A OGNUNO IL SUO CALVARIO: PER TRUMP È L'IRAN, PER NETANYAHU È IL LIBANO - VISTO CHE LA GUERRA CONTRO TEHERAN NON HA DATO I RISULTATI SPERATI, BIBI RIAPRE IL FRONTE NORD: IL CONFLITTO È UTILE PER LA PROPAGANDA INTERNA (FINCHÉ C'E' GUERRA C'E' SPERANZA PER IL PREMIER ISRAELIANO) E PER COSTRINGERE TRUMP A SOSTENERE LO STATO EBRAICO - HEZBOLLAH È INDEBOLITO MA NON FINITO: I MILIZIANI UTILIZZANO DRONI ECONOMICI IN GRADO DI "BUCARE" L'IRON DOME. I FILMATI VENGONO CONDIVISI ONLINE E ALIMENTANO LA PROPAGANDA SCIITA, OBBLIGANDO L'ESERCITO ISRAELIANO A INVESTIRE IN ULTERIORI MISURE DI SICUREZZA...
Estratto dell'articolo di Marta Serafini per il “Corriere della Sera”
droni di hezbollah colpiscono il nord di israele
È la fine del 2024. Israele ha messo a segno un successo clamoroso di intelligence trasformando i cercapersone in proiettili. I leader di Hezbollah cadono uno dopo l’altro. Perfino Hassan Nasrallah, il simbolo stesso della resistenza, la muqawama , l’uomo che teneva insieme guerra, politica, Iran e mito, viene ucciso. Passano pochi mesi, ed esce di scena anche l’altro cardine dell’asse, Bashar Assad, e il retroterra siriano che per anni aveva dato alle milizie sciite passaggi e profondità diventa off limits.
Castello di Beaufort in libano conquistato dall esercito israeliano
Hezbollah è debole non solo militarmente ma anche politicamente. Alla luce dell’accordo di fine 2024 iniziano i sequestri di razzi, missili e depositi ma anche arresti, perquisizioni, procedimenti. Lo Stato libanese prova a riprendersi il monopolio della forza.
Ma il problema è evidente: l’esercito di Beirut resta più debole di Hezbollah sia per armamenti sia per uomini — circa 75 mila soldati contro i 100 mila combattenti che Hezbollah rivendicava prima della guerra — e quindi può erodere, disturbare, limitare ma non può imporre davvero un disarmo. Eppure, il Partito di Dio e le sue milizie possono essere consumate un po’ alla volta.
BOMBARDAMENTI IN LIBANO - BAMBINI
Israele, che ha individuato bene il problema e la strategia per risolverlo, però finisce ancora una volta per essere vittima di sé stesso. Avanti veloce di qualche mese. Il dossier iraniano non sta producendo lo sbocco sperato. Fermarsi mentre Hezbollah è ferito può sembrare razionale. Ma Gerusalemme rischia di sembrare debole. E per rimanere in partita, Netanyahu decide di riaprire il fronte nord. Utile anche per il fronte interno oltre che per mantenere la presa sulla Casa Bianca.
La strategia israeliana consiste nell’occupare territori in Libano per creare una zona cuscinetto protettiva e respingere Hezbollah oltre la portata dei missili anticarro con cui da tempo tormenta decine di migliaia di civili residenti nel nord del Paese. Inoltre l’idea di rimettere i carri armati in movimento, tornare verso Bint Jbeil, verso Beaufort, chiudere i conti rimasti aperti dal 2006, è un buon argomento di propaganda.
Hezbollah però è indebolito ma non finito. Teheran non l’abbandona. Come successo in Ucraina, la guerra cambia forma diventando sempre più ibrida e asimmetrica. I droni a fibra ottica non uccidono soldati israeliani con la stessa frequenza con cui Israele uccide i miliziani di Hezbollah e civili libanesi. Tuttavia, i filmati di Fpv e quadricotteri che bucano l’Iron Dome e si schiantano contro i Merkava alimentano la propaganda sciita e costringono l’Idf a nuovi investimenti per adattare la difesa.
La zona cuscinetto smette di essere un margine di sicurezza e diventa uno spazio di attrito permanente. E gli israeliani, ancora una volta, incontrano resistenza. La lezione dell’invasione del 1982, la stessa che portò proprio alla creazione di Hezbollah, pare dimenticata. [...]
Il dossier libanese si lega a doppio filo a quello iraniano, ai suoi negoziati, ai suoi scambi, alle sue soglie di escalation. E così il fronte nord smette di essere una partita che Israele può chiudere da solo e diventa un capitolo di una storia molto più grande, e molto meno controllabile. Tradotto: una trappola.
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