anders fogh rasmussen vladimir putin

“NON POSSIAMO ASPETTARE UN ANNO PER COSTRUIRE IL MURO DI DRONI” – L’EX SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO, ANDERS FOGH RASMUSSEN, SUONA LA SVEGLIA SUL PROGETTO DI DIFESA DEL FIANCO ORIENTALE DELL’ALLEANZA: “LA NATO E I SINGOLI STATI DEVONO DICHIARARE CHE QUALSIASI DRONE O AEREO CHE VIOLA LO SPAZIO AEREO SARÀ INTERCETTATO ED ABBATTUTO. PUTIN CI STA METTENDO ALLA PROVA. STA CERCANDO DI SPOSTARE L’ASTICELLA E NOI DOVREMMO CONTRASTARE QUESTO SUO CALCOLO. BISOGNA PASSARE A UN MODO DI PENSARE PIÙ ADATTO A TEMPI DI GUERRA…”

Estratto dell’articolo di Marco Bresolin per www.lastampa.it

 

Anders Fogh Rasmussen

Accelerare la costruzione del “muro di droni” ai confini orientali, essere più chiari con Putin sul fatto che la Nato abbatterà qualsiasi velivolo che violerà lo spazio aereo, estendendo questo scudo anche sull’Ovest dell’Ucraina, e inviare subito sul terreno una “forza di rassicurazione”, senza aspettare un accordo di pace. È la ricetta dell’ex segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, che è stato a capo dell’Alleanza atlantica fino al 2014, l’anno dell’invasione russa in Crimea. […]

 

vladimir putin

«abbiamo già la tecnologia necessaria» e che «non possiamo aspettare un anno» per mettere in campo i sistemi anti-drone. Dopodiché ha risposto alle domande de La Stampa sulla strategia della Nato e sulle prospettive future del conflitto, a partire dalla svolta – reale o apparente – di Donald Trump.

 

Si tratta di un vero cambiamento o dell’ennesima boutade del presidente americano?

«Con il presidente Trump è sempre impossibile dirlo, ma credo che anche lui sia giunto alla gradita conclusione che Putin è indebolito e non interessato alla pace».

 

L’esercito ucraino ha veramente la possibilità di riconquistare i territori occupati?

muro di droni 2

«Dobbiamo credere che una vittoria ucraina sia possibile. Hanno resistito con coraggio, eroicamente. E sono riusciti a respingere la conquista totale del loro Paese che Putin intendeva realizzare. Le forze armate ucraine sono molto più coraggiose dell’esercito russo, che è solo una tigre di carta. Come abbiamo visto negli ultimi due anni, se forniamo all’Ucraina le armi e la tecnologia di cui ha bisogno, farà progressi sul campo di battaglia».

 

Intanto, però, l’Europa si sente minacciata sul suo territorio: siamo di fronte a una nuova fase del conflitto?

«Con queste intimidazioni, Putin vuole distogliere la nostra attenzione dall’Ucraina. Nell’ultimo mese, droni e aerei da guerra hanno violato lo spazio aereo di diversi Paesi. Non possiamo permettere che questo diventi la nuova regola. L’Europa e la Nato devono agire con più decisione».

 

In che modo?

Anders Fogh Rasmussen

«Innanzitutto, dobbiamo creare un muro di droni, ma non possiamo aspettare un anno: abbiamo le tecnologie necessarie per farlo nel giro di qualche mese. Bisogna acquistarle, fare investimenti. E poi la Nato e i singoli Stati devono dichiarare che qualsiasi drone o aereo che viola lo spazio aereo sarà intercettato ed eventualmente abbattuto».

 

In modo automatico?

«A Copenaghen la polizia aveva la possibilità di abbattere i droni, ma non lo ha fatto per il rischio di colpire persone a terra. Va ovviamente fatta una valutazione caso per caso […]  bisogna essere chiari nell’annunciare l’eventuale reazione: se i caccia russi violano lo spazio aereo, devono sapere che siamo pronti ad abbatterli».

 

vladimir putin in mimetica alle esercitazioni militari zapad

Mosca dice che questo scatenerebbe un conflitto: non teme le ripercussioni?

«No, non mi preoccupa. Un drone ostile nello spazio aereo di un Paese alleato è in realtà un attacco o un tentativo di attacco alla Nato. Quindi la Russia non dovrebbe avere dubbi sul fatto che sta giocando col fuoco. Se vogliamo garantire la credibilità del nostro articolo 5, dobbiamo agire con decisione quando il nostro spazio aereo viene violato».

 

Crede che la Russia stia cercando di testare i limiti della reazione della Nato?

«Putin ci sta mettendo alla prova. Sta cercando di spostare l’asticella e noi dovremmo contrastare questo suo calcolo. Ecco perché non sono preoccupato per l’eventuale reazione russa: se cediamo alle loro minacce, allora solleviamo dubbi sulla credibilità dell’articolo 5».

 

Sta dicendo che la risposta della Nato è troppo blanda?

VLADIMIR PUTIN E LA FLOTTA RUSSA IN CRIMEA

«[…] penso che la mentalità europea sia stata troppo esitante. Già nel 2014, quando Putin ha attaccato l’Ucraina, avremmo dovuto reagire con più fermezza».

 

Su cosa avete sbagliato?

«Avremmo dovuto applicare sanzioni paralizzanti alla Russia. Dovevamo farlo più rapidamente: i dittatori capiscono solo la forza e la determinazione. E invece Putin ha interpretato la nostra esitazione nel 2014 come un invito a marciare su Kiev nel 2022. […] Bisogna cambiare la mentalità europea, passando a un modo di pensare più adatto a tempi di guerra».

vladimir putin in mimetica alle esercitazioni militari zapad

 

Lei sostiene la necessità di inviare una contingente in Ucraina subito. Ma questo non trascinerebbe la Nato in un conflitto diretto?

«Assolutamente no. Stiamo trattando le garanzie di sicurezza come un qualcosa che verrà dopo un accordo di pace, ma questa logica è completamente sbagliata. Possiamo iniziare immediatamente con uno scudo di difesa aerea sull’Ucraina occidentale per aiutarla ad abbattere missili e droni russi.

 

vladimir putin in mimetica alle esercitazioni militari zapad

E poi una coalizione dei Volenterosi dovrebbe schierare una forza di rassicurazione in Ucraina per dimostrare alla Russia che non c’è alcuna possibilità di vincere sul campo di battaglia e per consentire agli ucraini di negoziare da una posizione di forza».

muro di droni 1muro di droni 5muro di droni 3vladimir putin in mimetica alle esercitazioni militari zapad

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...