giorgia meloni matteo salvini antonio tajani herbert kickl fpo

“OGNI SETTIMANA CE N’È UNA, ALL’INTERNO DELLA MAGGIORANZA” – MARCELLO SORGI VA ALLA RADICE DELLO SCAZZO TAJANI-SALVINI SULLA VITTORIA IN AUSTRIA DEI FILO-NAZISTI DELL’FPÖ (ALLEATO DELLA LEGA): “FUOCHI CHE S'ACCENDONO E POI FINISCONO, LASCIANDO SOLO TRACCE NEL CLIMA INTERNO CHE SI DETERIORA. SARÀ CHE SONO IN ARRIVO LE REGIONALI, IN CUI LA LEGA VUOL RIMONTARE IL SORPASSO DI FORZA ITALIA” – IL SEGNALE PREOCCUPANTE PER LA MELONI: IN EUROPA I POPOLARI RIFIUTANO ALLEANZE CON L’ESTREMA DESTRA E PREFERISCONO MAGGIORANZE MODERATE. IL MODELLO SARÀ ESPORTATO IN ITALIA?

Articoli correlati

LA VITTORIA DEI NEO-NAZI AUSTRIACI E UN PRETESTO PER L'ENNESIMO LITIGIO TRA TAJANI E SALVINI ...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1. SE VIENNA APRE UNA CREPA NEL GOVERNO

Estratto dell’articolo di Marcello Sorgi per “La Stampa”

 

marcello sorgi

Ci mancava anche la lite tra Tajani e Salvini sui risultati del voto in Austria, con la destra estrema del Fpoe che diventa primo partito e le due principali forze politiche, popolari e socialdemocratici, che prendono una batosta. E con Tajani che dà consigli al Capo dello Stato austriaco, Van der Bellen, che per la verità sa già cosa fare in un momento così complicato, suggerendogli di emarginare i filonazisti […].

 

[…] Van der Bellen, appunto, ha già detto che darà l'incarico «a chi ha più probabilità di formare il governo», e quindi, malgrado la sconfitta, toccherà ai popolari costruire un'alleanza con socialisti, liberali, e forse con i verdi […].

 

HERBERT KICKL MATTEO SALVINI

[…] La replica di Salvini, che considera Kickl un suo alleato, e lo ospiterebbe volentieri sul palco della prossima adunata di Pontida, è stata nel suo genere: ha definito Tajani e le sue accuse ai filonazisti l'effetto di cattiva digestione per aver mangiato troppo.

 

Ma al di là dello scambio non proprio elegante di battute, i rapporti di Forza Italia con la Lega da tempo non sono buoni. È Salvini a spingere Meloni a chiudere al più presto una volta e per tutte il discorso sullo ius scholae. Ed è Tajani ad aver messo da parte con una dura lettera al ministro Calderoli le richieste delle regioni, grazie alla riforma delle autonomie, in materia di commercio con l'estero.

 

antonio tajani ursula von der leyen manfred weber donald tusk

Se non proprio ogni giorno, ogni settimana ce n'è una, all'interno della maggioranza. Fuochi che s'accendono e poi finiscono, lasciando solo tracce nel clima interno che si deteriora. Sarà che sono in arrivo le regionali e con esse un'altra campagna elettorale, in cui la Lega vuol rimontare il sorpasso di Forza Italia.

 

2. TAJANI: "ISOLARE I NEONAZISTI" MA È SCONTRO CON SALVINI

Estratto dell’articolo di Federico Capurso per “La Stampa”

 

MANFRED WEBER CON ANTONIO TAJANI AL CIRCOLO DEGLI ESTERI

Un vicepremier esulta per la vittoria del Partito della libertà alle elezioni in Austria, l'altro vicepremier lo definisce un movimento «neonazista». Uno li chiama «storici alleati», l'altro li vorrebbe vedere isolati. Le due visioni del mondo di Matteo Salvini e Antonio Tajani non sono mai state così distanti.

 

L'Europa, le riforme, i diritti: qualunque sia il terreno, i leader di Forza Italia e Lega si muovono con posture diverse […]. E l'epilogo, spesso inevitabile, è lo scontro.

Giorgia Meloni preferisce assistere in silenzio […]. Chiusa nel suo ufficio di Palazzo Chigi segue l'inasprirsi del dibattito e dà ordine alle truppe di non esporsi. Chi ha avuto modo di coglierne gli umori, però, racconta che la premier abbia considerato l'uscita di Tajani «un po' sopra le righe».

 

MARINE LE PEN E GIORGIA MELONI COME LE GEMELLE DI SHINING - MEME BY SIRIO

Il ministro degli Esteri è il primo a commentare la vittoria dell'estrema destra austriaca sostenendo che «sia da isolare tutto quello che fa pensare a rigurgiti neonazisti». Salvini non la prende benissimo: «Stamattina qualcuno parlava di nazismo: dorme male o mangia pesante, perché non penso ci sia l'allarme neonazista in Francia, in Germania, in Olanda».

 

Una delegazione del Partito della libertà, ricorda il leader della Lega, «sarà a Pontida e nessuno si offenda». Ma i veleni, ormai, scorrono tra le truppe e si fa fatica a nascondere l'insofferenza nei confronti degli alleati. […]

 

giorgia meloni santiago abascal - atreju

[…] Si getta nel polverone pure l'europarlamentare in quota Lega Roberto Vannacci: «Accusano di fascismo, ma i veri antidemocratici, intolleranti e discriminatori sono loro». Lo dice alla sinistra, ma l'impressione è che valga anche per Tajani. Il leader del Carroccio, invece, continua a difendere i suoi alleati. «Nessun allarme neonazista» nei Paesi in cui militano i partiti più vicini alla Lega.

 

In realtà, in Germania così come in Francia, in Olanda o in Austria, è stato lanciato più volte in passato l'allarme sugli amici di Salvini, ritenuti «xenofobi», «neofascisti» o «neonazisti». Per Tajani è proprio questo il punto: «I Popolari in Europa non dialogano con l'estrema destra. Non lo fanno in Germania con l'Afd, né lo faranno in Austria. L'estrema destra da sola non è in grado di vincere, come si è visto anche in Francia», dove a subire il cordone sanitario dei partiti moderati è stato il Rassemblement National di Marine Le Pen.

 

giorgia meloni antonio tajani matteo salvini

È qui che Meloni si trova in disaccordo con il ministro degli Esteri. Tajani, infatti, partendo da queste premesse arriva a un'unica soluzione possibile per il governo austriaco: «La formazione di una maggioranza diversa, magari con Liberali e Socialisti, e a guida Popolare. Perché di fatto il Partito popolare è il più forte dopo l'estrema destra». In altre parole, auspica per l'Austria una maggioranza che ricalchi quella di Ursula von der Leyen in Europa, dalla quale Meloni e Salvini sono rimasti fuori. La premier, invece, continua a spingere sul centrodestra unito. Proprio come fa Salvini.

 

herbert kickl dopo la vittoria alle elezioni. foto lapresse 5

L'ordine che arriva alle truppe di Fratelli d'Italia è di non commentare l'esito del voto austriaco e tantomeno di entrare nel litigio tra Lega e Forza Italia. Titolato a dare la linea di partito è solo Carlo Fidanza, capodelegazione di FdI a Bruxelles e coordinatore dei Conservatori: «Partito della libertà e Popolari - dice Fidanza - raccolgono più del 55% dei voti e dei seggi. Sono due partiti che, per quanto rivali, hanno già governato insieme in passato e mi auguro che possano riprovarci».

 

L'alternativa […] «sarebbe l'ennesima alleanza di tutti gli sconfitti contro i vincitori. Una scelta che farebbe il gioco della sinistra e di solito non porta bene». Così, Meloni - attraverso Fidanza - si allontana dalla linea di Tajani. Intorno alla premier c'è chi inizia a pensare che dalle elezioni austriache arrivi un segnale preoccupante: in Austria l'estrema destra ha ottenuto gran parte dei suoi voti "rubandoli" ai Popolari, che ora rifiutano un'alleanza di governo e questo è uno schema che si ripete in altri Paesi […]. Insomma, si bisbiglia nei corridoi di FdI, «la tentazione potrebbe venire anche qui».

carlo fidanzaVORTICE DI MAGGIORANZA - IL GIORNALONE - LA STAMPA antonio tajani manfred weber

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni sigfrido ranucci giampaolo rossi giovambattista fazzolari patrizia scurti antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI È IN MODALITÀ “CATTIVISSIMA ME”: DOPO QUATTRO ANNI DI LUNA DI MIELE, PER LA DUCETTA È ARRIVATA LA TEMPESTA PERFETTA: LO STOP AL PREMIERATO, LA BATOSTA AL REFERENDUM, LE RAFFICHE DI “VAFFA” DI TRUMP, L'ESPLOSIONE DEL FENOMENO VANNACCI, IL CROLLO DELLA LEGA, FORZA ITALIA ALLA BERLUSCONINA, IL CAOS INTORNO ALLA NUOVA LEGGE ELETTORALE, L'AUTOGOL SULLA SOSTITUZIONE DI RANUCCI - PIU' IRRIDUCIBILE DELLA MALASORTE, ANZICHE' ASCOLTARE I CO-FONDATORI DI FDI, LA RUSSA E CROSETTO, L'UNDERDOG PREFERISCE CIRCONDARSI DALL'AFFETTO DEL SUO CIRCOLETTO DELLA GARBATELLA - DOMANI DA BARI, DOVE FESTEGGIA IL RECORD DI DURATA DEL SUO GOVERNO, L'UNDERDOG LANCERÀ IL SUO GRIDO DI RISCOSSA ELETTORALE - SA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI NON PUO' REGGERE FINO A OTTOBRE 2027, OCCORRE ANTICIPARE IL VOTO AD APRILE, LASCIANDO LE COMUNALI A GIUGNO - MA MATTARELLA VUOLE L’ELECTION A CUI SI OPPONE LA MELONI, TERRORIZZATA DALL’EFFETTO TRAINO DI UN FILOTTO DEL CENTROSINISTRA : CHE DECIDERA' IL COLLE? AH, SAPERLO...

crosetto calenda vannacci monti de bortoli forum ambrosetti cernobbio

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA MILITARE DI ROMA AVVIA UN’INDAGINE SUGLI UFFICIALI CHE HANNO ADERITO ALLA "SPORCA DOZZINA" DI ROBERTO VANNACCI, IL RE-DUX DI FUTURO NAZIONALE MARCIA SU CERNOBBIO: SABATO È ATTESO IN POMPA MAGNA AL FORUM AMBROSETTI PER DIBATTERE CON L’EX PREMIER MARIO MONTI - DALL'IDEOLOGO DEL POPULISMO GRILLINO, GIAN ROBERTO CASALEGGIO AL LEADER SOVRANISTA OLANDESE, IL RAZZISTA GEERT WILDERS, LE PRESENZE PROVOCATORIE E ACCHIAPPA-TITOLI NON SONO UNA NOVITA' A VILLA D'ESTE - SDEGNATI PER LA PRESENZA E "TRATTAMENTO PREFERENZIALE" DEDICATO ALL’EX PARÀ(CULO) DELLA FOLGORE, CARLO CALENDA E GUIDO CROSETTO NON METTERANNO PIEDE A CERNOBBIO – ANCHE FERRUCCIO DE BORTOLI RIFIUTA DI DUETTARE CON L’EX GENERALE NOSTALGICO DEL MANGANELLO E DELL’OLIO DI RICINO - NON SOLO: E' L’EX DIRETTORE DEL “CORRIERE” IL PRIMO CHE SPARA LA NOTIZIA: “PURTROPPO A CERNOBBIO CI SARÀ VANNACCI'' (IL CAUTO DIRETTORE FONTANA È STATO BEN ATTENTO A NON PUBBLICARLA SUBITO SUL CARTACEO)...

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...

giuseppe conte elly schlein franceschini bonaccini nardella

DAGOREPORT - ELLY, ASCOLTA GLI AMICI! I CAPOCCIONI E LE MEZZECALZE DEL PD, CHE SONO SCESI COSÌ PESANTEMENTE IN CAMPO PER SCONGIURARE LA JATTURA DELLE PRIMARIE, NON CE L'HANNO CON TE, LO FANNO SOLO PER IL TUO BENE - CERTO, TEMONO (A RAGIONE) ANCHE PER LA LORO SOPRAVVIVENZA PARLAMENTARE: SE ELLY, COME PROBABILE, PERDESSE AI GAZEBO IL DUELLO CON CONTE, TRASCINEREBBE IL PARTITO NEL BARATRO - È PER QUESTO CHE DA QUALCHE SETTIMANA SONO PARTITI GLI AVVERTIMENTI VIA STAMPA, ANCHE DI ESPONENTI PD NON OSTILI ALLA SCHLEIN COME DARIO NARDELLA, DI FARE UN PASSO INDIETRO – LA TRAGEDIA È CHE L’AMBIZIOSA DUCETTA DEL NAZARENO, NONOSTANTE I SONDAGGI HORROR, SI VEDE GIÀ A PALAZZO CHIGI, VALUTANDOLI COME ATTACCHI ALLA SUA LEADERSHIP: “LE INTERVISTE SULLE PRIMARIE? SONO SOLO ESERCIZI INTELLETTUALI, ALLA FESTA DELL’UNITA’ PARLO IO” - SE ELLY CONTINUA COSÌ, RISCHIA CHE LA SUA PROSSIMA OCCUPAZIONE SARA' DI BALLARE SUI CARRI DEL GAY PRIDE...

fedorov musk thiel zelensky crosetto

DAGOREPORT - A QUALCUNO NON PIACE 'STO FEDOROV - PIU' CHE A INDIGNARE I NEURONI ALLA VODKA DI VANNACCI E DI TRAVAGLIO, L’INGAGGIO DEL GOVERNO ITALIANO DELL'EX MINISTRO DELLA DIFESA UCRAINO FA INCAZZARE ZELENSKY E METTE IN ALLARME LE AGENZIE DI INTELLIGENCE EUROPEE - IL DINAMISMO DEL NOVELLO CONSULENTE DEL MINISTRO CROSETTO NON POTEVA NON FINIRE "ATTENZIONATO", VISTO E CONFERMATO IL RAPPORTO STRETTISSIMO CON L'EMINENZA GRIGIA DELLA TECNO-DESTRA PETER THIEL E CON IL CAVALIERE NERO DELLA GALASSIA MAGA, ELON MUSK - È STATO FEDOROV A OTTENERE LO SBLOCCO DEL SISTEMA STARLINK E A COLTIVARE RAPPORTI CON PALANTIR, CHE FORNISCE A KIEV I SOFTWARE PER LA DIFESA - CHE STA COMBINANDO IN QUESTI GIORNI FEDOROV NEGLI STATI UNITI? COSA VOGLIONO MUSK E THIEL DA LUI? LE ELEZIONI A KIEV, MAGARI PER SOSTITUIRE ZELENSKY E ARRIVARE A QUALUNQUE ‘PACE’”?