ATTENTI AL CAGNAZZO! IL PADRE DEL COMANDANTE DEL NUCLEO OPERATIVO DEI CARABINIERI DI ROMA (EX GENERALE DELL’ARMA) INDAGATO DALLA PROCURA DI NAPOLI IN UN’INCHIESTA SU CAMORRA E CASALESI - IL NAPOLI SCHIANTA IL CHELSEA E SOTTO O’VESUVIO SI SCATENA IL CARNEVALE - VILLAS BOAS-TICAZZI: IL FOGLIETTO CON TATTICA E FORMAZIONE (FALSI) LASCIATO INCUSTODITO NELL’HOTEL E’ STATO UN MALDESTRO TENTATIVO DI DEPISTAGGIO DELL’ALLENATORE PORTOGHESE?...

Carlo Tarallo per Dagospia

1 - C'è anche un generale dei carabinieri in pensione, il 76enne Domenico Cagnazzo, tra gli indagati di un'inchiesta della Procura di Napoli sul clan dei Casalesi che questa mattina ha portato all'esecuzione di 14 arresti nell'ambito di una indagine su appalti, politica e criminalità nel casertano.

Per l'ex generale i pm Giovanni Conzo, Raffaello Falcone e Maria Cristina Ribera avevano chiesto una misura cautelare (non concessa dal Gip). L'accusa è di aver riferito all'ex sindaco di Casaluce, Antonio Proto Fedele (arrestato questa mattina) della richiesta di scioglimento dell'amministrazione comunale per condizionamenti della camorra. I fatti risalgono al 2006.

Domenico è il padre dell'attuale Comandante del reparto operativo dei carabinieri di Roma, Salvatore Cagnazzo, e di Fabio, ex comandante del nucleo investigativo del gruppo di Castello di Cisterna, che fu al centro di un caso molto controverso quando, in seguito a un'informativa della Squadra Mobile all'epoca diretta da Vittorio Pisani (oggi sotto processo per favoreggiamento personale e fuga di notizie in favore di un imprenditore a sua volta accusato di riciclare soldi della camorra) fu trasferito in fretta e furia.

Una vicenda che oggi ritorna improvvisamente di attualità, e che sotto ‘o Vesuvio scatena immancabili interrogativi tra gli addetti ai livori. Ma il generale? Tace, non commenta, aspetta gli sviluppi dell'inchiesta. Chi ha avuto modo di sentirlo lo descrive come sereno ma sorpreso: Cagnazzo (in pensione da ben 15 anni e dunque non più pubblico ufficiale all'epoca dei fatti contestati) avrebbe appreso dai tg di essere indagato.

2 - Bum bum bum! Napoli si è svegliata nell'Olimpo: sconfitto ieri sera il Chelsea dello stramiliardario Abramovich, 3 a 1 il risultato finale dopo che i blues erano andati in vantaggio con un gol di Mata. San Paolo incandescente, tridente delle meraviglie scatenato: Cavani e due volte Lavezzi per la rimonta più bella di sempre in casa (qualcosa di paragonabile forse nel 1989, quando ai quarti di Coppa Uefa gli azzurri ai supplementari superarono 3-0 la Juve al San Paolo, dopo la sconfitta per 2-0 a Torino).

Festa, fuochi d'artificio e goduria generale in città: la stampa inglese oggi rende onore all' "inferno" dello stadio di Fuorigrotta e alla forza della squadra di Aurelione De Laurentiis. E Villas Boas? La foro di Ashley Cole e di Frank Lampard in panchina racconta di un Chelsea in pieno caos: il tecnico portoghese lascia in panchina i due "big", che poche settimane fa hanno messo in discussione la sua autorevolezza, salvo poi farli entrare in campo quando ormai c'è poco da fare. Cole riuscirà, nei minuti finali, a salvare sulla linea un tiro di Maggio destinato in fondo al sacco, tenendo più o meno in corsa il Chelsea per la partita di ritorno.

C'è spazio anche per un piccolo "giallo" tutto napoletano: il giorno prima della gara qualcuno, nell'albergo del lungomare dove alloggiava la squadra inglese, ha trovato un foglietto con le indicazioni di Villas Boas per la partita. Formazione, tattica e schemi sono stati sputtanati sul web nel giro di pochi minuti. Ieri in conferenza stampa l'allenatore ha ammesso: quel foglietto "era autentico", "l'albergo non ha fatto bene il suo lavoro". O lo ha fatto benissimo?

La stampa inglese ironizza e sospetta un tentativo di "depistaggio" mal riuscito dell'allenatore, che avrebbe volontariamente lasciato incustodito il foglio (dal quale si ricavava una formazione e uno schema tattico diversi da quanto poi deciso prima di scendere in campo) per tentare di confondere le idee a Mazzarri. L'ultimo bluff di Villas Boas? Sarà ancora lui l'allenatore del Chelsea quando il Napoli scenderà in campo a Stanford Bridge per la partita di ritono? Ah saperlo...

 

SALVATORE CAGNAZZO FOGLIETTO TATTICA CHELSEA jpegVILLAS BOAS DOMENICO CAGNAZZO COLE AND LAMPARD IN PANCHINA AL SAN PAOLO

Ultimi Dagoreport

riccardo muti domenico beatrice venezi

DAGOREPORT – NESSUNO SI SOGNEREBBE MAI DI PENSARE CHE IL GIUDIZIO POSSIBILISTA DI RICCARDO MUTI SU BEATRICE VENEZI ALLA FENICE (“LASCIATELA DIRIGERE E POI LE ORCHESTRE VARIE E I CORI VARI DECIDERANNO”) DIPENDA DAL FATTO CHE LA FENICE HA ASSUNTO SUO FIGLIO, L’AVVOCATO DOMENICO MUTI, INCARICATO DI “CONSULENZA STRATEGICA E PROCACCIAMENTO DI AFFARI” PER LA MODICA CIFRA DI 30 MILA EURO ALL’ANNO – EN PASSANT, SI SCOPRE ANCHE CHE LA FENICE PAGA 39 MILA EURO PER SEI MESI, DAL 15 GENNAIO SCORSO AL 14 LUGLIO PROSSIMO, ALLA BARABINO & PARTNERS, CIOÈ L’AGENZIA CHE SI STA OCCUPANDO DELL’IMMAGINE DI BEATRICE VENEZI, SENZA GRANDE SUCCESSO VISTE LE ULTIME INFELICI USCITE PUBBLICHE DELLA SIGNORA - (AH, COME AVEVA RAGIONE LEO LONGANESI QUANDO PROPONEVA DI METTERE SUL TRICOLORE UNA GRANDE SCRITTA: “TENGO FAMIGLIA”) – VIDEO

vannacci meloni la russa crosetto alleanza nazionale movimento sociale fratelli d italia

DAGOREPORT - PER NON DIMENTICARE LA…MEMORIA - VANNACCI FA MALE A SALVINI MA ANCHE A GIORGIA MELONI. E NON SOLO PER RAGIONI ELETTORALI, CIOE’ PER I VOTI CHE PUO’ PORTARLE VIA, MA SOPRATTUTTO PER QUESTIONI IDEOLOGICHE - IL GENERALE, CHE RIVENDICA DI RAPPRESENTARE “LA VERA DESTRA”, HA BUON GIOCO A SPUTTANARE I CAMALEONTISMI E I PARACULISMI DELLA DUCETTA (BASTA ASCOLTARE GLI INTERVENTI DI QUANDO FDI ERA ALL'OPPOSIZIONE) - DAL COLLE OPPIO A PALAZZO CHIGI, LA DESTRA MELONIANA HA INIZIATO UN SUBDOLO SPOSTAMENTO VERSO IL CENTRO. E COSI' IL GIUSTIZIALISMO PRO-MAGISTRATI E' FINITO IN SOFFITTA; DA FILO-PALESTINESE E ANTI-SIONISTA E' DIVENTATA FILO-ISRAELIANA; DA ANTI-AMERICANA E ANTI-NATO, SI E' RITROVATA A FARE DA SCENDILETTO PRIMA A BIDEN ED OGGI A TRUMP - CERTO, LA VERA MISURA DELL’INTELLIGENZA POLITICA È LA CAPACITÀ DI ADATTARSI AL CAMBIAMENTO, QUANDO E' NECESSARIO. E LA “SALAMANDRA DELLA GARBATELLA” LO SA BENISSIMO. MA DEVE ANCHE TENER PRESENTE CHE CI SONO PRINCIPI E VALORI CHE NON VANNO TRADITI PERCHE' RAPPRESENTANO L'IDENTITA' DI UN PARTITO...

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?