LA RIFORMA ELETTORALE È MIA E ME LA GESTISCO IO! – LA MAGGIORANZA NON SI FERMA E, IN COMMISSIONE AFFARI COSTITUZIONALI, HA APPROVATO DA SOLA IL “MELONELLUM BIS” COME TESTO BASE PER RISCRIVERE LE REGOLE DEL VOTO – NEL FRATTEMPO SCHLEIN, CONTE, BONELLI E FRATOIANNI SI CONFRONTANO PER FARE OSTRUZIONISMO: PRESENTERANNO INSIEME EMENDAMENTI PER CANCELLARE DEL TUTTO IL TESTO O UNA SUA PARTE – C’È UN PICCOLO PARTICOLARE CHE CONFERMA IL CAOS DEL CAMPO LARGO: LE OPPOSIZIONI NON HANNO ALCUNA PROPOSTA ALTERNATIVA UNITARIA PER LA RIFORMA ELETTORALE…
Estratto dell’articolo di Serena Riformato per “la Repubblica”
schlein fratoianni bonelli conte
Sono i binari paralleli della legge elettorale: il centrodestra va avanti a tambur battente, le opposizioni mettono a punto una strategia comune per intralciarne la fretta.
[...] mentre in commissione Affari costituzionali la maggioranza si votava da sola il Melonellum bis come testo base per la riforma, la segretaria Pd Elly Schlein, il presidente M5S Giuseppe Conte e i co-leader di Avs Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni si sono confrontati in una riunione via Zoom sui prossimi passaggi parlamentari. [...]
RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE
E del resto la tattica da adottare, a sinistra, è ancora lungi dall'essere definita. Il punto fermo – condiviso – è la contrarietà alla proposta del centrodestra: sbagliata nel metodo e nel merito. Condivise sono pure le buone intenzioni: una forma di "coordinamento" sulle modifiche in commissione ci sarà. Ma fino a che punto è ancora da capire.
Di certo i tre partiti – con +Europa e Iv –presenteranno insieme degli emendamenti soppressivi, ovvero quelli mirati a cancellare del tutto il testo o una sua parte. Potrebbe invece essere più difficile proporre un modello alternativo.
Conte vorrebbe mandare un segnale e depositare, tra gli emendamenti, una "contro-riforma": proporzionale puro con le preferenze. Su carta è un assetto che da sempre non dispiace nemmeno ad Avs. Riccardo Magi di +Europa metterà sul piatto un Mattarellum.
I dem invece esitano davanti all'idea stessa di indicare un sistema concorrente: «La nostra linea è un'altra: il parlamento deve essere impegnato a parlare dei problemi degli italiani, non di seggi e collegi», ragiona Marco Sarracino, responsabile Sud della segreteria.
[...] la prossima settimana gli sherpa di Pd, M5S e Avs si vedranno per i dettagli operativi. Ieri la presidenza della commissione ha fissato la scadenza per gli emendamenti a giovedì prossimo, 11 giugno.
La data inizialmente prospettata alle opposizioni era addirittura l'8 giugno, lunedì prossimo. Appena tre giorni dalla seduta (ieri) in cui è stato votato il testo base. Tale è la smania di fare presto della maggioranza.
«Una tempistica inaudita e provocatoria, stanno umiliando il parlamento», hanno sottolineato in una nota i capigruppo di minoranza in commissione Simona Bonafè, Filiberto Zaratti, Alfonso Colucci, Maria Elena Boschi, Riccardo Magi e Matteo Richetti. Il voto delle modifiche sarà condensato dal 16 al 23 giugno. Poi l'approdo in aula il 26.
L'obiettivo del centrodestra – su spinta di Chigi – ormai è noto: primo ok alla Camera a luglio con tempi contingentati, approvazione definitiva al Senato con fiducia entro agosto. Tant'è che Lega, FI, FdI e Noi Moderati sarebbero orientati a non presentare emendamenti in commissione (del resto cadrebbero se si decidesse di andare in aula senza mandato al relatore) ma solo in assemblea.
[...] a destra si distingue Roberto Vannacci: «Legge scandalosa, ci batteremo per le preferenze».


