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PUTIN È ALL’ANGOLO, E PER QUESTO ANCORA PIÙ PERICOLOSO – IL VIAGGIO A SORPRESA A MOSCA DEL CAPO DELLA CIA, JOHN RATCLIFFE, AVEVA L’OBIETTIVO DI AVVERTIRE IL CREMLINO DI NON ATTACCARE I PAESI DELLA NATO. LO SCRIVE IL “WALL STREET JOURNAL” – MA DIETRO AL BLITZ DEL NUMERO UNO DELLA CIA CI SONO ANCHE I TIMORI PIÙ CHE FONDATI CHE PUTIN STIA PREPARANDO UN'ESCALATION MILITARE CONTRO L'UCRAINA, CHE POTREBBE INCLUDERE L'USO DELLE ARMI NUCLEARI TATTICHE. UNA MOSSA CHE SEGNEREBBE IL SUPERAMENTO DI UN LIMITE MAI OSATO DAI TEMPI DI HIROSHIMA – “MAD VLAD” VEDE AVVICINARSI LE ELEZIONI DEL 20 SETTEMBRE, MENTRE OGNI GIORNO RAFFINERIE, DEPOSITI DI CARBURANTE E MAGAZZINI LOGISTICI RUSSI VENGONO COLPITI DALL’UCRAINA, MOSTRANDO AL SUO POPOLO TUTTA LA DEBOLEZZA DELLO ZAR – IL DIRETTORE DELLA CIA HA OFFERTO A PUTIN UNA VIA D'USCITA: LA FINE DEGLI ATTACCHI UCRAINI CHE STANNO SGRETOLANDO IL CONSENSO INTERNO…

FLASH! – QUANDO LE COSE GIRANO SUL PEGGIO, INTERVENGONO I SERVIZI SEGRETI - IL BENINFORMATO CAPO DELLA CIA, JOHN RATCLIFFE, SAREBBE VOLATO A MOSCA, SECONDO RUMORS DI WASHINGTON, PER CONSEGNARE UN DURO AVVERTIMENTO ALLA CRICCA DI PUTIN, FINITA IN UN CUL DE SAC NEL CONFLITTO UCRAINO – CARO VLADIMIR, UN'EVENTUALE ESCALATION CON USO DI ARMI NUCLEARI TATTICHE, CAPACI DI DISTRUGGERE KM DI TERRITORIO UCRAINO, È UNA LINEA ASSOLUTAMENTE DA NON OLTREPASSARE: GLI STATI UNITI NON STAREBBERO CON LE MANI IN MANO… 

 

 

1. WSJ, CAPO DELLA CIA HA AVVERTITO PUTIN DI NON ATTACCARE I PAESI NATO

DONALD TRUMP JOHN RATCLIFFE

(ANSA) - NEW YORK, 26 AGO - Il viaggio a sorpresa del capo della Cia a Mosca è stato per avvertire la Russia di non attaccare i paesi della Nato. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti informate sulla prima visita nota di John Ratcliffe a Mosca.

 

L'avvertimento segue le nuove valutazioni dell'intelligence americana, secondo le quali Vladimir Putin potrebbe mettere alla prova la determinazione della Nato con un attacco limitato contro un paese dell'alleanza nei prossimi anni.

 

2. PUTIN VUOLE IL COLPO DI GRAZIA PER PIEGARE L'UCRAINA "USERÀ LE ARMI PIÙ POTENTI"

Estratto dell’articolo di Paolo Mastrolilli per “la Repubblica”

 

murale vladimir putin donald trump

Vladimir Putin sta preparando un'escalation militare contro l'Ucraina, che potrebbe includere l'uso delle armi nucleari tattiche. Lo scrive l'agenzia Bloomberg, citando tre fonti vicine al Cremlino, cosa che fa sospettare anche un'iniziativa intimidatoria.

 

Questo potrebbe spiegare il viaggio a Mosca del capo della Cia John Ratcliffe, per ammonire la Russia e scoraggiarla dal lanciare questa nuova offensiva, nonostante il presidente Trump abbia detto che si è trattato di una missione «di semi routine», da cui però «potrebbe venirne fuori qualcosa di buono».

 

pete hegseth donald trump john ratcliffe

Putin è in difficoltà perché la sua avanzata si è arenata, e anzi Zelensky sta colpendo con i droni il territorio del paese aggressore, bombardando le basi logistiche militari e le infrastrutture energetiche.

 

Le trattative per raggiungere un accordo diplomatico nel frattempo si sono fermate, soprattutto perché lo stesso capo del Cremlino ha bocciato la proposta di pace presentata dal rivale di Kiev in coordinamento con gli Usa. […]

 

Davanti a queste difficoltà, secondo Bloomberg Mosca starebbe considerando di lanciare un'escalation con i più potenti missili balistici, allo scopo di mettere in ginocchio la capitale e le altre città ucraine, distruggendo in particolare le infrastrutture energetiche alla vigilia dell'inverno.

 

vladimir putin donald trump anchorage alaska 3 foto lapresse

L'agenzia scrive che Putin non esclude di usare le armi nucleari tattiche, ossia quelle più piccole e con un raggio limitato, per raggiungere l'obiettivo di piegare Zelensky.

 

[…]

 

È possibile che Ratcliffe, come aveva fatto il suo predecessore Burns alla fine del 2021, sia andato a Mosca per avvertire che Washington ha scoperto questi piani e intimare di non attuarli. Nel 2021 Putin non aveva ascoltato e pochi mesi dopo aveva ordinato l'invasione.

 

VLADIMIR PUTIN CON I SOLDATI RUSSI

Trump, durante un'intervista avuta ieri con Glenn Beck, ha detto che il capo della Cia è andato in Russia con un obiettivo diverso: «È lì per una cosa di semi routine. Mi dispiace deludervi. Però vorremmo vedere la fine della guerra con l'Ucraina».

 

Beck lo ha incalzato: «Si dice che Putin abbia intenzione di mettere a dura prova la determinazione della Nato», colpendo qualche paese membro, ma il capo della Casa Bianca ha smentito: «Non è lì per nessuno dei motivi che hai citato. Certo, potrebbe uscirne qualcosa. Stiamo lavorando duramente per porre fine a quella guerra». […]

 

3. GLI USA OFFRONO ALLO ZAR L'ALTERNATIVA ALL'ESCALATION "STOP AI RAID SULLA RUSSIA"

Estratto dell’articolo di Gianluca Di Feo per “la Repubblica”

 

vladimir putin donald trump anchorage, alaska foto lapresse

Donald Trump cerca di minimizzare e parla di «una visita quasi di routine». Ma il viaggio di John Ratcliffe a Mosca è stato assolutamente straordinario, nella sostanza e pure nella forma plateale, scelta per far sì che la missione venisse notata.  […]

 

Tutti pensano che l'intervento di Ratcliffe sia stato dettato dal timore di una minaccia mai vista prima. Il suo predecessore, William Burns, ha fatto la stessa cosa quando nel novembre 2021 migliaia di tank sono stati accumulati sul confine ucraino.

 

La situazione attuale è ancora più eccezionale, perché il direttore della Cia si è recato in una capitale in stato di guerra.

 

JOHN RATCLIFFE

Insomma, al centro dei colloqui ci sarebbe stato qualcosa di veramente allarmante captato da Washington, tale da richiedere un'azione rapida al massimo livello.

 

Nei giorni scorsi sono trapelate notizie sulla volontà del Cremlino di compiere una provocazione contro la Nato e mettere alla prova la coesione dell'Alleanza: sono valutazioni che in Europa circolano da mesi, ma questa volta sono state attribuite all'intelligence Usa e non hanno ricevuto smentite.

 

L'agenzia Bloomberg va oltre. Cita funzionari russi che parlano di un'escalation missilistica contro le città ucraine. E arrivano addirittura a ipotizzare che Putin possa prendere in considerazione l'uso di una bomba nucleare tattica: un ordigno con una forza distruttiva limitata in un raggio di poche centinaia di metri, ma che comunque segnerebbe il superamento di un limite mai osato dai tempi di Hiroshima.

 

vladimir putin donald trump volodymyr zelensky

Quest'ultima indiscrezione riporta al momento più drammatico nella storia europea recente, rimasto a lungo top secret. Nell'autunno 2022 un corpo d'armata di Mosca si è ritrovato intrappolato a Kherson dalla controffensiva ucraina: alle spalle aveva il fiume Dnipro.

 

Oltre trentamila soldati sembravano condannati alla morte o alla cattura: per il Cremlino, già sconfitto nell'assalto della primavera, sarebbe stato un colpo letale. Allora le reti di spionaggio americane hanno intercettato conversazioni tra generali che discutevano l'impiego di un ordigno nucleare tattico: un fungo atomico "dimostrativo" per spingere Kiev a fermare l'avanzata. Una mossa sconvolgente, frutto della disperazione.

 

VLADIMIR PUTIN CON LA MIMETICA

La Casa Bianca ha deciso subito un'operazione di deterrenza, gestita assieme a Francia e Gran Bretagna. È stato trasmesso un avvertimento: l'arma nucleare avrebbe causato una reazione occidentale con missili convenzionali contro aeroporti, porti e caserme russe. Ed è stata offerta una soluzione: gli alleati avrebbero convinto Zelensky a lasciare ritirare le truppe circondate.

 

[…]  Oggi lo scenario è più complesso. Gli analisti ritengono che al Cremlino concepiscano una sola strada per piegare la resistenza: interrompere il sostegno europeo, che fa sopravvivere l'economia e l'industria bellica ucraina. Putin vede avvicinarsi le elezioni del 20 settembre, mentre ogni giorno raffinerie, depositi di carburante e magazzini logistici vengono carbonizzati mostrando al suo popolo tutta la debolezza dello zar.

 

john ratcliffe nella situation room durante i bombardamenti americani sull'iran

C'è la preoccupazione crescente che il Cremlino voglia mettere l'Europa davanti al pericolo di venire coinvolta nella guerra. Lo può realizzare con un'incursione terrestre contro i Paesi baltici o con una bomba nucleare tattica sganciata nell'Ucraina occidentale.

Ed ecco che la spedizione di Ratcliffe sarebbe servita a testimoniare la determinazione americana a non tollerare aggressioni contro la Nato, né escalation atomiche.

 

Non basterebbe. Come ha raccontato Putin nella sua biografia, ricordando l'infanzia tra le macerie di Leningrado, i topi diventano pericolosi quando sono chiusi nell'angolo e tirano fuori una violenza sorprendente.

 

vladimir putin con i soldati russi

Ed adesso è proprio lui a sentirsi con le spalle al muro. Per questo il direttore della Cia gli avrebbe offerto una via d'uscita: la fine degli attacchi ucraini che stanno sgretolando il consenso interno.

 

Oggi Washington non può imporre scelte a Kiev perché da un anno ha bloccato ogni aiuto. Ma è stato lo stesso Zelensky a proporre una di "tregua limitata": la sospensione dei raid sul petrolio russo in cambio dello stop ai bombardamenti contro le navi del grano, i porti della regione di Odessa e le centrali elettriche ucraine.

 

Un'iniziativa respinta dal Cremlino, che non sarebbe disposto a interrompere il tiro contro gli impianti energetici. Ma che ora potrebbe essere negoziata con più efficacia grazie alla mediazione della Casa Bianca. E impedire che il conflitto sfugga a ogni controllo.

vladimir putin donald trump anchorage, alaska foto lapresse

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