OCCUPY BYE BYE - SGOMBRATI ANCHE GLI ULTIMI ACCAMPAMENTI, IL TRAFFICO TORNA ALLA NORMALITÀ - 247 ATTIVISTI ARRESTATI: “TORNEREMO” - I GIORNALI CINESI RIDONO: “UN MESSAGGIO CHIARO ALLE FORZE OSTILI”

1. HONG KONG TORNA ALLA NORMALITA' DOPO 74 GIORNI DI OCCUPY CENTRAL

AGI - Il traffico a Hong Kong e' tornato lentamente alla normalita' dopo la rimozione, nella serata di giovedi', degli ultimi blocchi stradali nel quartiere di Admiralty, cuore delle proteste pro-democratiche che hanno scosso l'ex colonia britannica per 74 giorni. Il bilancio dell'ultima notte di Occupy Central con i tentativi di resistere alla rimozione dei presidi e' di 247 arrestati tra manifestanti, attivisti, deputati e alcune e alcune celebrita' locali.

la repressione di occupy hong kong  7la repressione di occupy hong kong 7

 

  Nell'operazione sono stati coinvolti 7mila agenti di polizia. Nei prossimi giorni saranno rimossi anche i presidi rimasti nelle altre aree interessate dalle manifestazioni degli ultimi due mesi e mezzo, a Causeway Bay e Mong Kok.

 

(...)

 

Mentre la situazione torna alla normalita' a Hong Kong, la Cina riflette sul movimento di disobbedienza civile. Il quotidiano China Daily, in un editoriale pubblicato oggi, parla della "rivoluzione degli ombrelli", altro nome con cui e' noto il movimento di Occupy Central, come della "versione di Hong Kong della rivoluzione colorata". Secondo il principale quotidiano cinese in lingua inglese, "l'avventura politica, sostenuta da forze esterne che hanno tramato per contenere l'ascesa della Cina sono andate contro gli interessi generali della societa' di Hong Kong e della nazione, cosi' come alla volonta' dei residenti di Hong Kong", che nelle ultime settimane si erano espressi in maniera contraria al proseguimento dei blocchi stradali.

la repressione di occupy hong kong  6la repressione di occupy hong kong 6

 

"La sconfitta della rivoluzione degli ombrelli - conclude il China Daily - ha mandato anche un messaggio chiaro alle forze ostili, sia all'interno che all'estero: in termini di principio, il governo centrale non fara' alcuna concessione".

 

  Il Global Times evita, invece, il paragone con altri movimenti accaduti nel recente passato in altre parti del mondo. "La risolutezza del governo centrale di non fare concessioni alle forze radicali a Hong Kong ha determinato la traiettoria della situazione", scrive il giornale edito dal Quotidiano del Popolo, l'organo ufficiale del PCC. Erroneo anche il paragone con l'epoca coloniale di Hong Kong. "Chi crede che la democrazia illimitata sia la soluzione a un diluvio di enigmi sociali a Hong Kong e' anche nostalgico del dominio coloniale sotto la Gran Bretagna, quando non c'era affatto democrazia. E' un paradosso".

 

la repressione di occupy hong kong  5la repressione di occupy hong kong 5

Il Global Times si sofferma, infine, su tre fattori necessari al mantenimento della stabilita' sociale. "La Cina deve migliorare la capacita' di risolvere i problemi attraverso le riforme; allo stesso tempo i cittadini dovrebbero avere aspettative realistiche nei confronti del governo. La societa' dovrebbe raggiungere un consenso contro le politiche di strada. Questi - conclude il Global Times - sono tre pilastri cruciali per sorreggere la sicurezza e la stabilita' della Cina nel lungo periodo".

 

 

2. HONG KONG, FINE DELLE PROTESTE - MA GLI STUDENTI: TORNEREMO

Guido Santevecchi per il “Corriere della Sera

 

La più grande sfida di piazza al potere del partito comunista cinese dai tempi della Tienanmen nel 1989 si è chiusa ieri a Hong Kong. Non con la temuta repressione violenta della polizia, ma con gli ufficiali giudiziari e le squadre di manovali che, armati di cesoie, hanno smantellato indisturbati le barricate e ripulito le superstrade di Admiralty, il quartiere centrale degli uffici governativi e delle istituzioni finanziarie. Gli studenti democratici si erano accampati nella zona il 28 settembre e hanno resistito per 74 giorni.

 

la repressione di occupy hong kong  4la repressione di occupy hong kong 4

Il movimento studentesco si batte perché i candidati all’elezione del 2017 del Chief Executive, il governatore di Hong Kong, possano essere nominati dalla gente liberamente e non siano selezionati da Pechino, che li vuole «amanti dello Stato cinese» (e quindi del partito comunista).

 

Il giorno dello sgombero di Occupy Central è cominciato alle 10 e 30, quando il capo degli ufficiali giudiziari ha impugnato un megafono e ha intimato: «Chi si oppone sarà arrestato». L’ordine era venuto dall’Alta Corte di Hong Kong, sollecitata da cooperative di tassisti e società di trasporti che avevano sporto denuncia per il danno ai loro affari dovuto al blocco delle superstrade a otto corsie che attraversano l’isola.

 

Una soluzione ipocrita. Dietro il contingente di esecutori e una ventina di camion che raccoglievano un groviglio di barriere, tende, tavoli, anche divani piazzati dagli studenti in queste nove settimane di rivolta pacifica, c’erano comunque migliaia di poliziotti. Che alla fine hanno arrestato duecento attivisti e politici del fronte democratico, rimasti fino all’ultimo a manifestare il dissenso pacifico scandendo: «Torneremo».

la repressione di occupy hong kong  3la repressione di occupy hong kong 3

 

La notte prima dello sgombero, c’è stata una veglia e i ragazzi hanno raccolto i simboli ormai celebri della protesta. Un grande muro di Admiralty, battezzato «John Lennon Wall» (come quello di Praga anni ‘80) era stato coperto di post-it con messaggi sulla democrazia e disegni satirici ed era diventato un’icona di Occupy Central. Una squadra di attivisti ha staccato tutto, in una corsa per preservare la storia di questi 74 giorni e ha fotografato migliaia di reperti promettendo di metterli in rete in un museo virtuale. Anche un grande disegno con la scritta «System error, no permission to vote» rispunterà sul web.

 

Xi JinpingXi Jinping

Alex Chow, 24 anni, leader della Federation of Students, ha annunciato una «seconda ondata di occupazioni» nei prossimi mesi. «Non posso dire che ci ritiriamo in un modo splendido, non abbiamo vinto, ma non penso nemmeno che abbiamo fallito». Anche Joshua Wong, l’altro capo diciottenne, ha ceduto: dopo giorni di sciopero della fame è finito in ospedale.

 

A Hong Kong in questi 74 giorni una generazione di giovani è uscita dall’apatia. Ottenere la marcia indietro di Pechino sulla legge elettorale era utopia, ma il successo di Occupy Central è nel risveglio dei ragazzi di Hong Kong: hanno detto con chiarezza di non sopportare un governo locale che siede sulla diseguaglianza economica e sociale crescente, di non accettare l’influenza soffocante di Pechino.

 

leung chun ying governatore di hong kong leung chun ying governatore di hong kong

I ragazzi si sono lasciati dietro decine di scritte sull’asfalto: «We’ll be back» (torneremo) e «You are only clearing a camp, you can’t clear the idea»: state solo spazzando via un accampamento, non potete cancellare l’idea».

 

leung chun ying  governatore di hong kong leung chun ying governatore di hong kong

 

Ultimi Dagoreport

porto di genova secolo xix silvia salis gianluigi aponte marco bucci michele brambilla

FLASH! – AVVISATE L’IRRITABILE GOVERNATORE DELLA LIGURIA, MARCO BUCCI, DI RASSEGNARSI: MICHELE BRAMBILLA RESTERÀ SEDUTO SULLA PRIMA POLTRONA DEL “SECOLO XIX”: PAROLA DELL’EDITORE ED ARMATORE DEI DUE MARI, GIANLUIGI APONTE – DOPO L’ERA SPINELLI-TOTI E LA NOMINA DI BUCCI ALLA PRESIDENZA DELLA REGIONE (GRAZIE ALL’INFLUENTE SINDACO DI IMPERIA, CLAUDIO SCAJOLA), IL PROGETTO DI APONTE DI TRASFORMARE IL PORTO DI GENOVA IN UN HUB PER IL SUO IMPERO DI NAVI SEMBRAVA ANDARE IN PORTO CON L’ACQUISIZIONE DEL “SECOLO XIX”, PER IL QUALE AVEVA SCELTO UN GIORNALISTA CONSERVATORE COME DIRETTORE, SICURO CHE SAREBBE ARRIVATO UN SINDACO DI DESTRA – ORA IL PIANO DI APONTE HA DUE PROBLEMI: UN SINDACO DI CENTROSINISTRA, SILVIA SALIS, E UN BRAMBILLA CHE NON AMA PORTARE IL TOVAGLIOLO SUL BRACCIO…

la stampa maurizio molinari alessandro de angelis luca ubaldeschi alberto leonardis

FLASH! – L’ACQUISIZIONE DE “LA STAMPA” DA PARTE DEL GRUPPO SAE DI ALBERTO LEONARDIS ALLE BATTUTE FINALI: IN CORSO LA NEGOZIAZIONE SUGLI ESUBERI E PRE-PENSIONAMENTI CON IL CDR DEL QUOTIDIANO TORINESE – PER LA DIREZIONE, SAREBBE IN POLE LUCA UBALDESCHI, GIÀ VICE DIRETTORE DE “LA STAMPA” ED EX DIRETTORE DEL “SECOLO XIX” (MA SI PARLA ANCHE DI GIUSEPPE DE BELLIS DI SKY TG24), CON MAURIZIO MOLINARI COME SUPERVISORE EDITORIALE; UNICA CERTEZZA, ALESSANDRO DE ANGELIS ALLA VICEDIREZIONE – IL CAPITOLO “REPUBBLICA” SI CHIUDERÀ LA SETTIMANA SUCCESSIVA AL VOTO DEL 23 MARZO SUL REFERENDUM DELLA GIUSTIZIA…

isola di kharg trump netanyahu hegseth rubio vance

DAGOREPORT – IL MONDO È SULL'ORLO DEL PRECIPIZIO: QUEI DUE GENI DEL MALE NETANYAHU E PETE HEGSETH VOGLIONO SPINGERE TRUMP A BOMBARDARE L'ISOLOTTO DI KHARG, NELLO STRETTO DI HORMUZ, DOVE PASSA IL 90% DEL PETROLIO IRANIANO – SAREBBE UN COLPO FATALE PER L'ECONOMIA DELLA CINA, PRINCIPALE ACQUIRENTE DEL GREGGIO DEGLI AYATOLLAH: IN CASO DI ATTACCO, PECHINO NON POTREBBE NON REAGIRE, SCHIERANDO IL SUO ENORME ARSENALE A FIANCO DI TEHERAN (FINORA XI JINPING HA FORNITO COMPONENTI PER MISSILI, SOLDI E INTELLIGENCE) – SPACCATURA TOTALE ALLA CASA BIANCA SULL'ATTACCO: TRUMP È IN STATO CONFUSIONALE SULLA POSSIBILE OFFENSIVA SULLO STRETTO DI HORMUZ, IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, FA LA SOLITA COLOMBA, MENTRE JD VANCE E' AFFETTO DA MUTISMO, IN QUANTO VOLTO DELL’ISOLAZIONISMO “MAGA”, IL VICEPRESIDENTE È CONTRARIO ALLE GUERRE TRUMPIANE - NUOVO ATTACCO DEI PASDARAN IN IRAQ: COLPITA UNA BASE BRITANNICA CON UNO SCIAME DI DRONI...

leonardo maria del vecchio milleri marisa del vecchio

DAGOREPORT - MENTRE LEONARDINO VA OLTRE LUXOTTICA E LANCIA IL GIN SHIRABI (IN MEMORIA DELLA ''GINTONERIA'' DI LACERENZA?), SI ACCAVALLANO LE VOCI SU FRANCESCO MILLERI – IL SISTEMA NERVOSO DEL CEO DI DELFIN PARE CHE NON ABBIA PER NULLA GRADITO DI ESSERE ISCRITTO NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI IN COMPAGNIA DI CALTAGIRONE E LOVAGLIO PER “CONCERTO OCCULTO” PER LA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA - E SI RACCONTA CHE CON GLI AMICI FIDATI SI SFOGHI DICENDO CHE ASPETTERÀ ANCORA UN ANNO: O LEONARDINO PORTERÀ A CASA LE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA E ARRIVARE A QUEL 37,5% CHE GLI PERMETTERÀ DI GESTIRE L’HOLDING (E FINALMENTE INTASCARE LA SUA QUOTA DI TESTAMENTO), OPPURE MOLLERÀ GLI OTTO LITIGIOSI EREDI AL LORO DESTINO E IMBOCCHERÀ LA PORTA DI USCITA…

iran donald trump benjamin netanyahu petrolio

DAGOREPORT – LA NOTIZIA PIÙ IMPORTANTE DELLE ULTIME ORE È QUELLA PUBBLICATA DA “CNBC”: L’IRAN, ALLA FACCIA DI TRUMP E NETANYAHU, STA CONTINUANDO A ESPORTARE PETROLIO TRAMITE LO STRETTO DI HORMUZ, CHE HA MINATO E BLOCCATO ALLE NAVI STRANIERE. TEHERAN HA VENDUTO 11,7 MILIONI DI BARILI DI GREGGIO ALLA CINA DALL’INIZIO DEL CONFLITTO – L’EUROPA VALUTA DI ALLEGGERIRE LE REGOLE CONTRO IL GAS RUSSO: PER GARANTIRE SCORTE SUFFICIENTI E SICUREZZA ENERGETICA PER L’INVERNO, L’UNIONE EUROPEA NON VERIFICHERÀ SE IL GAS NATURALE LIQUIDO VENDUTO DA TERZI PROVENGA DA MOSCA….

matteo salvini giorgia meloni antonio tajani

DAGOREPORT – ALL'ARMI, SIAM GIUSTIZIALISTI! - OGGI ALLE 18, ANNUNCIATA DAI GORGHEGGI DI SAL DA VINCI, GIORGIA MELONI SALIRA' SUL PALCO MILANESE DEL TEATRO PARENTI PER METTERE LA FACCIA A UN REFERENDUM CHE E' SEMPRE STATO MALDIGERITO (EUFEMISMO) DA GRAN PARTE DEI FRATELLI D’ITALIA, FEDELI ALLA VECCHIA LINEA MISSINA PRO-MAGISTRATI E PRO-BORSELLINO – LO SCARSO IMPEGNO DEI MELONIANI STA FACENDO GIRARE I COJONI A FORZA ITALIA, PER CUI LA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE (E DEL CSM) È LA “MADRE DI TUTTE LE RIFORME” – SALVINI FA LO STRUZZO: LA LEGA, CHE HA VISTO SFUMARE L’AUTONOMIA, HA CHIESTO UN “MAGGIOR COINVOLGIMENTO DELLA MELONI”, MA SENZA TROPPA CONVINZIONE - LA GOCCIA CHE HA FATTO TRABOCCARE L'IRA FUNESTA DELLA MELONA CONTRO LE TOGHE E' STATO IL FALLIMENTO DEI CENTRO MIGRANTI IN ALBANIA, BOCCIATI DAI TRIBUNALI ITALIANI ED EUROPEI - VIDEO: QUANDO AD ATREJU L'UNDERDOG SI STROZZO' URLANDO: "FUNZIONERANNO! FUNZIONERANNO! DOVESSI PASSARCI OGNI NOTTE DA QUI ALLA FINE DEL GOVERNO" (SONO ANCORA VUOTI...)