cecilia sala giorgia meloni abedini elon musk joe biden donald trump elisabetta vernoni

DAGOREPORT - IL PIANO MESSO A PUNTO SULL’ASSE ROMA-MAR-A-LAGO-TEHERAN, PER SCIOGLIERE IL NODO ABEDINI-SALA, SULLA CARTA ERA BEN STUDIATO PER NON FAR PERDERE LA FACCIA A NESSUNO - IL BLITZ A MAR-A-LAGO DELLA MELONI DOVEVA SEMBRARE SOLO UN “OMAGGIO” A TRUMP - NELLA TRATTATIVA DIPLOMATICA E DI INTELLIGENCE CON L’IRAN, IL RILASCIO DELLA SALA NON DOVEVA ESSERE COLLEGATO CON LA LIBERAZIONE DI ABEDINI - BISOGNAVA SALVARE LA FACCIA: IL 9 E' ATTESO A ROMA  BIDEN PER INCONTRARE PAPA BERGOGLIO, MATTARELLA E LA PREMIER - UNA VOLTA DECOLLATO IL PRESIDENTE USCENTE, CON CECILIA SALA TORNATA A CASA, SI SAREBBE POTUTO PROCEDERE ALLA LIBERAZIONE DI ABEDINI. UNO “SGARBO” ALL’AMMINISTRAZIONE BIDEN E NON A QUELLA DI TRUMP, CHE SI INSEDIA IL PROSSIMO 20 GENNAIO - ORA SARÀ PURE RIMBAN-BIDEN MA JOE GLI SCHIAFFI ANCORA LI SENTE E HA DISDETTATO IL VIAGGIO ROMANO - IL VELO DI SILENZIO SULLA TRATTATIVA MELONI-TRUMP, CAMUFFATA DA “OMAGGIO AL NEO PRESIDENTE”, VIENE STRAPPATO DALLA MAMMA DI CECILIA SALA CHE RINGRAZIA ELON MUSK PER AVER RESO POSSIBILE L'INCONTRO DI MAR-A-LAGO…

DONALD TRUMP GIORGIA MELONI

DAGOREPORT

Il piano messo a punto sull’asse Roma-Mar-a-lago-Teheran, per sciogliere il nodo Abedini-Sala, sulla carta era ben studiato per non far perdere la faccia a nessuno. Fin quando non è intervenuto il solito diavoletto, quello che fa le pentole ma non i coperchi.

 

Che fare, si è chiesta Giorgia Meloni, dopo l’arresto del 16 dicembre scorso della “spia” iraniana all’aeroporto Malpensa di Milano su richiesta ufficiale del Dipartimento di Stato americano (con allegato un ricco dossier su Abedini, accusato di trafficare in tecnologia “dual use” per i droni dei pasdaran e per questo “dalle mani sporche di sangue americano”), a cui gli ayatollah di Teheran hanno fatto seguire, dopo appena 48 ore, il “sequestro” di Cecilia Sala?

L ARRIVO DI CECILIA SALA ALL AEROPORTO DI ROMA CIAMPINO

 

Un dilemma bilama per l’atlantismo “senza se e senza ma” della premier: un rifiuto di Palazzo Chigi all’estradizione in Usa dell’ingegnere iraniano (che per la giustizia italiana non ha commesso nessun reato) in cambio della liberazione della giornalista italiana, quali reazioni avrebbe innescato da parte degli Stati Uniti?

 

A tale proposito, il quotidiano “Wall Street Journal” scrive: "Giorgia Meloni sapeva che il rilascio di Abedini come parte di uno scambio di prigionieri rischiava di irritare gli Stati Uniti, incluso il presidente entrante Donald Trump, che dovrebbe rinnovare la sua politica di 'massima pressione' sull'Iran”.

DONALD TRUMP - ELON MUSK - GIORGIA MELONI

 

Ma il destino vuole che il fattaccio avvenga nel periodo di transizione da una presidente all’altro. Dall’amministrazione Biden a quella di Trump. Meloni, il 29 dicembre, dodici giorni dopo l’arresto di Abedini, chiede aiuto al suo caro amico Elon Musk: una conversazione nella quale entra la voce angosciata della mamma di Cecilia Sala. 

 

A quel punto, il ketamico si adopera per convincere Trump ad attovagliare la Statista della Garbatella a Mar-a-lago, in Florida. Il caso Sala-Abedini deve essere assolutamente fuori dal motivo del blitz: solo un “omaggio” al presidente eletto, accompagnato da una cena e dalla proiezione di un documentario complottista sul “furto” di Biden a spese di Trump alle presidenziali del 2020.

 

cecilia sala 1

Difatti, sull’improvviso e irrituale viaggio a casa di colui che prenderà possesso della Casa Bianca a partire dal 20 gennaio e che diventa uno sgarbo istituzionale inferto al presidente in carica Joe Biden, Meloni non apre bocca mentre Trump la riassume così alla stampa: "Gli altri leader hanno mostrato grande rispetto per il nostro Paese. La premier italiana Meloni è volata fin qui per poche ore solo per vedermi".

 

Cosa si è portata a Palazzo Chigi da Mar-a-lago, Giorgia dei Due Mondi? Lo scrive “Il Fatto Quotidiano”: “Fonti governative italiane accreditano una disponibilità del tycoon, specie se la partita si chiuderà prima del 20 gennaio e dunque con Joe Biden ancora alla Casa Bianca, senza macchiare con un “no” la relazione tra Meloni e Trump”.

 

Mohammad Abedini najafabadi

Nella complessa trattativa diplomatica e di intelligence con l’Iran, il rilascio della Sala non doveva essere collegato con la liberazione dalle patrie galere di Abedini, prevista nelle prossime settimane. Bisognava salvare la faccia: il 9 era previsto l’atterraggio a Roma di Biden per un incontro con Papa Bergoglio, il 10 era in agenda un appuntamento quirinalizio con Mattarella e sabato 10 un colloquio con la premier di Palazzo Chigi (con Abedini in attesa del giudizio della Corte di Appello di Milano). Passata la festa, gabbato il santo: una volta decollato il presidente uscente, con Sala tornata a casa, si sarebbe potuto procedere alla liberazione di Abedini.

 

DONALD TRUMP E GIORGIA MELONI A PARIGI PER L INAUGURAZIONE DI NOTRE DAME

 

Intanto il velo di silenzio sulla trattativa Meloni-Trump, camuffata da “omaggio al neo presidente”, viene strappato dalla mamma di Cecilia Sala che, travolta dalla felicità di riabbracciare la figlia, si sente in dovere di ringraziare i buoni uffici di Musk: “Quando viene in Italia gli cucino qualcosa di buono”.

 

“Tutto quello che vuole’’, cinguetta il tenero Elon con il suo galoppino italico Andrea Stroppa che pubblica una foto del genio svalvolato con un fumante piatto di spaghetti.

 

Ora sarà pure rimban-Biden ma Joe non è un cojone: gli schiaffi ancora li sente. E dopo aver visto la “sua” Giorgia intenta a baciare la pantofola a Trump, il presidente uscente degli Stati Uniti ha deciso di cancellare il viaggio in Italia, con la scusa ufficiale legata agli incendi a Los Angeles (come se si mettesse lui con il secchiello a spegnerli).

 

Va infine aggiunto che lo schiaffo di Meloni a Biden ha fatto piacere anche a Trump, indispettito per il mese di lutto deciso dalla Casa Bianca per la scomparsa dell’ex presidente Carter: ciò comporterà che il suo insediamento avverrà con le bandiere a stelle e strisce a mezz’asta. Roba da grattarsi i cabasisi.

Mohammad Abedini najafabadiMohammad Abedini najafabadiINAUGURAZIONE DI NOTRE DAME - DONALD TRUMP E GIORGIA MELONIcecilia sala 2cecilia sala daniele raineri 1DONALD TRUMP ELON MUSK E GIORGIA MELONI A PARIGI PER L INAUGURAZIONE DI NOTRE DAME

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…