NITTO PALMA, VISTA DA DESTRA – ‘’PM AMICO DI FALCONE, HA CONDOTTO CELEBRI INCHIESTE, DA GLADIO ALLA ’NDRANGHETA MA PER I FORCAIOLI È IMPRESENTABILE PERCHÉ PIACE A PREVITI’’

Stefano Zurlo per "il Giornale"

Il curriculum, naturalmente, non conta. Quel che vale, nel nostro Paese e specialmente nei circoli radical chic, sono le suggestioni. Basta farsi un giro sui siti per vedere che Nitto Francesco Palma ha due caratteristiche fondamentali. È stimato da Cesare Previti e ha avuto la sventura, da coordinatore del Pdl campano, di spendere parole a favore di Nicola Cosentino,l'impresentabile sotto processo per camorra. Uno, anzi due peccati originali che oscurano tutto il resto. Come un'eclissi totale

La carriera, i risultati, le grandi inchieste condotte negli anni ' 90 e fino al 2001, quando è sbarcato in Parlamento. Così, solo per ci¬tare qualche nome, Nitto Palma, nel periodo in cui era pm, prima a Roma e poi alla Direzione nazionale antimafia, ha seguito vicende spinosissime: ha scoperchiato Gladio e ha scam¬biato le carte con tale Giovanni Falcone, della cui amicizia si onorava anche se non l'ha mai sbandierata, perché Falcone aveva aperto un fronte palermitano.

Insomma, Nitto Palma è uno di quei magistrati che più a fondo hanno sviscerato i misteri dell'eversione, in questo caso quella nera cresciuta nell'equivoco della difesa della patria contro il pericolo comunista. Ma questo è solo un capitolo: c'è poi la guerra alle grandi famiglie della 'ndrangheta che passa attraverso un processo lunghissimo e difficile, il Valanidi. Per tre anni Nitto Palma trascorre tregiorni alla settimana a Reg¬gio Calabria, poi torna negli uffici della Capitale, al quartier ge¬nerale dove c'è Piero Luigi Vigna, il capo con cui ha deciso il grande passo.

Nel 2001 si arriva alla condanna di una novantina di imputati su un totale di 105 e per una quarantina di boss la pena è quella dell'ergastolo. Tutto questo oggi è polvere, tutto annegato dall'abbraccio mortale con quei due nomi: Nicola Cosentino e Cesare Previti.
Gli impresentabili. Non conta la sua carriera di parlamentare, deputato e senatore, che oggi si¬curamente gli gioverà per il nuovo incarico di presidente della Commissione giustizia.

Non conta il suo impegno come vicecapo di gabinetto al ministero della Giustizia. Non conta che abbia fatto il Guardasigilli, sia pure per una breve stagione, nel 2011. E neppure che si sia dimesso, con un certo stile, da magistrato, scelta per lui dolorosa, per evitare possibili interferenze fra i diversi ruoli. Altro che il pendolarismo che oggi va tanto di moda, alla faccia della separazione fra i diversi poteri dello Stato. Nitto Palma ha tagliato i ponti con il suo passato di magistrato. Non conta. E non vale niente nemmeno il fatto che non sia mai stato sfiorato da un'indagine, una qualunque, nell'Italia in cui un avviso di ga¬ranzia non si nega a nessuno.

Oggi, tutto il lavoro svolto pesa poco o nulla, almeno per i suoi detrattori, e non fa testo nemmeno la sua esperienza maturata su più tavoli. Tabula rasa. Se si naviga su Internet si scoprirà che la sua nomina, e quella di Giorgio Santacroce alla presidenza della Cassazione, vengono liquidate come mosse su una scacchiera berlusconiana, in cui fa testo solo e soltanto l'amicizia o, per Santacroce, una lontana cena con Cesare Previti, oggetto di un interrogatorio da parte di Ilda Boccassini.

Peccato. Perché Nitto Palma ha combattuto il terrorismo, di destra e di sinistra, i mercanti della droga,e la 'ndrangheta.Però ha letto le carte delle inchieste su Cosentino e ha spiegato che per lui Cosentino non era un impresentabile. Ma un possibile candidato.

Ha sbagliato? Certo, non si è schierato con il partito dei giudici e ora, dalle parti del Pd, un Pd oltretutto diviso in correnti e sottocorrenti in guerra l'una con l'altra, è partita la scomunica. L'impresentabile, per la proprietà transitiva, diventa lui. Nitto Francesco Palma, il magistrato dal curriculum pieno di medaglie. Peccato che nessuno l'abbia mai letto. Altro che larghe intese. È la solita guerra al berlusconismo che non muore mai.

 

 

NITTO PALMA NITTO PALMAnitto palmaFALCONE previti berlusconi hp GIORGIO SANTACROCE

Ultimi Dagoreport

leonardo maria del vecchio fedez selvaggia lucarelli fedez

DAGOREPORT – DIETRO ALL’OPA (FALLITA) DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO SUL “FATTO QUOTIDIANO”, C’È FORSE LO ZAMPONE DI FEDEZ? – L’EX MARITO DI CHIARA FERRAGNI VEDE NEL QUOTIDIANO DI TRAVAGLIO, E NELLA FIRMA DI SELVAGGIA LUCARELLI, UN NEMICO DA ABBATTERE: SOGNA DI DIVENTARE UN MAGNATE DELL’EDITORIA (VUOLE TRASFORMARE IL SUO "PULP PODCAST" IN UNA TESTATA GIORNALISTICA) E CONTROLLARE LA “NARRAZIONE” SULLE SUE GESTA (DAGLI AFFARI ALLE RISSE IN DISCOTECA) – IL RAPPORTO CON "LENNY" DEL VECCHIO È CONSOLIDATO. E LA SOCIETÀ DI FEDEZ, “DOOM”, SAREBBE ANCHE DIETRO LO SBARCO DI LMDV SU “X” 

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?

elezioni israele isaac herzog netanyahu eisenkot

DAGOREPORT – IN ISRAELE, DOPO LE ELEZIONI, CI SONO SOLO TRE SCENARI PLAUSIBILI: UN GOVERNO DI UNITÀ NAZIONALE, UN ACCORDO DELL’OPPOSIZIONE CON GLI ARABI O NUOVE ELEZIONI – UNA GRANDE COALIZIONE È IL SOGNO DEL PRESIDENTE HERZOG E DEGLI STATI UNITI: PERMETTEREBBE DI RIMUOVERE QUEI MEZZI CRIMINALI ESTREMISTI DI BEN GVIR E SMOTRICH, CHE OSTACOLANO IL PIANO DI TRUMP PER GAZA E ROMPONO IL CAZZO IN CISGIORDANIA. MA EISENKOT ESIGE CHE “BIBI” NON SIA PREMIER, E PER ACCONTENTARLO, HERZOG DOVREBBE CONCEDERE LA GRAZIA AL PREMIER – L’ACCORDO CON LE LISTE ARABE È COMPLICATO: NESSUNO SI VUOLE ACCOLLARE IL RISCHIO DI GOVERNARE CON I MUSULMANI – UN RITORNO ALLE URNE SAREBBE UN REGALO PER “BIBI” – LA POSSIBILE NUOVA ESCALATION IN IRAN E LA PAURA DI EISENKOT DI FINIRE TRITURATO DA QUEL VECCHIO VOLPONE DI NETANYAHU, CHE HA GOVERNATO 19 DEGLI ULTIMI 30 ANNI...

marina pier silvio berlusconi soldi profitti denaro

FLASH – MARINA O “MARETTA”? SEMBRA CHE STIA MONTANDO UN PO' DI TENSIONE TRA I FRATELLI BERLUSCONI - MARINA, CHE IN QUANTO PRESIDENTE DI FININVEST È LA CAPA DI “PIER DUDI”, È PREOCCUPATA DAL FUTURO ECONOMICO DI MEDIASET. E NON SOLO PER L'IMPERO ITALIANO: TEME CHE L’ACQUISIZIONE DI PIER SILVIO DELLA TV TEDESCA PROSIEBENSAT SIA STATA UNA MOSSA  AZZARDATA E CHE POSSA METTERE A RISCHIO LA TENUTA DEI CONTI DEL BISCIONE - (A COLOGNO ANCORA SCOTTA IL RICORDO DEI 900 MILIONI DI EURO BUTTATI NEI DIRITTI TV E IL FLOP DI MEDIASET PREMIUM, CHE STAVANO PER FAR SCHIOPPARE L’AZIENDA...)

cateno de luca vannacci meloni

DAGOREPORT - “VANNACCI E’ IL GENERALE DELLE STRONZATE. OGNI COSA CHE DICE È UNA STRONZATA!”- VIDEO-BOOM! CATENO DE LUCA, NEO-ALLEATO DI GIORGIA MELONI, AVRÀ IL RUOLO DI BASTONARE VANNACCI PER CONTO DELLA DUCETTA: “AL SUO PARTITO DEI CAZZARI, OPPONGO IL PARTITO DEL PRAGMATISMO” - L’ACCORDO TRA LA MELONI E "SCATENO" E’ STATO CHIUSO DA LA RUSSA E DAL SUO FEDELISSIMO GAETANO GALVAGNO, PRESIDENTE DELL’ARS. GLI ESPONENTI SICILIANI DI FDI SONO SCONCERTATI, MA TACCIONO PER PAURA DI NON ESSERE RICANDIDATI: DE LUCA LI HA FATTI A PEZZI - QUANDO DE LUCA SI SCAGLIAVA CONTRO LA RAI: “È DIVENTATA TELE-MELONI, VESPA STABILISCE CHI È MAGGIORANZA E CHI È OPPOSIZIONE. È UN SISTEMA ASSERVITO A UN’OLIGARCHIA” – LA REPLICA DI VANNACCI A DE LUCA: “CONOSCO LE CATENE E LE CATENARIE, ALTRI CATENI NON NE CONOSCO. NON MI OCCUPO DI COSE DI POCO CONTO” - VIDEO 

leonardo maria del vecchio

FLASH! - SIAMO QUASI A NOVEMBRE E TUTTE LE SOCIETÀ, QUOTATE E NON, HANNO COMPILATO E RESO PUBBLICI I LORO BILANCI 2025 – SEBBENE IL CODICE CIVILE PREVEDA CHE SIANO PRESENTATI ENTRO 120/180 GIORNI DALLA CHIUSURA DELL’ESERCIZIO (31 DICEMBRE), LMDV CAPITAL DI LEONARDINO DEL VECCHIO, NON L’HA ANCORA RESO DISPONIBILE, PUR ESSENDO LA SUA HOLDING DI PARTECIPAZIONI (TWIGA, QN, IL GIORNALE, LEONE FILM GROUP, IMPREDO, ACQUA FIUGGI, ETC.) AL CENTRO DEL FAMILY-OFFICE DELL’EREDE LUXOTTICA – COME MAI TALE RITARDO? FORSE TROPPO IMPEGNATO A FARE LE PULCI AL “FATTO QUOTIDIANO”?