1. PERCHÉ RENZI NON FA CHIAREZZA SULL’APPARTAMENTO IN AFFITTO A VIA DEGLI ALFANI? 2. RENDERE PUBBLICO IL CONTRATTO DI LOCAZIONE, PER CHI HA FATTO DELLA TRASPARENZA E DELLA COMUNICAZIONE UN IMPERATIVO, NON DOVREBBE ESSERE UN PROBLEMA 3. ANCHE PERCHÉ L’AMICO MARCO CARRAI, CHE HA AMMESSO DI AVER PAGATO L’AFFITTO PER “AMICIZIA” HA FATTO CARRIERA E INTASCATO MOLTI SOLDI GRAZIE A RENZI 4. È PASSATO DALLA GUIDA DI FLORENCE MULTIMEDIA A AMMINISTRATORE DELLA FIRENZE PARCHEGGI FINO, E SIAMO AD APRILE 2013, ALLA PRESIDENZA DELL’AEROPORTO DI FIRENZE. E DA DUE ANNI RENZI RIPOSA A SPESE DI CARRAI 5. CARRAI È PURE SOCIO DI MAGGIORANZA DELLA C&T CROSSMEDIA, CHE NEL 2012 VINCE UN APPALTO PER GESTIRE UN SERVIZIO DI AUDIO-VIDEOGUIDE FORMATO TABLET NEL MUSEO DI PALAZZO VECCHIO. E POI GRAZIE A RENZI, CARRAI AGGANCIA SOCI IMPORTANTI COME BANCA INTESA O GLI EX PRESIDENTI DI ENEL E DI TELECOM CHICCO TESTA E FRANCO BERNABÉ

1 - LA FULMINEA CARRIERA DELL'UOMO CHE PAGAVA L'AFFITTO AL PREMIER
Giacomo Amadori per "Libero quotidiano"

I due coniugi che vivono da vent'anni al terzo piano di via degliAlfani 8 osservano attentamente la foto. Nello scatto si vede il premier Matteo Renzi intento a tagliare un nastro con la fascia tricolore. Di fianco a lui c'è Marco Carrai, coetaneo, amico e finanziatore dell'ex sindaco. Era lui a pagare l'affitto dell'attico fiorentino dove Renzi ha ufficialmente risieduto dal 14 marzo 2011 al 22 gennaio 2014.

Proprio qui in via degli Alfani 8, al quarto piano. I due inquilini dell'appartamento sottostante osservano l'immagine e poi rispondono. Il marito: «Io Renzi l'ho incrociato. Veniva qui a riposare di pomeriggio. Sempre educato». E Carrai? «Lui non l'ho proprio mai visto». La moglie conferma: «Non mi sembra di averlo mai incontrato». È la stessa risposta che hanno già dato altri abitanti del palazzo.

CONFLITTO D'INTERESSI
Ieri, però, Carrai su Repubblica ha dichiarato: «L'ho pagato io, quell'affitto. Ma l'appartamento non l'avevo preso per Matteo. Era il posto dove stavo, e l'avevo in affitto da molto prima che Renzi si trasferisse». Una versione che non collima con quanto riferito dai suoi presunti ex vicini. Una versione che, in ogni caso, poteva confermare rendendo pubblico il contratto di locazione della casa dove risiedeva con Renzi (anche se la dimora ufficiale di Carrai è a Greve in Chianti), come richiesto da Libero.

Ma ha preferito non farlo. «Che male c'è?» chiede lui. Niente, per carità. Salvo il possibile conflitto d'interessi che da più parti gli viene contestato, visti gli incarichi e gli appalti pubblici che ha racimolato grazie all'amico Matteo. Persino Repubblica si pone il dubbio, facendolo andare su tutte le furie: «Dove sarebbe il conflitto d'interessi? Ho diritto come gli altri a fare impresa» risponde stizzito.

Ma lui non è un semplice imprenditore, e la sua carriera e le sue opere sono complementari a quelle di Renzi. Il Rottamatore diventa presidente della Provincia? E Carrai, rampollo di un'agiata famiglia di costruttori grevigiani, viene chiamato (pur senza laurea) a dirigere lo staff di Matteo. Quindi viene spostato alla guida (amministratore delegato) dell'Istituto Luce di Renzi, la Florence Multimedia srl, macchina propagandistica della Provincia che dal 2006 al 2009 ha gestito 9 milioni di euro (spese ora all'esame della Corte dei conti).

Per tappezzare la Toscana e la Rete di spot e marchette presidenziali. Indimenticabile il servizio della web tv (costata 900 mila euro e di cui non si ha più notizia), prodotto con soldi dei contribuenti, per celebrare il taglio del nastro da parte di Renzi per un nuovo guard-rail in un paesino dell'Appenino. Carrai cresce all'ombra di Matteo, e nel dicembre 2009 diventa amministratore della Firenze Parcheggi, una società a maggioranza pubblica, di cui il Comune nomina il presidente e i soci privati - con il Monte dei Paschi di Siena di Giuseppe Mussari in testa - l'ad.

Di certo la scelta di Carrai, amico anche di Mussari, non scontentò il sindaco Renzi, che come presidente indicò un uomo di Forza Italia. «Nell'Assemblea dei soci del 16 dicembre 2012, Carrai viene confermato nell'incarico, ma questa volta su indicazione del Comune» assicura il consigliere di Sel Tommaso Grassi. Lo stipendio dell'ad non è pubblico, quello del presidente sì: 42 mila euro di indennità, a cui bisogna aggiungere 190 euro per ogni gettone di presenza e 80 euro in più per chi, come Carrai, non è residente a Firenze.

PUBBLICO E PRIVATO
La battaglia più agguerrita Renzi la conduce per piazzare il suo braccio destro alla presidenza dell'Aeroporto di Firenze. Siamo nell'aprile 2013, e da due anni Renzi riposa a spese di Carrai. Questo non gli impedisce di forzare la mano e di bocciare Simone Bettini, il candidato prescelto dagli altri membri del patto sindacale tra socipubblici, a vantaggio di Carrai.

«A Firenze da qualche anno si pensa che sia cambiata musica» protesta subito il coordinatore fiorentino del Pdl Gabiele Toccafondi, facendo riferimento alla novità politica renziana, «ma a me sembra che si continui a suonare la solita musica e qualcuno continui a pensare come al solito alle poltrone, agli sgabelli e agli strapuntini più che alla città e al suo futuro».

Chissà se Toccafondi la pensa ancora così, dopo che è entrato come sottosegretario nel governo Renzi in quota Nuovo Centrodestra. Comunque, grazie all'inde nità da presidente dell'Aeropor to, Carrai porta a casa altri 80 mila euro annui. "Marchino" è pure membro della giunta esecutiva di Assaeroporti, è nel cda della fondazione Cassa di risparmio di Firenze e del gabinetto scientifico letterario Vieusseux (insieme a Livia Frescobaldi, ex padrona di casa di Renzi) su indicazione del Comune di Firenze.

Pure le attività private di Carrai fioriscono all'ombra del Rottamatore: mentre Matteo scala il Palazzo, Marco aggancia soci importanti come Banca Intesa o gli ex presidenti di Enel e di Telecom Chicco Testa e Franco Bernabé. Carrai e i suoi famigliari avviano commerci pure con tre renziani doc come il patron di Eataly Oscar Farinetti, lo scrittore Alessandro Baricco e l'ex presidente della Fiat Paolo Fresco. Non basta.

Carrai è pure socio di maggioranza della C&T Crossmedia, che nel 2012 vince un appalto («sotto soglia», precisa lui) per gestire un servizio di audio-videoguide formato tablet nel museo di Palazzo Vecchio. L'allora assessore alla Cultura Giuliano da Empoli affida la gestione dell'appalto all'associazione Museo dei ragazzi presieduta da Matteò Spanò (ex dipendente di Florence Multimedia). Questa chiede i preventivi a cinque società. L'offerta migliore viene valutata quella C&T Crossmedia. Qualche settimana dopo, da Empoli lascia l'assessorato e diventa socio di Crossmedia. Certamente il fatto non è un reato, ma lascia in bocca un retrogusto di inopportunità.

2 - CARO RENZI, ORA FAI CHIAREZZA. MOSTRACI IL CONTRATTO DEL MISTERO
Maurizio Belpietro per "Libero quotidiano"

Gentile Signor Presidente del Consiglio,
ci perdoni se, pur sapendola impegnata in faccende importanti come la riduzione delle tasse che gravano sulla busta paga degli italiani, osiamo rivolgerci direttamente a Lei. Ma dopo aver battuto diverse strade, per venire a capo di una questione che la riguarda direttamente avremmo bisogno che Lei ci indicasse la via giusta. La storia è quella della sua precedente residenza, prima cioè che Lei si insediasse a Palazzo Chigi. Come è noto, Lei ha casa a Pontassieve, comune a pochi chilometri dal capoluogo toscano.

Tuttavia, poco dopo essere stato eletto sindaco di Firenze, Lei decise di trasferire la sua residenza molta distanza da Palazzo Vecchio. Non conosciamo le ragioni del trasloco, ma immaginiamo che fossero dovute a motivi pratici, cioè alla necessità di avere casa vicino alla bottega.

Non è chiarissimo invece perché Lei abbia deciso di collocare a pochi passi dal municipio la sua residenza e non si sia limitato semplicemente ad affittare un alloggio conservando il domicilio a fini legali a Pontassieve, ma questo è un affare in cui non vogliamo entrare: non vorremmo incorrere in una violazione della normativa sulla privacy. Ciò che ci preme sapere è invece altro e riguarda un suo successivo trasferimento dalla mansarda che Lei aveva preso in affitto a Firenze a un appartamento sempre in centro ma più grande.

Da quel che si dice, Lei abbandonò la sua prima residenza giudicando l'affitto di mille euro al mese troppo oneroso per le sue tasche. Dopo di che però si sistemò in un'abitazione che a naso costava almeno quanto quella precedente. Nei giorni scorsi ci siamo chiesti se fosse Lei a pagare l'affitto o se il canone fosse a carico di terzi, ipotizzando che questi terzi altri non fossero che qualche suo amico.

Dopo i primi articoli si è fatto avanti tal Marco Carrai, un signore che Lei dovrebbe conoscere bene, essendo il presidente dell'Aeroporto di Firenze, società partecipata dal comune che lei amministrava. Carrai, che le cronache descrivono come persona a Lei assai vicina, in una lettera a Libero sostiene di essere l'intestatario del contratto di affitto dell'alloggio di via degli Alfani in cui Lei per tre anni ha avuto la sua residenza e di averla ospitata per amicizia.

Gesto nobile e generoso, che ad occhio le ha consentito di risparmiare 32 mila euro, cioè il costo del suo precedente affitto moltiplicato per i quasi tre anni in cui Lei ha avuto la residenza, beneficiando di locali più spaziosi. A Carrai, che oltre ad essere manager di una società partecipata dal Comune che Leiha amministrato è anche azionista di una società che gestisce servizi museali per la città di Firenze, abbiamo chiesto se fosse possibile ottenere copia del contratto di affitto dell'abitazione in cui Lei è stato ospite, limitandoci a sollevare qualche interrogativo circa l'opportunità che un imprenditore in affari con il comune paghi il canone di una casa in cui abita il sindaco dello stesso comune.

Purtroppo Carrai non pare intenzionato ad accogliere la nostra richiesta, ritenendo che il contratto d'affitto possa venire usato contro di lui, e anzi minaccia di adire le vie legali ritenendosi diffamato da affermazioni non veritiere. Lungi da noi l'intenzione di diffamare qualcuno, semplicemente vorremmo ricomporre il piccolo puzzle della residenza di via Alfani, chiarendo una vicenda che nelle scorse settimane pare aver appassionato giornali e esponenti politici locali, i quali sono giunti a parlarne addirittura in Consiglio comunale, presentando interrogazioni.

Naturalmente sappiamo che in questo periodo Lei ha molto da fare e che tra un incontro con il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan e un altro con la Cancelliera di ferro Angela Merkel è difficile trovare il tempo per esaudire le richieste del nostro giornale, tuttavia ci permettiamo di insistere, ritenendo che togliere le ombre dal caso dell'appartamento in affitto sia anche interesse suo.

In fondo Lei ha puntato tutte le sue fiches sulla trasparenza e sulla comunicazione, dunque crediamo che rendere pubblico il contratto di via Alfani, chiarendo il piccolo mistero del trasloco, non solo sarebbe in linea con il suo stile, ma Le porterebbe anche il vantaggio di poter dimostrare di non avere nulla da nascondere. Lei non è Gianfranco Fini e non ha cognati che abitano in case donate al partito.

Ma non è nemmeno Massimo D'Alema o Walter Veltroni che un tetto lo trovarono a equo canone in appartamenti di proprietà degli enti previdenziali. Lei è Matteo Renzi, l'uomo della svolta nuova, colui che salta tutte le procedure e le liturgie per andare al sodo. Su, faccia un piccolo sforzo, alzi il velo sul segreto di via Alfani e vada diritto al problema, levando ogni ombra che grava su quel contratto di locazione. E già che c'è, levi anche le querele minacciate o presentate da amici e collaboratori: non giovano alla sua immagine di uomo senza macchia e senza paura e danno l'impressione che attorno a Lei esista un cerchio magico arrogante e poco sensibile alla libertà di stampa. Lei è il Rottamatore, mica Spezzaferro.

 

MARCO CARRAImarco carrai MARCO CARRAIAGNESE RENZI MARCO CARRAI AGNESE RENZI MARCO CARRAI MATTEO RENZI NEL CANDIDATO SINDACO A FIRENZE RIUNIONE DELLO STAFF DI RENZI A FIRENZERIUNIONE DELLO STAFF DI RENZI A FIRENZERENZI, CONVENTION DELLA LEOPOLDAMATTEO RENZI FA LO STARTER ALLA FIRENZE MARATHONMatteo Renzi Sindaco Firenze

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