vladimir putin droni navi flotta fantasma

A OGNI SANZIONE CORRISPONDE UNA REAZIONE – PUTIN MINACCIA DI SEQUESTRARE NAVI EUROPEE COME RAPPRESAGLIA PER I SEQUESTRI DELLA FLOTTA OMBRA RUSSA: “ALCUNI PAESI HANNO PRESO IN CONSIDERAZIONE LA POSSIBILITÀ DI SEQUESTRARE LE NOSTRE NAVI E VENDERE I BENI CONFISCATI. È PIRATERIA, SE DOVESSE ACCADERE, DOVREMMO RISPONDERE CON LA STESSA MONETA, OVUNQUE” – QUEL TRACANNA-VODKA DI DMITRY MEDVEDEV CI METTE IL CARICO: “È NOSTRO DIRITTO ATTACCARE QUALSIASI NAVE MERCANTILE DI PAESI NEMICI”

VLADIMIR PUTIN SULL ISOLA DI SAKHALIN

RUSSIA: PUTIN MINACCIA RAPPRESAGLIE CONTRO SEQUESTRO NAVI RUSSE

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Il presidente russo Vladimir Putin ha minacciato di sequestrare navi occidentali per ritorsione contro l'abbordaggio, da parte di nazioni europee, di imbarcazioni sospettate di appartenere alla 'flotta ombra' russa.

 

«Notiamo che le autorità di alcuni Paesi... hanno recentemente preso in considerazione la possibilità di sequestrare le nostre navi e di vendere i beni che ci hanno confiscato» ha dichiarato Putin, definendo tale pratica «pirateria e banditismo».

 

Marina italiana blocca nave russa toa payoh vladimir putin 32

Il presidente russo ha aggiunto: «Se ciò dovesse accadere, dovremmo rispondere con la stessa moneta» ha detto a margine di esercitazioni navali nell'Estremo Oriente russo, aggiungendo che Mosca agirebbe «ovunque ritenessimo necessario e opportuno: ovunque».

 

Di recente la Svezia ha deciso di consegnare all'Ucraina una nave mercantile appartenente alla flotta ombra russa; l'imbarcazione era stata intercettata all'inizio di marzo e trasportava – secondo Kiev – grano ucraino sottratto ai territori occupati.

 

UCRAINA: MEDVEDEV, 'NOSTRO DIRITTO ATTACCARE QUALSIASI NAVE MERCANTILE DI PAESI NEMICI'

VLADIMIR PUTIN SULL ISOLA DI SAKHALIN

(Adnkronos) - La Russia ha "il diritto" di attaccare qualsiasi nave mercantile, anche in acque neutrali, se trasporta merci destinate al "nemico". Lo ha scritto il vice presidente del Consiglio di sicurezza russo, Dmitry Medvedev, sul suo canale Telegram, dopo che anche il presidente, Vladimir Putin, ha minacciato ritorsioni in risposta alle intercettazioni e ai sequestri di navi russe sospettate di far parte della "flotta ombra" di Mosca.

 

"I cani dell'Europa occidentale abbaiano istericamente sulla cosiddetta flotta ombra russa", ha dichiarato Medvedev, secondo cui "la stragrande maggioranza delle navi dell'Europa occidentale batte bandiera di comodo.

 

Marina italiana blocca nave russa toa payoh vladimir putin 31

Cosa significa questo? Significa che, seguendo un approccio simmetrico, la Russia ha il diritto di attaccare qualsiasi nave mercantile di Paesi nemici, sia nelle nostre acque che in acque neutrali, se vi è un sufficiente sospetto che trasporti merci per il nemico". Per Medvedev, le forze armate russe "sono in grado di espandere drasticamente le loro operazioni oltre il bacino del Mar Nero".

 

 

BATTAGLIA NAVALE. RUSSIA FERITA NEL MAR NERO, PUTIN AVVERTE CHE OGNI NAVE EUROPEA È UN OBIETTIVO

Estratto dell’articolo di Giulia Belardelli per www.huffingtonpost.it

 

Nel giorno in cui l’esercito ucraino ha sferrato un massiccio attacco contro la base navale russa di Novorossiysk – considerata l'ultima grande roccaforte della flotta di Mosca nel Mar Nero – il presidente russo Vladimir Putin è tornato ad agitare lo spettro di uno scontro diretto con la Nato. Lo ha fatto a bordo dell'incrociatore missilistico Varyag (la nave ammiraglia della flotta russa nel Pacifico), al largo dell'isola di Sakhalin, nella regione estremo-orientale russa, da dove ha assistito alle fasi finali delle manovre militari e delle esercitazioni della flotta russa nel Pacifico.

 

Eventin - petroliera panamense della flotta ombra della russia

Una location che è già di per sé un messaggio al resto del mondo, e in particolare all’Europa: la Russia punta a essere una potenza euro-asiatica globale, e intende “ripagare con la stessa moneta” i sequestri di navi mercantili russe da parte dell'Europa.

 

La Nato – ha dichiarato Putin – si sta infiltrando nell'Asia-Pacifico, e i suoi piani di schierare nuove armi in questa regione "pongono minacce alla Russia: vediamo che, purtroppo, qui le possibilità di un conflitto stanno crescendo".

 

Il capo del Cremlino ha quindi minacciato ritorsioni contro qualsiasi tentativo dell'Unione Europea di sequestrare le navi mercantili del suo Paese, definendo tali azioni "pirateria". "Constatiamo che le autorità di alcuni Paesi, in violazione del diritto marittimo internazionale, stanno cercando di limitare la circolazione delle navi. Recentemente, hanno persino pensato di sequestrare le nostre navi e vendere i beni che ci sono stati sottratti. Ovviamente, questo non è altro che pirateria e furto".

 

VLADIMIR PUTIN MARINAIO - IMMAGINE CREATA CON MIDJOURNEY

Nell'ambito di un nuovo pacchetto di sanzioni approvato il mese scorso, il blocco ha istituito un meccanismo che consente agli Stati membri di vendere petrolio e altri beni sequestrati dalle navi sanzionate e fermate in mare. Dalla fine del 2024, diversi Paesi europei e il Regno Unito hanno abbordato, fermato o sequestrato numerose navi legate alla Russia o appartenenti alla cosiddetta flotta ombra. Lo ha fatto anche l’Italia, con episodi come il sequestro di una motonave mercantile nel porto di Brindisi e più recentemente l’abbordaggio militare della petroliera Toa Payoh a Pantelleria.

 

Putin ha affermato che la Russia risponderà con misure analoghe, non necessariamente nelle stesse acque in cui potrebbero essere prese di mira le navi russe, ma ovunque "noi stessi lo riterremo necessario e opportuno".

 

[…]

 

VLADIMIR PUTIN SULL ISOLA DI SAKHALIN

È significativo il fatto che la minaccia arrivi proprio mentre Mosca sconta un attacco definito “senza precedenti” dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky contro la città portuale russa di Novorossiysk, sul Mar Nero. Zelensky ha dichiarato su Telegram che l'Ucraina ha martellato la base navale russa con droni, missili e imbarcazioni senza equipaggio.

 

La Russia ha trasferito alcune delle sue navi della flotta del Mar Nero a Novorossiysk dopo che le forze di Kiev le avevano attaccate ripetutamente in Crimea. Gli ucraini sostengono che la Russia abbia ormai perso la capacità di utilizzare la Crimea occupata come base navale: di qui la rilevanza strategica di un attacco “unico nel suo genere” come quello sferrato nella notte a Novorossiysk.

 

[…]

 

vladimir putin marinaio immagine creata con midjourney 2

Le autorità russe hanno condannato l’attacco a Novorossiysk, denunciando la morte di tre persone e la messa fuori uso due importanti terminal per il grano. La Russia è il più grande esportatore di grano al mondo e la maggior parte delle sue esportazioni transita attraverso i porti sul Mar Nero. Il mese scorso, la principale lobby del settore cerealicolo russo ha avvertito che gli attacchi ucraini potrebbero bloccare le esportazioni di grano attraverso il Mar Nero nel prossimo futuro, facendo aumentare i prezzi e causando fame in Africa e Medio Oriente.

 

Oltre ai terminali per l'esportazione di cereali, Novorossiysk ospita anche infrastrutture per l'esportazione di petrolio, tra cui quelle del Caspian Pipeline Consortium (CPC), di proprietà in parte delle major petrolifere statunitensi Chevron ed Exxon Mobil, che trasporta il petrolio kazako verso i mercati. Le infrastrutture petrolifere non hanno subito danni, in accordo con la richiesta che – secondo il Financial Times – il vicepresidente americano JD Vance avrebbe fatto agli ucraini di interrompere gli attacchi alle petroliere.

 

Per Kiev, del resto, il successo più importante consiste nell’aver limitato i movimenti della marina russa, un tempo dominante nel Mar Nero. Tuttavia, sono gli stessi ucraini a sottolineare come Putin sia determinato a proseguire l'invasione, costi quel che costi.

vladimir putin a Novosibirsk

 

Il leader russo starebbe pianificando "un'ulteriore rapida mobilitazione di diverse centinaia di migliaia di russi entro la fine dell'anno", ha dichiarato Zelensky sui social media martedì sera, citando rapporti dell'intelligence ucraina secondo cui la Russia sta anche ampliando la produzione di missili balistici e droni a reazione – entrambi difficili da contrastare per le difese aeree ucraine.

 

Quanto a un maggiore rischio di scontro diretto tra Russia e Nato, secondo Bertolotti le ultime minacce di Putin “non sono necessariamente il preludio a una decisione di confronto con l’Occidente, quanto piuttosto un tentativo di ristabilire una capacità di deterrenza che Mosca percepisce come progressivamente erosa. In questa prospettiva, credo che il messaggio voglia essere: ‘se colpite i nostri interessi, noi allargheremo lo spazio nel quale siamo disposti a rispondere’. Ma proprio qui nasce il rischio”.

 

Eventin - petroliera panamense della flotta ombra della russia

Gli attacchi ucraini contro la Crimea e, soprattutto, contro Novorossiysk – prosegue l’analista – accentuano questa dinamica poiché Kiev sta progressivamente riducendo gli spazi di sicurezza operativa della Russia nel Mar Nero. Sebastopoli è diventata molto più vulnerabile e parte delle capacità navali russe è stata trasferita verso Novorossiysk; colpire anche quest’ultima significa cercare di dimostrare che non esiste più un retroterra realmente sicuro per la flotta del Mar Nero.

 

Ciò non significa – argomenta ancora Bertolotti – che la Russia abbia “perso” la Crimea in senso militare. “Sarebbe un grave errore di analisi poiché la Russia, nonostante questi eventi emotivamente coinvolgenti, mantiene il vantaggio tattico su tutti i fronti del campo di battaglia. Ma la penisola rimane fondamentale come piattaforma logistica, aerea e missilistica, per quanto la sua funzione di santuario navale sia stata seriamente compromessa.

 

Vladimir Putin 2

E quando una grande potenza vede restringersi i propri margini di manovra tende a cercare compensazioni altrove. È un bilanciamento lineare, quasi scontato: una dinamica di azione, reazione e compensazione. L’Ucraina aumenta la pressione nel Mar Nero, mentre Mosca, dal canto suo, cerca di ampliare lo spazio della propria deterrenza, prospettando ritorsioni anche lontano da quel teatro. E così il conflitto tende ad allargarsi sul piano geografico senza che nessuno dei principali attori dichiari di volerlo allargare su quello politico.

 

Qui si impone il paradosso in cui la Russia non vuole provocare la Nato per trascinarla deliberatamente in guerra sebbene, nel tentativo di dimostrare di non essere vulnerabile, moltiplichi le occasioni nelle quali potrebbe verificarsi un confronto con un Paese dell’Alleanza: una nave intercettata, una scorta militare che interviene, un’azione interpretata come ostile, una risposta sproporzionata, un errore di valutazione”. Tutti scenari decisamente possibili.

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