cacciari dito medio

TI HO “FATTO” IL MAZZO - NEL SUO PEZZULLO CELEBRATIVO PER I 10 ANNI DEL QUOTIDIANO, MASSIMO CACCIARI SI SCATENA: “IL FATTO È STATO GIORNALE SCHIERATO, PARTIGIANO E DA LEGGERSI PROPRIO PER QUESTO. FORSE UNA CRITICA PIÙ PUNTUALE IN CERTI PASSAGGI AVREBBE FAVORITO UNA PIÙ RAPIDA MATURAZIONE DEL MOVIMENTO 5 STELLE, LUNGI ANCORA DALL'ESSERE AVVENUTA…”

massimo cacciari (3)

Massimo Cacciari per “il Fatto quotidiano”

 

Il Fatto: titolo estremamente ambizioso, poichè parlare del “fatto” non è descrivere una situazione nei suoi elementi “dati”, come sarebbe per un fisico descrivere ciò che risulta da una osservazione o un esperimento. “Fatto” è ciò che uno fa; parlare dei “fatti” significa dunque parlare delle azioni che gli uomini intraprendono (e queste azioni esprimono inevitabilmente intenzioni, e cioè progetti, idee, volontà, speranze e desideri tutto insieme).

 

LUIGI DI MAIO NELLA REDAZIONE DEL FATTO CON MARCO TRAVAGLIO

“Il fatto” è quanto di più soggettivo possa esistere e discutere dei “fatti” sarà perciò soggettivo al quadrato. Coerentemente Il Fatto è stato giornale schierato, partigiano e da leggersi proprio per questo. Tra i “fatti” ne ha prescelti alcuni, e logicamente quelli che corrispondevano alla sua idea del “fare”, e su questi ha insistito con proverbiale tenacia: la corruzione (in tutti i sensi) della prassi politica, la crisi dei fondamenti “morali ” del “fare” politica, le catastrofiche conseguenze per la sinistra di non riuscire a combatterla, ma anzi di finirvi spesso coinvolta.

 

LUIGI DI MAIO NELLA REDAZIONE DEL FATTO CON MARCO TRAVAGLIO

Tutto ciò delinea, come forse è noto, una “filosofia politica” assai lontana dalla mia, il cui significato è però incontestabile. Il Fatto aveva compreso molto bene che su questi temi si sarebbero orientati vasti settori dell’opinione pubblica e che il non affrontarli col necessario rigore avrebbe aperto territori immensi al dilagare di movimenti di protesta tali da poter costituire un fertile humus anche a forze di estrema destra.

 

DI MAIO E TRAVAGLIO

La storia europea dell’ultimo decennio lo dimostra con chiarezza. Il Fatto vide anche che i 5 Stelle, al di là dei vaffanculo, costituivano un argine a questa deriva, e l’ha appoggiato con paterna benevolenza. Forse una critica più puntuale in certi passaggi avrebbe favorito una più rapida maturazione del movimento, lungi ancora dall'essere avvenuta. Ma ciò non toglie al merito di aver “collaborato” alla sua definitiva abiura del “contratto” con la Lega.

 

Credo che Il Fatto dovrebbe ora impegnarsi per delineare un quadro più di insieme, per indicare percorsi politici più “sistemici”, per incalzare tutte le forze politiche (ben oltre l’attuale governo) affinchè comprendano la necessità di riforme costituenti. La destrutturazione dello spazio politico è giunta a un punto tale che continuare con l’esercizio della semplice critica si è fatto troppo facile: non è più un “fare ”, non produce più “fatti”, ma si riduce soltanto a descrivere nudi “dati”

LUIGI DI MAIO NELLA REDAZIONE DEL FATTO CON MARCO TRAVAGLIO

Ultimi Dagoreport

adriano galliani helga costa

DAGOREPORT - SI ALLUNGANO I SOSPETTI DI CONFLITTO DI INTERESSE SU ADRIANO GALLIANI, CANDIDATO ALLA PRESIDENZA DELLA FIGC CONTRO MALAGO’: NON C’E’ SOLO LA GRANA DEL FIGLIO GIANLUCA, AZIONISTA DI UNA TECH COMPANY CHE FA CONCORRENZA ALLA LEGA SERIE A SUL FANTACALCIO. C’E’ ANCHE IL NODO DEL FIGLIO DELLA MOGLIE HELGA COSTA, ALAN RODRIGUEZ, CHE FA IL PROCURATORE SPORTIVO NELLA SCUDERIA DI BEPPE RISO (CHE HA CONCLUSO IN QUESTI ANNI DIVERSI AFFARI CON GALLIANI) - COME SI METTE L’EX BRACCIO DESTRO DI BERLUSCONI RISPETTO ALL’ARTICOLO 29 DELLO STATUTO FIGC CHE PARLA DI INCOMPATIBILITA’ IN CASO DI CONFLITTO DI INTERESSI? LA GIUSTIZIA SPORTIVA NON HA NULLA DA RILEVARE?

leonardo maria del vecchio fedez selvaggia lucarelli fedez

DAGOREPORT – DIETRO ALL’OPA (FALLITA) DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO SUL “FATTO QUOTIDIANO”, C’È FORSE LO ZAMPONE DI FEDEZ? – L’EX MARITO DI CHIARA FERRAGNI VEDE NEL QUOTIDIANO DI TRAVAGLIO, E NELLA FIRMA DI SELVAGGIA LUCARELLI, UN NEMICO DA ABBATTERE: SOGNA DI DIVENTARE UN MAGNATE DELL’EDITORIA (VUOLE TRASFORMARE IL SUO "PULP PODCAST" IN UNA TESTATA GIORNALISTICA) E CONTROLLARE LA “NARRAZIONE” SULLE SUE GESTA (DAGLI AFFARI ALLE RISSE IN DISCOTECA) – IL RAPPORTO CON "LENNY" DEL VECCHIO È CONSOLIDATO. E LA SOCIETÀ DI FEDEZ, “DOOM”, SAREBBE ANCHE DIETRO LO SBARCO DI LMDV SU “X” 

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?

elezioni israele isaac herzog netanyahu eisenkot

DAGOREPORT – IN ISRAELE, DOPO LE ELEZIONI, CI SONO SOLO TRE SCENARI PLAUSIBILI: UN GOVERNO DI UNITÀ NAZIONALE, UN ACCORDO DELL’OPPOSIZIONE CON GLI ARABI O NUOVE ELEZIONI – UNA GRANDE COALIZIONE È IL SOGNO DEL PRESIDENTE HERZOG E DEGLI STATI UNITI: PERMETTEREBBE DI RIMUOVERE QUEI MEZZI CRIMINALI ESTREMISTI DI BEN GVIR E SMOTRICH, CHE OSTACOLANO IL PIANO DI TRUMP PER GAZA E ROMPONO IL CAZZO IN CISGIORDANIA. MA EISENKOT ESIGE CHE “BIBI” NON SIA PREMIER, E PER ACCONTENTARLO, HERZOG DOVREBBE CONCEDERE LA GRAZIA AL PREMIER – L’ACCORDO CON LE LISTE ARABE È COMPLICATO: NESSUNO SI VUOLE ACCOLLARE IL RISCHIO DI GOVERNARE CON I MUSULMANI – UN RITORNO ALLE URNE SAREBBE UN REGALO PER “BIBI” – LA POSSIBILE NUOVA ESCALATION IN IRAN E LA PAURA DI EISENKOT DI FINIRE TRITURATO DA QUEL VECCHIO VOLPONE DI NETANYAHU, CHE HA GOVERNATO 19 DEGLI ULTIMI 30 ANNI...

marina pier silvio berlusconi soldi profitti denaro

FLASH – MARINA O “MARETTA”? SEMBRA CHE STIA MONTANDO UN PO' DI TENSIONE TRA I FRATELLI BERLUSCONI - MARINA, CHE IN QUANTO PRESIDENTE DI FININVEST È LA CAPA DI “PIER DUDI”, È PREOCCUPATA DAL FUTURO ECONOMICO DI MEDIASET. E NON SOLO PER L'IMPERO ITALIANO: TEME CHE L’ACQUISIZIONE DI PIER SILVIO DELLA TV TEDESCA PROSIEBENSAT SIA STATA UNA MOSSA  AZZARDATA E CHE POSSA METTERE A RISCHIO LA TENUTA DEI CONTI DEL BISCIONE - (A COLOGNO ANCORA SCOTTA IL RICORDO DEI 900 MILIONI DI EURO BUTTATI NEI DIRITTI TV E IL FLOP DI MEDIASET PREMIUM, CHE STAVANO PER FAR SCHIOPPARE L’AZIENDA...)