCOPPIATA, FORZA ITALIA E' ALLO SBANDO, CON SALVINI E TAJANI CHE NON CONTROLLANO PIÙ I LORO PARLAMENTARI, ANCHE GIORGIA MELONI HA QUALCHE PROBLEMUCCIO: ALL'INTERNO DEL SUO PARTITO UN COACERVO DI SERPI E' PRONTA A MORDERLA SE NON SARANNO RICANDIDATI ALLE POLITICHE DEL 2027 – IL BOOM DI FDI DEL 2022 FU TALMENTE INASPETTATO CHE ARRIVARONO IN PARLAMENTO TANTI TIZI E TROPPI CAIETTI UN PO’ IMPROVVISATI O INADEGUATI O SEMPLICEMENTE FANCAZZISTI, CHE SANNO BENISSIMO CHE SARANNO SPAZZATI VIA DALLA RAMAZZA DELLA DUCETTA. E NON VEDONO L’ORA DI CONSUMARE LA VENDETTA…

francesco guccini con angela signorini e la figlia teresa

DAGOREPORT - E’ ACCADUTO RARAMENTE CHE FRANCESCO GUCCINI ABBIA CANTATO LA SUA VITA SENTIMENTALE MA QUANDO È ACCADUTO, HA DATO VITA A UNA DEI BRANI PIÙ INTENSI E STRAZIANTI DELLA STORIA DELLA CANZONE ITALIANA - ACCADDE NEL 1996, CON “QUATTRO STRACCI”, IN CUI IL RISERVATISSIMO GUCCINI DI COLPO LASCIA TUTTI BASITI METTENDO DAVVERO IN PIAZZA GLI STRACCI DELLA SUA LUNGA STORIA CON ANGELA SIGNORINI, DA CUI EBBE NEL 1978 L'UNICA FIGLIA, TERESA - DOPO AVERLA INCHIODATA COME UNA SIGNORA "CASTA CHE SOGNA D'ESSER PUTTANA / QUANDO SEI DENTRO VUOI ESSER FUORI / CERCANDO SEMPRE I PASSATI AMORI / ED HAI ANNULLATO TUTTI FUORI CHE TE”, IL DOLORE DI GUCCINI PER L'ABBANDONO DEFLAGRA IN RABBIA SPREZZANTE: "OGNUNO VADA DOVE VUOL ANDARE, OGNUNO INVECCHI COME GLI PARE, MA NON RACCONTARE A ME COS'È LA LIBERTÀ. LA LIBERTÀ DELLE TUE POSIZIONI YOGA, DI ERBE, DI PSICHE E DI OMEOPATIA; DI MANUALI CONTRO LE FRUSTRAZIONI, LE INIBIZIONI CHE PROVAVI QUI A CASA MIA…’’ - VIDEO

giuseppe conte vladimir putin marco travaglio elly schlein beppe grillo

DAGOREPORT – CARO CONTE... MA PERCHÉ NON TE NE VAI A FARE IN CULO?! - NEL PARTITO DEMOCRATICO CRESCE UNA FRONDA SOTTERRANEA DI CHI VUOLE MOLLARE PEPPINIELLO AL SUO DESTINO DI “RAS-PUTIN” – AL NAZARENO, NONOSTANTE LA LINEA “TESTARDAMENTE UNITARIA” (SENZA M5S NON SI VINCE) DI ELLY SCHLEIN, MOLTI VORREBBERO ANDARE A VEDERE IL BLUFF DELL’EX PREMIER: SE VUOLE INTESTARDIRSI SU POSIZIONI FILO-RUSSE E ANTI-EUROPEE (NO AL FONDO SAFE PER LA DIFESA), FACCIA PURE, MA SAPPIA CHE ANDARE DA SOLO AL VOTO NON CONVIENE AL M5S NE' ALLA SUA OSSESSIONE DI TORNARE A PALAZZO CHIGI (CONTE METTERÀ SEMPRE IL VETO A CHIUNQUE NON SI CHIAMI CONTE) - A CONDIZIONARE IL LEADER M5S NON È DI DI BATTISTA, MA LA LINEA INTRANSIGENTE DI TRAVAGLIO, VERO IDEOLOGO DELLA GALASSIA PENTASTELLATA - LE CHIAMATE DI BEPPE GRILLO AI PIDDINI PER SABOTARE IL "CAMALEONTE CON LA POCHETTE'' - AMORALE DELLA FAVA: ORA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI È PRONTA A PERDERE, IL CENTROSINISTRA NON È PRONTO A VINCERE. 'STO "CAMPO LARGO" A PALAZZO CHIGI DIVENTA CAMPO SANTO IN SEI MESI... - VIDEO

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - LE ULTIME SPERANZE DELL’IRRIDUCIBILE LUIGI LOVAGLIO DI SALVARE MPS DALL’OPAS DI INTESA SONO APPESE ALLA FUSIONE CON MEDIOBANCA, CHE INGLOBEREBBE L’OGGETTO DEL DESIDERIO DI TUTTI I PROTAGONISTI DEL RISIKONE: IL 13% DI GENERALI - OLTRE ALLA DELFIN DI MILLERI, A DAGOSPIA RISULTA IN GRAN MOVIMENTO IL CEO DEL LEONE DI TRIESTE, PHILIPPE DONNET, PRESSO I FONDI DI INVESTIMENTO, COME GIÀ SUCCESSE CON LA RESURREZIONE DI LOVAGLIO PER SBARRARE LA STRADA A CALTAGIRONE - SE FALLISSE LA FUSIONE MPS-MEDIOBANCA, A PIAZZA AFFARI C’È CHI IPOTIZZA UN’OPA SU PIAZZETTA CUCCIA, CHI CONGETTURA OPERAZIONI CHE COINVOLGEREBBERO BANCA GENERALI - UNA COSA È CERTA: PIÙ SI ANDRÀ AVANTI E PIÙ L’ASTICELLA DEL RISIKO SI IMPENNERÀ, PERCHÉ SOCI E GRANDI FONDI DOVRANNO SCEGLIERE: MESSINA O DONNET? BANCA INTESA CHE PRENDE LA LEVA DI COMANDO DI GENERALI (SALVO PROBLEMI CON L'ANTITRUST) O TRASFORMARE IL LEONE DI TRIESTE IN UNA VERA PUBLIC-COMPANY?

giuseppe conte donald trump mario draghi joe biden sergio mattarella matteo renzi gennaro vecchione william barr

DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI - IL "TRASFORMISMO DAL VOLTO UMANO" NON HA MAI METABOLIZZATO LA CACCIATA DA PALAZZO CHIGI DEL 2021, DETRONIZZATO DA "SUPERMARIO" PER LA GIOIA DI ANGELA MERKEL, CONTRARIA A FAR GESTIRE I 200 MILIARDI DEL PNRR AL POPULISMO 5STELLE - I TWEET D'AMORE DI TRUMP A "GIUSEPPI" CHE PORTO' IL PREMIER CONTE AD AUTORIZZARE L'INSOSTENIBILE INCONTRO A ROMA DEI VERTICI DEI SERVIZI SEGRETI CON IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DEGLI STATI UNITI, A CACCIA DI "MAIL IMBARAZZANTI SU HILLARY CLINTON IN POSSESSO DEI RUSSI" - DESTINO VOLLE CHE DOPO SEI GIORNI DAL GIURAMENTO DI BIDEN, LA FAVOLA DI "GIUSEPPI" FINI' ED INIZIO' LA VENDETTA CONTRO "DRAGHI, L'USURPATORE" (OGGI, A PAGARNE LE CONSEGUENZE, E' L'EX SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DI "MARIOPIO", FRANCO GABRIELLI) - VIDEO