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IL RICATTO DI BIN SALMAN A TRUMP: O CI DAI IL NUCLEARE O LO FACCIAMO COI CINESI – LA DECISIONE DELL’AMMINISTRAZIONE USA DI PERMETTERE ALL’ARABIA SAUDITA DI SVILUPPARE UN PROGRAMMA ATOMICO A SCOPI CIVILI È UN TERREMOTO NELL’EQUILIBRIO DEL GOLFO PERSICO. “MBS” HA FATTO CAPIRE A TRUMP CHE SENZA UN’INTESA, SI SAREBBE RIVOLTO A XI JINPING - A DIFFERENZA DEGLI EMIRATINI, PRETENDE DI NON AVERE LIMITI ALL’ARRICCHIMENTO, E SI TIENE LE MANI LIBERE PER LA COSTRUZIONE DI UNA BOMBA. I SAUDITI HANNO ANCHE RIFIUTATO DI FIRMARE I PROTOCOLLI INTRODOTTI PER L’IRAN. PERCHÉ TEHERAN DOVREBBE ACCETTARE CONDIZIONI PIÙ RIGIDE? – ISRAELE E MOLTI DEPUTATI REPUBBLICANI SONO CONTRARI, MA IN BALLO POTREBBE RICICCIARE L’INGRESSO DI RIAD NEGLI ACCORDI DI ABRAMO (BIDEN L’AVEVA POSTA COME CONDIZIONE…)

NUCLEARE, L’ACCORDO TRA USA E SAUDITI «UN AFFARE DA DECINE DI MILIARDI»

Estratto dell’articolo di Viviana Mazza per il “Corriere della Sera”

 

MOHAMMED BIN SALMAN CON DONALD TRUMP ALLA CASA BIANCA

Donald Trump ha […] dato il via libera a un accordo […] firmato ieri dal suo ministro dell’Energia Wright. L’intesa dà all’Arabia Saudita la possibilità di sviluppare un programma nucleare a scopi civili e, potenzialmente, apre la porta all’arricchimento dell’uranio nel Regno. […]

 

Si tratta di un accordo del valore stimato di decine di miliardi di dollari: darà alle aziende americane un ruolo centrale nello sviluppo dell’infrastruttura nucleare in Arabia saudita per i prossimi 30 anni; potranno anche costruire un impianto per l’arricchimento dell’uranio, ma solo se ciò viene approvato dopo uno studio congiunto statunitense e saudita di due anni, che valuterà se sia commercialmente più sensato arricchirlo localmente anziché acquistare il combustibile all’estero.

 

Centrale nucleare 22

Se lo studio darà l’ok all’arricchimento in loco, saranno gli americani a costruire gli impianti senza trasferimento di tecnologia sensibile ai sauditi.

 

Se gli Usa si oppongono, Riad non è autorizzata per 10 anni a realizzare l’arricchimento da sola o con altri partner stranieri. Così, secondo la Casa Bianca, gli Stati Uniti avranno influenza sul programma, anche per prevenirne l’uso a scopi militari.

 

Al Congresso, in entrambi i partiti, c’è chi si oppone da tempo alla diffusione della tecnologia nucleare in Medio Oriente. Ma sarà difficile bloccare l’accordo: ciò richiederebbe una risoluzione congiunta e una maggioranza di due terzi, se fosse necessaria per aggirare un potenziale veto presidenziale.

 

MOHAMMED BIN ZAYED CON MOHAMMED BIN SALMAN

La guerra in Iran ha creato tensioni con i sauditi, ma l’accordo rafforza la relazione, evitando che si rivolgano alla Russia o alla Cina. Ma a meno che nel patto non vi siano limiti adeguati, potrebbe aumentare i rischi di proliferazione nucleare. Da Israele, infatti, arrivano segnali di nervosismo: esponenti della maggioranza e dell’opposizione hanno detto che lo Stato ebraico deve fare ogni cosa in suo potere per impedire la realizzazione dell’accordo.

 

Per il principe Mohammad bin Salman è una grossa vittoria: da tempo voleva questo accordo per diversificare l’economia dipendente dal petrolio; Biden glielo avrebbe concesso solo a patto di normalizzare i rapporti con Israele. Il leader saudita ha anche detto nel 2018 che, se l’Iran sviluppa un’arma nucleare, lo farà anche lui.

 

margo martin tra donald trump e mohammed bin salman

A differenza degli Emirati, i sauditi hanno rifiutato l’impegno a non arricchire l’uranio in patria e a non riprocessare il combustibile dei reattori. Gli Emirati, la Turchia, l’Egitto potrebbero esigere lo stesso trattamento. I sauditi hanno rifiutato il «Protocollo Aggiuntivo» introdotto per l’Iran dall’Agenzia atomica internazionale, che richiede ispezioni più rigorose. Perché l’Iran dovrebbe accettare condizioni più rigide del suo grande rivale regionale?

 

LA MARCIA DI RIAD PER L'ATOMICA TRA L'OSTILITÀ DEGLI ISRAELIANI E GLI ABBOCCAMENTI CON LA CINA

Estratto dell’articolo di Guido Olimpio per il “Corriere della Sera”

 

Centrale nucleare 21

[…]  Il principe Mohammed Bin Salman lo ha dichiarato spesso: se l’Iran arriva alla Bomba, lo faremo anche noi. […]

 

Gli Stati Uniti hanno tergiversato. C’era la questione iraniana aperta, erano forti le pressioni israeliane per un no, esisteva (ed esiste) il timore di favorire la proliferazione in una regione esplosiva, al Congresso erano molti i parlamentari poco propensi ad appoggiare il disegno strategico saudita.

 

Xi Jinping Bin Salman

Però dovevano tener conto dei rapporti con l’Arabia, perno della presenza militare nel Golfo e socio rilevante. Nel tentativo di trovare una soluzione gli americani hanno proposto, già nel 2020, un baratto: in cambio della collaborazione nucleare, Riad doveva finalmente riconoscere in modo ufficiale lo Stato di Israele.

 

[…]  La strada, però, si è rivelata tortuosa. I sauditi, impazienti e frustrati, hanno esplorato altre possibilità, compresa un’eventuale soluzione cinese.

 

IL VIDEO DEL BOMBARDAMENTO AL DEPOSITO DI MUNIZIONI DI ISFAHAN PUBBLICATO DA DONALD TRUMP

Nel 2023 sono riemerse notizie sui contatti con Pechino, estensione di relazioni che avevano portato il Paese arabo ad acquistare missili dalla Repubblica Popolare. Iniziativa che naturalmente ha causato reazioni negative a Washington, guardinga sui giochi di sponda delle petro-monarchie, con gli emiri disinvolti nello sviluppare politiche in ogni direzione, senza mai trascurare i contatti con Pechino e il Cremlino.

 

[…]

 

Il processo non si è comunque interrotto. Gli Stati Uniti hanno proposto una formula nota come «Accordo 1 2 3» che prevedeva la rinuncia all’arricchimento dell’uranio unita a controlli stringenti. La stessa siglata dagli Emirati Arabi Uniti che hanno costruito due centrali con l’assistenza della Corea del Sud. Solo che Riad non voleva limiti.

 

donald trump e mohammed bin salman alla casa bianca foto lapresse 8

[…]  La guerra Iran-Usa/Israele ha sconvolto il teatro. Lo scudo statunitense si è dimostrato meno efficace del previsto, gli sceicchi si sono trovati esposti al tiro dei pasdaran. Salman, nel mentre, si è rivolto al Pakistan per ampliare la storica cooperazione in campo militare e Islamabad ha offerto il proprio «ombrello» nucleare ai sauditi mentre gli Emirati si sono affidati all’India.

 

Intanto sono proseguiti i mercanteggiamenti con Washington, favoriti dalla posizione di Trump, molto più disponibile. Il presidente, infatti, ha concesso ai sauditi il diritto di arricchire l’uranio e ha eliminato condizioni vincolanti, sconto rilevante su una questione fondamentale. Gli uomini di The Donald hanno ribattuto sostenendo che vi saranno comunque garanzie.

attacco usa all iran 1

 

Rassicurazioni accolte con scetticismo da Israele, profondamente ostile a un’Arabia col nucleare e determinato a conservare la supremazia in questo campo. Una posizione negativa che si è aggiunta alle critiche per il Memorandum di tregua con Teheran ritenuto — non solo dallo Stato ebraico — troppo vago. […]

DONALD TRUMP - GUERRA ALL'IRANTAPPETI VOLANTI - MEME xi jinping mohammed bin salman 2donald trump con mohammed bin zayed ad abu dhabi emirati arabi uniti 2Centrale nucleare di Duane Arnold in Iowa

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