LA RIFORMA DELLA RAI RIPARTE DA ZERO – OGGI AL SENATO TORNA IL TESTO DELLA LEGGE SULLA GOVERNANCE DEL SERVIZIO PUBBLICO, E TRA GLI EMENDAMENTI NE SPUNTA UNO DI FORZA ITALIA PER TOGLIERE AL MINISTERO DELL’ECONOMIA IL POTERE DI INDICARE L’AD DI VIALE MAZZINI – IL VERO TRANELLO È LA MODIFICA CHE PREVEDE LA MAGGIORANZA ASSOLUTA PER L’ELEZIONE DEI MEMBRI DEL CDA: SI APRIREBBE LA POSSIBILITÀ DI UN CDA TOTALMENTE IN MANO A PALAZZO CHIGI – LA RIFORMA È NECESSARIA PER ALLINEARSI AL REGOLAMENTO UE, CHE IMPONE ANCHE DI PREVEDERE “RISORSE CERTE” DA DARE ALLA TV PUBBLICA. RAGIONE PER CUI È SPARITO IL TAGLIO DEL CANONE PREVISTO DA GIORGETTI…
COME L’ARMATA BRANCA-MELONI VUOLE FOTTERE LA RIFORMA DELLA RAI IMPOSTA DALL'UE, VOLTA AD EVITARE INFLUENZE DIRETTE DA PARTE DEL GOVERNO - LE MODIFICHE AL TESTO IN DISCUSSIONE AL SENATO PREVEDONO CHE DALLA TERZA VOTAZIONE, LA MAGGIORANZA DEI DUE TERZI PER ELEGGERE I MEMBRI DEL CDA DA PARTE DELLA CAMERA E DEL SENATO SCENDA ALLA MAGGIORANZA ASSOLUTA - SI APRIREBBE QUINDI LA POSSIBILITÀ CHE I DUE MEMBRI DESIGNATI DAL GOVERNO, SE SOMMATI AI QUATTRO MEMBRI ELETTI DALLA MAGGIORANZA PARLAMENTARE, SQUADERNINO UN CDA TOTALMENTE IN MANO A PALAZZO CHIGI – NON SOLO: L’ATTUALE MANDATO DEI MEMBRI DEL CDA E DELL’AD VIENE ESTESO DA TRE A CINQUE ANNI...
RIFORMA RAI, IL GOVERNO ACCELERA MELONI CONTRO SCHLEIN SU RANUCCI
Estratto dell’articolo di Federico Capurso per “La Stampa”
Giorgia Meloni GIancarlo Giorgetti
Oggi in Senato riprenderà il cammino della riforma della Rai. Giornata importante, verranno presentati gli emendamenti e, tra questi, ce ne sarà anche uno del senatore di Forza Italia Roberto Rosso, che in accordo con il governo proporrà di togliere al ministero dell'Economia il potere di indicare l'amministratore delegato di viale Mazzini.
La scelta dell'ad, così come quella del presidente della Rai, verranno lasciate al Consiglio d'amministrazione, che poi li voterà. L'esecutivo nominerà 2 membri del cda, mentre altri 4 spetteranno al Parlamento e 1 ai dipendenti.
giorgia meloni e il cavallo della rai - illustrazione di marilena nardi - domani
Sembra una rivoluzione, ma nella realtà rischia di essere un intervento puramente di facciata. La riforma è necessaria per allinearsi al regolamento Ue "Freedom Media Act", entrato in vigore ormai un anno fa.
L'Europa chiede ai Paesi membri di liberare le loro televisioni pubbliche dall'ingerenza del governo. L'unica concessione fatta all'Italia è quella di lasciare in capo al Tesoro la nomina di 2 membri del consiglio d'amministrazione, perché il ministero è l'azionista di maggioranza e giuridicamente non può non essere rappresentato all'interno dell'azienda.
Con questo nuovo assetto, tuttavia, nei fatti non cambierà granché. La nomina dei vertici resterà sempre il frutto di un accordo politico e sarà sempre il governo a indicare la direzione. Non c'è riforma né regolamento europeo che possa cambiare la natura di queste dinamiche.
Su un altro fronte, invece, il Freedom media act è riuscito a incidere. Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, inizialmente, aveva fatto inserire all'interno della riforma una norma che gli avrebbe permesso di tagliare il 5% del canone in casi straordinari. Sarebbe stato quello lo strumento con cui realizzare la promessa leghista, mai mantenuta, di tagliare il canone Rai.
Il regolamento europeo impone però di prevedere "risorse certe" da dare alla tv pubblica e la norma di Giorgetti avrebbe tolto ogni certezza. Ragione per cui è sparita dal testo finale. L'obiettivo, adesso, è arrivare a un'approvazione della riforma in Senato a settembre, per ottenere il via libera definitivo alla Camera tra ottobre e novembre.
giorgia meloni rai cavallo viale mazzini
Tempismo che acquisisce importanza non solo perché eviterebbe all'Italia di incorrere in una procedura di infrazione, ma anche perché dopo l'approvazione del Parlamento si dovrebbe dimettere automaticamente l'intero attuale consiglio d'amministrazione Rai.
Questo passaggio permetterebbe di superare l'impasse che va avanti da quasi due anni intorno alla nomina del presidente di viale Mazzini. Giusto in tempo per le elezioni politiche. […]
GIANCARLO GIORGETTI - FOTO LAPRESSE
Giorgia Meloni Giancarlo Giorgetti
giancarlo giorgetti - giorgia meloni - foto lapresse
