LE PAGINE GIALLE AL VERDE - LE AUTO BLU COSTANO ALLO STATO 1,85 MLD € ALL’ANNO - IL PROF. MONTI, BOCCIATO DAI RETTORI, SGRIDA BALDUZZI E AMOREGGIA COI LEGHISTI - LA MELONI SINDACO DOPO ALEMANNO? - UN TECNICO DELLA POLITICA: IL SOTTOSEGRETARIO AI BENI CULTURALI CECCHI (IN MEZZO ALL’AFFAIRE COLOSSEO-DELLA VALLE) CHIAMA IL VELTRONIANO DI FRANCIA NEL SUO STAFF - SILVIO PREPARA IL LIFTING ELETTORALE - MALINCONICO ASSALTO ALLA POLTRONA - ALLA LUISS CINGUETTANO SOLO GLI UOMINI...

Da "l'Espresso"

IL SUB PRESIDENTE LUPI
In una missione cattolica in Madagascar o a fare snorkeling in una spiaggia a cinque stelle? Il piccolo giallo riguarda Maurizio Lupi, deputato Pdl amato da Cl, vice presidente della Camera, di cui nessuno si sarebbe accorto senza un mirabile uno-due del "Giornale" di Sallusti e Feltri. Alla vigilia di Natale il quotidiano di casa Berlusconi dà notizia delle vacanze dei parlamentari del Pdl, compreso Lupi, segnalato in partenza per il Madagascar con famiglia al seguito. Il 30 dicembre, però, al "Giornale" lo stesso Lupi dichiara: "Avevo taciuto perché non si pubblicizzano le opere di bene".

Non è per diletto che la famiglia Lupi è in Madagascar: "Si trova in una missione diretta da un amico", scrive comprensivo il giornale, "capanne senza elettricità, non bungalow a 5 stelle", assicura. Poveri Lupi. E invece, altro che missione.Testimoni attendibili raccontano che, partiti da Fiumicino, l'onorevole con moglie e suocera e due coppie di amici, dal 26 dicembre al 3 gennaio sono stati ospiti dell'Andilana Beach Hotel, un resort a 5 stelle di Nosy Be, Madagascar, con tanto di elettricità e aria condizionata.

Le giornate sono trascorse tra rilassante snorkeling e tennis. E la missione? Difficile che ci sia andato prima; improbabile che ci sia andato dopo visto che il 3 gennaio la brigata è rientrata a Malpensa; sicuro che non ci sia andato durante la vacanza visto che per tutta la settimana Lupi non ha mai rinunciato ai quotidiani tour con pinne e occhiali. Comunque, se anche ci fosse stata una visita in missione, perché tacere sulla vacanza?

IL PM SFOGLIA
La procura di Milano accende un faro su Seat Pagine Gialle per ricostruire le origini del debito record nei conti della società. Il pm Eugenio Fusco ha aperto un "fascicolo esplorativo" senza nessun indagato ma con molti spunti di inchiesta. Da mesi infatti Seat Pagine Gialle deve ristrutturare un debito che a fine novembre era quantificato in 2,7 miliardi di euro.

E adesso il magistrato ha chiesto al Nucleo Valutario delle Fiamme Gialle di esaminare operazioni come l'emissione di bond nel 2004 o l'acquisto e il ricollocamento nel giro di sei giorni da parte di Lehman del 12,3 per cento dei titoli della società a investitori istituzionali italiani ed esteri. Alla vigilia di Capodanno il consiglio di amministrazione di Seat Pagine Gialle ha deciso di non pagare la rata di dicembre di rimborso del capitale di debito senior e quote di interessi per un totale di 55 milioni: ogni decisione è stata rinviata alla prossima settimana. E adesso scendono in campo anche i finanzieri del reparto specializzato in grandi crimini economici. G. T.

MONTI DETTA LA LINEA
Mario Monti si è ben guardato dallo schierarsi pro o contro i referendum elettorali bocciati dalla Consulta. Tant'è che, rompendo una prassi consolidata, ha evitato che il governo si costituisse in occasione del giudizio di ammissibilità. Per questo il premier non ha gradito l'attivismo del ministro della Salute, Renato Balduzzi, che aveva lanciato appelli pro-referendum. Tagliente il giudizio di Monti: "Certe cose hanno un senso se si dicono da privato cittadino o da professore e ne hanno altro se si fanno quando si è ministro. Tecnico, per di più...". S. An.

AFFETTUOSITÀ PADANE
Scambio di affettuosità, a Montecitorio giovedì 12 gennaio tra Mario Monti e Giancarlo Giorgetti, presidente della commissione Bilancio. Al termine del suo intervento dedicato a un report dei suoi viaggi a Parigi e Berlino, il professore ha ringraziato Giorgetti che l'aveva invitato a riferire sul suo tour europeo. Il leghista ha risposto con un inchino cortese. E ha sorriso anche Bobo Maroni che gli era accanto. Proprio Maroni, secondo Monti, potrebbe essere il ponte per recuperare un rapporto con la Lega, soprattutto dopo lo strappo in casa lumbard sul voto per l'arresto di Nicola Cosentino. S. An.

PARLAMENTO IN CIFRE
71.662 sono le auto blu presenti in Italia secondo il censimento del ministero della Funzione Pubblica. Il costo annuo per lo Stato è di 1,85 miliardi di euro. La spesa maggiore è per il personale, 35 mila unità, con 1,2 miliardi di euro, a cui si sommano 406 milioni per la gestione e altri 250 per la logistica e gli ammortamenti. a cura dell'associazione Openpolis

ROSSI DI RABBIA
Una spina rossa per Monti. Punge in Toscana, la roccaforte del Pd, che invece sostiene il nuovo governo. Il governatore della Regione Enrico Rossi non perde occasione di tirare stilettate al governo dei tecnici. "Se i politici fanno pena, come dice Monti, fanno un po' pena anche i tecnici quando per ottenere il consenso rincorrono i politici e fanno proclami e gli annunci da Vespa la sera a mezzanotte", tuona Rossi. Nel mirino il sottosegretario Catricalà e il suo annuncio di liberalizzazioni in tempi rapidi.

Intanto, contro quella sull'apertura e gli orari dei negozi, la Regione Toscana ha fatto ricorso alla Consulta. "Noi siamo favorevoli alle liberalizzazioni, ma il decreto del governo è deregulation", sostiene il governatore. Più in generale Rossi boccia la manovra di Monti definendola "non equa", anche se necessaria. Non è un mistero che, se fosse dipeso da lui, il Pd avrebbe dovuto andare alle elezioni: "Io la penso così: elezioni subito", ha scritto su Facebook dopo la caduta di Berlusconi. Governatore di governo e di lotta. M. La.

DA VELTRONI AL MINISTERO
Dopo un passato da tecnico, poche settimane da sottosegretario ai Beni culturali sono bastate a Roberto Cecchi per cedere alle sirene della politica. L'ex segretario generale del ministero, al centro delle polemiche per l'affaire Colosseo (sua l'operazione Della Valle), ha chiamato nel suo staff Silvio Di Francia, assessore alla Cultura ai tempi di Veltroni e membro della segreteria del Pd romano. Per averlo con sé, Cecchi ha perfino mandato via dopo dieci anni un suo storico collaboratore.

Di Francia è di fatto un "investimento politico" per l'ambizioso sottosegretario, segnalato al premier Monti proprio dal Pd. Per l'ex assessore si tratta di una terza vita: passato Veltroni, con la vittoria di Alemanno dovette ripiegare sul governatore Marrazzo, che gli creò un ruolo ad hoc di consulente culturale. Poi il successo della Polverini e un nuovo giro di giostra, con un incarico di partito. Ora lo strapuntino ministeriale. Quando si dice cadere in piedi... P. Fa.

DURI COME MELONI
È passato quasi inosservato il rilancio di Città nuove, la fondazione della governatrice del Lazio. Ma dietro la mossa di Renata Polverini c'è il gran fermento che scuote il Pdl. Considerato il sindaco Gianni Alemanno ormai spacciato (o quasi), in vista delle elezioni comunali del prossimo anno a Roma, Polverini e altri esponenti ex An del Pdl guidati da Altero Matteoli e Fabio Rampelli, hanno deciso di esplorare l'ipotesi di candidare a sindaco Giorgia Meloni. Non ancora quarantenne l'ex ministro della Gioventù è considerata "tosta e combattiva" e soprattutto può "vantare" un passato da dura e pura della destra romana. S. An.

FIGLI D'ARTE PER ANGELETTI
Potrebbe essere l'ultima barricata, quella di Luigi Angeletti contro le scelte del ministro Fornero. Dietro di lui stanno infatti iniziando gli scontri per la successione al posto di leader della Uil. Particolare curioso: i due grandi sfidanti sono figli d'arte. Si tratta dei due segretari confederali Guglielmo Loy e Paolo Pirani. Il primo è figlio dello storico regista Nanni (al secolo Giovanni), che porta il nome del nonno cagliaritano. Il secondo è il discendente del giornalista di "Repubblica" Mario Pirani. Entrambi sono già molto in alto nella gerarchia sindacale. E sono molto quotati anche se è difficile pronosticare quale sarà l'esito della partita. R. B.

PROVINCE ALLA RISCOSSA
Un muro grigio su cui si proietta l'ombra di un'Italia ancora più grigia, uniforme, privata della ricchezza dei suoi confini interni: per la sua campagna anti-soppressione, che uscirà a breve sui maggiori quotidiani e siti Web, l'Upi, l'Unione delle province italiane, si è rivolta a una vecchia volpe della comunicazione politica, l'ex dalemiano Claudio Velardi, che con la sua società Running ha ideato uno spot tetro e angosciante, che dipinge un'Italia senza le Province come un Paese povero e triste.

Una vera e propria campagna di sopravvivenza, quella dell'Upi. Che difende il ruolo degli "enti intermedi", a cui spettano compiti come la manutenzione di strade, l'edilizia scolastica e la formazione professionale: le Province si sentono le uniche vittime dei tagli ai costi della politica, con un risparmio, come spiegano i sostenitori, di appena 60 milioni di euro l'anno sugli stipendi di presidenti, assessori e consiglieri, un'inezia. Mentre i 12 miliardi di costi di personale e gestione con la soppressione non scompariranno ma si sposteranno semplicemente sulle Regioni. V. C.

RETTORI ALL'ATTACCO
La lobby dei rettori si muove, rivolgendosi al ministro Francesco Profumo, ex rettore del Politecnico di Torino. La Crui (Conferenza dei Rettori) sta preparando una richiesta da inviare al premier Mario Monti e al titolare dell'Istruzione per salvare le biblioteche universitarie. A causa dell'aumento dell'Iva annunciato dall'esecutivo, gli atenei saranno costretti a spendere di più per gli acquisti di riviste on line. La Crui chiede che alle università sia restituito quel denaro, per poter sostenere i costi delle banche dati. "Siamo già al collasso per i tagli ai finanziamenti, che in media si aggirano attorno al 10 per cento", spiega Giuliano Volpe, rettore dell'Università di Foggia e referente della Crui per il sistema bibliotecario, "l'incremento dell'Iva per noi sarà l'ennesima mazzata". M. G.

I CREDITORI PIGNORANO SORIA
Al professor Giuliano Soria è stato sequestrato il quinto dello stipendio di docente universitario a Roma. È l'ultima mossa della liquidazione del Premio Grinzane Cavour per erodere il passivo accumulato verso i creditori dalla gestione Soria e, ad oggi, quantificabile in 10,5 milioni di euro. D. P.

SILVIO PREPARA IL LIFTING ELETTORALE
Silvio Berlusconi si prepara alla campagna elettorale. Ha approfittato delle vacanze per mettersi a dieta. Si sente infatti ancora troppo pesante e soprattutto gonfio nel giro vita nonostante pranzi e cene ridotti. Al punto che starebbe pensando a un nuovo intervento di lifting per presentarsi sui palchi adeguatamente ringiovanito. V. D.

CHE TWITTER MASCHIO
È bastato un post di Paola Diana sul blog Parimerito.com a far fare marcia indietro all'Associazione Laureati Luiss ed alla Ferpi Lazio. La Federazione Relazioni Pubbliche Italiana, insieme ai laureati della Guido Carli, aveva organizzato per il 19 gennaio un convegno nella Sala delle Colonne dell'università romana su "la comunicazione e la lobby al tempo di Twitter", i cui relatori erano tutti uomini: dal direttore della scuola di giornalismo Luiss Roberto Cotroneo al deputato Udc Roberto Rao, passando per il direttore di "Europa" Stefano Menichini. Paola, fiera sostenitrice delle pari opportunità, ha denunciato la carenza di voci femminili e ha ottenuto, da parte del moderatore Riccardo Luna, un invito come relatrice insieme a Claudia Vago e Alessandra Giraldo, due "twittere" assai note agli utenti italiani. C. C.

CORSA ALL'INCARICO: PRONTO, MI CANDIDO
Antonio Catricalà, sottosegretario alla presidenza del Consiglio e braccio destro di Mario Monti, martedì 10 gennaio è rimasto esterrefatto quando, non più di dieci minuti dopo l'annuncio delle dimissioni di Carlo Malinconico, è stato raggiunto da quattro telefonate. Erano altrettanti giuristi, avvocati e professori che si candidavano ad assumere il ruolo di sottosegretario all'Editoria lasciato vacante da Malinconico, travolto dallo scandalo della vacanza nell'albergo dell'Argentario pagata da uno dei membri della cricca degli appalti del G8. S. An.

SACRIFICI QUOTIDIANI
Dal primo gennaio alla Camera niente più quotidiani in sala stampa. L'elegante portagiornali posto nella sala dedicata al grande cronista parlamentare Emilio Frattarelli ora è vuoto. Rimane la rassegna stampa fatta per tutti i deputati e i funzionari (una trentina di copie viene data anche agli iscritti alla Stampa Parlamentare, che però sono quasi 400), ma solo nei giorni della settimana (pochi) nei quali c'è seduta. Per il resto è possibile stamparsi dalla rassegna on line gli articoli desiderati, ma senza esagerare: con il nuovo anno è stata razionata anche la carta. Tagli dei costi delle istituzioni o ripicca per i troppi articoli dedicati alla casta?
P. D. N.

COPPIE SCOPPIATE
Divorzio in vista tra Adolfo Urso e Andrea Ronchi. L'ex viceministro al Commercio Estero e l'ex ministro per l'Europa, usciti assieme dal governo e dal Pdl per confluire in Fli, sono ai ferri corti. I due, dopo aver nuovamente abbandonato Fini, avevano lanciato una "costituente del Ppe", un'iniziativa politica per riportare sotto l'egida dei Popolari europei tutti i partiti del centrodestra: Pdl, Udc, Fli. Ma il rapporto si è incrinato quando Urso ha scoperto che Ronchi è stato nominato da Angelino Alfano responsabile per l'Europa del Pdl. L'ex viceministro non era stato informato e tra i due è sceso il gelo. Da giorni non si parlano più. V. D.

GUERRA SANNITA
Lotta spietata al Napolicentrismo e, se non dovesse bastare, creazione di una nuova regione, il Molisannio. Sono questi gli obiettivi dichiarati da Noi Sud all'assemblea costituente del partito in Campania e Molise. Secondo il coordinatore provinciale di Benevento Luigi Bocchino, il Sannio è diventato il Sud della Campania e Napoli gode di troppa considerazione rispetto alle altre province. Tra i privilegi del capoluogo, viene elencata la nascita della Acn (America's cup Napoli), la società che dal 2012 gestirà l'evento, accusata di curare i soli interessi della città, mentre al Sannio e a Benevento resterebbero le briciole. Per questo, meglio la secessione verso il Molise. L. S.

AUTONOLEGGIATORI IN FUGA
La Hertz si è già accasata a Trento, la Maggiore a Bolzano. Altre grosse società di leasing e autonoleggio, ma anche alcune agenzie nazionali di pratiche automobilistiche, trasmigreranno presto fiscalmente da Roma in Trentino Alto Adige. Il motivo? Pagheranno un'imposta provinciale di trascrizione (Ipt) del 20 per cento più bassa rispetto al resto d'Italia: un bello sconto, su grandi numeri.

Lo sanno bene i presidenti Formigoni e Errani, che hanno protestato con i loro colleghi Durnwalder (Bolzano) e Dellai (Trento). Cosa è accaduto? Il decreto sul federalismo ha abolito l'Ipt fissa dovuta per molte operazioni, dal passaggio di proprietà alle iscrizioni d'ipoteca. Al suo posto, un'imposta variabile legata ai kilowatt, che garantirà alle Province ordinarie un maggior gettito fiscale. Il fatto è che le Autonomie speciali hanno mantenuto l'Ipt fissa, più conveniente: da qui la fuga dei parchi auto. Solo a Bolzano, secondo Durnwalder, arriveranno 20 milioni di euro in più all'anno. P. C.

LE MENZOGNE DEL CERMIS
La verità sul Cermis è stata volontariamente nascosta dai due ufficiali ai comandi dell'aereo statunitense che il 3 febbraio 1998 uccise 20 persone. Sono queste le conclusioni di un'impressionante videoinchiesta realizzata da National Geografic Channel che viene anticipata dal sito Web de "l'Espresso".

Nel documentario il copilota Jospeh Schweitzer ammette di avere filmato con una telecamera parte del volo e di avere poi distrutto il nastro: "Non volevo che la Cnn mi mostrasse mentre sorridevo pochi istanti prima dell'impatto". Ma altri investigatori Usa, come il detective del Ncis a cui il caso venne inizialmente affidato, criticano l'assoluzione del comandante Ashby. Il documentario choc sarà trasmesso su National Geographic Channel il 31 gennaio alle 21.25. G. D. F.

AFFIGGETE PURE, È SOLO LA MELANDRI
"L'abusivismo si è acuito nel settore delle affissioni, al punto che molti nuovi cartelloni vengono collocati senza autorizzazione, in spregio di ogni norma di tutela del patrimonio storico, culturale e monumentale", tuonava lo scorso novembre il deputato del Pd Giovanna Melandri nella sua interrogazione all'allora ministro per i Beni culturali Giancarlo Galan, denunciando la piaga dei manifesti abusivi sui muri della capitale.

L'appello della Melandri, però, non deve essere arrivato ai vertici nazionali del Partito democratico: i cartelloni appena affissi a Roma per la campagna di tesseramento 2012 del partito sono stati piazzati fuori dagli spazi autorizzati. Una prova di abusivismo, rivelata sul suo blog da Cristiana Alicata, componente della direzione regionale del Pd Lazio. C.C.

 

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