riarmo europeo armi unione europea giuseppe conte elly schlein giorgia meloni antonio tajani matteo salvini

NEL CENTRODESTRA VOLANO STRACCI E ARMI – ALLA CAMERA LA MAGGIORANZA APPROVA UNA MOZIONE SUL PIANO DI RIARMO EUROPEO SENZA CITARE MAI LA PAROLA “RIARMO”, PER TENERE BUONO SALVINI, CHE ALTRIMENTI NON AVREBBE MAI ACCETTATO IL TESTO – IN AULA IL LEGHISTA, SIMONE BILLI, È NETTO: “CI OPPONIAMO A QUESTI 800 MILIARDI DI DEBITI PER IL RIARMO”. IL PD ATTACCA: “IN UN'ALTRA EPOCA SI SAREBBE ANDATI AL QUIRINALE PER UNA VERIFICA DI GOVERNO” – MA L’OPPOSIZIONE È ANCORA PIÙ SPACCATA SUL TEMA, CON SEI MOZIONI DIVERSE PRESENTATE, AVS E M5S CONTRARI AL REARM EU, AZIONE E RENZIANI FAVOREVOLI E I DEM NEL MEZZO…

1 - IL PIANO EUROPEO PER LA DIFESA CREA FIBRILLAZIONI NEL GOVERNO E L'OPPOSIZIONE SI SPACCA

Estratto dell’articolo di Federico Capurso per “la Stampa”

 

antonio tajani, giorgia meloni e matteo salvini in senato foto lapresse

Intorno al Piano di riarmo [...] va in scena ancora una volta, alla Camera, il balletto dei partiti di centrodestra e di centrosinistra. Una tarantella da cui emergono posizioni all'apparenza inconciliabili nell'opposizione e, cosa ancor più preoccupante, nelle forze di governo.

 

Nel pomeriggio di ieri vengono infatti votate sette mozioni diverse sul ReArm Eu (recentemente ribattezzato "Readiness 2030") presentato dalla Commissione europea: Avs e M5S si dicono contrari, a differenza di Azione, Iv e +Europa che invece restano favorevoli, mentre il Pd, a metà del guado, chiede «una radicale revisione» del piano, ma non lo boccia né lo approva.

 

UNIONE EUROPEA – ARMI E DIFESA

Dall'altra parte, il centrodestra presenta una mozione sul piano di riarmo senza citare mai la parola "riarmo", altrimenti la Lega non l'avrebbe votata. L'unico testo approvato è quello di maggioranza, con cui si impegna il governo a «proseguire nell'opera di rafforzamento delle capacità di difesa e sicurezza nazionale, al fine di garantire, alla luce delle minacce attuali e nel quadro della discussione in atto in ambito europeo in ordine alla Difesa Ue, la piena efficacia dello strumento militare».

 

In altre parole, non si dice di no al piano della Commissione Ue, lasciando la strada libera a un sì, ma senza esplicitarlo. È l'unico modo per far ingoiare la mozione alla Lega che, come sostengono in Aula le truppe di Matteo Salvini, «mantiene una posizione sempre contraria al piano di riarmo della presidente Von der Leyen, che ci porterebbe in situazioni non di pace». [...]

 

GIORGIA MELONI STRETTA TRA SALVINI E TAJANI SU POLITICO

Ai leghisti viene lasciata libertà di dirsi contrari a parole, purché al momento del voto si dicano favorevoli a proseguire il rafforzamento militare nazionale, che passa - evidentemente - anche dal piano Readiness 2030.

 

La maggioranza «non ha neanche il coraggio e la dignità di scrivere la parola riarmo», attacca Giuseppe Conte, spalleggiato da Avs che si scaglia contro «la Lega fanfarona» che dice una cosa e ne vota un'altra.

 

Nel centrodestra poggiano tutto il peso delle loro divisioni su una postilla scritta sulla sabbia: «Siamo d'accordo negli investimenti sulla Difesa, purché non si acquistino munizioni o armi». Ma come fanno notare dal centrosinistra, che almeno su questo ritrovano una certa unità, somiglia tanto al «gioco delle tre carte». Perché tutti sanno che spostando i fondi da cui attingere e liberandone altri, armi e munizioni verranno comunque acquistate, come è normale che sia.

 

angelo bonelli giuseppe conte nicola fratoianni manifestazione contro il riarmo foto lapresse

I Dem sostengono, con qualche ragione, che «in un'altra epoca si sarebbe andati al Quirinale per una verifica di governo». Oggi, invece, ognuno si sente libero di mettere i piedi in una posizione possibilmente diversa da quella degli alleati, più che da quella degli avversari.

 

Se Forza Italia si esprime a favore della Difesa comune europea, la Lega controbatte che è un progetto «impossibile perché la Ue è divisa, inefficiente e governata da burocrati». Differenze che costano poco, a conti fatti, se la Difesa europea non è ancora altro che un'idea: via libera ai distinguo. [...]

 

Intanto, all'orizzonte si staglia lo spettro di una possibile richiesta di scostamento di bilancio (tra i 3 e gli 8 miliardi) necessaria per investire nel comparto della Sicurezza e provare ad avvicinarsi un altro po' a quella soglia del 2% di spesa militare in rapporto al Pil come da accordi nella Nato. La trattativa del governo con l'Europa è appena iniziata, i partiti di maggioranza partono da posizioni distanti anni luce, ma c'è chi già scommette che neanche questo riuscirà a far terminare il gran ballo.

 

2 - DALLA MOZIONE DELLA DESTRA SPARISCE LA PAROLA RIARMO “MAGGIORANZA SPACCATA”

Estratto dell’articolo di Gabriella Cerami per “la Repubblica”

 

UNIONE EUROPEA – ARMI E DIFESA

In Aula i deputati sia di maggioranza sia di opposizione strabuzzano gli occhi quando prende la parola il leghista Simone Billi: «Noi ci opponiamo fermamente a questi 800 miliardi di debiti». A Montecitorio è in corso il dibattito sul piano di riarmo europeo con relativo voto sulle sei mozioni presentate, una di maggioranza e cinque di opposizione. Stefano Graziano, il capogruppo del Pd in commissione Difesa, scuote la testa e osserva: «In un’altra epoca si sarebbe andati al Quirinale a fare una verifica di governo. C’è un problema serio nella maggioranza ».

 

[...]  I leghisti sin da subito hanno bocciato il piano, mentre Forza Italia lo sostiene con l’obiettivo di arrivare a una difesa comune europea. Le ripercussioni di tutto questo sono piombate ieri alla Camera. Il testo della maggioranza, che avrà il via libera con 144 voti a favore, per mettere d’accordo le forze di governo fa sparire la parola ReArm. Un’anomalia, secondo le opposizioni, che protestano durante tutto il corso dei lavori, chiedendone anche la sospensione.

 

matteo salvini giorgia meloni. antonio tajani

E infatti la mozione finisce sul tavolo della Giunta del regolamento perché, stando all’articolo 112, non si potrebbe abbinare il testo del centrodestra alle altre mozioni in un dibattito incentrato proprio sul piano di ReArm. Si vedrà quale sarà la decisione.

 

[...]  Riccardo Magi di +Europa fa notare che «non è possibile che si votino documenti che non corrispondono a quello che si è detto in Aula». Parla di «trucco» Davide Faraone di Italia viva e Ettore Rosato di Azione aggiunge che dentro la mozione «c’è il nulla». Poi Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli di Avs definiscono Matteo Salvini «un fanfarone».

 

giuseppe conte francesco boccia manifestazione contro il riarmo foto lapresse

Tuttavia anche le opposizioni, le cui mozioni sono state tutte bocciate, non hanno una linea comune, piuttosto sono emerse le tre idee differenti. C’è chi boccia la proposta europea senza appello, come Avs e M5S. «Meloni svende l’Italia», dice Giuseppe Conte. Chi invece la sostiene, come +Europa, Azione e Italia viva. Il Pd, infine, si pone nel mezzo, con la richiesta di una «revisione radicale» del Piano di von der Leyen, indicando come obiettivo primario la difesa comune europea.

giuseppe conte manifestazione contro il riarmo foto lapresse

 

Ultimi Dagoreport

daniela santanche giorgia meloni giorgio mottola

COME MAI LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” HA DECISO LA “DESANTANCHEIZZAZIONE” DEL GOVERNO SOLO ADESSO, PUR AVENDO AVUTO A DISPOSIZIONE PIÙ DI TRE ANNI DI CASINI GIUDIZIARI PER METTERLA ALLA PORTA? - NON È CHE ALL’INDOMANI DELLA DISFATTA, MAGARI LEGGENDO UN POST SU FACEBOOK DI “REPORT” (‘’I SOLDI DELLA SOCIETA’ INDAGATA PER MAFIA A DANIELA SANTANCHE’ E LE OMBRE SUI “SALVATORI” DI VISIBILIA’’), LA PREMIER E IL SUO ENTOURAGE DI PALAZZO CHIGI HANNO SENTITO ODOR DI BRUCIATO E PRESO LA PALLA AL BALZO PER BUTTARE FUORI L’INSOSTENIBILE MINISTRO DEL TURISMO? GIÀ IL GIORNO DELLA SCONFITTA, IL RICHELIEU DI PALAZZO CHIGI, FAZZOLARI AVEVA MESSO IN CONTO LA POSSIBILE REAZIONE DI UNA MAGISTRATURA RINGALLUZZITA DALLA VITTORIA, PREANNUNCIANDO CHE “L’AZIONE (DELLE TOGHE) POTREBBE DIVENTARE PIÙ INVASIVA" - E OGGI, LA PROCURA DI ROMA HA RICICCIATO IL CASO SOGEI CON PERQUISIZIONI AL MINISTERO DELLA DIFESA E IN UNA SERIE DI SOCIETÀ PUBBLICHE TRA CUI TERNA, RETE FERROVIARIA ITALIANA, POLO STRATEGICO NAZIONALE...

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?