NERVI SALDI E NIENTE CAZZATE – IL GOVERNO POLACCO DI TUSK STEMPERA LA TENSIONE DOPO LO SCHIANTO DI UN MISSILE RUSSO NELLA REGIONE DI LUBLINO: “NON C’È MOTIVO DI PENSARE CHE LA POLONIA FOSSE IL BERSAGLIO PREVISTO” – CI SONO STATI ALTRI TRE CASI IN QUESTI ANNI DI GUERRA, MA A PREOCCUPARE È IL FATTO CHE IL RAZZO NON SIA STATO FERMATO (È ARRIVATO A 90KM DAL CONFINE). IL PREMIER SOSTIENE CHE LA POLONIA ERA PRONTA AD ABBATTERLO E NON L’HA FATTO PERCHÉ “NON C’ERA UNA MINACCIA IMMEDIATA, IL MISSILE È CADUTO IN UNA ZONA NON EDIFICATA”. È DAVVERO COSÌ? – IL RAZZO ARRIVA IN UN MOMENTO DI CRISI DELLA SOLIDARIETÀ POLACCA AGLI UCRAINI: LA PROPAGANDA RUSSA INIZIA A FUNZIONARE (IN GIRO PER VARSAVIA SI VEDONO MENO BANDIERE UCRAINE, E SONO SPUNTATE QUELLE PALESTINESI)
Estratto dell’articolo di Alessandra Muglia per il "Corriere della Sera"
il cratere lasciato dal missile russo a lublino, in polonia
Le sirene antiaeree hanno rotto il silenzio della notte. Sei minuti dopo, lo schianto nella regione di Lublino, Polonia orientale. Un boato fortissimo ha fatto tremare le finestre: sono stati momenti di terrore per chi vive a Tarnawa-Kolonia e dintorni […], un’ottantina di chilometri dal confine con l’Ucraina.
[…] Un razzo è caduto in un campo di colza spalancando un cratere di dieci metri di diametro. «I frammenti recuperati indicano che si tratta di un missile da crociera russo Kh-101», ha chiarito il premier polacco Donald Tusk durante una conferenza stampa […]
donald tusk - volodymyr zelensky
Proprio qui, poche ore prima dello sconfinamento, Tusk aveva incontrato a porte chiuse Volodymyr Zelensky di ritorno dagli Usa: tra i temi, la temuta escalation russa a fine estate o in autunno.
Ora molti si chiedono se questo sconfinamento sia un inizio di questa nuova fase o un’azione non pianificata. Ci sono indagini in corso con i vertici Nato, ma intanto Tusk ha assicurato: «Non c’è nessun motivo per pensare che la Polonia fosse il bersaglio previsto», lasciando intendere che si tratta verosimilmente di un missile russo finito fuori traiettoria durante il massiccio raid aereo di ieri contro l’Ucraina.
attacco missilistico russo a kiev in ucraina foto lapresse 3
[…] Non è la prima volta che un drone o un missile si schianta sul suolo polacco: si contano almeno altri tre casi in questi anni. Ma ora ad accrescere il senso di vulnerabilità da queste parti è il fatto che il missile sia riuscito a penetrare per ben 90 chilometri senza venire fermato.
Tusk ha garantito che la Polonia era pronta ad abbatterlo e non l’ha fatto perché «non c’era una minaccia immediata, il missile è caduto in una zona non edificata».
Se per gli abitanti dell’area la guerra da minaccia astratta è diventata realtà, non sembra sia così per gran parte dei polacchi. «Lo sconfinamento dello scorso settembre (con 19 droni russi e una casa colpita, ndr ) era stato uno choc per noi polacchi» spiega al Corriere Krzysztof Izdebski, analista politico della Batory Foundation, che ha condotto uno studio lampo su come hanno reagito i polacchi sui social a questo nuova incursione.
VOLODYMYR ZELENSKY VLADIMIR PUTIN
«Se allora le reazioni online mostravano una profonda polarizzazione, innescata da massicce campagne di disinformazione orchestrate per lo più da account russi, questa volta sui social non si sono diffuse ansia e sorpresa.
È come se la gente si fosse abituata a questi sconfinamenti e fosse anche meno manipolabile. Tra l’altro in queste ore ci sono altri temi che stanno tenendo banco, come gli attacchi ai migranti ucraini in Polonia o la spaccatura in seno al partito Diritto e Giustizia: questo ha complicato il lavoro dei bot e degli altri attori della disinformazione».