COSA PENSA MATTEO SALVINI, IL PIU’ TRUMPIANO DEL REAME, DELLO SCAZZO TRA GIORGIA MELONI E DONALD TRUMP? – PRIMA HA RIVENDICATO IL SOSTEGNO AL TYCOON (“NON MI DEVO PENTIRE, MI PENTO E MI DOLGO QUANDO VADO IN CHIESA. CIÒ OVVIAMENTE NON COMPROMETTE I RAPPORTI FRA DUE PAESI AMICI”) POI, DA VICEPREMIER E MINISTRO, NON HA POTUTO EVITARE DI DIFENDERE LA DUCETTA: “CHI ATTACCA IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO ATTACCA TUTTO IL GOVERNO E L'ITALIA, DA PARTE DI TRUMP PAROLE INUTILI E SGRADEVOLI”
Estratto dell’articolo di M.Pucc. per “la Repubblica”
Silenzi, imbarazzi e risposte evasive. Nel giorno dell'ennesima stoccata di Donald Trump contro la premier italiana, nella Lega si cerca di disinnescare il caso senza rinnegare il rapporto privilegiato costruito negli anni con il presidente americano. A Milano, prima Matteo Salvini evita accuratamente qualsiasi presa di distanza dall'inquilino della Casa Bianca, poi nel pomeriggio dopo il nuovo attacco di Trump ricalibra il tiro.
Sul sostegno passato al presidente, «non mi devo pentire, mi pento e mi dolgo quando vado in chiesa. Ciò ovviamente non compromette i rapporti fra due Paesi amici». Poi, dopo: «Chi attacca il presidente del Consiglio attacca tutto il governo e l'Italia, da parte di Trump parole inutili e sgradevoli».
Difficoltà evidente anche quando i cronisti gli chiedono se parteciperà alla tradizionale festa dell'Independence Day organizzata dall'ambasciata americana: «La mia agenda la faccio settimana per settimana». Per il senatore Claudio Borghi serve «molta prudenza» e sarebbe un errore, come vogliono fare alcuni esponenti di FdI, trasformare la festa del 4 luglio in un caso politico.
Borghi ammette che Trump «non ha il carattere che vorremmo», ma invita a guardare oltre le relazioni personali e a privilegiare gli interessi strategici. […]
MATTEO SALVINI ESULTA PER LA VITTORIA DI DONALD TRUMP ALLE ELEZIONI 2024
SALVINI TRUMP

