mario adinolfi

LA LEGGE DI MURPHY E’ IMPLACABILE: PER MARIONE ADINOLFI SOLO CATTIVE NOTIZIE! – DOPO LA CONDANNA AL RISARCIMENTO DI 20 MILA EURO ALLE ASSOCIAZIONI CHE LO AVEVANO CITATO IN GIUDIZIO PER LE SUE DICHIARAZIONI SULL’ISLAM, ARRIVA ANCHE IL RIGETTO DA PARTE DEL TRIBUNALE DEL RIESAME DELLA RICHIESTA DEI LEGALI DI ASCOLTARE IN AULA IL LEADER DEL "POPOLO DELLA FAMIGLIA", NEL CORSO DELL’UDIENZA CHE SI TERRÀ IL 27 LUGLIO - DOPO LA DECISIONE DEL GIP DI CONFERMARE GLI ARRESTI DOMICILIARI NEI CONFRONTI DEL CATTOLICONE POKERISTA ADINOLFI, PER LE ACCUSE DI TRUFFA AGGRAVATA ED EVASIONE FISCALE NELL’AMBITO DELL’INCHIESTA SULLA “SCOMMESSA COLLETTIVA”, ARRIVANO I COMMENTI AL VETRIOLO DEI SUOI DUE LEGALI CHE PARLANO DI “PROCESSO PERSECUTORIO…”

 

Estratti da open.online

Dopo la condanna del tribunale di Torino al risarcimento dei danni alle associazioni che lo avevano citato in giudizio per le sue dichiarazioni sull’islam, arriva anche il rigetto del tribunale del Riesame alla richiesta dei legali di ascoltare in aula il leader del Popolo della Famiglia

MARIO ADINOLFI

 

Settimana di cattive notizie per il leader del Popolo della Famiglia: i legali hanno fatto sapere che il tribunale del riesame ha respinto la loro richiesta di ascoltare Mario Adinolfi nel corso dell’udienza che si terrà il 27 luglio. A riferirlo è il Corriere della Sera di Roma, riportando lo sdegno dei due avvocati, che continuano a definire il processo come «persecutorio».

 

Ma non è l’unica notizia negativa degli ultimi giorni per il pokerista e scommettitore, dopo che il tribunale di Torino lo ha condannato nei giorni scorsi a risarcire 20mila euro per le sue dichiarazioni islamofobe dopo la discussa finale di Coppa d’Africa Senegal-Marocco.

 

 

Mario Adinolfi poker 2

In una nota di oggi, 23 luglio, gli avvocati Pablo De Luca e Riccardo Di Lorenzo, difensori di Mario Adinolfi, ai domiciliari dall’8 luglio, tornano a denunciare la compressione dei diritti di cui sarebbe vittima il loro cliente, ma anche un procedimento da giorni definito come «persecutorio». Dopo la decisione del gip delle scorse settimane di confermare gli arresti domiciliari per le accuse di esercizio abusivo dell’attività finanziaria, raccolta abusiva del risparmio, truffa aggravata ed evasione fiscale, tornano i commenti al vetriolo dei due legali. Ad essere contestata, questa volta, la scelta del tribunale del Riesame, al quale si erano rivolti il 17 luglio, di negare al leader del Popolo della Famiglia il permesso di testimoniare in aula il 27 luglio.

 

 

 

Cosa chiederanno i legali

MARIO ADINOLFI

Un trattamento «pregiudizialmente punitivo», quindi, quello riservato anche dal tribunale del Riesame al loro assistito, secondo De Luca e Di Lorenzo, che riferiscono come Adinolfi ripeta di voler essere presente in prima persona in tribunale per far sì che il processo venga affrontato nel merito. Ma i due non demordono e fanno sapere di voler fare richiesta, oltre che per la revoca dei domiciliari, non sussistendo – a detta loro – alcun pericolo di reiterazione del reato, anche per un alleggerimento della misura detentiva. Nello specifico, l’Adinolfi avrebbe più volte chiesto di poter partecipare almeno alla messa settimanale, momento per lui importante per il suo equilibrio spirituale.

 

 

MARIO ADINOLFI GAY PRIDE 2026

Risale al 20 luglio la decisione del tribunale di Torino, nella figura del giudice Lorenza Calcagno, di condannare Mario Adinolfi al pagamento di un risarcimento per le offese arrecate alla comunità islamica attraverso le sue dichiarazioni discriminatorie condivise in un post su Facebook, dopo la finale di Coppa d’Africa del 19 gennaio 2026. Nella sentenza emessa dal giudice si legge come le espressioni di Adinolfi «non rimangono circoscritte alla critica di una dottrina religiosa o di determinate situazioni politiche, ma estendono il giudizio negativo alle persone accomunate dalla provenienza e dall’appartenenza religiosa».

 

Di conseguenza, il leader del Popolo della Famiglia è stato condannato al pagamento di 20mila euro a titolo di «risarcimento di danno non patrimoniale subito dall’associazione ricorrente», ma anche a «pubblicare il dispositivo della sentenza sul Corriere della Sera e sulla sua pagina Facebook – anche se questa seconda disposizione non è stata ancora osservata – e a rimuovere i post incriminati».

MARIO ADINOLFI MARIO ADINOLFI GAY PRIDE 2026Mario Adinolfi poker 2

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…