romano prodi giorgia meloni schlein conte trump

"CI COMPORTIAMO COME SERVI DI FRONTE A TRUMP E NON SAPPIAMO COME COMPORTARCI DAVANTI AI CINESI" - ROMANO PRODI AL FESTIVAL DELL'ECONOMIA DI TRENTO RIFILA BORDATE AL GOVERNO E ALL’UE - "NON PREVARRÀ LA VOLONTÀ DI ANTICIPARE IL VOTO. QUESTO È UN MOMENTO DI DEBOLEZZA DEL GOVERNO. IN POLITICA ESTERA CI SIAMO PRIMA SCHIERATI CON TRUMP E ORA NON SI DICE CHE ABBIAMO UN FUTURO IN EUROPA. E POI CON VANNACCI FIGURIAMOCI COME EVOLVERÀ LA SITUAZIONE - SUL RIARMO DELLA GERMANIA: “BERLINO IMPROVVISAMENTE SI PROPONE COME LEADER MILITARE. PENSIAMO DAVVERO AD UN EUROPA IN CUI UNO COMANDA E L'ALTRO PAGA? ED È LA FUNZIONE ITALIANA CHE MANCA, QUELLA DEL COLLANTE" – SU SCHLEIN E CONTE: “NON DO CONSIGLI NON RICHIESTI” - UN RITORNO IN POLITICA? "NO, ANCHE SE A PALAZZO CHIGI MI TROVAVO MOLTO BENE…” - VIDEO

 

https://www.repubblica.it/politica/2026/05/23/video/prodi_ci_comportiamo_come_servi_di_fronte_a_trump-425365799/

 

 

romano prodi festival economia trento

(ANSA) "Da parte di Israele e Usa c'è una capacità strategica straordinaria ma una incapacità politica che non ho mai capito", ha aggiunto l'ex premier Romano Prodi, intervistato da Fabio Tamburini nel corso del Festival dell'economia di Trento, organizzato dal Gruppo 24 Ore e Trentino Marketing per la Provincia autonoma di Trento. "La Cina non vuole dipendere dalla Russia, vuole che la Russia dipenda dalla Cina, che è cresciuta di una Russia all'anno nei dieci anni prima del Covid. È il gatto col topo. La Russia è indispensabile per la Cina, che lo tiene come alleato minore".

 

ROMANO PRODI GIORGIA MELONI - IMMAGINE CREATA CON GROK

"La società americana - ha sottolineato - non è più quella di una volta, ho visto pezzo per pezzo i cambiamenti: da Bush a Clinton, poi Obama. Si è radicalizzata come tutta la politica mondiale. Ormai l'identità diventa il metro con cui Paesi democratici si orientano. Maga è Come Allianz für Deutschland o l'estrema destra in Italia. È l'identità che trionfa su qualsiasi cosa ma uccide la diplomazia e fa tornare alla guerre di religione"

 

Il riarmo della Germania è un "grande cambiamento all'interno dell'Europa. La Germania non ha mai speso nulla sulla difesa e in un giorno, in un passaggio di governo, decide di stanziare un bilancio doppio di quello francese.

 

romano prodi festival economia trento

Questo cambia la struttura europea e ci si pensa poco" - ha avvisato Prodi - "C'è sempre stato un tacito accordo tra Francia e Germania" per indicare la leadership europea, ha ricordato Prodi. "Improvvisamente la Germania si propone come leader militare. Pensiamo davvero ad un Europa in cui uno comanda e l'altro paga? Qui non stiamo comprendendo le regole necessarie per stare assieme. In più Francia e Germania sono amici ma non più fratelli come in passato. E come si risolvono i problemi senza slancio politico. Ed è la funzione italiana che manca, quella del collante".

 

ROMANO PRODI GIORGIA MELONI - IMMAGINE CREATA CON GROK

"Ora siamo deboli, ci siamo prima schierati con Trump e ora si fa un po' il gioco, ma non si dice che abbiamo un futuro in Europa. Adesso con Vannacci figuriamoci come evolverà la situazione. Ci vuole un disegno politico ed entusiasmo", ha aggiunto il "professore" escludendo un suo ritorno in politica: "Anche se a Palazzo Chigi mi trovavo molto bene", ha ricordato. Poi ha glissato su Schlein e Conte: "Non do consigli non richiesti".

 

"Non prevarrà la volontà di anticipare il voto. Questo è un momento di debolezza del governo e l'idea di avere vantaggio dalle elezioni anticipate è una logica che io non vedo. Si può dire domani va peggio di oggi e allora vediamo. Non è che sia più forte il campo largo, è più debole il governo". Lo ha detto l'ex premier Romano Prodi, intervistato nel corso del Festival dell'economia di Trento. 

 

romano prodi festival economia trento

"Bisogna sempre votare con la matita secondo me, anche in futuro. Perché con quello che sta succedendo, e non sto scherzando, mi piace di più la matita. Ci può essere qualche imbroglio ma statisticamente si compensano. Invece con i nuovi strumenti tu puoi governare il mondo in modo drammatico", ha sottolineato l'ex premier a proposito dell'impatto dell'IA e delle nuove tecnologie, come il voto elettronico.

 

Nel Dopoguerra in Italia "abbiamo avuto due generazioni in cui aumentava la giustizia sociale, poco eh. Poi, dopo la Thatcher, è scoppiato il liberismo. I riformisti alla Blair hanno pensato di poterlo governare ma la disparità è aumentata. Se il riformismo non dà le regole sul mondo del futuro, e non sono anti mercato, non possiamo costruire società in cui chi ha stipendio non riesce a mantenere la famiglia. Il riformismo deve fare qualcosa per la giustizia sociale.

 

sergio mattarella saluta romano prodi all assemblea annuale dell anci

Ci sarebbe la resurrezione in un solo giorno perché ce n'è un bisogno enorme. Come ha fatto la Spagna, che ha tentato di armonizzare le cose. Ci vorrebbe un riformismo europeo"

ROMANO PRODI 3romano prodi - lilli gruberROMANO PRODI GIORGIA MELONI - IMMAGINE CREATA CON L INTELLIGENZA ARTIFICIALE prodi schlein romano prodi elly schleinromano prodi elly schleinPRODI SCHLEIN CONTEROMANO PRODI GIORGIA MELONI - IMMAGINE CREATA CON GROKROMANO PRODI GIORGIA MELONI - IMMAGINE CREATA CON GROKROMANO PRODI

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…