nicola piovani

“RESTO DI SINISTRA. LE IDEE BELLE VIVONO A PRESCINDERE DALLE STORTURE DI CHI LE APPLICA POLITICAMENTE” – IL PREMIO OSCAR NICOLA PIOVANI LE SUONA A TRUMP: “UNA MACCHIETTA TRAGICA, UN DELINQUENTE COMICO-NARCISISTA. TUTTI SPERIAMO CHE “LA PIÙ GRANDE DEMOCRAZIA DEL MONDO” TROVI PRESTO GLI ANTICORPI PER LIBERARSI DA QUESTO VIRUS. E ANCHE DA CHI VORREBBE DARGLI IL NOBEL PER LA PACE” – “SU GAZA NON C’È MUSICA PENSABILE” – BENIGNI E LE CHIACCHIERATE SULLE LINGUINE AL TONNO, IL TUMORE E IL MATRIMONIO A 79 ANNI: “È UNO DEI POCHI MOTIVI GIOIOSI PER CUI DESIDERO RESTARE AL MONDO IL PIÙ POSSIBILE...” (ANCHE STAVOLTA NON DICE NULLA SUL CELEBRE BACIO CON GIOVANNA MELANDRI)

Francesca Angeleri per corriere.it - Estratti

 

Nicola Piovani, il 26 maggio ha compiuto 80 anni. La vita è (sempre) bella? 

nicola piovani 1

«La bellezza è negli occhi di chi guarda, dice un antico proverbio cinese». 

 

È uscito da poco un suo nuovo libro, «Volano le canzoni», edito da La nave di Teseo, che prende spunto da un programma che realizzò su Radio3. È un regalo che si è fatto? 

«È un regalo che mi ha fatto Elisabetta Sgarbi, e gliene sono grato». 

 

E dove è nata l’idea? 

«In un bel ristorante milanese. Eravamo a tavola con lo staff de La nave di Teseo e Milo Manara, davanti a un buon risotto. Elisabetta in quel frangente mi ha lanciato la proposta: trarre un volume dalle 15 puntate di quella trasmissione del 2018 in cui avevo chiacchierato a lungo con Valentina Lo Surdo. Lì per lì non ero convinto». 

Ma? 

«Elisabetta ha idee ben chiare e sa essere convincente. Prima del dessert avevamo già deciso il titolo e Manara aveva accettato di disegnare la copertina. Lo Surdo è stata preziosa nel ricostruire il testo». 

 

Si definisce un «devoto ascoltatore» di Radio3. Da sempre? 

nicola piovani

«Ero ragazzino. Se non fosse stato per Radio3 che all’epoca si chiamava Terzo Programma, probabilmente non sarei mai venuto a conoscenza della musica classica. 

Non mi sarei infiammato di passione per Haydn, Chopin, Stravinsky. In casa mia si ascoltavano solo canzoni. Tuttora ascolto Radio3 metodicamente, per gratitudine». 

 

Nel libro le chiama «canzonette», in senso positivo. Quali risuonavano nel suo cortile al quartiere Trionfale di Roma? 

«Avevamo due radio a valvole in due stanze diverse, accese contemporaneamente sullo stesso canale che trasmetteva Sanremo: Claudio Villa, Modugno, Betty Curtis, Joe Sentieri, Sergio Bruni...». 

 

(…)

 

Quando Morricone ricevette l’Oscar rimase pietrificato per l’emozione. Lei cosa provò? A chi pensò? 

«Morricone era molto sorpreso, il premio era del tutto inaspettato. Il mio pensiero andò ai miei genitori che non c’erano più: si erano persi questa festa che li avrebbe resi molto orgogliosi. E anche ai miei figli, sapevo che avrebbero goduto della notizia». 

 

nicola piovani

I suoi figli sono frutto del suo primo matrimonio. Oggi lei è sposato con la sassofonista Marina Cesari con cui condivide anche un percorso professionale. Per prima vi ha uniti la musica? 

«Non ne parlo con disinvoltura... mi sono sposato un anno fa, in forma privatissima, con Marina, che è uno dei pochi motivi gioiosi per cui desidero restare al mondo il più possibile. Oltre a lei, anche per i miei figli Duccio e Rocco che sono per me motivo di tanta, compiaciuta soddisfazione e serenità.  Tutte le mattine, appena mi sveglio, ringrazio il cielo di avermeli regalati». 

 

Ha avuto più gioie da padre o da nonno? 

«Difficile misurare. Milo è un nuovo incantesimo, un miracolo che avevo dimenticato. Mi rinfresca la memoria». 

 

Lei ha lavorato ed è stato amico con i più grandi artisti del secolo scorso. Ma il suo connubio con Roberto Benigni è forse quello più conosciuto, più luccicante e suggestivo per il pubblico, anche grazie all’Oscar ovviamente. Che alchimia c’è tra voi? 

«L’amicizia per me è uno dei più preziosi luoghi del nostro animo. L’amicizia con Roberto risale a prima che lavorassimo insieme. È antica e profonda, e si coniuga con l’immensa ammirazione che ho per l’artista. Fra le tante sue doti sceglierei il coraggio: di osare, di rischiare, di esplorare, senza il quale avrebbe passato la vita a fare fotocopie dell’ Inno del corpo sciolto. Peraltro, un magnifico pezzo». 

 

Cosa le resta di più caro fatto con Benigni? 

nicola piovani foto mezzelani gmt23

«Le lunghe chiacchierate sulla ricetta delle linguine al tonno, o su Kafka e su Berlusconi». 

Sfiorò anche Vittorio De Sica. 

«Ho sempre ammirato il suo genio da lontano, ma non l’ho mai conosciuto veramente. Tranne una volta, un fugace incontro in cui lo accompagnai al pianoforte su Parlami d’amore Mariù »

 

C’è una delle sue colonne sonore che vorrebbe cambiare? 

«Tante. Quando riascolto quello che ho scritto, la voglia di intervenire e modificare è sempre forte. Per quello mi piace concentrarmi sulle prossime partiture». 

 

È sempre «inossidabilmente di sinistra»? 

nicola piovani

«Sempre di più. Le idee belle vivono a prescindere dalle storture di chi le applica politicamente. Non si smette di essere cristiani perché qualcuno ha fatto le crociate, non si smette di amare la democrazia perché qualcuno in suo nome bombarda asili d’infanzia.

 

L’inquisizione, lo stalinismo, sono deviazioni criminali di idee belle e sante che rimangono belle e sante. Il nazifascismo, invece, non è una deviazione: è la realizzazione di idee brutte e scellerate». 

nicola piovani

 

Lei dall’America ha avuto tanto, l’Oscar certo, ma anche molti di quei valori e di quelle ideologie di cui la sua generazione, quella del ’68, si è nutrita. L’ha delusa? 

«Hanno eletto un presidente che è una macchietta tragica, un delinquente comico-narcisista, che somiglia a Ubu Re di Jarry. Tutti speriamo che “la più grande democrazia del mondo” trovi presto gli anticorpi per liberarsi da questo virus. E anche da chi vorrebbe dargli il Nobel per la Pace». 

 

Che tema musicale comporrebbe per Gaza? 

«Non saprei scrivere neanche una nota sulla tragedia di Gaza. L’orrore e l’impotenza in cui ci troviamo sono insopportabili. Assistiamo a questo sterminio in televisione, fra i nostri confort domestici. Per me, non c’è musica pensabile». 

 

il bacio tra giovanna melandri e nicola piovani

Ha affrontato un tumore. L’ha cambiata? 

«Alla malattia reagiamo tutti in modi diversi, e tutti sono rispettabili. Chi la tace come un tabù, chi la spettacolarizza. Io non l’ho nascosta, ma non ne ho neanche molto parlato. Quando le malattie ti mettono di fronte al fine vita, se sopravvivi, puoi farne tesoro. La vita diventa più preziosa. Io cerco di dedicarmi di più alle cose essenziali dell’esistenza e trascurare le futilità e le perdite di tempo. Soprattutto le persone noiose, i rituali vuoti». 

 

(…)

nicola piovani 4nicola piovani roberto benignifellini piovaninicola piovaninicola piovani (2) ricevimento quirinale 2 giugno 2024 romano prodi e nicola piovani foto mezzelani gmt13

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