giorgia meloni matteo salvini meme by gnentologo

PERCHE’ LA MELONI NON SI SMARCA DALLA LINEA SALVINI? IL DAGOREPORT – DONNA GIORGIA DIFENDE LA MANOVRA: “BEN FATTA, LE CRITICHE DI BANKITALIA SONO NON SOSTANZIALI” LA PREMIER HA POI AMMESSO DI NON AVER INCONTRATO MACRON A TIRANA. ALLA DOMANDA SULLA MOSSA DEL GOVERNO IN CASO DI NUOVE NAVI DELLE ONG, MELONI HA RISPOSTO: "LA POSIZIONE PER QUEL CHE MI RIGUARDA NON CAMBIA" – FITTO, IN ROTTA CON SALVINI, NON SA COME SPIEGARE A BRUXELLES CHE IL PNRR E’ IN ALTO MARE…

 

https://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/manovra-mie-brame-chi-ha-sbagliato-piu-rsquo-reame-meloni-334758.htm

 

Da corriere.it

Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, si è recata insieme agli altri 26 leader dell’Unione europea a Tirana per fare il punto coi partner della regione su diversi aspetti della cooperazione, puntando a stringere ulteriormente i legami. Le questioni su cui discutere sono molte.

GIORGIA MELONI MATTEO SALVINI MEME BY GNENTOLOGO

 

«Ho avuto un confronto sull’energia, un tema difficile e l’Italia può giocare un ruolo centrale e strategico», ha affermato la stessa premier nel corso di un punto stampa al termine del vertice dei leader Ue-Balcani occidentali . Ma «la proposta della commissione Ue non è sufficiente», ha aggiunto riferendosi al tetto al prezzo del gas. «Bisogna affrontate questioni come fermare i costi della speculazione, le risorse sono problematiche da noi e quindi si cercano soluzioni».

 

 

Sulle parole di Bankitalia

In merito a quanto riferito dai rappresentanti della Banca d’Italia nei giorni precedenti sulle varie misure della manovra, Meloni ha ribadito che «la notizia per il governo è che sulle grandi voci su questa manovra non ci fossero da parte di Bankitalia critiche sostanziali. Vuol dire che, dal mio punto di vista, è una manovra ben fatta, seria che dà dei segnali importanti in una situazione con la quale ci confrontiamo e soprattutto con un tempo, rispetto al quale non era scontato che si facesse una manovra che considero politica con delle scelte politiche Penso che abbiamo fatto un buon lavoro».

 

 

GIORGIA MELONI MATTEO SALVINI CONFERENZA STAMPA MANOVRA

La questione migranti e l’annessione dei Balcani all’Ue

Sul fronte dei migranti «come Italia siamo in una tenaglia - ha spiegato la premier -. Per noi è importantissimo il tema della rotta balcanica. Per la prima volta la commissione europea ha messo il tema della rotta mediterranea come prioritario» insieme alla «difesa dei confini. Non era mai accaduto. Oggi sì. Io considero che accada» anche «perché l’Italia ha posto il problema». Il fenomeno «come è stato gestito finora non risolve il problema». +

 

La premier ha poi ammesso di non aver incontrato Macron, ma che «con la Francia i rapporti continuano, ci sono fior fiore di bilaterali con i nostri ministri, io e il presidente francese saremo al vertice di Alicante, poi al Consiglio europeo. Ma l’approccio verso i migranti non può essere un tema solo italiano». Alla domanda sulla mossa del governo in caso di nuove navi delle ong, Meloni ha risposto: «La posizione per quel che mi riguarda non cambia. Poi mi rendo perfettamente conto che la questione non va affrontata così. Va risolta passando da un dibattito che è stato poco fruttuoso sulla distanza di redistribuzione presunta, che era più presunta che reale, a un approccio per cui i confini esterni dell’Ue si difendono e si cerca di distinguere il tema della protezione umanitaria dei rifugiati da quello dell’immigrazione, che va gestito con i decreti flussi».

GIORGIA MELONI MATTEO SALVINI CONFERENZA STAMPA MANOVRA

 

 

 

 

Riforma della giustizia

Giorgia Meloni ha poi affrontato il tema della giustizia in Italia. «La riforma della giustizia credo sia prioritaria, non sono l’unica a pensarlo, e l’approccio disegnato da Nordio è condiviso dal governo. Rimango convinta che una riforma della giustizia debba avere due grandi obiettivi: garantire il massimo della garanzie agli indagati o agli imputati, ma poi la certezza della pena una volta che la sentenza di condanna passa in giudicato. Mi definisco una garantista nella fase di celebrazione de processo e una giustizialista nella fase di esecuzione della pena». Per l’occasione, ha espresso solidarietà all’attuale ministro della Giustizia, Carlo Nordio. «Credo che quello che Nordio disegna è un meccanismo di questo tipo, vanno superate alcune storture e ragionare in maniera seria e non ideologica su alcune questioni», ha aggiunto.

 

 

Il vertice Ue a Tirana

GIORGIA MELONI MATTEO SALVINI CONFERENZA STAMPA MANOVRA

In merito al vertice Ue appena terminato a Tirata, la premier si è detta «soddisfatta, era molto importante». Ha poi ricordato «la storia di amicizia e collaborazione tra Italia e questi Paesi» e, ha aggiunto, «mi pare di aver trovato quell’attenzione per il nostro ruolo che il governo sta portando avanti dall’inizio». Meloni ha citato le visite dei ministri, come Crosetto a Belgrado e a Pristina, e ha poi aggiunto che «oggi ho avuto un bilaterale con il premier serbo e uno con quello albanese: c’è grande voglia di Italia, le nostre aziende e il nostro know how sono sempre molto bene accolti ma questo si può implementare». «Per noi è importante lavorare sulla implementazione di una serie di file aperti come l’adesione all’Ue, c’è da fare ancora molto, da lavorare anche sulla cyber sicurezza», ha concluso. In merito all’ingresso dei Balcani nell’Unione europea ha affermato: «Come si sa noi siamo favorevoli, per noi l’ingresso dei Balcani nell’Ue è strategico, vale per l’Albania, per la Bosnia Erzegovina. Sono processi che richiedono del tempo e servono passi da una parte e dall’altra».

 

 

Responsabilità sul Recovery Plan

giancarlo giorgetti giorgia meloni matteo salvini

Alla richiesta di un commento all’appello del Capo di Stato alla responsabilità di tutti sul Recovery Plan, Meloni ha condivido le parole del presidente, Sergio Mattarella: «Il governo dall’inizio del suo mandato sta lavorando in maniera incessante sul tema del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Sono risorse importanti, particolarmente in una fase come quella nella quale ci troviamo ma è importante che queste risorse arrivino a terra. Ci sono una serie di questioni aperte, a partire dall’aumento dei costi delle materie prime: con 120 miliardi di euro in investimenti e l’aumento delle materie prime stimato al 35% un problema c’è però noi abbiamo dal primo giorno riconvocato la cabina di regia sul Pnrr con tutti gli attori istituzionali e non, anche con le parti sociali e stiamo lavorando con molta concentrazione su questa materia perché sicuramente è uno strumento estremamente importante nella condizione difficile in cui ci troviamo», ha sottolineato Meloni.

giancarlo giorgetti giorgia meloni matteo salvini

 

Ultimi Dagoreport

valter lavitola sigfrido ranucci bomba attentato

BOMBAROLI D’AMORE O C’E’ DELL’ALTRO? - PAOLO MIELI HA LANCIATO IL SASSO SUL CASO DELL’ATTENTATO A SIGFRIDO RANUCCI: “PUÒ DARSI, CHE QUALCUNO SI SIA INFILATO IN QUESTO RAPPORTO CON LAVITOLA PROPRIO ALLO SCOPO DI METTERE IN PIEDI UNA MISSIONE PER DANNEGGIARE RANUCCI” – CERTO, CI SONO MOLTE ZONE D’OMBRA: TUTTO GIRA INTORNO AL MOVENTE CHE HA SPINTO LAVITOLA A COMMISSIONARE L’ATTENTATO - IL FACCENDIERE VOLEVA ACCRESCERE LA POPOLARITÀ DI RANUCCI PER SPINGERLO A ENTRARE IN POLITICA? - AI MAGISTRATI HA SPIEGATO DI VOLER “SFRUTTARE” LA BOMBA PER SPINGERE LE AUTORITÀ A RAFFORZARE LA SCORTA DEL CONDUTTORE DI “REPORT”. MA SE FOSSERO QUESTE LE RAGIONI, LA CONDIZIONE INDISPENSABILE DEL PIANO ERA: NON ESSERE SCOPERTI – UN’ASSURDITA’, A PENSARCI BENE: COME POTEVANO, VALTERINO E I SUOI UOMINI, ILLUDERSI DI NON ESSERE ACCIUFFATI, DOPO UN ATTENTATO DINAMITARDO? – ECCO PERCHE’ QUALCOSA NON TORNA…

moulay hassan marocco ceuta melilla donald trump giorgia meloni pedro sanchez friedrich merz

DAGOREPORT – LA CRISI SUI FLUSSI MIGRATORI TRA ITALIA E SPAGNA È APPESA A CIÒ CHE SUCCEDERÀ DOMANI, 15 AGOSTO: UNA NUOVA “INVASIONE” È STATA MINACCIATA SUI SOCIAL MAROCCHINI A CEUTA E, SOPRATTUTTO A MELILLA, L’ALTRA EXCLAVE SPAGNOLA NEL PAESE NORD-AFRICANO – E QUI SI ARRIVA AL VERO NODO IRRISOLTO DELLA QUESTIONE, CHE NON RIGUARDA L’ITALIA, MA IL MAROCCO E LA ROTTURA DELL'ACCORDO CON LA SPAGNA. A RABAT MOHAMMED VI FORMALMENTE HA SULLA CAPOCCIA LA CORONA, MA A GOVERNARE DI FATTO È IL FIGLIO, IL 23ENNE MOULAY EL HASSAN, BEN SUPPORTATO DA MADRE E SORELLA NELLA SUA ASCESA PER DIVENTARE IL “BIN SALMAN MAROCCHINO” – L’ALLEGRO TERZETTO, ACCOMPAGNATO DA NUMEROSA CORTE ALLE PRESE CON BEN 224 VALIGIE, HA SVACANZATO A LUGLIO A CAPRI DOVE AVREBBERO TROVATO IL TEMPO DI INTRATTENERSI CON EMISSARI DELLA GALASSIA “MAGA” – E DIVENTA SEMPRE PIÙ PLAUSIBILE CHE L'"ISPIRAZIONE" AL PRINCIPE MAROCCHINO PER L'OPERAZIONE CEUTA ABBIA IL MARCHIO DEL SOVRANISMO USA - SE TRUMP S’È BUTTATO A PESCE CON LE SUE ARMATE DI TROLL E ACCOUNT SOCIAL PER SOFFIARE SUL FUOCO DELL’''INVASIONE'', LA SUA EX "AMICA SPECIALE" GIORGIA MELONI È ANDATA A SBATTERE SUL “MURO DI BERLINO” DI MERZ… - VIDEO

craxi di pietro napolitano

VIDEO-FLASH! - NON CAMBIA UN CAZZO: PRIMA C'ERANO IL KGB E I SERVIZI BULGARI CON LE LORO RICETRASMITTENTI, OGGI CI SONO I "MAGA" E I "PUPAZZI PREZZOLATI" DI PUTIN - LE PAROLE VERE, TRAGICHE E ATTUALISSIME PRONUNCIATE DA BETTINO CRAXI NELL’INTERROGATORIO DEL 19 DICEMBRE 1993 DAVANTI A DI PIETRO, AL PROCESSO CUSANI: "I PARTITI ERANO TENUTI A PRESENTARE I BILANCI IN PARLAMENTO E I BILANCI ERANO SISTEMATICAMENTE FALSI” – “C’ERA UN REFLUSSO CHE PROVENIVA DALL’UNIONE SOVIETICA CHE COSTITUIVA UNA DELLE VOCI PRINCIPALI DEL FINANZIAMENTO DEL PARTITO COMUNISTA - NON È CREDIBILE CHE IL PRESIDENTE DELLA CAMERA, GIORGIO NAPOLITANO, CHE È STATO PER MOLTI ANNI MINISTRO DEGLI ESTERI DEL PARTITO COMUNISTA E AVEVA RAPPORTI CON TUTTE LE NOMENCLATURE COMUNISTE DALL'ESTERO, A PARTIRE DA QUELLA SOVIETICA, NON SI SIA MAI ACCORTO DEL GRANDE TRAFFICO CHE AVVENIVA SOTTO DI LUI, TRA I VARI RAPPRESENTANTI E AMMINISTRATORI DEL PARTITO COMUNISTA E I PAESI DELL'ESTERO…”

giorgia meloni roberto vannacci antonio tajani

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI PASSERÀ IL FERRAGOSTO CON UNA MARGHERITINA IN MANO: AL POSTO DEL "M'AMA/NON M'AMA" CHE LA FACEVA SOSPIRARE DA ADOLESCENTE, IL DILEMMA SARÀ: "VANNACCI SÌ - VANNACCI NO?" - A FACILITARLE LA DECISIONE CI PENSA IL GENERALE, SEMPRE PIÙ CONVINTO DI NON FARSI IMBARCARE IN MAGGIORANZA: MEGLIO RESTARE ALL’OPPOSIZIONE, SPARARLA SEMPRE PIÙ GROSSA E INGROSSARE LA SUA "SPORCA DOZZINA" – IN ATTESA DI SCIOGLIERE IL DILEMMA, LA DUCETTA HA MESSO IN MOTO LA CONTROFFENSIVA: SE L’EX GENERALE DELLA FOLGORE, DOPO AVER PROSCIUGATO LA LEGA, ORA STA DRENANDO VOTI ANCHE A FRATELLI D’ITALIA (E NEL SUD PURE AI 5STELLE), PERCHE' NON RIACCIUFARE I CONSENSI AL CENTRO? DETTO, FATTO: MESSI IN STAND-BY I SUOI COLONNELLI COL FEZ, HA RILANCIATO SULLA SCENA IL SUO EX MAGGIORDOMO DI FORZA ITALIA. COSÌ SI SPIEGA LA PRESENZA A SANT’ANNA DI STAZZEMA DI ANTONIO TAJANI, E L’IMPROVVISA ACCELERAZIONE ANTIFASCISTA DELL'EX MONARCHICO CIOCIARO... - VIDEO

theodore kyriakou enrico mentana cnn

FLASH – A CHE PUNTO E' LA “CNN ITALIANA” BY KYRIAKOU-MENTANA, IL CUI DECOLLO E' PREVISTO PER IL PROSSIMO GENNAIO? - SFUMATE LE TRATTATIVE SUL CANALE “NOVE” E “TV8”, IL MAGNATE GRECO SI SAREBBE RASSEGNATO A PRENDERE IN “AFFITTO” DA DISCOVERY IL CANALE 52, VICINO ALLE ALTRE ALL NEWS, DOVE ORA C’È “DMAX” – IL PROBLEMA È IL COSTO DELL’OPERAZIONE: TRA RETE, TECNICI, GIORNALISTI E IL CONTRATTONE DI CHICCO, VERREBBE A COSTARE SUI 25 MILIONI DI EURO ALL’ANNO, MENTRE I RICAVI PUBBLICITARI STIMATI SI FERMEREBBERO A 6. UN DEFICIT SOSTENIBILE? - KYRIAKOU CONFIDA NEL “BRAND” CNN, MA I BILANCI DELLE ALL NEWS ITALIANE NON È RASSICURANTE. SKYTG24 E TGCOM RESISTONO (CON PERDITE), RAINEWS DRENA MILIONI ALLA TV PUBBLICA PER COLPA DELLE MANCATE SINERGIE: OGNI TG HA I SUOI INVIATI E REDATTORI, CREANDO DOPPIONI INUTILI…

sergio cola

LA VITA È STRANA, LAVITOLA DI PIÙ – CHE COINCIDENZA: L’AVVOCATO DI VALTERINO, SERGIO COLA, L’UOMO DEL “NO COMMENT” ALLA DOMANDA SULLA CONSAPEVOLEZZA DI RANUCCI DELL’ATTENTATO, È UN UOMO DI DESTRA, DA SEMPRE – GIÀ DEPUTATO DI ALLEANZA NAZIONALE PER TRE LEGISLATURE, FINO A 20 ANNI FA, HA PARTECIPATO A MOLTE INIZIATIVE PER IL “SÌ” AL REFERENDUM COSTITUZIONALE SULLA GIUSTIZIA. E NEGLI ULTIMI TEMPI AVREBBE RIPRESO CON RINNOVATO VIGORE L’ATTIVITÀ POLITICA, CON FRATELLI D’ITALIA (AL PADRE, ARTURO, FU INTITOLATA L’ANNO SCORSO LA SEZIONE DEL PARTITO DI MELONI A SAN GIUSEPPE VESUVIANO) - COME MAI VALTER LAVITOLA HA SCELTO, TRA I TANTI AVVOCATI POSSIBILI, PROPRIO UNO COSÌ LEGATO A FDI, IL PARTITO CHE PIÙ DI TUTTI HA ATTACCATO SIGFRIDO RANUCCI E NON VEDE L'ORA DI BUTTARLO FUORI DALLA RAI? ANCHE PERCHÉ, COME SCRIVE "MOWMAG", DI LAVITOLA, SERGIO COLA NON È AFFATTO LO STORICO DIFENSORE. E ALLORA PERCHÉ IL FACCENDIERE SI FA DIFENDERE DA UN LEGALE COSÌ DI PARTE E COSÌ VICINO A UN PARTITO? AH, SAPERLO...