giorgia meloni alberto trentini

QUEL PASTICCIACCIO BRUTTO DI GIORGIA MELONI SULLA LIBERAZIONE DI ALBERTO TRENTINI - "DOMANI": "LE SCELTE PRESE NEGLI ULTIMI GIORNI DA MELONI AVREBBERO RITARDATO LA LIBERAZIONE DEL COOPERANTE VENEZIANO DA PARTE DEL VENEZUELA. DUE, IN PARTICOLARE, LE MOSSE DELLA PREMIER CHE NON SONO PIACIUTE: LA PRIMA È STATA QUELLA DI APPROVARE L'INTERVENTO DI TRUMP NEL PAESE (FRANCIA E SPAGNA HANNO SOTTOLINEATO LA VIOLAZIONE DEL DIRITTO INTERNAZIONALE). LA SECONDA È STATA LA CHIAMATA DELLA MELONI A MARIA CORINA MACHADO, PRINCIPALE OPPOSITRICE AL REGIME SOCIALISTA VENEZUELANO..."

Estratto dell'articolo di Stefano Vergine per "Domani"

 

ALBERTO TRENTINI

C'è grande ottimismo per la liberazione di Alberto Trentini. Giovedì otto gennaio il presidente dell'Assemblea nazionale del Venezuela, Jorge Rodriguez, ha infatti annunciato il rilascio di un «numero significativo» di prigionieri. Poche ore dopo sono stati liberati cinque cittadini spagnoli e due italiani, l'imprenditore Luigi Gasperin e il giornalista e politico italo-venezuelano Biagio Pilieri. Perché la stessa sorte non è ancora toccata a Trentini?

 

Secondo autorevoli fonti italiane e venezuelane a conoscenza del dossier, la risposta a questa domanda ha un nome e un cognome: Giorgia Meloni. Le scelte prese negli ultimi giorni della premier italiana avrebbero infatti ritardato (anche se di poco, ci si augura) la liberazione del cooperante veneziano da parte del regime di Caracas.

 

Due, in particolare, le mosse di Meloni che non sono piaciute a Caracas. La prima è stata quella di approvare l'intervento degli Stati Uniti di Donald Trump nel Paese. Nella notte fra il 2 e il 3 gennaio le forze militari americane hanno bombardato il Venezuela e sequestrato Nicolas Maduro insieme alla moglie, Cilia Flores, trasferendoli a New York con l'accusa di essere dei narcotrafficanti.

Alberto Trentini

 

Il 3 gennaio la premier italiana, che due giorni prima aveva parlato al telefono con Trump, ha definito «legittimo» l'intervento. Una scelta molto diversa rispetto a quella di altri governi europei come quelli di Francia e Spagna, che hanno invece sottolineato la violazione del diritto internazionale da parte degli Usa.

 

L'altra decisione di Meloni non apprezzata dal regime di Caracas è avvenuta il 4 gennaio ed è stata quella di telefonare a Maria Corina Machado, principale oppositrice al regime socialista venezuelano. Come riporta il sito di Palazzo Chigi, infatti, quel giorno «il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha avuto una conversazione telefonica con Maria Corina Machado sulle prospettive di una transizione pacifica e democratica in Venezuela».

MARIA CORINA MACHADO

 

Un passo falso peraltro aggravato dal fatto che persino Trump il giorno prima si era espresso sulla Nobel venezuelana in questi termini: «Non ha il sostegno di tutto il Paese». Machado non demorde: volerà alla Casa Bianca settimana prossima per far cambiare idea al tycoon.

 

 

Secondo le fonti consultate da Domani, queste due mosse di Meloni non sono ovviamente piaciute all'attuale presidente venezuelana Delcy Rodriguez, fino a pochi giorni fa vice di Maduro e dunque storica esponente di spicco del regime socialista. Per questo, non appena capito che Meloni puntava a presentarsi alla consueta conferenza stampa di inizio anno davanti ai giornalisti italiani con la notizia della liberazione di Trentini in tasca, Rodriguez ha cinicamente deciso di deludere Meloni e tenere in carcere Trentini per qualche altra ora.

 

delcy rodriguez nicolas maduro

Non sembra dunque casuale la dichiarazione fatta dalla premier italiana proprio ieri mattina, a pochi minuti dall'inizio della conferenza stampa. [...] Chi segue da tempo la vicenda fa notare un particolare: il Paese che ha ottenuto finora il maggior numero di rilasci è la Spagna. Merito degli sforzi diplomatici dell'ex premier Zapatero, come riconosciuto pubblicamente dallo stesso regime venezuelano, e delle dichiarazioni del governo Sanchez che, come detto, ha criticato duramente l'intervento americano. Ma c'è anche un'altra scelta fatta da Madrid e passata quasi inosservata. Ieri il ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares, ha detto che Bruxelles dovrebbe revocare le sanzioni contro Rodriguez.

 

delcy rodriguez il giorno del giuramento (a sinistra, diosdado cabello, dietro a destra nicolasito maduro, figlio di nicolas)

Dal 2017 l'attuale presidente ad interim del Venezuela è infatti soggetta a misure restrittive che le impediscono di entrare nel territorio dell'Ue. In un'intervista televisiva, Albares ha dichiarato venerdì che all'interno dell'Ue «abbiamo una regola non scritta, ma che applichiamo abitualmente, ovvero che il capo di Stato o di governo non venga mai incluso nelle liste delle persone sanzionate. Quindi – ha aggiunto – tutti noi europei dovremo riconsiderare questa situazione».

 

Venerdì, durante l'incontro con la stampa italiana, a una domanda su Trentini Meloni non ha fatto riferimento alle sanzioni nei confronti di Rodriguez. Si è limitata a queste parole: «Il governo italiano si occupa della vicenda quotidianamente da 400 giorni, e come sappiamo non è l'unico. Lo abbiamo fatto e lo continuiamo a fare mobilitando tutti i canali, politici, diplomatici e di intelligence e non smetteremo fino a quando la signora Armanda (mamma di Alberto, ndr) non potrà riabbracciare suo figlio. È molto doloroso non potere riuscire a dare risposte nei tempi che vorrei».

 

Alberto Trentini

E i tempi si sono allungati anche per errori di forma nelle ore successive la cattura di Maduro. La speranza è che, nonostante i pasticci dei politici, la nostra intelligence riesca prestissimo a portare a casa Trentini.

LA POSIZIONE ITALIANA NEI CONFRONTI DEGLI STATI UNITI - VIGNETTA BY NATANGELO DONALD TRUMP - GIORGIA MELONI - MEME BY EDOARDO BARALDI MARIA CORINA MACHADO

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