andrea martella simone venturini venezia sondaggi

DAGOREPORT - LE PREVISIONI FLOP SU VENEZIA SCOPERCHIANO, PER L'ENNESIMA VOLTA, LA FALLA DEL SISTEMA SONDAGGI – I PICCOLI ISTITUTI CHE HANNO EFFETTUATO RILEVAZIONI LOCALI (I GRANDI COSTANO TROPPO PER ELEZIONI COMUNALI), DAVANO PER VITTORIOSO IL DEMOCRATICO ANDREA MARTELLA, CHE INVECE È STATO SCONFITTO AL PRIMO TURNO DAL DESTRORSO SIMONE VENTURINI – COLPA DEL CAMPIONE TROPPO PICCOLO DI INTERVISTATI, UNITO ALL’ALTA VOLATILITÀ DEL VOTO D'OPINIONE E ALLA GRANDE PERCENTUALE DI INDECISI - PESA MOLTO LA DISTANZA ORMAI SIDERALE TRA POLITICA E TERRITORIO (PRIMA I PARTITI AVEVANO IL “POLSO” DELLA COMUNITÀ GRAZIE ALLE SEZIONI LOCALI E ALLE FESTE A SUON DI SBRACIATE, ORA AL MASSIMO SI ACCONTENTANO DEI LIKE E DI QUALCHE COMMENTO SU INSTAGRAM)

DAGOREPORT

andrea martella e elly schlein

La vittoria del centrodestra alle amministrative a Venezia è l’ennesima sconfitta dei sondaggisti. Le rilevazioni pre-elettorali davano infatti avanti, e di molto, il candidato del Pd, Andrea Martella.

 

Prima di entrare nel merito dei numeri, però, occorre comprendere e infilarsi nel circolo vizioso che inquina i rapporti tra analisti dei dati e la politica. I partiti, da Tangentopoli in poi, hanno perso progressivamente il contatto con le realtà locali.

 

Passati dall'essere "corpo intermedio" nella società a comitati elettorali temporanei, i partiti hanno smarrito il radar per intercettare i mutamenti nella società e nell'elettorato.

 

SIMONE VENTURINI

Le sezioni politiche sono prima diminuite e poi quasi sparite. Ridotte anche le feste di partito, quelle in cui tra uno stand gastronomico e una sbraciata si creana connessione con i potenziali elettori. Ai partiti si sono via via sostituiti i leader (Berlusconi prima, Grillo e i suoi adepti poi, Renzi, Salvini, Meloni e ora Vannacci) che mostrano una "longevità" ridotta. Si consumano in un batter di ciglia. In pochi anno passano dall'altare alla polvere, elevati e triturati dal voto d'opinione. 

 

Un voto che, notoriamente, è mutevole, instabile, suscettibile. Come cantava Vittorio Gassman ne "La Tosca" di Luigi Magni, "il popolo è boia e voltagabbana, oggi t'onora domani te sbrana" https://www.youtube.com/watch?v=8hco3hwZn3w&list=RD8hco3hwZn3w&start_radio=1

 

SONDAGGIO TECNE - VENEZIA -

Dunque, per avere un quadro realistico degli umori elettorali nei territori, i partiti sono costretti a rivolgersi ai moderni aruspici, i sondaggisti. A caro prezzo.

 

I politici commissionano interviste e rilevazioni, che spesso vengono “aggiustate”, per "accontentare" chi le richiede.

 

Accade spesso che istituti “di destra” diano risultati più favorevoli alla maggioranza di governo, e quelli “di sinistra” favoriscano nei numeri il "Campo largo". È il mercato: tu mi paghi, io ti offro la realtà che preferisci.

 

Con le amministrative a Venezia, invece, è successo un fatto molto strano: quasi

tutti i sondaggisti, sia quelli pendenti a destra che quelli orientati a sinistra, davano per vincente il Cernenko della Laguna, Andrea Martella (in Parlamento da 25 anni). Fatto ancora più curioso: solo piccoli istituti hanno deciso di procedere con interviste e rilevazioni “local”.

 

SONDAGGIO BIDIMEDIA - VENEZIA

Né la Ipsos di Nando Pagnoncelli, né Only Numbers di Alessandra Ghisleri, né YouTrend per esempio, hanno voluto intestarsi una campagna di rilevazione dati complicata e dispersiva.

 

Essendo i loro servizi più costosi, né i partiti né i giornali locali hanno deciso di investire denari per avere una preview del risultato locale.

 

Sono rimasti quindi una manciata di istituti “minori” e più “economici” che basano le loro analisi su un campione più piccolo.

 

I principali sono stati Tecnè (per VeneziaToday/Citynews), BiDiMedia e Demetra.

 

Tecnè – aprile/maggio 2026

carlo buttaroni tecnè

L’istituto diretto da Carlo Buttaroni ha effettuato ben due rilevazioni: la prima ad aprile (mille interviste) incoronava Martella con il 48%, mentre dava il candidato della destra, Simone Venturini, al 42%. Il 47% del campione si dichiarava ancora incerto o orientato a non votare.

 

Il secondo sondaggio del 6-7 maggio (anche in questo caso 1.001 interviste realizzate) confermava il vantaggio: Martella al 49%, Venturini al 41%, con un margine di errore di ±3,5%.

 

bidimedia sondaggi

Il sondaggio di “BiDiMedia” pubblicato il 1 maggio, invece (limitato a 800 intervistati su 1334 contatti totali) stimava il vantaggio del candidato dem al 6%: a Martella veniva associato il 47,3% dei consensi, a Venturini il 41,6, con un’affluenza tra il 52% e il 56% e ancora il 16% degli elettori indecisi.

 

 

Infine il sondaggio Demetra, commissionato dal candidato civico Giovanni Andrea Martini, unico a dare Venturini in vantaggio con il 44% dei voti e 9 punti di scarto su Martella, fermo al 35%.

 

Anche Demetra, pur avendo “indovinato” la vittoria di Venturini, ha sottostimato il suo consenso.

 

angelo rodolfo tomaselli - responsabile scientifico Demetra sondaggi

I risultati finali hanno infatti consacrato l’assessore uscente della giunta Brugnaro con il 51% dei consensi, contro il 39,2% di Martella: incoronato dai sondaggi, punito dai cittadini che non si sono fatti orientare politicamente dalle (sacrosante) polemiche su Biennale e Fenice, due istituzioni prestigiose care all’intellighenzia lagunare meno al "popolo" di Mestre, Marghera e Favero, più preoccupato dalla costruzione di una moschea e dalla possibile abolizione della tassa di soggiorno.

andrea martella

luigi brugnaro e simone venturini

Carlo Buttaroni - presidente tecne

nando pagnoncelli a dimartedi 2 alessandra ghislerielly schlein e andrea martella

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