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QUANTI PARLAMENTARI PERDERANNO LA PENSIONE (LA OTTENGONO AD APRILE 2027) SE IL GOVERNO CADE SULLA LEGGE ELETTORALE E SI VA A ELEZIONI ANTICIPATE? – CI SONO 184 DEPUTATI AL PRIMO MANDATO DI CUI 78 DI FRATELLI D’ITALIA – DENTRO LEGA E FORZA ITALIA, CHE HANNO UNA PERCENTUALE PIÙ BASSA DI PARLAMENTARI AL PRIMO MANDATO (18 PER FI E 16 PER IL CARROCCIO), CI SONO PIU’ DEPUTATI DI LUNGO CORSO: AVENDO GIA’ IN BANCA LA PENSIONE, POTREBBERO ESSERE TENTATI A VOTARE CONTRO LA LEGGE ELETTORALE, CHE NON LI FAVORISCE, E A FAR SALTARE IL BANCO – MA CI POTREBBE ANCHE ESSERE L'EFFETTO OPPOSTO NELL'OPPOSIZIONE: I 31 DEPUTATI DEL PD E I 19 DEL M5S ALLA PRIMA ESPERIENZA SARANNO TUTTI INTENZIONATI A FAR CADERE IL GOVERNO A POCHI MESI DALLA PENSIONE?  

Estratto dell’articolo di Luca Pons per  https://www.fanpage.it/

 

protesta dell opposizione alla camera contro la legge elettorale foto lapresse

Negli ultimi mesi si è fatta largo più volte l'ipotesi delle elezioni anticipate: se ne parla anche adesso che la Camera dovrà approvare definitivamente la legge elettorale, e Giorgia Meloni ha detto che il governo porrà la questione di fiducia. A fare da deterrente per i deputati che potrebbero essere tentati di votare contro l'esecutivo, però, c'è la prospettiva della pensione (che, è bene ricordarlo, non è un vitalizio: questi sono stati eliminati da anni e non esistono più).

 

Se la legislatura si chiude troppo in anticipo, e il prossimo Parlamento entra in carica prima del 14 aprile 2027, i deputati che sono al primo mandato non matureranno l'assegno pensionistico. Un incentivo importante, dal punto di vista economico. Ecco quanti sono i deputati al primo mandato, come funzionano le pensioni parlamentari e cosa può succedere in Aula nei prossimi mesi.

 

riforma della legge elettorale

PERCHÉ SI RISCHIANO LE ELEZIONI ANTICIPATE E QUANDO

Il problema per il governo Meloni è che alla Camera si può richiedere il voto segreto: per questo a luglio la maggioranza era andata sotto (di un solo voto) su un emendamento riguardante le preferenze, sgradito soprattutto a Lega e Forza Italia. Il Senato ha poi introdotto quello stesso emendamento più avanti.

 

La Camera, probabilmente già a inizio ottobre, si troverà a votare su tutto il testo: bocciare o approvare l'intera legge elettorale. Con tutta probabilità, verrà chiesto di nuovo il voto segreto. Giorgia Meloni ha già detto esplicitamente che il governo porrà la questione di fiducia. In altre parole, se anche stavolta la maggioranza dovesse andare sotto, il governo cadrà.

protesta dell opposizione alla camera contro la legge elettorale foto lapresse.

 

Per quanto riguarda le ‘vere' intenzioni della presidente del Consiglio, ci sono speculazioni e retroscena che vanno in tutte le direzioni. C'è chi sostiene che preferirebbe andare al voto a fine legislatura, cioè a ottobre dell'anno prossimo.

 

Chi pensa che sia interessata ad accelerare i tempi, con le dimissioni dell'esecutivo a breve e le elezioni già tra le fine del 2026 e l'inizio del 2027.

 

Chi invece guarda a una via di mezzo, per il momento ancora la più quotata: elezioni tra aprile e maggio, per evitare la campagna elettorale nel pieno dell'estate. Con un possibile ‘election day' che accorpi le elezioni politiche alle amministrative in moltissimi Comuni, tra cui Roma, Milano, Napoli, Torino, Palermo, Bologna e altri capoluoghi.

 

legge elettorale

[…] Alla Camera potrebbe saltare la maggioranza, se abbastanza deputati di centrodestra decidessero di opporsi alla riforma nel segreto del voto. L'esecutivo spera che a convincerne molti sia proprio il diritto alla pensione.

 

QUANDO MATURA LA PENSIONE PER I PARLAMENTARI

Dal 2012, la pensione parlamentare segue le stesse regole di tutte le altre. I deputati e i senatori versano contributi ogni mese, e alla fine possono incassare una pensione commisurata ai contributi che hanno versato. Va chiarito che la pensione non si può intascare subito, ma solo dai 65 anni in su. L'età limite si abbassa di un anno per ogni anno in carica dopo la prima legislatura, fino a un minimo di 60 anni. Inoltre, il pagamento viene sospeso per chi viene rieletto o comunque occupa un'altra carica politica.

riforma della legge elettorale

 

Ma il passaggio più importante è che il diritto all'assegno scatta solo per chi resta in carica per almeno quattro anni, sei mesi e un giorno nel corso di una stessa legislatura. Tradotto: chi adesso è al primo mandato ha bisogno di restare in carica per almeno quattro anno, sei mesi e un giorno dal 13 ottobre 2022, senza elezioni anticipate. La data cerchiata sul calendario è il 14 aprile 2027.

 

Un aspetto spesso dimenticato, ma piuttosto importante, è poi cosa significhi essere "in carica". Un parlamentare rimane ufficialmente in carica fino alla prima seduta del Parlamento successivo. Il conto non si ferma quando vengono sciolte le Camere, né quando si torna alle urne.

 

Questo è il motivo per cui, nel 2022, deputati e senatori al primo mandato ottennero la pensione: anche se il governo Draghi era caduto a luglio, si votò a settembre e il nuovo Parlamento entrò in carica a ottobre. Allo stesso modo, per esempio, se il governo Meloni cadesse a gennaio e si votasse poi a fine marzo, ai parlamentari basterebbe che Camera e Senato si insedino dopo il 14 aprile.

LEGGE ELETTORALE

 

Chi sono i deputati al primo mandato che non sono ancora sicuri di avere la pensione

Stando ai dati ufficiali della Camera, attualmente sono in carica 184 deputati che sono al loro primo mandato, tra maggioranza e opposizione. Quasi la metà, sui 400 seggi totali. Nel centrodestra sono 115: i più osservati dal governo.

 

Il rischio, per l'esecutivo guidato da Giorgia Meloni, è che a Montecitorio si ripeta la scena avvenuta pochi mesi fa, quando con il voto segreto una maggioranza silenziosa bocciò la norma sulle preferenze. In questo caso, però, votare contro la legge elettorale significherebbe a tutti gli effetti votare per la fine del governo Meloni. […]

 

In Fratelli d'Italia ci sono 78 deputati alla prima legislatura (il 66% di tutti i meloniani), che almeno sulla carta non dovrebbero dare grossi problemi al governo perché più ‘fedeli' alla linea della premier. I problemi possono venire con più facilità da Lega e Forza Italia. Che, incidentalmente, hanno anche una percentuale più bassa di parlamentari al primo mandato: 18 per FI (il 35%), 16 per il Carroccio (il 29%). Meno deputati che potrebbero essere spinti a tapparsi il naso e votare una legge elettorale che li svantaggia per non rinunciare all'assegno.

ELEZIONI - LEGGE ELETTORALE

 

Va detto che ci potrebbe anche essere l'effetto opposto, nelle file dell'opposizione. Il voto segreto può spostare molti equilibri. Il Pd si è duramente opposto alla legge elettorale, ma i suoi 31 deputati alla prima esperienza (il 46%) saranno tutti intenzionati a far cadere il governo a pochi mesi dalla pensione? Lo stesso vale per i 19 del M5s (il 40%) e tutti gli altri.

 

QUANTO VALE LA PENSIONE DI DEPUTATI E SENATORI

Quando un parlamentare va in pensione, si applica lo stesso meccanismo che riguarda tutti i pensionati con il sistema contributivo: riceve un assegno misurato sulla quantità di contributi che ha versato negli anni. L'importo del suo cedolino, quindi, dipende dalla sua intera carriera lavorativa.

 

La specifica pensione da parlamentare, però, si sblocca solo dopo quattro anni, sei mesi e un giorno di mandato, come detto. Se non si raggiunge questa soglia, tutti i contributi versati fino a quel momento sono sostanzialmente inutili. Si perdono circa 47mila euro di contributi: una stima indicativa, per un periodo poco al di sotto di quattro anni e mezzo, considerato che ciascun deputato e senatore versa l'8,8% della sua indennità lorda, che oscilla attorno ai 10mila euro al mese. Insomma, in termini concreti andare a elezioni anticipate potrebbe costare qualche centinaio di euro al mese di (futura) pensione ai parlamentari che non finiscono il primo mandato.

LEGGE ELETTORALE

 

Per questo, già dall'inizio dell'estate si parla di una norma che potrebbe venire in soccorso dei deputati. Basterebbe un cambiamento al regolamento della Camera per permettere a tutti coloro che lo desiderano, in caso di fine anticipata della legislatura, di versare in autonomia i contributi che mancano. In questo modo, l'assegno pensionistico sarebbe salvo anche se il governo Meloni dovesse chiudere la sua esperienza a breve.

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