“PRESTO TEHERAN INIZIERÀ A CHIUDERE I POZZI DI PETROLIO” – LA PREVISIONE DEL SEGRETARIO AL TESORO USA SCOTT BESSENT SECONDO CUI I PREZZI DELLE BENZINA CALERANNO DOPO LA GUERRA A UN LIVELLO PIÙ BASSO DI QUELLO PRECEDENTE AL CONFLITTO - IL BLOCCO DI HORMUZ STA AVENDO ANCHE UN ALTRO EFFETTO: GLI STATI UNITI SONO DIVENTATI IL MAGGIORE ESPORTATORE DI PETROLIO MA IL BALZO AVREBBE MESSO SOTTO PRESSIONE LE SCORTE AMERICANE DI GREGGIO, CHE SI STANNO ESAURENDO RAPIDAMENTE - SECONDO “AL ARABIYA” L'IRAN AVREBBE ACCETTATO DI INCLUDERE IL PROPRIO PROGRAMMA NUCLEARE NEI NEGOZIATI CON GLI STATI UNITI...
Il segretario al Tesoro Usa Bessent: “L'Iran potrebbe dover iniziare a chiudere i pozzi di petrolio dalla prossima settimana”
La prossima settimana l'Iran potrebbe dover iniziare a chiudere i pozzi petroliferi. Lo ha detto il segretario al Tesoro statunitense, Scott Bessent, sottolineando che i prezzi delle benzina caleranno dopo la guerra a un livello più basso di quello precedente al conflitto.
Media: Teheran disposta a negoziare sul programma nucleare
L'Iran avrebbe ridotto alcune delle sue condizioni preliminari e accettato di includere il proprio programma nucleare nei negoziati con gli Stati Uniti. Lo riferiscono fonti citate da Al Arabiya. Secondo le stesse fonti, Teheran avrebbe proposto di limitare l'arricchimento dell'uranio al 3,5% e di procedere a una graduale riduzione delle attuali scorte di materiale già arricchito.
L'Opec+ aumenta la produzione di petrolio, e intanto gli Usa sono ora i primi esportatori
Il cartello dei Paesi produttori di petrolio aumenta la produzione di petrolio di maggio, anche se si tratta solo di una mossa sostanzialmente simbolica visto che lo Stretto di Hormuz rimane bloccato.
La decisione, presa dopo l'uscita degli Emirati Arabi Uniti, punta più ad indicare stabilità che ad avere un'efficacia reale. Il tutto mentre si profila una possibile guerra dei prezzi: con gli emirati che annunciano investimenti e si tengono le mani libere nella produzione; con gli Usa che hanno spedito 250milioni di barili in nove settimane, superando l'Arabia Saudita e diventando il principale esportatore al mondo.
La Abu Dhabi National Oil Company, cioè la compagnia emiratina, ha annunciato in contemporanea con la riunione degli altri produttori, con una tempistica che non appare casuale, che investirà 55 miliardi di dollari in nuovi progetti nei prossimi due anni. Punta così ad espandere la propria capacità di cinque milioni di barili al giorno, fuori dalle quote concordate con l'Opec che ne limitava la produzione a 3,4 milioni di barili al giorno.
(…) Il blocco di Hormuz sta avendo anche un altro effetto. Gli Stati Uniti sono diventati il maggiore esportatore di petrolio con 250 milioni di barili spediti all'estero nelle ultime nove settimane. Secondo l'agenzia Bloomberg avrebbe così superato l'Arabia Saudita ma il balzo delle esportazioni avrebbe messo sotto pressione le scorte americane di greggio, che si stanno esaurendo rapidamente.
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TRUMP PUBBLICA MAPPA DELLO STRETTO DI HORMUZ RIBATTEZZATO 'STRETTO DI TRUMP'
scott bessent e donald trump
STRETTO DI HORMUZ - CRISI ENERGETICA
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