PRESTO, METTIAMO IN SICUREZZA I SOLDI PRIMA CHE ARRIVINO I “PUZZONI”! – LA PRESIDENTE DELLA BCE, CHRISTINE LAGARDE, POTREBBE DIMETTERSI IN AUTUNNO, PER PERMETTERE A MACRON DI BLINDARE LA SUCCESSIONE E PROTEGGERE L’ECONOMIA EUROPEA E FRANCESE PRIMA CHE ALL’ELISEO ARRIVINO MARIN LE PEN O JORDAN BARDELLA – PARTE IL TOTO-NOMI PER LA SUCCESSIONE: IN POLE LO SPAGNOLO DE COS, APPOGGIATO DA MARIO DRAGHI, MA CON POSIZIONI POCO GRADITE AI TEDESCHI O L’OLANDESE KLAAS KNOT, IN CERCA DI SPONDE IN ITALIA E CON OTTIMI RAPPORTI CON LA GERMANIA. BERLINO VALUTA LA CANDIDATURA DI JOACHIM NAGEL, DESTINATO A BRUCIARSI (LA GERMANIA HA GIÀ LA PRESIDENZA DELLA COMMISSIONE UE CON URSULA)
Estratto dell’articolo di Fabrizio Goria per “la Stampa”
EMMANUEL MACRON E CHRISTINE LAGARDE AL FORUM DI DAVOS – FOTO LAPRESSE
Il tempo delle smentite sta scadendo. «Non vi sbarazzerete di me prima del 2027», ha scandito Christine Lagarde lo scorso 23 luglio […]. Una dichiarazione, secondo un numero crescente di analisti e investitori, solo di facciata e che potrebbe essere fugata dai fatti entro la fine di ottobre.
Uno stratagemma […] per celare una strategia definita sull'asse franco-tedesco. Le voci di un suo addio anticipato alla guida della Banca centrale europea (Bce) […] disegnano un'uscita di scena calcolata. Lasciare l'Eurotower nell'autunno del 2026 permetterebbe a Emmanuel Macron di blindare la successione prima che l'onda d'urto della destra francese del Rassemblement National travolga la corsa per l'Eliseo.
Le indiscrezioni convergono sulla necessità di sottrarre la politica monetaria alle turbolenze del voto transalpino. Molti osservatori […] si aspettano indicazioni sul futuro di Lagarde al consiglio direttivo del 10 settembre nella sede della Bundesbank a Francoforte, cornice dal forte valore simbolico per delineare la transizione in uno scenario di fitta incertezza. Possibile che arrivino.
Rinnovare i vertici europei con largo anticipo ricalcherebbe il modello adottato alla Banca di Francia, dove François Villeroy de Galhau ha rassegnato le dimissioni per favorire la nomina di Emmanuel Moulin.
Parigi intende replicare lo schema su scala continentale per blindare l'istituto dalle incognite politiche. «Non è detto che funzioni, ma potrebbe essere una sorta di rete di protezione», rimarca una fonte diplomatica.
Il ruolo di Lagarde […] si limiterebbe a una «consulenza macroeconomica» per «tutti i candidati che chiederanno gli scenari per l'eurozona». Il tempismo risulta cruciale per gli equilibri del comitato esecutivo con i mandati di Philip Lane e Isabel Schnabel in scadenza nel 2027.
EMMANUEL MACRON CHRISTINE LAGARDE
Una permanenza oltre la prossima primavera renderebbe impossibile per l'esecutivo francese nominare un proprio candidato, aprendo la strada a un governo di estrema destra propenso a usare la leva monetaria per arginare il debito di Parigi.
I potenziali successori non si nascondono e hanno già avviato la campagna elettorale.
Klaas Knot e Pablo Hernández de Cos rappresentano candidati in movimento per tessere alleanze. L'olandese Knot vanta un profilo istituzionale di livello forgiato in quattordici anni alla De Nederlandsche Bank e al Fondo monetario internazionale. La sua figura garantirebbe una mediazione solida con la Germania sull'utilizzo del Transmission Protection Instrument, lo scudo minacciato dai ricorsi della Corte costituzionale tedesca.
MARIO DRAGHI - DISCORSO SUI PUPAZZI PREZZOLATI - 16 SETTEMBRE 2022
Un intervento a sostegno della Francia, zavorrata da un deficit al 5,1% e un debito al 118% del Pil, richiederebbe condizionalità rigorose che Knot saprebbe imporre con credibilità. L'olandese è l'uomo forte supportato dall'Eliseo, in cerca di sponde a Roma con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il titolare del Tesoro Giancarlo Giorgetti e il governatore della Banca d'Italia Fabio Panetta.
Ma gode di supporto trasversale per caratura tecnica anche lo spagnolo Hernández de Cos, appoggiato dall'ex presidente Bce Mario Draghi. Lo spagnolo preme per forme di debito comune e per l'assicurazione europea sui depositi, posizioni gradite ai mercati ma osteggiate dalla Germania […].
Nel risiko diplomatico si inserisce con forza la carta tedesca incarnata da Joachim Nagel, che gode di un rapporto schietto e di rispetto con Panetta e con numerosi colleghi del Consiglio direttivo. Il presidente della Bundesbank si scontra con l'ostacolo della nazionalità considerata la presenza di Ursula von der Leyen alla Commissione europea.
Berlino dovrà decidere se bruciare capitale politico per forzare la mano o restare senza vertici entro i prossimi tre anni. Tuttavia, Nagel godrebbe del singolare appoggio della Francia, interessata a un profilo capace di arginare le resistenze teutoniche qualora la Bce dovesse stabilizzare i mercati obbligazionari con un esecutivo populista all'Eliseo.
Il cambio di guardia si consumerà in un orizzonte macroeconomico incandescente dominato dal conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran. L'Eurotower deve navigare in acque agitate preparandosi a fronteggiare un'inflazione persistente, una Federal Reserve a trazione aggressiva sotto la guida di Kevin Warsh e le istanze protezionistiche di Donald Trump […] . Il tutto con la spinta verso l'euro digitale per migliorare l'autonomia strategica dell'Ue sui pagamenti, per ridurre la dipendenza da Usa e Asia.
Un compito che viene definito come «prioritario» nell'Eurotwer, al netto di chi sarà il prossimo inquilino della Bce.
le pen bardella
le pen bardella
MARIO CENTENO - JOACHIM NAGEL - KLAAS KNOT - ANDREA CECCHERINI - FABIO PANETTA - Francois Villeroy de Galhau - young factor
joachim nagel e signora
Klaas Knot



