CHE PARACULI ATOMICI ‘STI IRANIANI! IL REPORTAGE DI “AVVENIRE” SUI DUE BUNKER SEGRETI (INACCESSIBILI AGLI ISPETTORI E AI RAID) IN CUI TEHERAN ARRICCHISCE L’URANIO PER LA BOMBA NUCLEARE. SI TROVANO A 100 METRI DI PROFONDITA’, SOTTO “LA MONTAGNA DEL PICCONE” E NEL COMPLESSO MILITARE DI PARCHIN. NESSUNO, TRANNE I TECNICI IRANIANI, CI È MAI ENTRATO. L’ACCESSO AL SITO E’ STATO NEGATO AGLI ISPETTORI DELL’AGENZIA PER L’ENERGIA ATOMICA MA PROPRIO LI' POTREBBE TROVARSI PARTE DELL’URANIO ARRICCHITO AL 60% IN QUANTITÀ SUFFICIENTE, SE ULTERIORMENTE LAVORATO, PER PIÙ ORDIGNI…
Piergiorgio Pescali per Avvenire - Estratti
A sud di Natanz, nel cuore dell'altopiano iraniano, sorge una montagna chiamata “monte del piccone”. Gli analisti occidentali la chiamano Pickaxe Mountain. Non è alta né pittoresca, poco più di 1.600 metri, ma è diventata forse il sito più monitorato della geografia nucleare iraniana e nessuno, tranne i tecnici iraniani, ci è mai entrato.
danni al complesso militare iraniano di parchin
La storia comincia nel 2020, dopo che un’esplosione, di cui ancora oggi non è chiara la responsabilità, distrusse parte dell’impianto di arricchimento dell’uranio di Natanz. Teheran annunciò l'intenzione di costruire una nuova struttura per l’assemblaggio di centrifughe.
Il sito scelto si trovava appena a un paio di chilometri a sud di Natanz, abbastanza vicino logisticamente, ma abbastanza sottoterra da rendere impossibile qualsiasi ispezione esterna. L’Institute for science and international security (Isis) di Washington ha monitorato il cantiere fin dall’inizio, stimando che i tunnel si spingano tra gli 80 e i 100 metri di profondità: abbastanza da resistere ai “bunker buster” impiegati dagli Stati Uniti nei raid del giugno 2025.
Il 22 giugno 2025, nell’ambito dell’operazione Midnight Hammer, le forze americane colpirono Fordow, Natanz e Isfahan, infliggendo danni ingenti ai principali impianti di arricchimento, ma Pickaxe Mountain non venne colpita. E i lavori, anziché fermarsi, accelerarono. Le immagini satellitari commerciali di Maxar Technologies, Planet Labs e Airbus Defence and Space hanno documentato tutto: ingressi rinforzati con cemento armato, un muro di sicurezza perimetrale allargato, cumuli crescenti di materiale di scavo.
(...)
L’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) non ha mai avuto accesso al sito e il suo direttore generale Rafael Grossi ha indicato che qui potrebbe trovarsi parte dell’uranio arricchito al 60% in quantità sufficiente, se ulteriormente lavorato, per più ordigni. Con la distruzione degli altri impianti nei raid, oggi Pickaxe Mountain è diventata la struttura più intatta del programma nucleare iraniano.
Ma c’è un’altra struttura altrettanto irraggiungibile e misteriosa che si trova a soli trenta chilometri da Teheran. È il complesso militare di Parchin.
Le cautele sono d'obbligo: l’Isw stesso precisa che «sono possi-bili molti altri scopi non nucleari », ma gli analisti si chiedono perché seppellire sotto cemento un impianto sullo stesso sito dove, vent’anni fa, si testava il meccanismo di innesco di una bomba atomica?
Le due vicende obbediscono a una logica coerente: portare il programma nucleare al di sotto della soglia di visibilità e vulnerabilità. È una lezione imparata da decenni di sanzioni e attacchi, che pone un paradosso irrisolvibile: l’Aiea non può verificare ciò che non riesce a vedere, e i bunker buster più potenti hanno un limite fisico. Se la bomba non può raggiungerli, rimane solo la diplomazia che per ora sembra anch'essa incapace di aprire quei tunnel.
IRAN NUCLEARE
IRAN - URANIO ARRICCHITO - BOMBE E NUCLEARE
super bomba usa

