PENATI COMPRA, MILANO PAGA - ECCO IL PERCORSO MINUTO PER MINUTO DELLE AZIONI SERRAVALLE NELL’ESTATE 2005, QUELLA DELLA PLUSVALENZA A GAVIO E DELLA SCALATA UNIPOL-BNL, DUE EVENTI NON Più COSì DISTINTI - IL 9 MAGGIO PENATI ACQUISTA DAL PORTO DI GENOVA L'1,2% DELL’AUTOSTRADA, E PAGA 4,85 € PER AZIONE. DUE MESI DOPO PAGA A GAVIO 8,83 €, PER UNA QUOTA CHE NEANCHE GLI SERVIVA - GRAZIE A QUESTO, OGGI I MILANESI SI RITROVANO DEBITI E PIGNORAMENTI BY INTESA…

Mario Gerevini per il "Corriere della Sera"

Chissà se c'è ancora il conto corrente di Marcellino Gavio alla Banca del Gottardo di Lugano. Quello di cui parlava Gianfranco Boni, il braccio destro di Fiorani, a proposito di «operazioni riservate». Ci arriviamo.

Intanto mettiamoci nella giusta prospettiva: noi (nel senso dei residenti nella Provincia di Milano) nel luglio 2005 pagammo alle società del cavalier Gavio, l'imprenditore piemontese scomparso nel 2009, 240 milioni di euro per il 15% della Milano-Serravalle di cui lui aveva il 27%. Vuol dire 8,831 euro per ogni azione della società che la Provincia (37%) e il Comune di Milano (18%) già controllavano congiuntamente. La Serravalle gestisce 180 chilometri di autostrade (verso Genova) e le tangenziali di Milano.

È un'azienda che tradizionalmente garantisce, con grande puntualità e generosità, consulenze e poltrone agli amici del presidente provinciale di turno. Con l'acquisto di quel pacchetto la Provincia arrivò al 52% inchiodandosi per gli anni a venire al debito con Intesa. Ma d'altra parte assicurò un futuro sereno a tre o quattro generazioni di Gavio.
Il ricco re dell'asfalto fece 175 milioni di plusvalenza.

METÀ PREZZO
Il regista fu l'allora presidente della Provincia Filippo Penati, uno dei leader del centrosinistra da noi spedito pro-tempore a gestire l'ente pubblico. Oggi, sei anni dopo, l'imprenditore Piero Di Caterina, grande accusatore di Penati nell'inchiesta sul «sistema Sesto», racconta di presunte mazzette intascate dal politico per quell'operazione. Presumibilmente una piccola parte della leggendaria plusvalenza da 175 milioni (su 240 pagati...). Sospetti. Parole a sei anni dai fatti. Nessuna prova. La Procura di Monza sta indagando.

Nel frattempo togliamoci lo sfizio di andare a vedere quanto gli altri pagavano le azioni Serravalle mentre noi il 29 luglio 2005 versavamo sull'unghia 8,831 euro.
Marzo 2005, quattro mesi prima: due società autostradali del gruppo Gavio si scambiano un pacchetto Serravalle a 4,85 ad azione. 9 maggio: Penati (cioè noi, la Provincia) si accorda con il Porto di Genova per acquisire l'1,2% sempre 4,85 euro.

Sono mesi caldissimi, è l'estate dei «furbetti», delle scalate di Popolare, di Lodi ad Antonveneta e Unipol a Bnl. Poi le inchieste. Boni, ex direttore finanziario della Pop. Lodi, racconta da S. Vittore di quella volta che la banca vendette al cavaliere di Tortona una partecipazione autostradale utilizzando una finanziaria di Madeira. «L'operazione di vendita si è conclusa - raccontava Boni - presso la Banca del Gottardo di Lugano dove Gavio aveva aperto un conto».

Boni, Fiorani e altri due o tre del loro «giro» si spartirono amichevolmente la plusvalenza. Poi Fiorani chiese aiuto a Gavio per la scalata Antonveneta. «Gavio chiese - secondo Boni - un preciso impegno da parte nostra ad aiutarlo nella vicenda Serravalle». Finanziamenti. Intanto dava una mano anche a Consorte per la scalata Bnl.

Ma ecco a fine luglio l'offerta a cui non puoi dire no, Babbo Natale fuori stagione. È Penati con 8,831 euro ad azione, quasi il doppio delle due precedenti transazioni. C'è il premio di maggioranza, raccontano. Cioè il sovrapprezzo che si paga quando il pacchetto in vendita (come in questo caso) consente di superare la soglia del 51%. Ma più che un premio sembra un Nobel.

«SUPERARE L'INERZIA»
Il sindaco di Milano, Gabriele Albertini, si arrabbia di brutto. Ha un 18% che adesso vale molto poco. Il 2 agosto 2005, quattro giorni dopo il Bingo, Gavio gira quote della Serravalle tra società del gruppo a 6,79 euro e il 15 settembre va in scena l'asta del Comune di Como: base 6 euro, Gavio ne offre 6,05 ma la lussemburghese Abm del finanziere-filosofo Alberto Rigotti lo beffa con un centesimo in più. A fine settembre 2005 Gavio è da solo all'asta della Provincia di Pavia: base 4,85 euro, lui porta via la «merce» a 7,05 euro.
Un anno dopo, il 4 ottobre 2006 la Provincia trasferisce nella controllata Asam il 37,9% di Serravalle che detiene direttamente.

Il prezzo? «Al valore di perizia arrotondato a euro 6,58 per azione», si legge nei bilanci Asam. Non c'è il nome del perito né è specificato chi sia «l'importante studio di valutazioni aziendali» che formulò una stima nel luglio 2005 e nemmeno «il primario istituto di credito nazionale» che fece altrettanto nel giugno 2006. Talvolta i periti sono come i sarti con i loro vestiti: tailor made, su misura del cliente e delle sue esigenze. La carrellata di prezzi dell'epoca si chiude con i 7,45 euro sborsati nel settembre 2007 da Gavio a favore di Abm, la lussemburghese del centesimo in più.

IL MILANESE
Nella grande girandola intorno a Serravalle c'è una vittima: il milanese. In quanto «figlio» del Comune si trova incastrato con un 18% che langue senza prospettive. In quanto «figlio» della famiglia provinciale si trova Intesa Sanpaolo che gli ha pignorato la Serravalle e ogni anno gli interessi sul debito drenano gran parte delle risorse pubbliche. In quanto persona normale, e forse un po' ingenua, si chiede perché la Provincia non abbia comprato dal Comune il 15% di Serravalle allo stesso prezzo pagato invece a Gavio.

 

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