QUALCUNO SPIEGHI A ELLY CHE LA DEVONO VOTARE LE CASALINGHE DI VOGHERA, NON GLI INTELLETTUALI AMEREGANI – SCHLEIN, IN MODALITÀ CHEERLEADER, È RAGGIANTE PER L’INCONTRO CON IL SUO “MITO”, BARACK OBAMA, AL “GLOBAL PROGRESS ACTION SUMMIT” DI TORONTO (MA IL SUO MODELLO E' IL PROGRESSISTA SANCHEZ O IL RIFORMISTA OBAMA?) – LA MISSIONE CANADESE, NELLA TESTA DI ELLY, SERVE A COSTRUIRE UNA “RETE INTERNAZIONALE” - FORSE LA SEGRETARIA DOVREBBE PREOCCUPARSI DI METTERE SU UNA COALIZIONE E UN PROGRAMMA IN ITALIA IN VISTA DELLE ELEZIONI 2027 - CHISSA' SE NEGLI STATES LE ANDRA' BENE CON L'INGLESE: OGNI VOLTA CHE VA IN TV, CON IL SUO ITALIANO VERBOSO DA ASSEMBLEA D’ISTITUTO, GLI ELETTORI CAMBIANO CANALE CON IL MAL DI TESTA…
Estratto dell’articolo di Niccolò Carratelli per “La Stampa”
elly schlein volontaria per obama nel 2012
Diciotto anni fa lei, in trasferta a Chicago, distribuiva volantini e spillette con la faccia di lui e la scritta "Yes we can". Oggi a Toronto Elly Schlein si ritroverà davanti Barack Obama per un colloquio tra leader politici. Già vista da questa prospettiva si capisce quanto sia importante per la segretaria del Pd l'incontro con l'ex presidente degli Stati Uniti, a margine del "Global progress action summit", organizzato dal premier canadese Mark Carney. [...]
La missione canadese deve essere «l'occasione per ribadire che serve unire le forze progressiste e democratiche, ampliare il dialogo e la cooperazione con tutti i Paesi traditi dalle politiche e dai dazi di Trump», spiega in un briefing con alcuni quotidiani organizzato prima del suo viaggio oltreoceano.
Barack Obama ospite del podcast di Brian Tyler Cohen
In Catalogna Schlein aveva tenuto vari incontri bilaterali con colleghi socialisti e progressisti, altri ne avrà in questi due giorni a Toronto, compreso quello con Carney [...]. Però Obama è un'altra cosa. È ritrovarsi faccia a faccia con il proprio "mito", con l'origine della sua passione politica, quando era solo una studentessa di giurisprudenza a Bologna.
Al Nazareno stanno già preparando i post social a corredo della foto celebrativa.
«Sarà il nostro primo incontro, non ci ho mai parlato», dice la segretaria, tradendo un pizzico di emozione. E ricorda di quella volta che «era a pochi metri da me, al discorso della vittoria dopo le elezioni del 2012, quando ero proprio sotto al palco a Chicago come volontaria della sua campagna elettorale».
E, ancora prima, nel 2008, in piazza a gridare «yes we can», ma «in quel caso ero rimasta un po' più lontano». Oggi si accomoderà di fronte all'ex presidente nelle vesti di leader del principale partito di opposizione in Italia e aspirante capo del prossimo governo. [...]
Nella sua agenda c'è il più volte osannato modello Sanchez, ma c'è anche il mai dimenticato modello Obama. Quello che aveva esteso la copertura assicurativa per l'assistenza sanitaria a decine di milioni di persone, tanto per citare un argomento su cui la segretaria dem insiste da quando è arrivata al Nazareno. Poi la revisione delle regole per controllare la grande finanza o le battaglie per i diritti civili. Senza dimenticare che era stato proprio Obama, nel 2015, a siglare l'accordo sul nucleare iraniano, poi stracciato da Trump nel 2018, con gli sviluppi drammatici che stiamo vivendo.
elly schlein alla partita del cuore
L'incontro di oggi, però, ha un valore simbolico anche nel confronto interno con Giorgia Meloni: mentre la premier, infatti, è rimasta impantanata nella sua "special relationship" con l'amico Donald, da cui ora fatica a smarcarsi, Schlein va ad abbracciare quello che resta il principale punto di riferimento dei democratici americani in vista della sfida per riprendere la Casa Bianca. «Perché non possiamo certo rinunciare all'asse con gli Stati Uniti, ma non si può stare dentro quella relazione a testa bassa», ribadisce la leader dem. [...]
Stesso discorso vale per il Canada, non a caso Schlein parla di «Nord America», perché il governo dell'ex banchiere Carney, per quanto liberale e lontano dal socialismo, viene visto come una sponda importante per la «costruzione di una rete globale di forze progressiste e democratiche – sottolinea la segretaria – che si oppongono a chi sta cercando di disfare l'ordine mondiale e delegittimare le sedi multilaterali, dove prevale il dialogo e la cooperazione anziché l'uso della forza e delle armi». [...]


