alessandro morelli matteo salvini

“MATTEO È L’AUTORE DI SÉ STESSO, NOI SOLO SIAMO MEGAFONI” – PARLA ALESSANDRO MORELLI, RESPONSABILE DELLA COMUNICAZIONE DEL VICEPREMIER: “NON ESISTE NESSUNA ‘BESTIA’, CON MORISI SCEGLIAMO GLI STRUMENTI CHE RITENIAMO PIÙ EFFICACI” – “NOI LEGHISTI ORA CI VESTIAMO IN GIACCA BLU E CAMICIA BIANCA PERCHÉ…”  

Federico Novella per “la Verità”

 

alessandro morelli 1

Dunque, onorevole Morelli, lei è la «voce» di Matteo Salvini?

«In effetti mi chiamano "The Voice", ma non esageriamo».

 

Come Frank Sinatra?

«No, chiamatemi soltanto "speaker"».

 

Alessandro Morelli è uno dei giovani rampanti che alimentano il flusso comunicativo della Lega di Salvini. Oltre a essere presidente della Commissione trasporti della Camera, è responsabile della comunicazione del vice premier, e in quanto tale è chiamato ad annusare costantemente l' aria che tira nella giungla dei social network, vagliare ogni post, concepire lo slogan, lui che da giornalista ha iniziato più romanticamente ai microfoni dell' antica Radio Padania, proprio come il suo capopartito.

 

matteo salvini mangia un panino

«Ogni tanto mi descrivono come lo spin doctor di Salvini. Al contrario, Matteo è l' autore di sé stesso, un perfetto animale da comunicazione», dice. «Al limite noi dello staff siamo megafoni: impieghiamo la massima cura affinché il suo messaggio arrivi al momento giusto».

 

Intorno a questo staff e al suo «guru» Luca Morisi, girano diverse leggende. È vero che utilizzate un algoritmo simpaticamente denominato «la bestia», per stabilire quali e quanti tweet conviene pubblicare?

lui non ci sara' la campagna social di salvini 3

«Ma va là. Non esiste nessuna bestia. Con Morisi, mago dei social, scegliamo gli strumenti che riteniamo più efficaci per valorizzare le capacità del leader. L' obiettivo è cogliere costantemente le sensibilità, il clima nell' opinione pubblica, di metterci a favore di vento».

 

La Lega ha respiro nazionale e non più territoriale: cosa è cambiato sul piano comunicativo?

«Siamo obbligati a calibrare il nostro messaggio perché si rivolga alla totalità dell' elettorato. Quando ho impugnato il microfono durante la manifestazione di Piazza del Popolo, ho notato tante facce nuove. Ceti diversi. Sotto il palco c' erano molte persone rimaste deluse dal Pd e da Forza Italia. I sondaggi ci dicono che persino sull' immigrazione la maggioranza dell' elettorato Pd è d' accordo con noi».

 

MATTEO SALVINI TAGLIA IL FORMAGGIO

Addirittura? Come se lo spiega?

«Il mondo sta davvero cambiando. È finito il ciclo politico del Wto, quello che ha fatto arricchire la grande finanza a discapito dei lavoratori, quello sorto, per capirci con Bill Clinton, Tony Blair e Romano Prodi. Un modello che sta morendo con il tramonto di Angela Merkel ed Emmanuel Macron».

 

E adesso inizia l' era di Salvini al di là dei confini italiani?

«In questo momento Salvini può essere davvero il testimonial di un nuovo concetto di politica accreditato anche all' estero. Nel nostro simbolo campeggia la scritta "Salvini premier": ora i tempi sono maturi per guardare a Bruxelles».

 

alessandro morelli 2

Salvini in Commissione europea dopo le elezioni?

«No, ne abbiamo troppo bisogno in Italia e spero che resti qui».

 

Allora sta parlando di una Lega europea?

«Il profilo di Salvini è già ampiamente riconosciuto a livello internazionale. Adesso vedo le condizioni perché possa davvero diventare il federatore europeo di una nuova visione politica ed economica».

 

Il federatore di un' area che va da Marine Le Pen a Viktor Orbán?

matteo salvini in israele 4

«Un' area in cui convivano tutti coloro che non si riconoscono in questo modello di Europa. La battaglia adesso si gioca contro una burocrazia europea governata ancora dai popolari e dai socialisti, propugnatori di un modello economico di cui stiamo ancora pagando le conseguenze. Guardiamoci intorno: non c' è mai stata così grande distanza tra ricchi e poveri, tra centri storici e periferie».

 

La jacquerie dei gilet gialli nasce da qui?

«Se non ci fosse la Lega, ce li ritroveremmo anche sulle strade italiane. La nostra forza consiste anche nel fatto di rappresentare un filtro di ragionevolezza, che tenga a bada gli eccessi della protesta, le pulsioni più violente e distruttive. L' abbiamo sempre fatto: siamo pronti a farlo anche in Europa».

alessandro morelli 3

 

È d' accordo con Giancarlo Giorgetti quando dice che il reddito di cittadinanza piace «all' Italia che non ci piace»?

«Giancarlo ha una visione complessiva. Guarda all' Europa e ha il polso della situazione delle categorie produttive italiane che hanno esposto tutti i loro dubbi sulla questione. Bisogna valutare quanto il reddito di cittadinanza debba impattare sulla finanza pubblica.

Detto questo, se il 32% dell' elettorato, non solo del Sud, lo ha sostenuto tanto da essere uno dei punti qualificanti a marchio 5 stelle del contratto di governo, è chiaro che il reddito andrà fatto».

 

A patto che poi se ne monitori l' applicazione?

«Ovviamente bisogna utilizzare un minimo di buon senso perché non rimanga una iniziativa spot. Teniamo sempre conto che è una misura da inquadrare in un insieme di proposte che puntano al rilancio: il taglio dell' Imu sulle aree industriali, il percorso della flat tax, l' ossigeno alle partite Iva e l' abbattimento della burocrazia».

SALVINI LE PEN-3

 

Il deficit che passa dal 2,4% al 2,04% è una sconfitta per il presidente Giuseppe Conte?

«Direi che l' importante è portare a casa i risultati promessi agli italiani. Rivisitazioni possono essere fatte, ma quota 100 e reddito di cittadinanza non si possono toccare».

 

Eppure anche su quota 100 vi si chiede di ridurre i fondi. E il nuovo regime durerà solo tre anni.

giorgetti

«Contiamo che le nuove regole possano poi essere rinnovate. Per quanto riguarda i finanziamenti, teniamo conto che la cifra preventivata presupponeva che tutti gli aventi diritto si avvalessero della quota 100, ma molti non lo faranno e andranno comunque in pensione più tardi. Fornire questa opportunità è solo un primo passo, nella grande battaglia che punta a smontare la legge Fornero».

 

Il commissario Pierre Moscovici dice che questi numeri per lui non sono sufficienti.

«Non mi stupisco. A dire la verità Moscovici aveva già rigettato la manovra ancor prima che venisse presentata. Ricordiamoci che nel suo Paese questo signore rappresenta un partito al 3%, e adesso guida le finanze comunitarie. Dopo le europee, tornerà in Francia a svolgere il suo vecchio mestiere».

 

Salvini ha proposto un referendum sulla Tav ma il presidente della Camera Roberto Fico è contrario.

alessandro morelli 4

«Lo trovo molto strano. Del resto quello della partecipazione è sempre stato un dogma per i 5 stelle. Comunque la Tav resta un' opera assolutamente necessaria che non può essere bloccata, come tante altre. Il via libera del ministro Danilo Toninelli al terzo valico non può che farmi piacere».

 

Sull' ecotassa Luigi Di Maio sembra avere ingranato la retromarcia. Si sente sollevato?

«I temi ambientali sono cruciali. Qua nessuno vuole morire soffocato dai gas di scarico. Tuttavia, per risolvere questo genere di problemi serve una strategia più complessa. Si è mai chiesto perché nella mia Milano i picchi di inquinamento arrivano in coincidenza dei cali delle temperature?

 

Bisogna intervenire sui metodi di riscaldamento domestici e sui servizi pubblici, non certo sull' utilitaria della signora Maria».

 

matteo salvini luigi di maio

L' ecobonus sulle auto elettriche non rischia di avvantaggiare le aziende straniere?

«Sì, e per noi non è una priorità. Sul mercato dell' auto si sta giocando una grande battaglia geopolitica. Occorre avere una visuale più ampia, e non mettere mai a repentaglio il diritto dei cittadini alla mobilità.

 

Glielo dice uno che sta lottando per portare il limite in autostrada a 150 chilometri orari, almeno nelle tratte più sicure, quelle con tutor e asfalto drenante. Le regole sulla carreggiata vanno aggiornate, risalgono ai tempi della vecchia Fiat Duna: adesso le auto sono molto più sicure».

 

Sempre Di Maio ha puntato il dito contro lo stipendio di Fabio Fazio, che tra l' altro è stato uno dei bersagli dell' ultima campagna promozionale della Lega. Condivide?

SALVINI CON IL PUPAZZO DI DI MAIO

«Certamente parliamo di cifre imbarazzanti. Sarebbe utile un maggiore grado etico. Esempi come questi non rappresentano a pieno il mio concetto di servizio pubblico».

 

Silvio Berlusconi caldeggia un governo con la Lega e i fuoriusciti M5s. Vede spiragli?

«Quella di governare con dei fuoriusciti è un' ipotesi che non mi affascina. Dobbiamo varare riforme profonde: dunque occorrono maggioranze ampie».

 

È più facile collaborare con i 5 stelle o con Forza Italia?

alessandro morelli

«Io sono alla prima esperienza in Parlamento. Posso dire che spesso con i 5 stelle si discute, talvolta si litiga con franchezza. Poi però alla fine si imbocca una linea e la si porta avanti fidandosi l' uno dell' altro».

icapogruppo della Lega al comune di Milano Alessandro Morelli mages

 

Come mai voi leghisti adesso vi vestite di blu?

«Per l' esattezza giacca blu e camicia bianca. È il colore di riferimento dei partiti conservatori».

 

A chi vi siete ispirati?

«Non è un mistero che la campagna America first di Trump sia stata per noi motivo di ispirazione».

 

Quindi non esistono ancora gli Stati Uniti d' Europa, ma Salvini sarà un po' il Trump europeo?

«Beh, questo l' ha detto lei».

Ultimi Dagoreport

meloni vannacci manlio messina cateno de luca berlusconi

DAGOREPORT - SE IL CAMPO LARGO CONTINUA TAFAZZIANAMENTE A DARSI BOTTIGLIATE SULL'INGUINE, ESCLUDENDO UN GIORNO L’”INAFFIDABILE” RENZI, IL GIORNO DOPO IL “CONTIANO” ONORATO, DOPODICHÉ TOCCA DELEGITTIMARE L’’’ESATTORE” RUFFINI E IL “POLIZIOTTO” GABRIELLI, MELONI DIMOSTRA ANCORA UNA VOLTA DI POSSEDERE INTELLIGENZA POLITICA. NEL PURO SOLCO DEL BERLUSCONISMO D’ANTAN: MA PERCHÉ ESCLUDERE QUANDO SI PUÒ AGGIUNGERE? - E VOILÀ, HA RECUPERATO IL FEDELISSIMO MANLIO MESSINA CHE A SUA VOLTA HA AGGANCIATO IL MOVIMENTO GUIDATO DA CATENO DE LUCA, "SUD CHIAMA NORD" - L’OBIETTIVO DI CATENO (E MESSINA) È QUELLO DI RAGGIUNGERE IL 3% ATTRAVERSO UNA CAMPAGNA DI ARRUOLAMENTO DI ALTRI SINDACI, CONTROCANTO DEL PROGETTO CIVICO ITALIA MESSO SU DA ONORATO, MA NON ESCLUDENDO DI PORTARE NELL’ARMATA BRANCA-MELONI GLI AMICI UDC DI CESA E DI MASTELLA - E COSÌ, PER RIEQUILIBRARE I VOTI PERDUTI DEI BOLLITI SALVINI E TAJANI, E SEMPRE AUSPICANDO CHE LUNGO LA STRADA IL FENOMENO VANNACCI SI SGONFI, “GIORGIA BERLUSCONI” HA COMINCIATO AD ALLARGARE IL PERIMETRO DEL CENTRODESTRA, PRONTA AD ACCOGLIERE IL DIAVOLO (SE NECESSARIO) PUR DI ARRIVARE AL PREMIO DI MAGGIORANZA DEL 42%… - VIDEO

federico ruffo giulia presutti giuseppe malara

DAGOREPORT - DOVE C'È PRESUTTI, C'È SCAZZO: DOPO AVER FATTO RIVOLTARE LA REDAZIONE DI "REPORT", ORA FA INCAZZARE I GIORNALISTI DI “MI MANDA RAI TRE”! - LA REDAZIONE DELLO STORICO PROGRAMMA DI FEDEERICO RUFFO, CHE FA IL BOTTO DI ASCOLTI, È IN RIVOLTA: L’IMPOSIZIONE DELL'EX INVIATA JUNIOR DI "REPORT" ALLA CONDUZIONE DALL’ANTEPRIMA DEL SABATO MATTINA, VIENE VISTA COME UNO SCHIAFFONE – SI MORMORA DI UNO SCONTRO EPICO CON IL VICEDIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI, GIUSEPPE MALARA, CHE ALL’APICE DELLA DISCUSSIONE AVREBBE DETTO ALLA REDAZIONE: “O FATE COSÌ, OPPURE RESTATE AL MATTINO!” - QUEL CHE SI CHIEDE LA REDAZIONE DI "MI MANDA RAITRE" E': PERCHÉ UNA GIORNALISTA COME GIULIA PRESUTTI CHE NON HA MAI CONDOTTO UNA TRASMISSIONE, DEVE PER FORZA CONDURRE? PERCHÉ NON LIMITARSI A COLLOCARLA COME INVIATA? PERCHÉ DARLE AD OGNI COSTO UN PROGRAMMA (O UN SUO FRAMMENTO) ANCHE A COSTO DI UN TERREMOTO? AH (NON) SAPERLO…

valditara verdi

DAGOREPORT - BELLA IDEA QUELLA LANCIATA DAL MINISTRO DELL’ISTRUZIONE, GIUSEPPE VALDITARA, DI INTRODURRE L’INSEGNAMENTO DEL MELODRAMMA A SCUOLA – UN’OTTIMA IDEA CHE RISCHIA PERÒ DI DAR VITA A UN DRAMMONE SCOLASTICO: CHI LO INSEGNA? CHI SONO I DOCENTI IN CATTEDRA CHE SANNO SPIEGARE COME DA PONTE E METASTASIO SCRISSERO I LIBRETTI PER MOZART E SALIERI? E I SIGNIFICATI DEL “TROVATORE”? E COME SPIEGHERANNO PUCCINI, CON QUELLE DONNE PERENNEMENTE TORTURATE IN SCENA? - CHIAMIAMO DOCENTI DAI CONSERVATORI, CHE SANNO SUONARE IL FLAUTO TRAVERSO MA NON CONOSCONO IL RAPPORTO TRA ILLICA, GIACOSA E PUCCINI?

cateno de luca maurizio lupi

DAGOREPORT – CATENO DE LUCA SI ALLARGA E NON BALLA CON…LUPI – “SUD CHIAMA NORD” DI DE LUCA CHIUDE L’ACCORDO CON “SINDACI D’ITALIA” PER UNA LISTA UNICA ALLE POLITICHE A SOSTEGNO DI GIORGIA MELONI: INTESA SIGLATA OGGI A ROMA - SI PUNTA A SFONDARE AL NORD, ARRUOLANDO ANCHE ESPONENTI DI SINISTRA DELUSI - CON QUESTA NUOVA OPERAZIONE, CATENO DE LUCA DICE DEFINITIVAMENTE ADDIO A OGNI IPOTESI DI UNA FUSIONE CON “NOI MODERATI” DI MAURIZIO LUPI (CHE DA QUANDO GIORGIA MELONI HA STRETTO IL PATTO CON IL SINDACO DI TAORMINA, HA IL TERRORE DEL SORPASSO AL CENTRO)

trump zelensky putin

DAGOREPORT - LA MASCALZONATA DI TRUMP RISERVATA A ZELENSKY ("E' L'ORA CHE L'UCRAINA SI DOTI DI UN NUOVO PRESIDENTE") È L’ULTIMO, DISPERATO TENTATIVO, DI RISALIRE LA CHINA PER LE ELEZIONI DI METÀ MANDATO DEL 3 NOVEMBRE – OTTENENDO IL GASOLIO RUSSO, INDISPENSABILE PER RIDURRE IL PREZZO RADDOPPIATO DEL CARBURANTE AMERICANO, IL TYCOON HA DETTO SÌ A TUTTE LE RICHIESTE DI PUTIN – MA PER FAR DIMENTICARE TUTTI I DISASTRI DEI PRIMI DUE ANNI DELLA AMMINISTRAZIONE TRUMP, I GIORNI SONO CONTATI: MANCANO SOLO TRE SETTIMANE ALLE MIDTERM – PERCHÉ GLI USA SOFFRONO SE SONO AUTOSUFFICIENTI ENERGETICAMENTE? FACILE: LE COMPAGNIE PETROLIFERE SONO PRIVATE E IL PREZZO LO FA IL MERCATO. NON POSSONO ABBASSARLO PER COMPIACERE TRUMP – LA STRATEGIA DELL’UE: WAIT AND SEE. IL 4 NOVEMBRE IL CIUFFO PLATINATO DELLA CASA BIANCA ABBASSERÀ LA CRESTA... - VIDEO

sigfrido ranucci valter lavitola

RESPINTO IL RICORSO DI SIGFRIDO RANUCCI CONTRO LA RAI: NON CI SARA' NESSUN REINTEGRO, IL CONDUTTORE NON RIPRENDERA' IL SUO POSTO ALLA GUIDA DI "REPORT" - DALLA RAI FILTRA "SODDISFAZIONE" PER LA SENTENZA DELLA GIUDICE DEL LAVORO DONATELLA CASARI (BOLLATA DALLA STAMPA DI DESTRA COME MAGISTRATO SINISTRORSO) CHE HA RESPINTO IL RICORSO EX ARTICOLO 700 DELL'''AMICO FRATERNO" DEL PESCIVENDOLO-BOMBAROLO DEL "BISTROT CEFALU' - NEI GIORNI SCORSI ERA ARRIVATA ANCHE UNA SOSPENSIONE DI DIECI GIORNI SENZA STIPENDIO - A CONDURRE LA PRIMA PUNTATA DI ''REPORT'', L’8 NOVEMBRE, CI SARANNO CLAUDIA DI PASQUALE E DANIELE PIERVINCENZI - SU TROPPI COMPORTAMENTI, DA LAVITOLA IN GIU', RANUCCI E' ETICAMENTE INDIFENDIBILE - COSA FARA' ORA "SUPERMAN" SIGFRIDO, COME LO DEFINISCE LA POMPEIANA BOCCIA? SE NON HA PIU' LA CREDIBILITA' PER PRESENTARE INCHIESTE SUL POTERE, CHISSA' SE IL CALDO "SIG" AVRA' ANCORA CREDIBILITA' PER CANDIDARSI ALLE PROSSIME POLITICHE...