buzzi casamonica e alemanno

ALE-DANNO ALLA RESA DEI CONTI (CORRENTI) - LA FINANZA BECCA OTTO BONIFICI, PER UN TOTALE DI 62 MILA EURO, VERSATI DALLA FONDAZIONE NUOVA ITALIA SUI CONTI PERSONALI DI ALEMANNO - LA STESSA FONDAZIONE AVEVA RICEVUTO CONTRIBUTI ELETTORALI PER 265 MILA EURO DALLE COOP DI BUZZI

alemanno con il gattoalemanno con il gatto

Ilaria Sacchettoni per www.corriere.it

 

Un totale di 62mila euro, divisi in otto bonifici, sono stati versati sui conti personali di Gianni Alemamno tra il 16 luglio 2013 e il 23 luglio 2014 dalla sua dalla Fondazione nuova Italia. I pagamenti, sotto la voce «saldo fattura», sono stati rintracciati dalla Finanza. L’inchiesta della Dda aveva già accertato che tra gennaio 2012 e settembre 2014, le coop di Buzzi hanno versato contributi elettorali, registrati, alla Fondazione per un totale di 265 mila euro.

 

Sul conto corrente intestato alla Fondazione avevano la delega ad operare i soli Alemanno e Franco Panzironi, l’ex ad di Ama oggi a processo. Sull’ex sindaco pende invece una richiesta di giudizio per corruzione. Alemanno ha aperto una partita Iva il 28 giugno 2013, qualche settimana dopo esser stato sconfitto alle elezioni per il Campidoglio e - scrivono i finanzieri, «le causali dei bonifici appaiono verosimili».

CENA 2010 - GIULIANO POLETTI - FRANCO PANZIRONI - UMBERTO MARRONI - DANIELE OZZIMO - ANGELO MARRONI - SALVATORE BUZZI -GIANNI ALEMANNOCENA 2010 - GIULIANO POLETTI - FRANCO PANZIRONI - UMBERTO MARRONI - DANIELE OZZIMO - ANGELO MARRONI - SALVATORE BUZZI -GIANNI ALEMANNO

 

Ma nel mondo politicamente daltonico di Mafia capitale, sponsorizzati e sponsor militavano spesso su fronti opposti. Così l’ex sindaco Gianni Alemanno avrebbe fatto pressione sui suoi manager affinché, nei pagamenti, privilegiassero le coop di Salvatore Buzzi, centrosinistra con tessera Pd.

 

«Nel periodo in cui non era più amministratore delegato Ama - ha raccontato ai pm Cascini, Ielo, Tescaroli, l’ex dg Giovanna Anelli, indagata per corruzione - Panzironi interveniva nei miei confronti, forte dei legami che si erano creati e del suo ruolo di consigliere del sindaco, per sollecitarmi dei pagamenti anche nei confronti della 29 giugno di Buzzi». Non solo Panzironi, tuttavia. «Analoghe richieste - mette a verbale la Anelli - mi sono pervenute direttamente da Alemanno, un paio di volte per telefono».

salvatore buzzi con il quarto stato alle spallesalvatore buzzi con il quarto stato alle spalle

 

I bonifici alle coop buzziane erano proprio un’ossessione a destra. Racconta ai pm Cascini, Ielo e Tescaroli,il ragioniere del Campidoglio Maurizio Salvi:«Gramazio veniva nella sua qualità di coordinatore della maggioranza comunale e evidenziava delle criticità, cui chiedeva di porre rimedio».

 

Anche Alemanno e il suo capo segreteria Antonio Lucarelli premevano per bonificare alle coop e a Eur spa: «Venivano da me - dice Salvi - perché comprendessi dove erano eventuali intoppi, anche a livello di dipartimenti, perché fossero rimossi. Io avevo una visione più generale. La disponibilità di cassa non era sempre sufficiente a far fronte alle spese e gli impegni del comune verso Eur spa erano legati non solo ad investimenti ma anche a canoni di locazione e relativi accessori. I pagamenti non erano sempre puntuali e Alemanno interveniva su questo».

 

SALVATORE BUZZI FRANCO PANZIRONISALVATORE BUZZI FRANCO PANZIRONIdaniele ozzimodaniele ozzimo

Lanciate in aria da un consigliere politico, bandiere e ideali, atterravano tra le braccia del suo opposto. In una riunione di giunta del 2014 Daniele Ozzimo (pd) sembra cavalcare a briglia sciolta la guerra liberal contro l’assenteismo dei dipendenti pubblici. Per contenere lo spoil system di Ignazio Marino e forse anche l’eventuale danno al circuito delle coop, Ozzimo si dice contrario «alla rimozione dei dirigenti apicali (alemanniani, ndr)». E invece si dice favorevole «al controllo sulla qualità dell’operato dei lavoratori, eventualmente anche in remoto e sul contrasto all’assenteismo».

Ultimi Dagoreport

carlo messina giorgia meloni

DAGOREPORT - GIORGIA MELONI NON SE LO ASPETTAVA DI FINIRE SBATTUTA COME UN UOVO DA CARLO MESSINA - DAVANTI ALLA RICHIESTA PER ULTERIORI 5 MILIARDI DI EURO A CARICO DEL SETTORE DEL CREDITO E ASSICURATIVO PER SOSTENERE LA MALCONCIA LEGGE DI BILANCIO 2027, IL CEO DI BANCA INTESA NON L’HA TOCCATA PIANO: “AVEVAMO UN ACCORDO TRIENNALE CON IL GOVERNO, IO CI HO CREDUTO” – LO SDENG DEL KAPPAO: "SE L’ESECUTIVO GIUDICA NECESSARIO RACCOGLIERE RISORSE AGGIUNTIVE PER LA MANOVRA, “ALLORA TUTTE LE AZIENDE CHE HANNO UTILI SUPERIORI A 500 MILIONI, POTRANNO CONTRIBUIRE” - BEN DETTO, CARLETTO: PERCHÉ PALAZZO CHIGI NON BATTE CASSA A ENEL, ENI, POSTE, FERRARI, LAMBORGHINI, LEONARDO, ETC.? INSOMMA, CARA GIORGIA, “DEVE ESSERCI RISPETTO RECIPROCO” - MICA È FINITA. MESSINA NON DEVE AVER DIMENTICATO NÉ TANTOMENO GRADITO L’INTERVENTO A PIEDI GIUNTI DELLA DUCETTA CONTRO LO SPEZZATINO DI MPS PROGETTATO DA INTESA - MA ORMAI L’UNICO OSTACOLO DI INTESA SI CHIAMA ANTITRUST. ANCHE SE MESSINA NON LA FINISCE DI SOTTOLINEARE CHE L’ACQUISIZIONE DELLA QUOTA DI GENERALI VA VISTA IN ‘’UN’OTTICA PURAMENTE FINANZIARIA’’, PRONTO ANCHE A DISFARSI DEL SUO 3,1% DEL LEONE, SARÀ L’ANTITRUST A DECIDERE SE INTESA, ANCHE COME ‘’SOCIO SILENTE” CHE STA FUORI DAL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE, CON LA SUA PRESENZA PUÒ ‘’CONDIZIONARE’’ O MENO IL SUO COMPETITOR NUMERO UNO DEL MERCATO ASSICURATIVO...

matteo salvini giorgia meloni autotrasportatori

QUANDO NON SANNO CHE FARE, A DESTRA LA BUTTANO IN CACIARA – IL GOVERNO HA SCELTO DI ATTACCARE GLI AUTOTRASPORTATORI CHE PROTESTANO AL SUD EVOCANDO LE INFILTRAZIONI DELLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA, CON IL SOLITO TIC DI PREGIUDIZIO ANTI-MERIDIONALE - UNA PARABOLA RIDICOLA PER GIORGIA MELONI E MATTEO SALVINI, DUE PROFESSIONISTI DELLA PROTESTA, QUANDO ERANO ALL’OPPOSIZIONE. DUE PROTAGONISTI POLITICI CHE HANNO FATTO DELLA PROPAGANDA URLATALA LORO CIFRA POLITICA E DI COMUNICAZIONE, FINO A QUANDO SI SONO RITROVATI AL GOVERNO – LA DUCETTA AVREBBE FATTO MEGLIO AD ANDARE AL VOTO SUBITO: I NODI STANNO VENENDO AL PETTINE E SARÀ UN AUTUNNO DI FUOCO

meloni piantedosi crosetto militari droni

FLASH! - DOPO 4 ANNI DI GOVERNO, L'ARMATA BRANCA-MELONI SI RITROVA I MARANZA IN RIVOLTA E INVECE DI PENSARE A VANNACCIZZARSI E DI MILITARIZZARE LE STRADE DI MILANO CON 500-SOLDATI-500, TIPO STATO SUDAMERICANO, PERCHE' I CAPOCCIONI DI PALAZZO CHIGI NON PROVVEDONO A COPRIRE IL GRAVE DEFICIT DI ORGANICO NELLE FORZE DELL'ORDINE E ASSUMONO I 30MILA AGENTI CHE MANCANO ALL'APPELLO? - E POI, UNA MODESTA PROPOSTA: PERCHE' NON UTILIZZARE I DRONI, GIA' NELLA DISPONIBILITA' DEL MINISTERO DELLA DIFESA, PER MONITORARE LE CITTA' E CONTROLLARE L'ORDINE PUBBLICO? - INFINE, C'E' L'EXTREMA RATIO: DISCONNETTERE NELLA ZONA DELLA GUERRIGLIA I CELLULARI...

donald trump specchio meme

DAGOREPORT - CHE ARIA TIRA NEGLI USA IN VISTA DELLE MIDTERM? DONALD TRUMP HA TRASFORMATO IL VOTO IN UN REFERENDUM SU DI SÉ (“FATE FINTA CHE SULLA SCHEDA CI SIA IO”), E LO SARÀ: I DEMOCRATICI HANNO UNA CHANCE IRRIPETIBILE DI APPROFITTARE DELL’IMPOPOLARITÀ DEL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO E TRASFORMARLO IN UN’ANATRA ZOPPA, METTERLO SOTTO INCHIESTA E PORRE FINE ALLA FOLLIA DAZISTA E AUTORITARIA DI QUESTI DUE ANNI – I DEM SONO AVANTI SECONDO TUTTI I SONDAGGI: ALLA CAMERA AVRANNO PROBABLIMENTE UNA MAGGIORANZA, MA AL SENATO LE COSE CAMBIANO – LA SFIDA CRUCIALE: IL TEXAS. SE IL CANDIDATO DEM DOVESSE ESPUGNARE LA STORICA ROCCAFORTE DEL GOP, PER TRUMP SI METTE DAVVERO MALE – IL VOTO DEI LATINOS E GLI STATI DA TENERE D’OCCHIO...

valter lavitola placca palazzo chigi presidenza del consiglio

FLASH! – QUANTI MISTERI, VALTERINO! COS’HANNO TROVATO I CARABINIERI DURANTE LA PERQUISIZIONE A CASA DI LAVITOLA, IL 4 LUGLIO 2026? OLTRE A TRE CELLULARI (GIA' BEN RIPULITI DALLA MESSAGGISTICA CON RANUCCI), DUE CHIAVETTE USB, SVARIATI MANOSCRITTI E UN COMPUTER, SONO SBUCATI ANCHE DUE DISTINTIVI INTESTATI ALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, BENCHE' PRIVI DEL TESSERINO CHE RIPORTA MATRICOLA E FOTO (E' BENE RICORDARE CHE ANCHE GLI AGENTI DEI SERVIZI DIPENDONO DA PALAZZO CHIGI) - COME, QUANDO E PERCHE' LAVITOLA E' RIUSCITO  A ENTRARE IN POSSESSO DI TALI "PLACCHE" (CHE NON ERANO IN USO ALL'EPOCA DEI SUOI RAPPORTI CON BERLUSCONI PREMIER)?