enrico letta siena

NONOSTANTE IL PECCATO ORIGINALE DEL CASO MONTE DEI PASCHI, LETTA A SIENA NON HA RIVALI: GLI UNICI PROBLEMI ARRIVANO DAL PD TOSCANO – I SONDAGGI DANNO AMPIAMENTE IN TESTA ENRICHETTO GRAZIE ANCHE ALLA DEBOLEZZA DEL CANDIDATO DI CENTRODESTRA (DOPO IL RIFIUTO DI CORRERE DEL SINDACO DELLA CITTÀ DEL PALIO) - TENSIONI TRA I DEM: L’EX RENZIANA BONAFÈ, LEADER DEL PD TOSCANA SCADE NELL'AUTUNNO 2022 MA SE IL VOTO DI DOMENICA PREMIASSE LETTA, L'AREA NON RENZIANA POTREBBE CHIEDERE UN ANTICIPO. E SULLO SFONDO C’E’ SEMPRE LA PARTITA MPS…

Camilla Conti per “La Verità”

 

enrico letta foto di bacco (1)

Domenica e lunedì si correrà il Palio delle suppletive senesi. Gli ultimi sondaggi danno ampiamente in testa il candidato, nonché segretario, del Pd, Enrico Letta. Forse anche più di quanto pensasse lui stesso. E nonostante il «peccato originale» del caso Monte dei Paschi che macchia il biglietto da visita dei dem.

 

Del resto, non sono solo i senesi a decidere a chi andrà il seggio del collegio uninominale Toscana 12 lasciato libero dall'ex ministro del Tesoro - e oggi presidente di Unicredit (che sta trattando per rilevare la parte «sana» di Mps) - Pier Carlo Padoan. Il bacino degli elettori è assai più ampio, cavalca due province perché è formato da 35 Comuni che vanno dal Chianti all'aretino.

 

enrico letta foto di bacco (8)

E la maggioranza di essi è controllata dal centrosinistra. Dall'altra parte della barricata, c'è il candidato del centrodestra Tommaso Marrocchesi Marzi. A metà luglio erano circolati forti rumors - riportati da La Verità senza essere smentita - di un possibile cambio di candidato in corsa con l'offerta arrivata dai vertici della Lega al sindaco Luigi De Mossi di scendere in campo e quindi a Marzi di fare un passo indietro.

 

De Mossi, diventato primo cittadino nel giugno del 2018 come espressione di una lista civica e appoggiato dal centrodestra, avrebbe però declinato l'invito. Magari sperando, sussurra qualche maligno nelle contrade, di avere in cambio dal Pd la candidatura di un avversario «debole» nel 2023, quando ci saranno le prossime comunali. Di certo, nella città del Palio i cavalli sono decisivi e l'ingresso del sindaco fra i canapi - in caso di vittoria - avrebbe lasciato vacante la sua poltrona di sindaco rimettendola di nuovo in gioco.

 

enrico letta foto di bacco (4)

La sua vittoria alle ultime amministrative, del resto, ha segnato una svolta storica e difficilmente ripetibile per Siena con il tramonto dell'egemonia piddina dei D'Alema, dei Veltroni e dello stesso Renzi, ed è stata letta come un segnale di rottura rispetto al passato anche per il curriculum di un avvocato che viene dal mondo delle professioni e non dagli apparati di partito e che ha anche rappresentato alcune delle parti civili per il filone Antonveneta trasferito a Milano.

 

Quanto a Marzi, titolare della tenuta di Bibbiano nel territorio del Chianti Classico, diversi anni fa era stato consigliere comunale a Castellina in Chianti per una coalizione civica di opposizione, poi niente più. Tanto che quando è uscito il suo nome, per molti era un signor nessuno.

 

È stato quindi più difficile marcare bene il suo profilo, ma nelle ultime settimane di campagna elettorale Matteo Salvini ha fatto più volte tappa a Siena per sostenerlo e anche i leghisti «di governo» come il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, arrivato la settimana scorsa, mentre ieri si è visto quello del Turismo, Massimo Garavaglia.

enrico letta foto di bacco (5)

 

Quindi una Lega compatta per spingere l'avversario del Pd. Dove, nel frattempo, volano stracci a livello regionale. Dopo un tira e molla durato giorni, infatti, la leader toscana dei dem, Simona Bonafè, ha annunciato la nuova segreteria regionale prima del voto di domenica forse per cristallizzare gli equilibri interni.

 

Ma la sinistra del partito ha alzato barricate arrivando a mettere in discussione l'annuncio e pronunciando parole che suonano come una sorta di sfiducia alla segretaria. «Questa non è la nuova segreteria ma è la proposta di Bonafè su cui lavoreremo nei prossimi giorni per trovare una quadra, a partire dai nomi autorevoli presenti ma sulla base di un documento che tracci un nuovo orizzonte per il Pd Toscana.

 

MATTEO RENZI SIMONA BONAFE'

Il punto non sono le poltrone ma l'indirizzo politico, ora la priorità sono le elezioni», ha attaccato a nome dell'area ex zingarettiana e ora lettiana Valerio Fabiani, ex vicesegretario toscano ed esponente della direzione nazionale dem.

 

Le tensioni potrebbero portare a un congresso anticipato del Pd in Toscana: Bonafè scade nell'autunno 2022 ma se il voto di domenica premiasse Letta, l'area non renziana potrebbe chiedere un anticipo. Nelle contrade, intanto, c'è un clima di calma quasi piatta. Siena è ormai diventata una città del silenzio. Anche lo sciopero dei dipendenti del Monte dei Paschi, nei giorni scorsi, ha avuto una scarsa partecipazione tra i senesi.

 

PIER CARLO PADOAN

Che sembrano quasi rassegnati. «Non vorrei che una volta finita la campagna elettorale delle suppletive trovassimo tutti i giochi già fatti», ha detto lo stesso sindaco De Mossi a margine del Consiglio comunale che martedì ha approvato una mozione unitaria sulla banca, chiedendo al governo «di esplorare tutte le possibili soluzioni con un passaggio in Parlamento, eventualmente l'ipotesi di rinviare l'operazione di privatizzazione fin quando l'istituto e la comunità senese non saranno effettivamente tutelate». Insomma, si chiede a Mario Draghi e al Mef di percorrere anche altre strade rispetto a quella che sembra a oggi l'unica presente, cioè Unicredit, che si tradurrebbe in un Monte spezzettato tra il gruppo guidato da Andrea Orcel, Mediocredito centrale, Amco e bad bank.

simona bonafe'

Ultimi Dagoreport

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE DI RAI3, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....

giorgia meloni e primo ministro etiope abiy ahmed sem fabrizi

DAGOREPORT – COME SI È ARRIVATI AL CLAMOROSO SCAZZO DIPLOMATICO CON L’ETIOPIA? BISOGNA TORNARE AL 2024, QUANDO IL PREMIER DI ADDIS ABEBA, ABIY AHMED, AIUTA GIORGIA MELONI A CONVINCERE L’UNIONE AFRICANA A FIRMARE IL PIANO MATTEI. GLI ALTRI LEADER DEL CONTINENTE NERO ERANO SCETTICI (EUFEMISMO) E AHMED TIRA FUORI DAL CILINDRO IL COINVOLGIMENTO DELL’UE – SOLO CHE IL GOVERNO ETIOPE SI ASPETTAVA QUALCHE “VANTAGGIO” CHE, EVIDENTEMENTE, NON È ARRIVATO. RISULTATO? LA “RITORSIONE” CONTRO SEM FABRIZI, OTTIMO AMBASCIATORE, CHE DOPO DIECI MESI È STATO RICHIAMATO IN ITALIA PER EVITARE L’UMILIAZIONE DI ESSERE DICHIARATO “PERSONA NON GRATA"

ceuta migranti spagna francia pedro sanchez giorgia meloni emmanuel macron

FLASH – IN POCHI SOTTOLINEANO QUALI SONO GLI UNICI DUE GRANDI PAESI DELL’UE A NON ACCODARSI AI “RESPINGIMENTI” DEI DUBLINANTI VERSO L’ITALIA: FRANCIA E SPAGNA – MACRON E SANCHEZ SE LA RIDONO DI FRONTE ALLE DIFFICOLTÀ DI GIORGIA MELONI, E MOSTRANO ORGOGLIOSAMENTE MA SENZA PUBBLICIZZARLA LA LORO POSIZIONE: NOI SIAMO PER L’ACCOGLIENZA, NON RIMANDIAMO INDIETRO NESSUNO, ANCHE SE POTREMMO. UNA MOSSA POLITICA CHE MANDA FUORI GIRI GLI OTOLITI DELLA “SIRENETTA DEL COLLE OPPIO”

giorgia meloni antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – I FRANCHI-TIRATORI PER IL “MELONELLUM” INIZIANO A ESSERE TANTI, FORSE TROPPI – SE LA LEGA VA DRITTA VERSO LA RESA DEI CONTI, ANCHE FORZA ITALIA È IN TUMULTO - DOPO LA “FRONDA” DELLE DONNE, GUIDATE DALLA BERLUSCHINA DEBORAH BERGAMINI, SU PREFERENZE E PARITÀ DI GENERE, ORA È IL MINISTRO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, PAOLO ZANGRILLO, A INCAZZARSI CON TAJANI PER IL MANCATO COINVOLGIMENTO NELL’INIZIATIVA ANTI-BUROCRAZIA DEL PARTITO – IL GUAIO PIÙ GROSSO PER LA DUCETTA, PERÒ, RESTA QUEL CARTOCCIO DEL CARROCCIO: CON IL 6% CHE GLI ATTRIBUISCONO I SONDAGGI (DI CUI QUASI LA METÀ “CONTROLLATO” DAI GOVERNATORI DEL NORD), LE TRUPPE DEL PARTITO DI SALVINI SI SGONFIERANNO. DEGLI ATTUALI 95 TRA DEPUTATI E SENATORI, E SARÀ UN MIRACOLO SE RESTERANNO UNA TRENTINA - IN CASO DI VITTORIA DEL CENTROSINISTRA, LA SITUAZIONE POTREBBE ESSERE ANCORA PEGGIORE: DUE LEGHISTI SU TRE RISCHIANO DI NON ESSERE RIELETTI - CHISSA' COSA SUCCEDERA' A SETTEMBRE, QUANDO ALLA CAMERA I DEPUTATI DI LEGA E DI FORZA ITALIA (MA ANCHE FRANGE DI FDI) SARANNO CHIAMATI A VOTARE (CON SCRUTINIO SEGRETO) LA NUOVA LEGGE ELETTORALE, UNICA RIFORMA RIMASTA IN PIEDI DEL GOVERNO MELONI....

meloni schlein lovaglio messina donnet

DAGOREPORT – A FERRAGOSTO UN COLPO DI “SOLE” CI STA. FIRMATO DAL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO DELLA CONFINDUSTRIA, FABIO TAMBURINI ANNUNCIA CHE PER CONTRASTARE L’OPAS DI INTESA SU MPS NELLA MENTE DI LUIGI LOVAGLIO FRULLEREBBERO NON UNA, MA ADDIRITTURA DUE OPS (OFFERTA PUBBLICA DI SCAMBIO). UNA PER PRENDERE IL CONTROLLO SUL BANCO BPM E L’ALTRA PER ACQUISIRE BANCA GENERALI – NON FINISCE QUI: IN BALLO CI SAREBBE ANCHE LA POSSIBILE VENDITA DEL 13,2% DI GENERALI POSSEDUTO DA MEDIOBANCA, VERO OBIETTIVO DEL RISIKONE BANCARIO – A INGARBUGLIARE LA PARTITA, SI È AGGIUNTA LA PRESA DI DISTANZA DALL’OPAS DI INTESA, LA “BANCA DI SISTEMA” GUIDATA DA CARLO MESSINA, DA PARTE DEL POTERE POLITICO AL COMPLETO, CON MELONI E SCHLEIN PER UNA VOLTA SULLO STESSO FRONTE – ‘STA MEGA-OPERAZIONE DELL’IRRIDUCIBILE LOVAGLIO, CHE DOVREBBE ESSERE ANNUNCIATA NEL CDA DI MPS CONVOCATO PER DOMANI, PUÒ AVERE TANTI VARIABILI DA SCHEDINA: 1-2-X – IN TALE LABIRINTO DI SPECCHI, C’È UN ‘’CONVITATO DI PIETRA’’ CHE TUTTI NOTANO MA CHE NESSUNO NOMINA: IL CEO DI GENERALI, PHILIPPE DONNET, CHE OVVIAMENTE NON FA SALTI DI GIOIA AL PENSIERO DELLA POSSIBILE ACQUISIZIONE VIA OPAS SU MPS DI BANCA INTESA DEL 13,2% DEL COLOSSO ASSICURATIVO…

classifica universita shanghai ranking consultancy politecnico milano torino corgnati donatella sciuto

DAGOREPORT – LE LUSINGHE ALLA CINA NON RI-PAGANO – LE UNIVERSITA’ ITALIANE, IN PARTICOLARE I POLITECNICI DI MILANO E TORINO, HANNO STRETTO DA ANNI CONVENZIONI CON GLI ATENEI CINESI PER SCAMBI DI STUDENTI (PIUTTOSTO ASINI) E DOCENTI, CON APERTURE DI SEDI E PROGRAMMI DI RICERCA COMUNI (TANTO GLI STIPENDI LI PAGA LO STATO) – MA LA CINA NON RICAMBIA TANTO AFFETTO: NELLA CLASSIFICA DELLE UNIVERSITA’ PIU’ PRESTIGIOSE PUBBLICATA DALL’ORGANIZZAZIONE “SHANGHAI RANKING CONSULTANCY” I NOSTRI ATENEI LI VEDI CON IL BINOCOLO! PER IL POLITECNICO DI MILANO, IL PIU’ ATTIVO CON LA CINA, DEVI ARRIVARE AL TRECENTESIMO POSTO...